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Friday, October 14, 2022

MINIARTEXTIL COMO Rosa Alchemico

Como - L’esposizione internazionale italiana dedicata alla Fiber Art torna con una grande mostra che intreccia nomi di artisti affermati e giovani talenti all’insegna della libertà e della mescolanza culturale Sono 234 i progetti di minitessili giunti da tutto il mondo, tra i quali la giuria di Miniartextil – manifestazione italiana dedicata alla Fiber Art internazionale – ha scelto le 54 opere che saranno parte della 31° edizione che si svolgerà a Como dal 16 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023. 
 La giuria composta da Mimmo Totaro, Vicepresidente dell’associazione ARTE&ARTE, dal critico, curatore e storico dell’arte Paolo Bolpagni e dal critico e curatore Sergio Gaddi ha scelto le opere che meglio hanno interpretato il tema Rosa Alchemico, titolo dell’edizione 2022. A partire da questa edizione il premio per l’opera migliore – quest’anno assegnato a Danielle Pèan Le Roux per Black rose with gold pearl – viene intitolato alla memoria di Nazzarena Bortolaso, co-fondatrice insieme a Mimmo Totaro della manifestazione e scomparsa lo scorso 24 aprile; e, sempre a lei, verrà dedicato un omaggio speciale, nel corso di Miniartextil 2022. Menzione speciale a Vanessa Lobosco per l'opera De Flore Aureo. 
 La scelta del titolo Rosa Alchemico nasce dalla volontà di dare vita a nuove forme di positività ed energia: il colore rosa trasmette pacificamente un’idea di libertà che, unita al sempre attuale concetto di alchimia, di mescolanza, appare la combinazione perfetta per liberare nuove idee. 
Ospitata quest’anno negli spazi della settecentesca Villa Olmo, la mostra vede la partecipazione di nomi internazionali che per la prima volta espongono in questa sede: da Marinella Senatore, artista attiva in Italia e all’estero, reduce dall’apertura di una sua personale a Londra il cui opening è stato accompagnato da una grandiosa performance, Afterglow e la cui pratica è caratterizzata da una forte partecipazione collettiva, a Jacopo Benassi, artista, fotografo, musicista, dalla onnisciente produzione d’arte, già presente, con i suoi lavori alla Tate di Londra, al Palais De Tokyo di Parigi, all’Istituto Italiano di cultura a Londra, al Centro Pecci di Prato. E ancora Igshaan Adams – artista sudafricano attualmente esposto ne Il Latte dei Sogni, la mostra internazionale a cura di Cecilia Alemani della Biennale di Venezia – che combinando insieme tessitura, installazione, scultura e performance, sottolinea gli aspetti sociali, spirituali e politici del tessuto; Emma Talbot, artista inglese pure presente in Laguna, realizza dipinti su seta che riuniscono forme figurative semplificate, motivi mitologici, figure dai tarocchi, testi calligrafici che esprimono aspetti della vita personale dell’artista; regista e pittrice era Angela Ricci Lucchi, che a Como sarà presente con un pezzo unico in prestito dalla Galleria Massimo Minini: un cofanetto che contiene 66 risposte di persone note quali Emilio Isgrò, Cesare Zavattini, Claudio Parmiggiani insieme a firme sconosciute, alla domanda Che cosa è la rosa per te?
Danielle Péan, Le Roux, Black rose with gold pearl

Vanessa Lobosco, De Flore Aureo

Dominika Walczak, Transgressive Pink


Tuesday, September 8, 2020

VUOTO - JACOPO BENASSI EXHIBITION

Prato - Venticinque anni di fotografia al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nella prima personale in un museo dedicata a Jacopo Benassi: con la mostra Vuoto, a cura di Elena Magini, dall’8 settembre al 1 novembre 2020 il museo di Prato offre uno sguardo sul lavoro potente, personalissimo, privo di mediazioni, del fotografo spezzino. Dallo studio dell’artista parzialmente ricreato all’interno della mostra nelle sale del Centro Pecci, il progetto espositivo si sviluppa in una spazialità dilatata che accoglie alcune delle serie e dei lavori più significativi dell’autore, e si riversa anche negli spazi cittadini, in cui la mostra viene annunciata da un progetto site specific di affissioni. La sua prima fotografia è quella di un gruppo punk in un centro sociale: dalla fine degli anni Ottanta Jacopo Benassi si forma nell’alveo della cultura underground spezzina, sviluppando nel tempo uno stile particolare fatto di mancanza di profondità di campo e flash; una fotografia cruda, vera, pur nella totale mancanza di luce reale: un atto forzato, un evento creato dall’artista in cui lo scatto perfetto non esiste. I soggetti di Benassi sono i più disparati, dall’umanità che abita la cultura underground e musicale internazionale (a partire dall’esperienza del club Btomic, gestito dallo stesso fotografo con alcuni amici) a ritratti di modelle, attrici, artisti, stilisti pubblicati nelle più importanti riviste italiane, fino all’indagine sul corpo, che varia dalla documentazione autobiografica di incontri sessuali, allo sguardo intenso sulla statuaria antica e che può essere considerato il “filo rosso” della sua produzione pantagruelica. Un posto speciale nell’opera di Benassi è occupato dall’autoritratto, spesso legato al suo percorso performativo: la sperimentazione sulla performance, sua o di altri, si lega costantemente alla musica e viene sempre mediata dall’immagine fotografica, soggetto e oggetto della sua ricerca.
 Brutal Casual, 2020

Pogo, 2018

The Belt, 2020

 BLONDIE (Debbie Harry), 2009-10


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