Monday, May 20, 2024

ASTA GIOIELLI - "FINE JEWELS"

Milano- Nella prossima asta “Fine Jewels”, Cambi Casa d’Aste propone un interessante catalogo di gioielli, selezionati in base alla provenienza, alla storia e alla qualità degli oggetti e delle gemme, presentate, ove possibile, certificate.

La prima tornata (lotti 1-115) presenta una collezione di coralli di diverse epoche e provenienze; la seconda (lotti 116-406), riunisce gioielli firmati Cartier, Buccellati, Van Cleef&Arpels, Bulgari.

I lotti sono visionabili da venerdì 17 novembre a lunedì 20 maggio dalle 10:00 alle 18:00, solo su appuntamento a gioielli@cambiaste.com.










lotto 279 Cartier London. Clip con acquamarine e diamanti
stima 15.000-20.000
lotto 281 Ravasco. Spilla con diamanti taglio rotondo e baguette
stima 15.000-20.000
lotto 293,  anello con zaffiro Burma di 4.50 carati circa e diamanti
 stima €14.000-18.000
lotto 323 Cartier, London. Spilla douette con diamanti per ct 1617.00 circa
stima €14.000-18.000

Monday, April 29, 2024

ALCHIMIE DELLA FORMA - SB ART JEWELS - GIOIELLI D'ARTE DI SERENA BONIFAZI

Creatività, passione, libertà, determinazione sono le linee guida che mi hanno diretto in questo percorsoÉ un’alchimia e tutto prende forma, attraverso l’arte l’anima si rivela,

la materia fa cadere il suo velo e tutto si trasforma in un continuo divenire.

La creazione è nata, un lungo cammino, un unico pezzo d’arte.”

(Serena Bonifazi)

Questa la filosofia di Serena Bonifazi, il leitmotiv, il filo conduttore di tutte le sue creazioni.

 

Dopo tante esposizioni in gallerie d’arte in Italia e all’estero e nel mondo delle case d’aste internazionali, Serena Bonifazijewelry designer romana, ha presentato per la prima volta le sue creazioni artistiche nella Capitale.

Gioielli-scultura in bronzo e argento, pezzi d’arte unici e serie limitate, pensati e realizzati dall artista interamente a mano con la tecnica della fusione a cera persa, in mostra a via Margutta con un titolo evocativo, Alchimie della Forma. Mostra ospitata nello spazio espositivo di Margutta Home, galleria-salotto dedicata all’architettura d’interni, ai complementi di arredo e agli oggetti di design contemporaneo, aperta sette anni fa dall’imprenditrice Marina Marseglia in collaborazione con una équipe di noti architetti.

In tanti non sono voluti mancare al cocktail party per festeggiare la giovane creatrice.

SB Art Jewels sono gioielli d’arte, creazioni sensuali e tattili come orecchini e anelli con serpenti in bronzo dorato di varie dimensioni e insolite forme asimmetriche, sinuose e arrotondate.  Un must-have le polsiere in pelle colorata enfatizzate dalla sovrapposizione di elementi in argento cesellato. Pensando ai gioielli di scavo è nata la collezione “Coincidenze”, anelli e orecchini a cerchio, lavorati a torchon in argento, bronzo dorato e brunito. Preziosi i gioielli pezzo unico bagnati in oro dalle forme irregolari con giochi di opposti, omaggio ai tagli di Fontana e alla fluidità del tempo,  ai cretti di Alberto Burri e alla materia primordiale. Ogni creazione racconta una storia, un dialogo tra scultura e arte in un continuo divenire. Molto ammirata la collezione Metropoli, bangle, anelli e orecchini dalle linee allungate e avveniristiche ispirati alle architetture di New York.

Ai gioielli pezzo unico, veri e propri oggetti del desiderio, si aggiunge la consolidata collezione Open Sesame, collane e bracciali prêt-à-porter in alluminio e resina gommata colorata declinata nei colori rosso, blu elettrico, verde brillante, arancio, marrone e black&white, linee geometriche che ricordano, sia nei fermagli che nella maglia delle catene, lo stile degli anni SettantaAllegri e ludicicreati da Serena Bonifazi per gli shop di alcuni musei italiani come il MAXXI e Il Museo del Novecento a Milano, sono diventati in poco tempo un accessorio cult da indossare tutti i giorni.












Friday, April 26, 2024

EFFETTO NOTTE: NUOVO REALISMO AMERICANO


Dal 14 aprile al 14 luglio 2024 le Gallerie Nazionali di Arte Antica, in collaborazione con Aïshti Foundation Foundation di Beirut, presentano la mostra Effetto notte: Nuovo realismo americano, a cura di Massimiliano Gioni e Flaminia Gennari Santori.

Più di 150 le opere esposte, tutte provenienti dalla collezione di Aïshti Foundation, una delle più importanti istituzioni di arte contemporanea sulla scena internazionale, fondata 25 anni fa dall’imprenditore italo-libanese Tony Salamé e dalla moglie Elham.

La mostra prende il titolo da un’opera dell’artista newyorkese Lorna Simpson. Day For Night – in italiano, “Effetto notte” – è un trucco cinematografico che consente di filmare scene notturne durante il giorno.

Il titolo è stato reso celebre da un film di Francois Truffaut del 1973: in francese l’effetto notte si chiama “Nuit Américaine”, la notte americana – un’immagine che ben si addice alle visioni chiaroscurate di questi artisti che negli ultimi decenni hanno catturato la realtà dell’America in tutta la sua complessità.

Palazzo Barberini ospiterà una selezione di opere di artisti attivi negli Stati Uniti – tra cui Cecily Brown, George Condo, Nicole Eisenman, Urs Fischer, Wade Guyton, Julie Mehretu, Richard Prince, Charles Ray, David Salle, Dana Schutz, Cindy Sherman, Lorna Simpson, Henry Taylor, Christopher Wool e molti altri – il cui lavoro si confronta con la questione cruciale del realismo e della rappresentazione della verità.

La progressiva erosione del concetto di verità che ha contraddistinto la cultura americana negli ultimi anni paradossalmente è coincisa con un ritorno alla figurazione da parte di numerosi artisti contemporanei. Mentre concetti quali alternative facts e post-truths si sono fatti largo nell’opinione pubblica americana, molti artisti hanno intrapreso una riflessione complessa sul concetto di realismo, in particolare nel campo della pittura contemporanea.

La mostra espone opere di artisti emergenti accanto al lavoro di importanti predecessori che hanno anticipato le recenti riflessioni sul concetto di verismo e rappresentazione.

Questa riflessione sul realismo trova un’originale e straordinaria collocazione nelle Gallerie Nazionali di Arte Antica che raccolgono la più ampia collezione al mondo di pittura caravaggesca, ovvero di opere di artisti che, per la prima volta e su scala europea, ambiscono a una rappresentazione naturalistica della realtà.

Il percorso inizia nella dodici sale dello Spazio Mostre al piano terra e prosegue negli spazi più emblematici del museo, come alcune sale monumentali del piano nobile – Atrio Bernini, Sala Ovale, Sala Marmi e Atrio Borromini – per concludersi infine nel cosiddetto Appartamento del Settecento, un interno rococò unico a Roma, al secondo piano di Palazzo Barberini, che in occasione della mostra verrà aperto per la prima volta al pubblico in maniera continuativa.

Tra interni barocchi e spazi monumentali, la mostra rappresenta un’occasione unica per conoscere ed esplorare gli sviluppi più recenti dell’arte negli Stati Uniti – visti attraverso una delle collezioni più importanti degli ultimi decenni – in dialogo con l’arte e l’architettura di Palazzo Barberini, in una ricca esplorazione delle relazioni che dal Seicento a oggi ancora si intersecano tra rappresentazione della realtà, potere e spettacolo.








Cindy Sherman

Jacqueline Humphries

Klara Liden

Jack Whitten


Dana Schütz


Selman Toor

Nicole Eisenman

Nicole Eisenman
Karen Kilimnik

Nicolas Party

Jill Mulleady

Joan Semmel

Nate Lowman

Tschabalala Self




Laura Owens

Christopher Wool


Tuesday, April 23, 2024

VISIONS | Emma Talbot

Dal 24 aprile al 4 giugno 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sede di Mucciaccia Gallery Project, Roma, in via Laurina 31, Visionsla prima mostra in Italia in una galleria privata di Emma Talbot (1969, Stourbridge, Regno Unito), artista britannica di fama internazionale, insignita del Max Mara Art Prize for Women nel 2020 e selezionata per The Milk of Dreams, mostra principale della curatrice Cecilia Alemani alla 59. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia 2022.

Giulia Abate, direttore artistico di Mucciaccia Gallery Project, ha dichiarato: “Dopo la mostra di Maryam Eisler, il nostro percorso continua ad approfondire la creatività femminile, ospitando una delle artiste più rappresentative in questo senso nel panorama artistico internazionale di oggi. Emma Talbot, con le sue trame intessute di luce e colori, incarna l’anelito a ricercare un’ispirazione che trascende le linee e le forme, nel tentativo di ricondurci a un terreno comune di sensazioni e sentimenti ancestrali”.

In mostra 10 dipinti su seta e 14 disegni tratteggiano l’immaginario creativo dell’artista, in cui il linguaggio femminile si materializza sulle tele con figure semplificate, motivi mitologici, suggestioni intime ed evocazioni ritmiche.

Nel suo testo critico, Wells Fray-Smith afferma: ”Visions continua l’accurata analisi del paesaggio interiore, del pensiero e dell'emozione personali dell’artista. I dieci dipinti su seta sono episodi a sé stanti di un’unica narrazione, che racconta la duplicità e insieme la complementarietà di ciò che è politico e ciò che è personale. Proprio come nelle storie e nelle immagini di visionari come Hildegard van Bingen prima di lei, i dipinti colorati di Emma Talbot ci sfidano a immaginare che potrebbe esserci un'altra via, ricordandoci che anche di fronte all'atrocità, alla crisi climatica e alla sofferenza, esistono sempre la bellezza, la speranza e la curiosità”.

Emma Talbot in una conversazione con Catherine Loewe ha specificato: “Visions è una serie di opere dipinte su seta, che esplorano la capacità di sintonizzarsi con un modo di pensare che va oltre la normalità, di riconoscere una voce o un segno che alimenta l’immaginario dello spettatore. Le mie figure sono molto spesso in caduta libera o fluttuanti, si allungano o precipitano, nel tentativo di instaurare una connessione con qualcosa che può sostenerle. Nel dipinto Ancients, ad esempio, due figure sembrano allo stesso tempo cadere e arrampicarsi in uno spazio decorato da motivi etruschi, quasi come se scavassero alla ricerca di un’archeologia misteriosa per mettersi al riparo di un radioso e protettivo sguardo antico. I miei dipinti riflettono sul desiderio emotivo di essere guidati verso un futuro sicuro, sui nostri legami con la natura, con gli antenati, con la tecnologia e con l’amore”.


Note biografiche: Emma Talbot, nata nel 1969 a Stourbridge, Regno Unito, si è recentemente trasferita in Italia, a Reggio Emilia, dove vive e lavora. Conclusi gli studi al Kent Institute of Art & Design nel 1988, ha ottenuto un Bachelor of Fine Art presso il Birmingham Institute of Art & Design nel 1991 e un Master of Art in Painting presso il Royal College of Art (Londra) nel 1995. Fra le mostre personali recenti segnaliamo: Sounders of the Depths, GEM, Kunstmuseum Den Haag, L'Aia (2019); Art Night, William Morris Gallery, Londra (2019); Four Visions for a Hopeful Future, Cultural Institute of Radical Contemporary Arts (CIRCA), Londra (2021); The Age/L'Età, Whitechapel Gallery, Londra (2022); 21st Century Herbal, Beiqiu Museum, Nanjing (2023); In The End, The Beginning, KINDL Museum, Berlino (2023-2024); A Journey You Take Alone, Kunsthalle Giessen (2023-24). Mostre collettive recenti: Cycle, Portal, Path, Nest, L'Aia (2023); Irreplaceable Human? The Conditions of Creativity in the Age of AI, Louisiana Museum, Humlebæk (2023-2024).













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