Monday, November 19, 2018

AMELIE VON WULFFEN- GALLERIA GIO' MARCONI

Milano-Dal 15 novembre fino al 19 gennaio la galleria Gió Marconi presenta Ragazze dietro le sbarre (Mädchen hinter Gittern) una mostra di nuovi lavori dell'artista tedesca Amelie von Wulffen, sua seconda personale con la galleria. Le opere più recenti di Amelie von Wulffen raccontano la sua lunga analisi della pittura come un medium che l’artista spesso sembra sperimentare senza consapevolezza di sé. Von Wulffen venera la pittura, più di qualsiasi altro approccio alla creazione artistica, per la sua storia e attinge a questo medium dall'interno, prendendone in prestito i capitoli meno eccellenti. Le opere in mostra sono permeate dal gusto della pittura di genere, come quando von Wulffen accosta le bucce di limone ricurve, tipiche delle nature morte olandesi, alle pennellate filamentose dell'Espressionismo. Von Wulffen utilizza la schiettezza della tonalità marrone, peculiare della tavolozza tedesca - dalla pittura di genere del XVIII secolo fino ad Anselm Kiefer - come se fosse un genere tutto suo. Von Wulffen non tralascia nemmeno i gradi più bassi della pittura - nelle sue opere si leggono brani chiaramente ispirati ai prodotti di massa, come i quadri-suovenir, che si trovano nelle località di villeggiatura. In Der Nackte im Park (Il nudo nel parco), le immagini sono dipinte una sull'altra senza sosta, come in una sorta di tic compulsivo. Un angolo di strada e un paesaggio autunnale sono i soggetti principali della tela. Al centro un nudo sta raccogliendo un'arancia. Queste sono le tipiche cose che i bambini pensano che gli artisti dipingano, ma non è quello che fanno davvero. Nel dipingere questi soggetti, von Wulffen si concede una breve pausa dalla realtà e illustra il divario tra le diverse possibilità di comprensione del medium. La pittura ha spesso un dominio più ampio e variegato rispetto a quello che solitamente le riconosciamo ed è chiamata ad agire in una miriade di contesti, molti dei quali sono stati effettivamente ostracizzati, ma non nell’opera di Amelie von Wulffen. Una natura morta - Kinder, Hunde, Silber (Bambini, cani, argento) – presenta gli elementi caratteristici del genere: la brocca d’argento, i bicchieri e la bottiglia di vetro, il limone sbucciato a metà; ma sono due fotografie incorniciate a svelare l’ambientazione contemporanea. Sono di quelle che si trovano nelle case di periferia: teneri bambini in posa, cani dipinti. La sensazione è la stessa di un fratello o una sorella che chiamano per parlare di una questione familiare senza senso quando qualcuno cerca di masturbarsi. Im Todestrakt (Nel braccio della morte) mostra la scena di una sobria cena attorno ad un tavolo. Appollaiata in un angolo, una donna sta mangiando un gelato e guardando una serie che parla di detenuti nel braccio della morte. La realtà sembra interrompere la fantasia, o vice versa. Forse ignorare la realtà è una nuova forma di condivisione. In un'altra opera un volto isterico chiede se abbiamo visto il nuovo House of Cards. Questo dualismo corre attaraverso la pittura di Amelie von Wullfen come un treno di pensieri conflittuali, oscillanti tra impulso e razionalità, repressione e apparenza, individuale e universale. Le decisioni difficili sono messe da parte per lasciare spazio alla scelta del gusto di Magnum o dello show su Netflix. Ragazze dietro le sbarre (Mädchen hinter Gittern) dipinge un ritratto non solo della lunga e ampia storia della pittura, ma dell’interiorità individuale, dove ciascuno di noi trascorre la maggior parte del suo tempo.



Friday, November 16, 2018

ROMA STREET STYLE - VIA OTTAVILLA

Giulia Vecchio
Actress

Tuesday, November 13, 2018

LA CULTURA VA DI MODA - SPAZIO NONOSTANTEMARRAS

Milano-Dall' 8 novembre, lo spazio NonostanteMarras presenta la mostra La cultura va di moda, nata nell’ambito del progetto della Casa Editrice Zanichelli rivolto alla sensibilizzazione sulla lingua, italiana e straniera. Il progetto “La cultura va di moda” è iniziato a ottobre 2018 direttamente sui marciapiedi di varie città italiane, promuovendo in forma di graffiti urbani con l'hashtag #laculturasifastrada, occasioni di riflessione sulle capacità di espressione, confermando l’editore nel proprio ruolo di educatore e divulgatore. Ma la cultura è anche moda e arte: dalla strada alla passerella e Zanichelli ha chiesto ad Antonio Marras di plasmare il vocabolario di italiano per eccellenza: lo Zingarelli. Un connubio inedito accomunato dalla volontà di diffondere la cultura e dalla convinzione che, come dichiara lo stesso Marras: “La cultura non è mai andata fuori moda. È qualcosa di così connesso con la nostra esistenza che non se ne può fare a meno. È come l'aria. Credo che il mio lavoro implichi un'aderenza alla realtà e quindi alla cultura che ci circonda. Quel che ho provato a fare nel tempo è far dialogare questa disciplina che è la moda con altre discipline: arte, danza, poesia, cinema, teatro, letteratura.” Il risultato sono 16 opere d'arte originali nelle quali la materia del vocabolario è stata trattata e fusa con altri elementi. Antonio Marras, motiva con entusiasmo questo progetto e aggiunge: “L'urgenza di tradurre in segno quel che c'è intorno e dentro di me, nel tempo, si è fatta sempre più pressante… Un foglio bianco, piccoli spazi di pagine già scritte, quaderni usati, vecchie copertine di libri, carta o cartone, cartoline, brandelli di stoffa, tutto chiede di essere riempito. Da incosciente quale sono un vocabolario diventa l’oggetto ideale per raccontare, fuori dalle righe, fuori dai margini. Linee, disegni, pasticci, garze, fil di ferro, cemento, occhi di bambola, soldatini, bruciature, spine, suture, bulloni, trasferibili, sono le mie parole inespresse, il codice attraverso cui si materializza il mio mondo. Accumuli, stratificazioni, assemblaggi si oppongono a levare, sottrarre, ridurre. Lottano contro la platitude, la piattezza, la banalità, il luogo comune. Vince l’eccesso, l’eccentricità.” Per l'occasione negli spazi di Nonostante Marras sarà allestito un vero e proprio percorso museale in cui le 16 opere, protette da teche, saranno visibili fino al 21 novembre.
Virginia Woolf - Antonio Marras ©daniela zedda

Adele Hugo - Antonio Marras ©daniela zedda 

Annemarie Schwarzenbach -Antonio Marras ©daniela zedda

Antonia Pozzi - Antonio Marras ©daniela zedda

Camille Claudel - Antonio Marras ©daniela zedda

Diane Arbus - Antonio Marras ©daniela zedda

Emily Dickinson - Antonio Marras ©daniela zedda

Eva Calvino Mameli - Antonio Marras ©daniela zedda 

Francesca Woodman -Antonio Marras ©daniela zedda

Frida Kahlo - Antonio Marras ©daniela zedda 

Isadora Duncan - Antonio Marras ©daniela zedda 

Lilya Brik - Antonio Marras ©daniela zedda

Paska Devaddis -Antonio Marras ©daniela zedda

Pina Bausch - Antonio Marras ©daniela zedda

Monday, November 12, 2018

THE WESTERN BOOTS

The western boots originated in the American Southwest during the mid-1800s, and since have remained extremely popular. Today, these boots are worn by both men and women, and not just in the United States. There are two basic styles of cowboy boots, western (or classic), and roper.Classic cowboy boots are the most common and iconic of all western boots. These boots have an angled heel of intermediate height. The shaft of most cowboy boots usually reaches to about mid-calf. Cowboy boots are normally made from cowhide leather but are also sometimes made from "exotic" skins such as alligator, snake, buffalo..The toe of western boots was originally rounded or squared in shape. The narrow pointed toe design appeared in the early 1940s. A newer design, the "roper" style, has a short boot shaft that stops above the ankle but before the middle of the calf, with a very low and squared-off "roper" heel, shaped to the sole of the boot, usually less than one inch high. Roper boots are usually made with rounded toes, but, correlating with style changes in streetwear, styles with a squared toe are seen.
 The shoes designers took inspiration from these boots..take a look here below at my selection:
TOP: Alexa Chung €480 - AllSaints -  €285 - Asos Design €130 - Country Outfitters $420 - Dolce&Gabbana €895
DOWN: Fendi €990 - Ganni €519 - Givenchy  €995 - Isabel Marant €920 - Joseph €595

TOP: MCQ Alexander McQueen €525 - Miu Miu €780 - MM6 Maison Margiela €590 - Prada €980 - Saint Laurent €895
DOWN: Top Shop €130 - The Texan Boots Company $750 - Zara €149 - Zimmerman €950 - Asos Design €54

Tuesday, November 6, 2018

EVITA ANDUJAR E DALILA BELATO -RvB ARTS

Roma-Giovedì 8 e venerdì 9 novembre, RvB Arts presenta STOLEN SELFIES, la mostra personale dell'artista spagnola EVITA ANDÚJAR, e BUTTERFLY, la mostra personale della scultrice siciliana DALILA BELATO, in un ipotetico arco che unisce due sponde del Mediterraneo, ricche di suggestioni e modalità espressive volte al recupero del genere figurativo. Stolen Selfies è dedicata agli ultimi quadri di Evita Andújar che intende continuare a riflettere su come la rete pervade la nostra vita personale e su come la comunicazione sovrasta l'identità, con il suo flusso continuo e incessante di dati e la sua dinamica anarchica. Andújar ora si appropria di alcune immagini - postate su Instagram - vuote di contenuto, le porta alla sua dimensione 'liquida' e le carica con il proprio vissuto personale. Il suo intento è quello di mettere in discussione l'importanza dell'apparire e non dell'essere. L'immediatezza della tecnica e la ruvidità della tela di juta le permettono di creare opere in cui le figure si formano attraverso audaci passaggi di colore. In tal modo l'artista porta in superficie una realtà all'apparenza sfavillante e multicolore, dove tutto è giocato sul piano dell'instabilità. L'immagine che ne risulta appare doppia e traslata, come in continua ridefinizione. La ritualità ed intimità dei momenti rappresentati vengono registrati con una gestualità decisa e frenetica, lucida e tagliente. Butterfly presenta le nuove sculture di Dalila Belato. La scultrice siciliana si dedica allo studio dell'anatomia umana, realizzando opere raffiguranti parti del corpo – come visi, piedi e mani – reinventando un linguaggio universale in modo personale, innovativo e ironico. Per certi aspetti, le sue opere si assestano nel filone del realismo, nel senso che, pur nella brillantezza e candore del materiale, si spingono a riprodurre anche le più minute particolarità della pelle, arrivando nei volti a catturare, come un'istantanea, espressioni di grande vitalità. Allo stesso tempo, sovrappone all’umano il mondo degli insetti, in particolare le farfalle…Ocra, terra bruciata, turchesi, a dozzine ricoprono il capo di una donna, colta in un sorriso appena abbozzato; la loro presenza soave e delicata allude tanto al processo stesso di trasformazione, sia fisica che, per traslato, spirituale, quanto ad un mondo altro. Le sue opere coniugano e avvicinano questi due universi, sottolineando in particolare la complessità e perfezione formale di quello animale, caratterizzato da colori brillanti e accesi.
Fino al  4 dicembre

RvB Arts - Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma






Friday, November 2, 2018

WEED PARTY III

Torino- Sabato 3 Novembre 2018, al PAV Parco Arte Vivente, nella cornice di Artissima, verrà inaugurata la prima personale italiana dell’artista cinese Zheng Bo (Pechino 1974). La mostra, a cura di Marco Scotini, aprirà la nuova stagione espositiva dedicata, in particolare, al rapporto tra ecologia e arte nel continente asiatico. Intitolata Weed Party III, la mostra è pensata appositamente per il PAV e si confronta con specie vegetali del territorio piemontese. Attento indagatore del rapporto tra piante, società e politica, Zheng Bo, è tra i più interessanti artisti cinesi dell’ultima generazione. Presente a Manifesta 12 a Palermo, è reduce della seconda Yinchuan Biennale e coinvolto nella prossima Taipei Biennale, che aprirà in novembre. Nella sua serie di opere Propaganda botanica, Zheng Bo fa ricorso a slogan storici marxisti che ricrea con l’uso di elementi vegetali in modo da espandere nozioni come “uguaglianza”, “lavoratore” o “socialismo” oltre la sfera dell’umano. Il suo ultimo slogan “Earth Workers Unite”, concepito per Yinchuan Biennale e costituito di 370 piante di pioppo, lasciava aperta la possibilità di una doppia interpretazione: non tanto che fossero i lavoratori del pianeta Terra ad unirsi tra loro (secondo la versione ortodossa), quanto che diventasse possibile l’associazione tra Terra e lavoratori contro lo sfruttamento comune. Il Weed Party concepito per il PAV si pone come il terzo appuntamento dopo il giardino d’erbacce e terra realizzato per l’interno del Leo Xu Projects di Shanghai nel 2015 e il lavoro sulle felci per TheCube Project Space di Taipei nel 2016. In questa serie di episodi espositivi, Zheng Bo indaga il rapporto (ben oltre la metafora) tra il carattere incontrollabile dei movimenti politici spontanei e il potere infestante e inestirpabile delle piante cosiddette parassitarie. La possibilità di disseminarsi e di riprodursi continuamente, la capacità di resistere a lungo e in condizioni sfavorevoli, il fatto di rappresentare una minaccia per il campo coltivato, sono tutti attributi che connotano le forme di vita tanto delle insorgenze attiviste che delle specie vegetali rispetto all’ecosistema in cui viviamo.







Wednesday, October 31, 2018

BROCADE AND GREEN SOFA

                                            photo:Nicolangelo Gerlormini www.nicolangelogelormini.com



Early 60's brocade silver top, vintage chiffon long skirt, vintage sandals by L'Autre Chose, gold bracelets by Caterina Gambardella

Next Collections:
S/S 2019 Resort - Top: Prada - Dolce&Gabbana - Michael Kors
Down: Alexa Chung

Dolce&Gabbana S/S2019 - Christian Pellizari F/W2018/19 - Christopher Kane F/W2018/19 
Related Article:http://www.scostumista.com/2018/10/60s-brocade-top.html

Tuesday, October 30, 2018

60's BROCADE TOP


Brocade is a precious fabric worked with a jacquard weave, characterized by interwoven patterns in relief, often in gold and silver. The manufacture of brocade began in China around 400 A.C. Dating back to the Middle Ages, brocade fabric was one of the few luxury fabrics worn by nobility throughout China, India, Persia, Greece, Japan, Korea and Byzantium. Brocades were also an important fabric during the Renaissance, and especially the Italian Renaissance.The complexity and high quality of luxurious silk fabrics caused Italy to become the most important and superior manufacturer of the finest silk fabrics for all of Europe. The almost sculptural lines of the fashions during the Renaissance were paired perfectly with the exquisite beauty and elegance of brocade, damask, and other superior silk textiles.

Il Broccato è una preziosa stoffa lavorata con tessitura a jacquard, caratterizzata da disegni intessuti a rilievo, spesso in oro e argento. La produzione di Broccato inizia in Cina intorno al 400 d.C. Risalente al Medioevo, il tessuto in broccato era uno dei pochi tessuti di lusso indossati dalla nobiltà in Cina, India, Persia, Grecia, Giappone, Corea e Bisanzio. I broccati erano anche un tessuto importante durante il Rinascimento, e specialmente il Rinascimento italiano. La complessità e l'alta qualità dei lussuosi tessuti di seta fecero sì che l'Italia diventasse il più importante e superiore produttore dei migliori tessuti di seta per tutta l'Europa. Le linee quasi scultoree delle mode durante il Rinascimento erano perfettamente abbinate alla bellezza e all'eleganza raffinate di broccato, damasco e altri tessuti di seta di qualità superiore.



CLOSET CASTLE di Annapaola Brancia d'Apricena







Early 60's Silver Brocade Top
David Bailey for Vogue UK, 1968.

Jane Shrimpton 1966

1963 Harper's Bazaar

1966   -   1967   -   1968

1968

1960 Carven

1968 Jean-Louis Scherrer

Audrey Hepburn

Veruschka, 1967

1968

Grace Kelly and Ranieri di Monaco

1968 Pierre Balmain

Twiggy by Bert Stern, 1967
Related Article:http://www.scostumista.com/2018/10/brocade-and-green-sofa.html
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...