Tuesday, February 23, 2021

ARCHIVIO ATELIER PHARAILDIS VAN DEN BROECK

Milano - L'Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck presenta per il 2021 un programma culturale ricco di collaborazioni con artisti, fashion designer, studiosi, ricercatori e studenti, in continuità con l’attività iniziata nel 2019 tra progetti di ricerca, valorizzazione dell'archivio e produzione di nuovi contenuti. 
 Per il 2021 le attività dell'archivio sono state suddivise in tre sezioni – PROJECT ROOM, LECTURE ROOM e ACADEMY ROOM – che comprendono attività in presenza e digitali, in cui l'arte del presente si intreccia con la storia e le opere di Pharaildis Van den Broeck. Facendo proprio quel fluire tra arte, moda e design che è stata la particolare attitudine di Van den Broeck, l'attività 2021 dell'archivio propone approfondimenti multidisciplinari che rievocano la complessità della ricerca dell’artista, grazie a scambi metodologici tra pratiche poetiche diverse. Iniziato nel febbraio 2019 con una serie di interventi artistici realizzati ad hoc per l'atelier in cui Van den Broeck ha lavorato gli ultimi anni della sua vita, riprende il programma delle PROJECT ROOM, che dopo gli interventi di Alessandro Roma, Giulio Squillacciotti e Andrea Kvas – invitati a dialogare con le opere, la memoria e il luogo di lavoro dell’artista italo fiamminga – vede come prima protagonista nella primavera 2021 l'artista del gioiello Tatjana Giorgadse con alcune nuove opere in un progetto a cura di Irene Belfi, storica del gioiello contemporaneo. Per la Project Room #4, Giorgadse, partendo da alcuni disegni di Van den Broeck, ha realizzato delle vere e proprie sculture indossabili. Il programma continua in estate con la Project Room #5 che vede protagonisti l'artista Sara Enrico e il fashion designer Fabio Quaranta con un intervento tra arte e moda, e in inverno Claudia Losi, che per la Project Room #6 presenta un progetto editoriale a cura di Emiliano Biondelli. In occasione di ogni nuovo intervento d’artista viene realizzato un booklet, parte della collana di pubblicazioni cominciata nel 2019. 
 Con le LECTURE ROOM l’archivio presenta degli spazi virtuali in cui studiosi di diversi ambiti disciplinari condividono le ricerche tematiche condotte in archivio, partendo dall'analisi del lavoro di Van den Broeck per arrivare a fornire nuove chiavi di lettura e nuove metodologie di ricerca visiva contemporanea. Si comincia ad aprile con Cristina Masturzo, giornalista e docente di Economia e Mercato dell'arte, che fa un'analisi della posizione liminare di Van den Broeck rispetto al mercato dell'arte. A maggio Valeria Raho e Jonatah Manno – fondatori di P.I.A. centro di formazione, ricerca e produzione artistica di Lecce – danno una lettura sul tema della marginalità e il significato di ritagliarsi spazi al confine del sistema dell'arte. In ottobre il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi esamina i codici visivi di Pharaildis Van den Broeck tra arte e moda. Mentre a dicembre la storica dell'arte Roberta Bernabei offre un racconto dell'artista italo fiamminga tra ricordi personali e riferimenti storico artistici.

Berna- Festa della cipolla, 2007/8

In breve tempo gli elementi iconici del gioco del calcio diventano propri dell’immaginario e del processo pittorico di Phara. Nel 2007 inizia a dipingere anche altri avvenimenti sociali che per lei hanno un particolare valore antropologico privato e collettivo, come la Festa della Cipolla di Berna. Il campo da calcio ritorna a questo punto sotto forma di elemento compositivo (cornice) mentre la forma stilizzata della cipolla ha assunto la dimensione decorativa di un pattern. 


Senza titolo, 2009

Nel 2009 Phara, parallelamente al tema del calcio, riprende alcuni temi che aveva già trattato negli anni Novanta combinandoli con simboli provenienti dalla cultura popolare. In quest’opera la consueta cipolla si trasforma in un albero della cuccagna da cui pendono gnomi dalle fattezze geometriche. Sempre nello stesso periodo ritorna all’uso della tela sperimentando nuove tecniche pittoriche. 


Pesaggio con cipolle, 2010

Paesaggio con cipolle è un esempio di sintesi delle sperimentazioni pittoriche degli anni precedenti e di apertura verso nuove ricerche. Il dipinto di grandi dimensioni apre una finestra su un paesaggio solo apparentemente tradizionale in cui la ricca tavolozza di blu e verdi riesce a trovare un bilanciamento tra profondità del campo visivo e graficità decorativa dei dettagli, tra bidimensionalità della trama pittorica e volume scultoreo del soggetto ritratto. 




Onions 1994-95


In questa serie di piccole tavole dipinte tra il 1994 e il 1995 Pharaildis Van den Broeck inizia la sua analisi della cipolla, semplice elemento di vita quotidiana. La tecnica pittorica utilizzata ricorda la tradizione 


Arsenal Liverpool, 2008

Nel corso degli anni Phara dimostra sempre maggiore interesse al valore simbolico dell’evento calcistico, rinuncia alla cronaca a favore di una sorta di narrazione mitologica dei semidei del campo sportivo. La carta di giornale diventa puro supporto per una tessitura fittissima di pennellate mentre le composizioni assumono sembianze sempre 


China series, 1996 (guache su carta di riso)

Nel 1996 Pharaildis Van den Broeck, durante un viaggio in Cina, visita Suzhou e si fa fotografare vestita da imperatore cinese in un giardino acquatico. Da questi scatti nascono una serie di dipinti ispirati al tema

della Cina in cui il soggetto si trasforma da autoritratto a cipolla. Il processo di immedesimazione dell’artista con questo oggetto diventerà negli anni sempre più complesso.



Senza titolo, 2013

Il desiderio di sperimentare costantemente nuove tecniche spinge Phara a combinare sulla tela gli esiti delle ricerche sia sulla pittura acrilica sia sulla carta di giornale. Nelle opere del 2013 i quotidiani non sono più scelti per le immagini stampate che raccolgono ma perchè le permettono di introdurre una componente tridimensionale all’interno dell’opera. Tagliato a sottili strisce il supporto mediatico va idealmente a comporre il corpo della cipolla, le pennellate dense e decise ne sottolineato struttura e contorni. 


Italia, 2009

Con il passare degli anni la tecnica pittorica di Phara propende sempre più verso un’espressività sintetica e graffiante. Le opere di questo periodo, come questa, sono caratterizzate da campiture piatte, colori saturi, pennellate decise e contrastanti che 


Cura Primaverile 1997

Pharaildis Van den Broeck divorava immagini stampate spaziando da monografie di grandi artisti del passato a pubblicazioni monotematiche su specifici argomenti. La sua biblioteca è emblematica di come cultura alta e bassa possano convivere nello stesso luogo. In Cura primaverile l’artista antropizza lo sguardo del cane ripreso da un libro sulla razza dei Barboni e lo circonda di oggetti che conferiscono all’animale una vanità tipicamente umana. 



Monday, February 22, 2021

F/W 2021/22 READY TO WEAR #3

Proenza Schouler

 
Gabriela Hearst

Colville

Vivienne Westwood

Matty Bovan

Molly Goddard

Roberto Cavalli

Thursday, February 18, 2021

PROJECT ROOM #13 KASPER BOSMANS - A Perfect Shop-Front

Dal 17 febbraio al 14 maggio 2021, con la mostra A Perfect Shop-Front di Kasper Bosmans, la Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta il primo appuntamento del nuovo ciclo espositivo delle Project Room, progetto “osservatorio” dedicato ai più recenti sviluppi del panorama artistico internazionale, affidato per il 2021 alla guest curator Eva Fabbris. Nel suo lavoro Kasper Bosmans (Lommel, Belgio; 1990) associa temi socio-politici e contesti storico-culturali tra loro diversi in forme che attingono a repertori araldici, alla simbolica del folklore, alla tradizione del ready-made e alla storia della decorazione. Combinati secondo un’attitudine del tutto soggettiva, questi elementi si fondono in opere che raccontano e teorizzano delle mitologie insolite, nel tentativo di trovare nuovi modi di raccontare il sapere. Aneddoti provenienti da tempi e luoghi differenti vengono traslati in dipinti, installazioni e oggetti eleganti, arguti e ironici. In occasione della Project Room #13 l’artista ha progettato un intervento complesso in cui gli elementi della sua pratica si legano ad alcune istanze strettamente contemporanee, come i disastri ambientali e le limitazioni fisiche determinate dalla pandemia. L’insieme delle opere innesca una dimensione di flânerie tutt’altro che disimpegnata, in cui lo spettatore incontra dei richiami alla coscienza politica in forme che prendono le mosse da un approccio radicale all’arte folk, tra concetto e storia dei materiali.
Fondazione Arnaldo Pomodoro
via Vigevano 9 – 20144 Milano
Kasper Bosmans, A Perfect Shop - Front Installation view Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, 2021 Photo: Carlos Tettamanzi


Californien

CottageCheese

Gemstons NorthAmerica

Hudsons Bay

LeopoldMuller, 1968

LyndonJohnson, 1961

Native American

Noord Amerika

NormanRockwell, 1967

Voyageur Americain


Monday, February 8, 2021

CONVERSATION PIECE / PART VII- VERSO NARRAGONIA

La Fondazione Memmo presenta dall’8 febbraio 2021 Conversation Piece | Part VII, il nuovo appuntamento del ciclo di mostre, a cura di Marcello Smarrelli, dedicate agli artisti italiani e stranieri temporaneamente presenti a Roma, o che intrattengono un rapporto speciale con la città. 
 La mostra vede protagonisti Jos de Gruyter & Harald Thys (duo di artisti belga), Benedikt Hipp (attuale vincitore del Premio Roma presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo) e Apolonia Sokol (attualmente borsista presso Villa Medici - Accademia di Francia a Roma). 
Il progetto Conversation Piece nasce dalla volontà della Fondazione Memmo di monitorare costantemente la scena artistica contemporanea della città e, in particolare, l’attività delle accademie e degli istituti di cultura stranieri, dove tradizionalmente completano la loro formazione nuove generazioni di artisti provenienti da tutto il mondo. l titolo del ciclo si ispira a uno dei film più famosi di Luchino Visconti, Gruppo di Famiglia in un interno (Conversation Piece, 1974), una chiara metafora del confronto tra generazioni e dei rapporti di odio e amore tra antico e moderno; ma Conversation Piece era anche un genere pittorico diffuso tra XVII e XVIII sec., caratterizzato da gruppi di persone in conversazione tra loro o colti in atteggiamenti di vita familiare. 
Verso Narragonia, il sottotitolo che caratterizza ad ogni edizione le scelte e il percorso espositivo, per questo settimo capitolo fa riferimento alla località fittizia raccontata nel poema La nave dei folli, del poeta alsaziano Sebastian Brant, pubblicata per la prima volta nel 1494, illustrata da Albrecht Dürer. Nel testo si narra del viaggio fantastico di una nave stipata di folli, attraverso diverse mete: Narragonia – il “paradiso dei folli” –, il Paese di Cuccagna – terra di abbondanza e piacere –, fino al tragico epilogo del naufragio dell’imbarcazione. Con una forte attitudine allegorica, La nave dei folli è una favola moraleggiante, una critica ai vizi e alle debolezze umane dell’epoca. Nei secoli successivi, il poema ha suggerito ulteriori chiavi di lettura: celebre quella del filosofo francese Michel Foucault, che nella sua Storia della follia nell’età classica (1961) parte proprio dall’immagine della Stultifera navis per affrontare il tema della pazzia. Attraverso i lavori dei tre artisti invitati, Verso Narragonia, intende evidenziare il tema della follia come fonte d’ispirazione della creatività artistica, sottolineando l’attrazione suscitata sugli artisti da tutto ciò che è diverso, strano e perturbante. Se è vero che l’arte è artificio che scardina le consuetudini del pensiero corrente, un’esperienza che spiazza l’individuo facendolo riflettere sulla sua condizione, possiamo affermare che il tempo inedito e straniante che stiamo vivendo, possa essere considerato un tempo “artistico”. 
 La mostra si apre con l’installazione del duo formato da Jos de Gruyter (Geel, Belgio, 1965) e Harald Thys (Wilrijk, Belgio, 1966). Si tratta di un gruppo di 23 piccoli busti realizzati in gesso, capelli finti e vernice: una raccolta bizzarra di politici di fama internazionale, dittatori, attori di film di serie B, assassini e le loro vittime, personaggi pubblici noti e figure storiche, vive o morte. I busti sono presentati senza alcuna gerarchia o giudizio morale. Si somigliano tutti, risultando insieme spaventosi e innocui, piatti, inermi e stereotipati. 
 Per Conversation Piece, Apolonia Sokol (Parigi, Francia, 1988) ha realizzato un dipinto di oltre cinque metri di larghezza, direttamente collegato al tema iconografico della mostra. La pittrice ha infatti realizzato una tela che raffigura un’imbarcazione popolata di figure, che attinge alle incisioni di Dürer della prima edizione de La nave dei folli. I soggetti ritratti da Sokol, pur rifacendosi nella loro disposizione a modelli tratti dalla storia dell’arte, sono in realtà persone della contemporaneità; una popolazione di amiche, conoscenti e persone amate dall'artista che mette in discussione orientamenti e generi sessuali, attualizzando alcuni riferimenti della tradizione artistica e accostandoli a temi urgenti e d’attualità. Il dipinto è presentato su un particolare telaio estroflesso: una caratteristica formale che porta con sé anche degli aspetti più concettuali, legati alla storia della pittura e alla possibilità di offrire una visione “distorta” dell’opera. 
Benedikt Hipp (Monaco di Baviera, Germania, 1977) ha realizzato un ambiente composto da dipinti e sculture inedite, presentate nello spazio espositivo come parti dissezionate di un corpo. Le sculture, prodotte grazie a una fornace che l’artista ha installato nel proprio giardino di casa, sono il risultato di una “deformazione” dell’argilla attraverso un processo antico, quasi primordiale, che genera l’effetto di una pelle avvolta sulla superficie dei manufatti, le cui fattezze ricordano dettagli anatomici, organici ed elementi residuali, quasi reperti di un’antica civiltà scomparsa. Anche i dipinti sono contraddistinti dalla stessa carica espressiva, contribuendo a rafforzare l’atmosfera da laboratorio alchemico, uno spazio perturbante e magico che trascende i limiti della razionalità.

Conversation Piece | Part VII – Verso Narragonia 
 Curatore: Marcello Smarrelli 
Fondazione Memmo, via Fontanella Borghese 56/b, 00186 Roma 
 Apertura al pubblico: 8 febbraio – 1°luglio 2021 
 Orario: dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle ore 18.00 (chiuso il sabato e la domenica) 
 Ingresso libero
Jos de Gruyter & Harald Thys 

Jos de Gruyter & Harald Thys 


Apolonia Sokol 

Apolonia Sokol 

Apolonia Sokol 

Benedikt Hipp 

Benedikt Hipp 

Benedikt Hipp 


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