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Thursday, September 10, 2026

Shilpa Gupta - One Palm Closer to the Sky - Fondazione Furla

 Per l’ottava edizione del programma Furla Series, Fondazione Furla e GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano presentano One Palm Closer to the Sky, mostra personale di Shilpa Gupta, a cura di Bruna Roccasalva.

 

Tra le voci più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale, Shilpa Gupta esplora temi quali il linguaggio, la censura, la mobilità e le strutture di potere che modellano l'identità e la libertà degli individui. Attraverso una pratica multidisciplinare che spazia tra scultura, installazioni luminose, video, suono e performance, Gupta intesse dialoghi tra lingue e territori, singolarità e collettività, intimità e sfera pubblica, tramite opere che coniugano rigore concettuale e accessibilità.

 

One Palm Closer to the Sky presenta una serie di nuove produzioni che restituiscono alcuni dei nuclei fondamentali del lavoro di Gupta: l'interesse per il linguaggio e il testo, il coinvolgimento attivo del pubblico, la rielaborazione di oggetti d'uso comune e la capacità di creare cortocircuiti tra arte e vita, anche attraverso interventi che escono dagli spazi istituzionali per inserirsi nella sfera pubblica.

 

Il progetto si inserisce nella più ampia riflessione dell'artista sul rapporto tra l'individuo e i sistemi di controllo che ne condizionano l'esistenza, sul modo in cui media, linguaggio e istituzioni contribuiscono a plasmare la percezione di noi stessi e del mondo. All'interno di questa indagine, One Palm Closer to the Sky si concentra in particolare su quel senso di speranza che, dopo generazioni di lotte per la libertà, continua a resistere pur sembrando oggi vacillare di fronte alla crescente affermazione di derive autoritarie su scala globale.

 

Attraverso il lavoro di Shilpa Gupta, che interroga criticamente le narrazioni di identità, appartenenza e confine, la collezione ottocentesca della GAM – testimonianza di una stagione storica in cui questi concetti prendono forma – dialoga con le tensioni del presente.

 

Con un percorso espositivo che prende avvio dal cortile del museo e si sviluppa nelle cinque sale del piano terra, la mostra offre una panoramica sulla pratica di Shilpa Gupta, sottolineando la sua capacità di trasformare la ricerca in esperienza e di fare dell'arte uno strumento di indagine e riflessione critica capace di aprire spazi di ascolto, immaginazione e confronto.

 

One Palm Closer to the Sky di Shilpa Gupta si inserisce nel quadro della partnership pluriennale tra Fondazione Furla e GAM - Galleria d'Arte Moderna di Milano, che dal 2021 presenta con cadenza annuale un progetto espositivo inedito, volto a mettere in dialogo l’arte contemporanea con gli spazi storici e la collezione permanente del museo.

 

Furla Series è il progetto che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre in collaborazione con importanti istituzioni d’arte italiane, con un programma tutto al femminile pensato per celebrare e promuovere il contributo fondamentale delle artiste nella cultura contemporanea.









Friday, April 10, 2026

Man Ray: M for Dictionary

 Fondazione Marconi e Gió Marcon presentano Man Ray: M for Dictionary, un’ampia retrospettiva dedicata a Man Ray, che pone il pensiero linguistico dell’artista come principio guida e ne esplora i diversi mezzi espressivi.

La mostra, presentata in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, è realizzata in collaborazione con il curatore e storico dell’arte Yuval Etgar e Deborah D’Ippolito.

 

Fotografo tra i più celebrati dell’epoca moderna, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray è stato un artista multimediale nel senso più ampio del termine. Attratto dal passaggio dall’artigianato manuale alla riproduzione meccanica, cercava di fondere dimensione formale e concettuale. Ma forse, più di ogni altra cosa, il mezzo espressivo che ha attraversato e caratterizzato l’intera sua produzione artistica è stato il linguaggio.

 

All’anagrafe Emmanuel Radnitzky, nato nel 1890, Man Ray era figlio di immigrati russi che si stabilirono inizialmente a Filadelfia per poi trasferirsi a Brooklyn. Nel 1912 la famiglia abbreviò il proprio cognome in Ray con l’intento di celarne le origini ebraiche. Ancora giovane, Emmanuel fece lo stesso, trasformando il proprio nome in Man Ray: un gioco di parole dal carattere trasformativo che gli consentì di reinventare la propria identità senza cancellarla del tutto. Questo episodio, al tempo stesso fonte di ispirazione e di tensione, divenne emblematico del suo modo di intendere l’arte e rappresentò con ogni probabilità il primo di una lunga serie di slittamenti e giochi linguistici.

 

Come un dizionario, la mostra Man Ray: M for Dictionary sviluppa la fascinazione dell’artista per le relazioni inesplorate tra parole, oggetti e immagini.

 

Prima retrospettiva dell’opera di Man Ray che fa del linguaggio la principale chiave di lettura, Man Ray: M for Dictionary rievoca l’esposizione dell’artista presso lo Studio Marconi nel 1969 (Je n’ai jamais peint un tableau récent) e la realizzazione del suo celebre ciclo di disegni Alphabet for Adults. Raccolta di giochi visivi e linguistici, ogni disegno dell’alfabeto presenta una lettera accompagnata dall’immagine di una parola che inizia con quella stessa lettera – ‘D’ per delight, devise o do, e ‘R’ per real o regret. Vero e proprio scrittore visivo, Man Ray dà forma, nei suoi disegni così come nelle fotografie, negli oggetti e nei dipinti, a un autentico esperimento linguistico: ironico e critico, ma anche intimo e profondamente provocatorio. «Creare un nuovo alfabeto a partire dai resti di una conversazione può condurre solo a nuove scoperte nel linguaggio», scriveva, e «la concentrazione è il fine desiderato, come in un anagramma la cui densità è misura del suo destino».

M for Dictionary Ã¨ organizzata in cinque sezioni principali, intitolate ‘The Alphabet’, ‘Light Writing’, ‘Body Language’, ‘Objectives’ e ‘Mathematical Objects’. Un secondo allestimento, dal titolo In Other Words, presenta opere di artisti contemporanei della galleria – Alex Da Corte, Simon Fujiwara, Wade Guyton, Allison Katz e Tai Shani – la cui attenzione al linguaggio come condizione della creazione visiva e materiale si collega direttamente all’eredità di Man Ray.

11 aprile – 24 luglio 2026


Main Ray, 1935-1971Bronzo dipinto e palla da biliardo in avorio su una base di plexiglassPainted bronze, ivory billiard ball on plexiglass baseEdition of 10, GalleriaSchwarz, Milan 197123.5 x 14.6 x 14.6 cm© Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026


Emak Bakia,1926-1970Argento e crine di cavalloSilver and horsehairEdition of 10, Studio Marconi,Milan 197046.5 x 14 x 15 cm© Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026

L’Énigme d’Isidore Ducasse,1920-1971Macchina per cucire avvolta in unacopertaSewing machine wrapped in a blanketEdition of 10, Galleria Schwarz, Milan 197145 x 58 x 23 cm© Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026

Palettable, 1941-1971Tavolozza dipinta su tre piediOil paint on three-legs tableEdition of 10, Galleria Schwarz, Milan 197161.5 x 87.5 x 51.5 cm© Man Ray2015 Trust, by SIAE 2026

Man Ray all’opening della mostraJe n’ai jamais peint un tableau récent, StudioMarconi, Milano 1969foto di Enrico Cattaneo

Man RayAutoritratto/ Self-Portrait, 1943-1974Fotografia / PhotographEdition of 100,Studio Marconi, Milan 197418 x 13 cm© Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026


Wednesday, March 11, 2026

CADOGAN GALLERY | Kim Bartelt. Der Himmel über Berlin |

L’artista berlinese presenta un nuovo corpus di opere che indagano gli stati di transizione tra spazi e istanti sospesi, esplorando condizioni di soglia in cui percezione, memoria e materialità restano in costante tensione<
 Fino all'8 aprile, gli spazi milanesi di Cadogan Gallery ospitano la mostra personale dell’artista berlinese Kim Bartelt dal titolo Der Himmel über Berlin.
 Proseguendo un’indagine attivata con la precedente mostra Zwischen Tür und Angel, l’artista presenta un nuovo corpus di opere che esplorano il senso di transizione tra spazi e istanti sospesi, una condizione di soglia che esprime con un linguaggio formale delicato, caratterizzato dall’applicazione di fogli di carta velina su tela, a comporre blocchi geometrici. 
La carta semi-trasparente, per l’artista, è metafora della transitorietà, evocando la vulnerabilità del momento e l’impermanenza dell’esperienza vissuta. Attingendo al linguaggio dell’astrazione geometrica, il lavoro di Bartelt riflette sull’effimero in un mondo iperaccelerato e sulle connessioni nascoste dell’esperienza umana contemporanea, spesso sepolte sotto strati di distrazione digitale. L’uso di un vocabolario visivo consapevolmente ridotto, composto da quadrati e rettangoli sovrapposti, incanala stati emotivi complessi in composizioni apparentemente controllate e armoniose, dove ogni sovrapposizione crea giochi di luce e ombra. Concepito nel suo studio, questo nuovo ciclo di lavori trae ispirazione dalle tonalità e dall’atmosfera dello skyline urbano, visibile in lontananza dalla finestra. 
Lo spettatore è invitato a sostare in questo spazio di transizione, sottilmente avvolto dalla palette della città: una soglia in cui materialità e sentimento convergono.
 Negli spazi di SOLO della galleria sarà visibile, fino all’8 aprile 2026, un gruppo di opere dell’artista texana Terrell James. Attraverso una propria e inconfondibile lente astratta, l’artista dipinge il mondo naturale: pur interpretando il paesaggio piuttosto che rappresentarlo, le forme organiche delle sue opere alludono direttamente alle loro origini in piante, animali, fossili e ghiacciai. Forme definite dominano questi nuovi lavori, che segnano una nuova fase della pratica dell’artista, generando un ritmo percepibile e un senso lirico di movimento all’interno di ogni composizione.


Wednesday, January 28, 2026

JONATHAN LYNDON CHASE EXHIBITION

 Alla Galleria GióMarconi di Milano, dal 30 gennaio al 21 marzo, si terrà la mostra Keep Thinking nobody does it like you here comes the sunset di Jonathan Lyndon Chase, artista statunitense noto per una pittura intensa e profondamente narrativa.

Le opere in mostra restituiscono scene di vita quotidiana popolate da corpi che si cercano, si osservano e si proteggono, spesso inseriti in spazi urbani o domestici carichi di tensione emotiva. Attraverso colori caldi, linee decise e composizioni ravvicinate, Chase costruisce immagini che parlano di intimità, vulnerabilità e desiderio, mettendo al centro relazioni affettive e identità spesso marginalizzate. I personaggi, ritratti in momenti sospesi tra quiete e inquietudine, sembrano abitare un tempo personale, lontano dalla retorica e vicino all’esperienza vissuta.

Il titolo della mostra suggerisce un’affermazione di unicità e resistenza: un invito a riconoscere il valore dell’essere sé stessi, anche nella fragilità. Come un tramonto, le scene dipinte da Chase segnano una soglia, un passaggio, lasciando emergere la bellezza che nasce dall’incontro tra luce e ombra. Con questa esposizione, la Galleria GióMarconi conferma il proprio interesse per pratiche artistiche capaci di coniugare forza visiva e profondità emotiva, offrendo al pubblico milanese un’occasione di confronto con una delle voci più sensibili della pittura contemporanea.



Sunday, April 6, 2025

BASE-WE WILL DESIGN 2025 – MAKING KIN

 

BASE Milano presenta

 

WE WILL DESIGN 2025 – MAKING KIN

 

La quinta edizione del laboratorio che durante la Design Week accoglie e promuove designer da tutto il mondo, quest’anno si interroga sulla costruzione di alleanze e parentele che esplorando nuovi modi di coesistere e collaborare

 

9 università italiane e internazionali, 38 designer, artisti e creativi internazionali,  5 progetti di residenza per designer e collettivi si aprono al pubblico e The Camp - il campeggio urbano gratuito realizzato in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design

 

IL PUBLIC PROGRAM

E IL PROGRAMMA MUSICALE

 

Incontri, pratiche, talk e workshop per interrogarsi sulle sfide del design

attraverso il dialogo, la condivisione e la pratica creativa

saranno accompagnati da dj set, performance e serate di clubbing

che uniscono sperimentazione sonora e club culture

 

dal 7 al 13 aprile 2025













BASE Milano

via Bergognone 34, Milano 

www.base.milano.it  

PUBLIC PROGRAM

 

martedì 8 aprile, ore 18:00 | TIME IS PRESENT. Designing the Common - BASE Milano

martedì 8 aprile, ore 19:00 | LITTLE FUN PALACE @The Glitch Camp

mercoledì 9 aprile, ore 16:30 - 18:30 | Designing Togetherness - Ground Hall BASE Milano 

giovedì 10 aprile, ore 20:00 - 21:30 | Multispecies Dinner - casaBASE

giovedì 10 aprile, ore 16:30 - 20:30 | Material Kinship - Ground Hall BASE Milano

venerdì 11 aprile, ore 16:00 | Solo sognar ci terrà svegli - BASE Milano

sabato 12 aprile, ore 16:00 | Kabila: Abitare il Futuro, Ripensare Comunità, Spazi e Rituali di Condivisione - BASE Milano

sabato 12 aprile, ore 16:00 | Collage Bang - BASE Milano

 

 

MUSIC PROGRAM

 

martedì 8 aprile | QUUTE CLUB con David Blank, Erica Gal, GESS (US) e Dirty Kawaii

mercoledì 9 aprile | Protopapa, ilromantico, BornaJeans e Kaattchu

giovedì 10 aprile | R.ocks 

venerdì 11 aprile | Insert Coin e Lorenzo Burlon

venerdì 11 aprile | Actress con Brillante 

sabato 12 aprile | Complex Way

sabato 12 aprile | Tama Sumo e Lakuti


Thursday, April 3, 2025

Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale

 FONDAZIONE EMILIO SCANAVINO

 

Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale

a cura di Michel Gauthier e Marco Scotini

 

4 aprile – 22 giugno 2025

 

Prima mostra organizzata dalla nuova Fondazione, racconta la Triennale del 1954,

momento fondamentale della storia dell’arte e del design

che vide la partecipazione dell’artista e di altri rappresentanti di rilievo delle arti visive

 

Dal 4 aprile al 22 giugno 2025, la Fondazione Emilio Scanavino presenta la sua prima iniziativa: la mostra Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale, a cura di Michel Gauthier e Marco Scotini, che rivisita un momento fondamentale della storia dell’arte e del design. L’esposizione si concentra sulla partecipazione di Scanavino e di altri artisti di rilievo dell’epoca alla X Triennale di Milano del 1954, dedicando particolare attenzione alla sezione della ceramica, importante occasione di dialogo tra arte e design industriale.

 

Les Monstres Amis ricrea l’ambiente della sala delle ceramiche della Triennale, che nel 1954 ospitava opere realizzate ad Albisola nell'estate precedente da artisti come Enrico Baj, Sergio Dangelo, Corneille, Asger Jorn, Roberto Matta, Lucio Fontana e lo stesso Emilio Scanavino, all’interno di una scenografia curata da Joe Colombo.

La sezione, inserita in un contesto dedicato a design industriale e funzionalismo, si proponeva di sfidare il predominio di quest’ultimo con un progetto che anticipava il Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista, un’idea che sarebbe poi evoluta nell'Internazionale Situazionista.









Wednesday, April 2, 2025

Baj + Milton “Paradiso perduto”

 Milano, 3 aprile 2025. Il 3 aprile 2025 apre a Milano BFF Gallery, il nuovo museo dedicato all’arte moderna e contemporanea all’interno di Casa BFF, la sede centrale di BFF Bank progettata da OBR - Open Building Research.

 

BFF Gallery Ã¨ un gesto di responsabilità verso la collettività e verso il patrimonio culturale del nostro Paese, e nasce dal desiderio di restituire alla società parte del valore che BFF genera.

Accessibile gratuitamente, il museo ha l’obiettivo di creare un nuovo apprezzamento per l’arte quale stimolo di innovazione, e un sistema virtuoso di scambio e condivisione di conoscenze che favorisca il dialogo e offra al pubblico una programmazione completa, accessibile, e di alto valore scientifico.

“BFF Gallery nasce dal desiderio di creare, all'interno di Casa BFF, uno spazio che favorisca la connessione tra le persone e la trasmissione di conoscenze” - dichiara Massimiliano Belingheri, Amministratore Delegato di BFF Banking Group. “Abbiamo deciso di farlo attraverso un museo, partendo dalla collezione di arte moderna e contemporanea che ha accompagnato la storia di BFF sin dagli inizi. Ci auguriamo che chiunque visiterà questo nuovo luogo possa riscoprire l'arte come strumento unico di dialogo con gli altri e di stimolo all’innovazione e alla crescita”.

A inaugurare la sede espositiva è la mostra Baj + Milton “Paradiso Perduto” i paradossi della libertà, a cura di Maria Alicata e Giovanni Carrada. La mostra espone la serie completa delle quaranta acqueforti realizzate da Enrico Baj per illustrare il Paradiso perduto di John Milton, pubblicate nel 1987 in un libro d’artista da Mastrogiacomo editore con l’introduzione, la selezione e le traduzioni di alcuni versi a cura di Roberto Sanesi. Tra i progetti meno conosciuti nella produzione di Baj che racconta il suo rapporto con la letteratura.

Attraverso gli immaginari dell’artista e il suo segno unico, le quaranta acqueforti ripercorrono alcuni temi centrali dell’opera di Milton - che, nei suoi oltre 10.000 versi sciolti, racconta le origini dell’Umanità dalla creazione di Adamo alla cacciata dall’Eden - proponendo un’occasione di riflessione sulla condizione umana e sui paradossi che sfidano molte delle nostre intuizioni spontanee sulla libertà.

Introducono la mostra alcune delle suggestive sagome che compongono l’Apocalisse (1978-2001), opera dello stesso artista, grazie alla collaborazione con l’Archivio Enrico Baj di Vergiate.

Il progetto di BFF Gallery è in continuità con altre iniziative del Gruppo portate avanti durante gli scorsi anni. Tra queste, l’esposizione proprio del Paradiso perduto di Baj a Lisbona, presso la Biblioteca di Palácio Galveias, ultima tappa di una mostra itinerante in Europa nell’ambito del progetto Art Factor, con protagoniste alcune opere della collezione BFF.

La Collezione d’arte contemporanea di BFF Banking Group è stata avviata negli anni Ottanta e comprende, ad oggi, circa 250 opere di artisti fra i quali Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Alik Cavaliere, Hsiao Chin, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Mario Schifano, Emilio Tadini, Joe Tilson e molti altri. Dal 2021 la collezione di arte italiana è stata oggetto - oltre che del progetto Art Factor - di due volumi d’arte e di una mostra itinerante negli Stati Uniti, sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura.

Baj + Milton “Paradiso perduto”
I paradossi della libertà

 

3 aprile – 17 ottobre 2025



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