Monday, November 14, 2022

ALEX CECCHETTI - SORTILEGIO

Con Sortilegio Alex Cecchetti ci fa immergere in un mondo naturale e fantastico, un’esperienza spirituale rinunciando alle nostre memorie, ai nostri ricordi individuali e collettivi, per tornare a una dimensione primordiale, all’origine della vita. 

 Per la sua seconda stagione, dal 16 novembre 2022 al 15 aprile 2023, FOROF presenta Sortilegio, mostra personale site specific di Alex Cecchetti - artista, poeta, giardiniere e coreografo - che ha ideato un ambiente sciamanico i cui elementi guidano gli spettatori ad abbandonare sé stessi e andare all’incontro della Natura. 
 In un percorso espositivo fatto di suoni, narrazioni e odori, Sortilegio è un inno alla natura e un invito ad identificarsi con essa che ci ricorda che dobbiamo la nostra vita ad altre specie, come l’aria che respiriamo agli oceani e alle foreste. In questa coabitazione e interdipendenza però abbiamo dimenticato l’amore. Pur amando questo pianeta, le abitudini ci hanno annebbiato per troppo tempo, e con questo sortilegio l’artista vuole far uscire il cuore dal petto a chiunque ne prenderà parte. 
 “Nell’urgenza ecologica che stiamo vivendo oggi, è fin troppo chiaro a tutti quanto sia controproducente controllare e sfruttare la Natura come una risorsa a cui non è dovuto nulla, neanche il rispetto. – Dice Alex Cecchetti - È controproducente perché la Natura vince sempre, il seme vince sempre, siamo noi che perdiamo. Noi siamo natura, siamo parte di essa, non smettiamo di esserlo neanche da morti. Ma è il nostro essere specie, il nostro essere vita che è in pericolo.”

Foro Traiano, 1 – Roma

www.forof.it




Friday, November 11, 2022

JEAN ARP e ALBERTO MAGNELLI |

Nell’ambito del progetto di valorizzazione delle opere e degli artisti presenti nelle collezioni civiche fiorentine, il Museo Novecento presenta la mostra Alberto Magnelli. Armocromie, a cura di Eva Francioli (11 novembre 2022 – 15 febbraio 2023). 
La monografica, dedicata al maestro dell’astrattismo internazionale, si inserisce all’interno del ciclo espositivo che, con cadenza regolare, intende delineare dei brevi ritratti di grandi artisti del ventesimo secolo, nell’intento di approfondire specifici aspetti della loro pratica ed episodi meno indagati della loro vita. 
 “La mostra sarà un viaggio nell’universo artistico di Magnelli, un percorso tra opere che spaziano tra dipinti, disegni e collage e che consentiranno al visitatore di addentrarsi al meglio in un linguaggio espressivo tra i più originali e significativi dell’epoca. Al Museo Novecento ancora una volta diventa possibile scoprire o riscoprire figure che hanno segnato lo scenario artistico contemporaneo, grazie a un repertorio prezioso che abbiamo a disposizione nella nostra città”. 
 Toscano di nascita e francese di adozione, Alberto Magnelli (Firenze 1888 – Meudon 1971) ha contribuito in maniera determinante alla diffusione di nuovi codici visivi nell’Europa del secondo dopoguerra. Artefice di una lunga e incessante ricerca sul mezzo pittorico, a cavallo tra gli anni Dieci e gli anni Sessanta sviluppa un repertorio del tutto originale di forme e colori. Alla più volte ricordata formazione da autodidatta seguirà, negli anni della prima giovinezza, il confronto con le esperienze più innovative dell’arte internazionale, coltivato anche attraverso l’amicizia con i principali protagonisti della scena artistica e culturale parigina. 
Un posto speciale sarà, in tal senso, ricoperto da Jean Arp e dalla moglie Sophie, con i quali Magnelli condividerà importanti esperienze d’arte e di vita negli anni della Seconda guerra mondiale. 
 Un'opera di Jean Arp, uno dei grandi maestri del Novecento, riaffiora infatti dai depositi dei Musei Civici Fiorentini. Larme de galaxie (1962), piccolo capolavoro donato dall'artista alsaziano alla città di Firenze all'indomani della drammatica alluvione del 1966, torna alla luce dopo circa tre anni di studio e ricerche condotti da Emanuele Greco, curatore della mostra Jean Arp. 
Larme de galaxie (11 novembre 2022 – 15 febbraio 2023). 'opera, appartenente a una fase tarda dell'attività dell'artista, rappresenta pienamente la poetica e lo stile di Arp in scultura, che prese avvio agli inizi degli anni Trenta, dopo la conclusione delle fasi dada e surrealista, con la ricerca di una plastica astratta, di matrice organica, intesa cioè non come imitazione delle forme della natura, ma come natura essa stessa: ovvero una materia, in cui restavano forti le assonanze alle forme di organismi animali e vegetali, costituita però della stessa forza germinante, spontanea e immediata, della natura, che fu sempre per Arp la principale fonte di ispirazione.

Installation view - Ph Leonardo Morfini

Installation view - Leonardo Morfini

Alberto Magnelli - Peinture n. 0529, 1915
olio su tela, 124x100

Alberto Magnelli - Explosion Lyrique n.7, 1918
 olio su tela 125x140

Alberto Magnelli - Collage Musique, 1942
carta vetrata - 35x27


Jean Arp, Larme de galaxie, 1962,
duraluminium, Collezioni Civiche Fiorentine. Ph. Credits: Serge Domingie.



Thursday, November 10, 2022

Non sono dove mi cercate Porpora Marcasciano, il movimento, dall’underground al queer al MIT

La Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, spazio tematico in cui vengono ricostruite, raccontate e valorizzate le esperienze artistiche del territorio bolognese ed emiliano-romagnolo, si apre a un nuovo progetto espositivo che sarà visibile dall’11 novembre 2022 all’8 gennaio 2023.
 La mostra, a cura di Michele Bertolino, presenta una selezione di disegni inediti, che Marcasciano realizza dagli inizi degli anni Settanta, quando per la prima volta scende le scale dello Studio Uno Underground, un centro sociale, sede politica e galleria d’arte gestita da alcuni hippies nel suo paese natale, San Bartolomeo in Galdo (Benevento). 
Prodotti tra il 1973-1977 e ancora dal 1981 alla metà del decennio, e dimenticati per diversi anni in soffitta, i disegni sono composizioni psichedeliche in cui gli immaginari di un’intera generazione prendono la forma di surreali paesaggi meccanici e formazioni stratificate in cui corpi alieni, mani e labbra, seni, vagine, falli e tubi si fondono l’uno nell’altro. La stessa tecnica riflette la porosità del contesto in cui le opere sono state eseguite: la carta è spesso lavorata con il diluente, o acqua ragia, che permette di trasferire colori e immagini da quotidiani o fotografie e giocare con macchie e sfumature, facendo emergere favole e incastri. Il rock acido dei Pink Floyd e il teatro anarchico del Living Theater prima, poi la pratica rivoluzionaria, creativa e “frocia” e l’esperienza in transito: tutto si condensa in acquerelli e collage da cui trasuda l’immagine di un corpo collettivo senza organi, espanso e resistente. 
 Sui disegni è la stessa Porpora Marcasciano a raccontare: “Qualche anno prima di morire, mia mamma sistemando la soffitta di casa, fece una scoperta archeologica per me importantissima: una vecchia cartella contenente circa cinquanta di miei disegni datati 1973-1977 e alcuni più recenti datati prima metà degli anni Ottanta. Da aggiungere alla narrazione la mia passione nel dipingere e disegnare che si interruppe in una fase critica della vita a metà degli anni ottanta. I disegni più che un valore artistico hanno, a mio avviso, un valore simbolico poiché incarnano nei segni e nel significato il senso profondo di quegli anni. Io la considero pura creatività psichedelica”. 
 Le vicende del ‘77 italiano, i convulsi anni del Movimento Frocio che conquista il Cassero di Porta Saragozza nel 1982, l’affermarsi politico dell’esperienza trans con l’approvazione della legge 164, che consente alle persone trans di vedere riconosciuto il proprio genere elettivo, sono passaggi importanti, iscritti nel significato e nell’iconografia dei disegni di Marcasciano. Tali fermenti e movimenti politici, di cui Bologna è uno dei principali laboratori, si lasciano intravedere nella Project Room del MAMbo, tramite una raccolta di materiali d’archivio. Ritagli di giornali, fotografie, libri, comunicati stampa, documenti politici, flyer e copertine di dischi sono riprodotti su pannelli semitrasparenti che riconfigurano l’architettura della sala. In questo modo il pubblico è immerso in cronologie non lineari, obbligato a spostare continuamente lo sguardo in un viaggio alla ricerca di genealogie personali. 
 Non sono dove mi cercate. Porpora Marcasciano, il movimento, dall’underground al queer al MIT prova così a tracciare la pagina del diario di un’epica plurale e favolosa, mescolando i disegni con voci singole e canti collettivi dove possano prendere corpo la creatività psichedelica, il sesso anarchico, la felicità radicale e l’utopia.







MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Project Room
11 novembre 2022 – 8 gennaio 2023

Wednesday, November 9, 2022

Francesca Mo Jewels

Architetto designer milanese, Francesca Mo è da anni nella gioielleria d’autore . 
Ha iniziato inventando gioielli solo attraverso materiali che hanno in sé una storia. Ciottoli di vetro lavorati dal mare, avanzi di orologi, sabbie, lamine di pietre dure. Filo conduttore di tutte le sue creazioni è l’immaginifico infantile che la mano adulta riesce a raccontare senza per questo mortificarlo e tanto meno omologarlo. Il suo cammino da incastonatrice si è poi trasformato anche in quello di forgiatrice. I suoi gioielli sono racconti, non hanno la possanza del materiale ma l’equilibrio tra la forma, il colore e il gioco. Molte mostre a suo pregio sia in Italia che all’estero.












Tuesday, November 8, 2022

ALDO ROSSI. Cabina dell'Elba

A pochi giorni dalla chiusura della mostra Aldo Rossi. Design 1960-1997 al Museo del Novecento di Milano, la galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura presenta dall’8 novembre al 29 dicembre 2022 il progetto Aldo Rossi. Cabina dell’Elba interamente dedicato alla celebre cabina-armadio disegnata dall’architetto negli anni Settanta durante un soggiorno all’Isola d’Elba. 
 Dopo il primo progetto per Molteni&C. in soli quattro esemplari e la presentazione al “Salone del Mobile” del 1980, nel 1982 Aldo Rossi inizia la produzione della seconda e definitiva versione della Cabina dell’Elba in collaborazione con l’atelier di produzione artigianale di Bruno Longoni. 
 «La cabina è una piccola cosa, è la riduzione della casa, è l'idea della casa», ha scritto l’architetto raccontando il suo interesse per il «carattere particolare e universale delle cabine poste sulle spiagge», motivo ricorrente in molti dei suoi progetti. La cabina, infatti, resta un modello esemplare del metodo progettuale di Rossi, della sua ricerca sulla scala e della sua volontà di trasferire motivi architettonici nello spazio domestico. 
 In occasione della mostra, a 40 anni dalla prima messa in produzione, la galleria ha realizzato, in collaborazione con gli Eredi Aldo Rossi e il supporto scientifico della Fondazione Aldo Rossi, un’edizione di nove miniature della Cabina dell’Elba partendo dal modello di studio realizzato da Bruno Longoni Atelier d’arredamento con Rossi nei primi anni ottanta. Oltre alle nove riproduzioni in legno dipinto con rifiniture di metallo - cm 22 x 8 x 5,5 - saranno esposte anche quattro prove d’artista e alcuni disegni originali dell’architetto. 
 «Le cabine erano un’architettura perfetta, ma anche si allineavano lungo la sabbia e strade bianche in mattine senza tempo e sempre eguali. Posso ammettere che esse rappresentano qui un aspetto particolare della forma e della felicità: la giovinezza. Ma questa questione non è essenziale anche se è legata agli amori delle stagioni marine». (Da Aldo Rossi, Autobiografia Scientifica, il Saggiatore, Milano 2009).








8 novembre - 29 dicembre 2022

 

 

Antonia Jannone Disegni di Architettura

Corso Garibaldi 125, Milano

Monday, November 7, 2022

Tristano di Robilant Galassie peculiari

Dal 7 novembre 2022 al 8 gennaio 2023 il Museo della Ceramica di Mondovì (Cuneo) presenta Galassie peculiari, mostra personale di Tristano di Robilant (Londra, 1964) a cura di Jean Blanchaert, con il coordinamento di Irina Eschenazi, che espone una trentina di opere in vetro e in ceramica, di cui almeno la metà create espressamente per la mostra, a cui si aggiungono ben otto poesie scritte dall’artista e scelte per questo contesto. 
 Dopo aver lavorato con materiali diversi – dal bronzo all’alluminio alla ceramica – nel 2005 Tristano di Robilant inizia a concentrarsi sulla produzione di opere in vetro, collaborando in modo continuativo col maestro vetraio Andrea Zilio, alla fornace Anfora di Murano. Le sue sculture in vetro trasparente mettono in equilibrio forme geometriche, luce e colore. In tutte le sue creazioni si ritrovano forme primitive non antropomorfe che conferiscono linearità, semplicità e arcaicità alla materia lavorata: forme irregolari e apparentemente casuali, sorprendenti e affascinanti, sono spesso abbinate a titoli enigmatici che l’artista, poeta, prende in prestito da un vasto archivio di influenze letterarie, filosofiche e storiche. 
 Cresciuto tra l’Italia e l’Inghilterra, Tristano di Robilant vive e lavora a Ripabianca (Perugia), paese umbro con una ricca tradizione nella produzione e nella lavorazione della terracotta. Ma la sua relazione artistica con la maiolica ha origini lontane e più profonde, che lo vedono realizzare le prime opere ceramiche alla Bottega Gatti di Faenza ormai più di 25 anni fa ed esporre con maestri come Giacinto Cerone.











7 novembre 2022 – 8 gennaio 2023

Museo della Ceramica Ettore e Marco Levi

Palazzo Fauzone di Germagnano

Piazza Maggiore 1, Mondovì

Friday, November 4, 2022

MASSIMILIANO GALLIANI - IL SUO SPAZIO IL SUO TEMPO

Il Comune di Montechiarugolo ricorda l’artista Massimiliano Galliani, scomparso nel 2020 a soli trentasette anni, con la mostra "Massimiliano Galliani, il suo spazio, il suo tempo", a cura di Eleonora Frattarolo, visitabile dal 6 novembre all’11 dicembre 2022 all’interno del Palazzo Civico (Via Liberazione 2, Montechiarugolo, Parma). 
 Il percorso espositivo comprenderà circa venticinque opere per illustrare i diversi ambiti della ricerca di Massimiliano Galliani: dall’implicazione nella videoarte, testimoniata da alcune videoinstallazioni e dal significativo documentario "Il Racconto di Luigi Ontani" (sezione della mostra "Luigi Ontani incontra Giorgio Morandi", Grizzana Morandi, Bologna, 2015), alle sperimentazioni pittoriche del ciclo "LSDT - Le Strade Del Tempo", legate alle crettature che circondano gli occhi de "La Gioconda". Da "Riflesso su tela", ovvero la riproduzione ad olio dell’immagine riflessa di un soggetto che si pone di fronte ad una tela nera lucida, a la serie dei "Fiumi", in cui l’acqua, metafora di vita, scorre nella foglia d’oro. E infine, i memorabili disegni di Massimiliano Galliani, eseguiti tramite il linguaggio nevralgico della sua poetica, metafora, di volta in volta angosciata o giocosa, del proprio mondo interiore e della propria tensione verso il visibile e l’invisibile. 
 Ãˆ inoltre presente in mostra un gioiello prezioso - il "Pipistrello galattico" - disegnato da un Massimiliano poco più che diciassettenne, amante dei travestimenti e dei supereroi, per la madre Laura, apprezzata designer di gioielli, che lo ha realizzato in oro, turchesi, rubini e lapislazzuli.

Massimiliano Galliani e Laura Intilia
Pipistrello_galattico 1999-2022 -oro, turchese, lapislazzuli, rubino e dente da latte

Massimiliano Galliani 
 Autoritratto riflesso su tela, 2016 olio su tela cm 120x80.

Massimiliano Galliani
Attraverso, 2018 matita su carta

Massimiliano Galliani
Attraverso, 2019 matita su carta

Massimiliano Galliani
disegno E matita, 2017 matita su carta

Massimiliano Galliani
un Po d'oro, 2018 vernice e oro in foglia

Massimiliano Galliani
Vita Tamigi, 2018 Inchiostro su carta cinese


Thursday, November 3, 2022

NAMIBIA. Arte di una giovane generazione nella Collezione Würth

Ogni primo venerdì del mese la mostra NAMIBIA. Arte di una giovane generazione nella Collezione Würth, aperta al pubblico dal 24 ottobre 2022 al 14 ottobre 2023 all’Art Forum Würth Capena rimarrà aperta fino alle alle 20.00. L’accesso è gratuito previa prenotazione all’indirizzo art.forum@wuerth.it o telefonando al numero 06 90103800. 
 La mostra Namibia. Arte di una giovane generazione nella Collezione Würth è un'indagine sull'arte della Namibia contemporanea, a cavallo del 1990, anno dell'indipendenza e spartiacque tangibile negli 80 lavori (tutti appartenenti alla collezione Würth) dei 33 artisti coinvolti. A metà strada tra la tradizione e l’esplorazione contemporanea, in mostra dialogano modalità espressive di artisti di età diverse che si confrontano su grandi temi come il paesaggio namibiano, la spiritualità, la vita rurale e le questioni di attualità politica e sociale, ma anche le tematiche che riguardano il passato, l'identità minacciata, le nuove problematiche post indipendenza, come il consumo eccessivo e la comunicazione.

  1. Lukas Amakali (Windhoek, 1976)
    Colto in azione / Caught in action, 2015 Fotografia / photography, 60,5 x 40 cm Coll. Würth 


  1. Barbara Böhlke (Swakopmund, 1958)
    Riserva d'acqua di Windoek / Windoek water reservoi, 2015 Olio su tela / oil on canvas, 67 x 78 cm
    Coll. Würth 


  1. Margaret Courtney-Clarke (Namibia, 1949) # 5850, 2014

    Fotografia / photography, 28,5 x 42 cm Coll. Würth 


  1. Linda Esbach (Sudafrica)
    25 anni dopo... e il sole splende sulle arti! / 25 years later... and the sun is shining upon the arts!, 2015
    Stoffa / fabric, 190 x 126 cm
    Coll. Würth 


  1. Urte R. Remmert (Reinbek, Germania, 1952)
    Parla con me per trovare una nuova lingua namibiana / Talk to me finding a new Namibian Language, 2015
    Collage su carta / collage on paper, 68,5 x 78,5 cm
    Coll. Würth 



Fillipus Sheehama (Omuthitugonyama, 1974) 

Tessuto della morale / Fabric of moral, 2015 Plastica e rivetti / plastic and rivets, 200 x 160 cm Coll. Würth 


Ismael Shivute (Ombome, 1988)
Alla prossima generazione / Till next generation, 2015
Tecnica mista su legno / mixed media on wood, 47,5 x 83,5 cm Coll. Würth 




Art Forum Würth Capena         
Viale della Buona Fortuna, 2 – Capena (RM)













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