Tuesday, March 28, 2017

I AM TIRED OF EATING FISH - PAOLA PIVI

During the days of Miart, the Art Week, and the Salone del Mobile, la Rinascente in Milan presents I am tired of eating fish, a site-specific project by Paola Pivi, curated by Cloe Piccoli, expressly developed for the windows of Piazza Duomo in Milan.
 I am tired of eating fish redesigns the eight windows overlooking Piazza Duomo and invites people to enter the universe of Paola Pivi, a surreal world governed by the laws of the absurd, a daydream where anything is possible. References to art, to design, to lifestyles and to free time, to nature and to work, migrate between sculptures and installations in Paola Pivi’s project, in an alienating dimension, between reality and hallucination, narrating far-off stories and (quasi)-daily realities.
 Following the important solo show that recently closed at the Dallas Contemporary, Paola Pivi responded to la Rinascente’s invite with a surprising and radical project. In this historic and symbolic landmark of Milan, between la Scala Theatre and Palazzo Reale, the artist delves into her peculiar irony, determination, and candour, another perspective, another way of observing and experiencing the world, by-passing conventional thought systems and references.
 I am tired of eating fish is the latest in a vibrant series of projects commissioned by la Rinascente, always committed to supporting and producing cultural projects, that include fashion, design, art, architecture, graphic design, music and food, involving some of the most interesting artists and designers on the international scene, as John Armleder, Hella Jongerius, Martino Gamper, and Olafur Eliasson.

Durante i giorni di MiArt, la Settimana d'arte, e il Salone del Mobile, la Rinascente di Milano presenta I am tired of eating fish, un progetto site-specific di Paola Pivi, a cura di Cloe Piccoli, espressamente sviluppata per le finestre di Piazza Duomo a Milano. I am tired of eating fish ridisegna le otto finestre che si affacciano Piazza Duomo e invita la gente a entrare nell'universo di Paola Pivi, un mondo surreale governato dalle leggi dell'assurdo, un sogno ad occhi aperti dove tutto è possibile. Riferimenti all'arte, al design, a stili di vita e al tempo libero, alla natura e al lavoro, migrazione tra sculture e installazioni nel progetto di Paola Pivi, in una dimensione straniante, tra realtà e allucinazione, raccontando storie lontane e (quasi) - realtà quotidiane.
Dopo l'importante mostra personale che ha recentemente chiuso al Dallas Contemporary, Paola Pivi ha risposto all'invito della Rinascente con un progetto sorprendente e radicale. In questo luogo di riferimento storico e simbolico di Milano, tra il Teatro alla Scala e il Palazzo Reale, l'artista approfondisce la sua peculiare ironia, determinazione, e candore, un'altra prospettiva, un altro modo di osservare e sperimentare il mondo, by-passando sistemi di pensiero tradizionali.
I am tired of eating fish è l'ultimo di una serie vibrante di progetti commissionati dalla Rinascente, sempre impegnata a sostenere e produrre progetti culturali, che includono la moda, design, arte, architettura, grafica, musica e cibo, che coinvolge alcuni dei  maggiori  artisti  e designer della scena internazionale, come John Armleder, Hella Jongerius, Martino Gamper, e Olafur Eliasson.







DAVID DONATELLO 2017 - RED CARPET

Non spenderò troppe parole su questi outfit visti sfilare sul red carpet  dei David di Donatello 2017.
Vestiti anonimi, quasi noiosi, meno male che c'è Kasia Smutniak, la più elegante con un semplice tailleur pantalone nero e sandali ...tutto il resto "boring".
Top: Ginevra Elkann e Giovanni Gaetani dell'Aquila d'Aragona - Giulia Elettra Goretti - Kasia Smutniak
Down: Marianna e Angela Fontana - Matilda De Angelis - Micaela Ramazzotti

Top:Valeria Bruni Tedeschi - Valeria Bilello - Nina Zilli
Down: pierfrancesco Favino e Anna Ferzetti - Roberta Mattei - Stella Egitto

Top:Alessandro Cattelan e Ludovica Sauer - Antonia Truppo - Beatrice Vendramin
Down: Eva Riccobono - Eleonora Gaggero - Stefano Accorsi e Bianca Vitali

Monday, March 27, 2017

FRINGES TREND

During the 20's the flappers went mad for dresses decorated with fringes that accentuated the movements of charleston. Fringes as hem on precious Givenchy dress worn by Emma Stone for the Oscars. Fringes that are made with tripolina as those that make up the crags of coats by Marco De Vincenzo and by Gucci, or along the folk kimono by Roberto Cavalli. Wild west leather folk are the fringes that runs down the sleeves of jackets by Rodarte, Anna Sui and Philosophy di Lorenzo Serafini; but also bon ton on Hermés 's top or applied as sideband on "metropolitan chaps" style by Antonio Berardi. The fringes comes back to prominence and accompany us swaying along  our clothes.

 Negli anni '20 le flappers impazzivano per gli abitini a sacchetto decorati con frange che accentuavano i movimenti del charleston. Le frange bordano il prezioso abito di Givenchy indossato da Emma Stone per la notte degli Oscar. Sono di tripolina  quelle che compongono le balze dei cappotti di Marco De Vincenzo e di Gucci, o che bordano i kimono folk di Roberto Cavalli. Folk di pelle  wild west sono le frange che scendono lungo le maniche dei giubbini di Rodarte, di Anna Sui e di Philosophy di Lorenzo Serafini; ma anche bon ton sui top di Hermés o applicate come banda laterale stile "chaps metropolitani" per Antonio Berardi. Le frange tornano alla ribalta e ci accompagnano ondeggiando lungo i nostri abiti.

Emma Stone Oscar 2017 in Givenchy

Philosophy di Lorenzo Serafini - Vivienne Westwood - Roberto Cavalli - Rodarte

Tommy Hilfiger - Anna Sui - Coach 1941 - Antonio Berardi

Coach 1941 - Grinko - Gucci - Hermès

Anna Sui - Antonio Berardi - Givenchy - Grinko
Hermès - Marco De Vincenzo - Philosophy di Lorenzo Serafini - Roberto Cavalli

Friday, March 24, 2017

SIERI E GEMME

La mia brava dermatologa mi ha consigliato una serie di prodotti della Idrastin, adatti al mio tipo di pelle, che in questo periodo è un po' spenta e sentivo di dover ben idratare la zona del contorno occhi. Li ho provati e ora condivido la mia esperienza qui sul blog.
Partiamo dalla mattina, che dopo aver deterso il viso, applico la crema fluida rivitalizzante e rigenerante, contiene il 10% di acido glicolico, che ha un'azione levigante, ma c'è anche l'acido jaluronico e la rosa moscheta che contemporaneamente idratano.
Se durante il giorno la pelle è aggredita dagli agenti esterni, come i raggi solari, inquinamento, stress ossidativo, questo processo crea alterazioni sulla pelle che si traducono in disidratazione, perdita di tono e colorito spento. Corro ai ripari e la sera applico il siero che contiene un mix di principi attivi ad azione antiossidante, che migliorano il microcircolo, ricompattano e ridensificano. Per il contorno occhi le gemme sono davvero preziose:contengono retinolo puro e vitamina E che stimolano la sintesi di collegare e l'elasticità cutanea.






Thursday, March 23, 2017

UPCOMING EXHIBITIONS

Il mondo magico è il titolo del progetto della Curatrice Cecilia Alemani per il Padiglione Italia alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (13 maggio – 26 novembre 2017), e presenta le opere di Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey. Il mondo magico prende ispirazione dall’omonimo libro dell’antropologo napoletano Ernesto de Martino (1908-65), pubblicato subito dopo la seconda guerra mondiale e dedicato allo studio della magia come strumento attraverso il quale varie culture e popolazioni reagiscono a situazioni di crisi e all’incapacità di comprendere e dare forma al mondo. Nell’ambito del suo progetto, Alemani ha invitato Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey a realizzare per Il mondo magico tre nuovi progetti, appositamente commissionati e prodotti per il Padiglione, che verranno svelati nel dettaglio soltanto in occasione dell’apertura del Padiglione durante le giornate inaugurali della Biennale Arte 2017, dal 10 al 12 maggio. “Il lavoro di Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey propone una rinnovata fiducia nel potere trasformativo dell’immaginazione – afferma la Curatrice Cecilia Alemani – Questi tre artisti condividono una visione dell’arte come creazione di universi paralleli in cui si mescolano cosmologie individuali e utopie collettive. Attraverso molteplici riferimenti al magico, al fantastico e al favolistico, Andreotta Calò, Cuoghi e Husni-Bey creano strumenti attraverso cui abitare il mondo in tutta la sua ricchezza e molteplicità. Nelle loro opere la realtà è reinventata ora con la fantasia e il gioco, ora con la poesia e l’immaginazione: il loro è un racconto intessuto di miti, rituali, credenze e fiabe. In questi riferimenti i tre artisti invitati cercano non una via di fuga nelle profondità dell’irrazionale, ma un mezzo cognitivo con cui affrontare e ricostruire la realtà.”

 Napoli omaggia Louise Bourgeois. Oggi il museo MADRE di Napoli, in collaborazione con lo Studio Trisorio, dedica un incontro a Louise Bourgeois, artista di fama internazionale, nata a Parigi nel 1911 e trasferitasi a New York dal 1938, dove scompare nel 2010 all'età di 98 anni. Nelle sue opere, dai disegni alle installazioni di grandi dimensioni, Louise Bourgeois ha esplorato temi come la memoria, la sessualità, l'amore e l’abbandono, dando forma e rappresentazione alle sue paure per condividerle ed affrontarle. Un ritorno a Napoli per una delle più autorevoli ma anche più affascinanti e perturbanti artiste contemporanee, nove anni dopo la mostra personale al Museo di Capodimonte nel 2008. L'omaggio del MADRE a questa straordinaria artista prende avvio alle ore 17:00 (Sala Re_PUBBLICA MADRE, piano terra) con la proiezione del film Louise Bourgeois: The Spider, the Mistress and the Tangerine (2008) delle registe Marion Cajori e Amei Wallach. Seguirà un talk tra Jerry Gorovoy, presidente della Easton Foundation di New York, assistente e amico di Bourgeois, e il direttore del museo MADRE Andrea Viliani. L'omaggio all'artista continua domani alle 19,00 con l'inaugurazione della retrospettiva di Louise Bourgeois "Voyages without dastination" allo Studio Trisorio e
Sabato 25 marzo alle ore 11 al Museo di Capodimonte sarà inaugurata la mostra Incontri sensibili a cura di Sylvain Bellenger dove verrà esposta per la prima volta in Italia l’opera Femme couteau (2002) di Louise Bourgeois in dialogo con il Martirio di Sant’Agata, opera seicentesca di Francesco Guarino.

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano giovedì 23 marzo, alle ore 12.00, nella sede di Palazzo Barberini, la mostra Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore, a cura della Compagnia Teatrale Fo-Rame, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, aperta al pubblico dal 24 marzo al 25 giugno 2017. Un viaggio, un’esperienza, un cammino intrapreso da due artisti straordinari, Dario Fo e di Franca Rame, che insieme hanno collezionato disegni, tele, arazzi, copioni, foto, documenti, pupazzi, maschere, costumi e oggetti di scena per rendere il loro messaggio comprensibile a tutti, facendo del narrare una vera e propria arte.



Padiglione Italia-Biennale di Venezia

Palazzo Barberini - Galleria Corsini-Roma

Museo Madre-Napoli

Wednesday, March 22, 2017

NEW DESIGNERS:CORALIE MARABELLE

Coralie Marabelle is a french womenswear designer based in Paris.
Graduated from Studio Berçot Paris in 2011, Coralie gained her first experience working for  Hermès  and for the artisanale line at Maison Margiela before joining the womenswear design studio of Alexander McQueen in London.  After winning the Public prize at Hyères’ International Festival of Fashion and Photography in 2014 with her first collection “Dream Catcher”, Coralie Marabelle collaborates among other with Jo Malone London and La Redoute and then she launches her own brand in Paris. Coralie creates ‘couture-to-wear’, anchored in everyday practicality. Minimalist when it comes to volume and the shape of clothing.
Coralie Marabelle also contribute to artistic projects by collaborating with the artist Inge Jackobsen for the A/W15-16 collection, by creating a dress for a contemporary dance performance with the dancer Mélanie Perrier. She finally reveals her first Couture-To-Wear collection for AW16-17 in Paris in March 2016.
L'Oreal Paris has awarded Coralie Marabelle its first Paris Fashion Grant which was revealed by Julianne Moore with 10,000 euros cash prize.
 Coralie Marabelle wants to differentiate herself by creating new textures, by working on volumes and details. She reinvents the garment by manipulating the fabric. She transforms raw fabrics into luxury materials. She plays with the codes and dares to mix and create unusual silhouettes. Build, deconstruct, experiment, shape, cut, embroider, wrinkle, transform, lighten.
 Coralie Marabelle imagines the garment halfway between masculine and feminine wardrobes. She draws her inspiration from large volumes and raw fabrics of the male wardrobe, combined with curves and ornamentation from “Haute Couture” work. She likes mixing sobriety with extravagance to create elegant, original and contemporary clothes.

Coralie Marabelle è una stilista francese con sede a Parigi.
Diplomata presso lo Studio Berçot Parigi nel 2011, Coralie ha fatto la sua prima esperienza di lavoro per Hermès e per la linea artigianale della Maison Margiela prima di entrare nello studio di design di abbigliamento femminile di Alexander McQueen a Londra. Dopo aver vinto il premio pubblico a Hyères 'Festival Internazionale di Moda e Fotografia nel 2014 con la sua prima collezione "Dream Catcher", Coralie Marabelle collabora tra l'altro con Jo Malone Londra e La Redoute e poi lancia il suo marchio a Parigi. Coralie crea 'couture-à-porter', ancorata nella praticità di tutti i giorni. Minimalista quando si tratta di volumi e di forme, Coralie contrappone questo con dettagli e ornamenti massimalisti.
Coralie Marabelle collabora con l'artista Inge Jackobsen per la collezione A / W15-16, con la creazione di un vestito per una performance di danza contemporanea con la ballerina Mélanie Perrier. Nasce la sua prima collezione Couture-à-porter per AW16-17 a Parigi marzo 2016.
L'Oréal Paris per il primo Paris Fashion Grant ha assegnato a Coralie Marabelle un premio in 10.000€ consegnato da Julianne Moore.
Coralie Marabelle si differenzia con la creazione di nuove texture, lavorando sui volumi e sui dettagli. Si reinventa l'abito manipolando il tessuto. Trasforma i tessuti grezzi in materiali di lusso, gioca con i codici e osa mescolare e creare sagome insolite. Costruire, decostruire, sperimentare con forme e tagli, ricamare, trasformare, alleggerire.  Coralie Marabelle immagina una strada a metà tra il capo  maschile e femminile. Trae la sua ispirazione da grandi volumi e tessuti grezzi del guardaroba maschile, in combinazione con curve e ornamenti da "Haute Couture". Le piace mescolare la sobrietà con la stravaganza per creare abiti eleganti, originali e contemporanei.

FALL/WINTER 2017-18 COLLECTION 

SPRING/SUMMER 2017 COLLECTION
 For this new collection Spring-Summer 2017, Coralie Marabelle gravitates towards men’s garments. She draws her inspiration from vintage workwear, combined with details and ornamentation from traditional japanese outfits. Mixed, disrupted, gathered, pleated, lines are a key element of this new collection.

Monday, March 20, 2017

ILLA BAGS

The Illa Bags are handmade in Veneto; they pay attention to details, they are limited edition, collection planned in collaboration with Venetians artists.
Venezia Collection is made with the precious jacquard woven by a renowned Venetian firm that has been producing handmade fabrics since 1858 using traditional techniques as well as highly sophisticated textiles, such as brocade, damask, velvet, silk, lampas.
The centerpieces of the Madreforme collection are “mother-molds,” or prototypes, used by jewelry factories in and around Vicenza, Italy.
For the Laser Collection the Manuel Pablo Pace's interpretation has taken the form of two patterns in which the hourglass, an age-old instrument for measuring the passage of time, becomes the symbol of the present moment while also a stylization of the feminine silhouette.
The backdrop for the porcelain Metamosaic is a minimalist clutch executed with simple elegance. Its flap folds in to bring out the exclusive porcelain “mosaic” of the front panel.
The Telaio bags are made with commitment and care, using the ancient technique of hand weaving and loom weaving. The “Telaio” clutch has a minimal and essential shape. Its canvas displays an exquisitely woven arrangement in wool and linen.

Le borse Illa sono fatte a mano in Veneto; si presta attenzione ai dettagli, sono in edizione limitata, e progettate in collaborazione con artisti Veneziani.
La collezione Venezia è confezionata con i preziosi jacquard di una storica azienda veneziana, che dal 1858 produce tessuti realizzati a mano con tecniche tradizionali e stoffe molto sofisticate come broccati, damaschi, velluti, sete e lampassi.
Protagoniste della collezione Madreforme sono appunto le Madreforme, ossia i prototipi che erano necessari alla costruzione degli stampi per le fabbriche di oreficeria del territorio vicentino.
Per la Collezione Laser, partendo dal concetto dell’”hic et nunc” (qui e ora), il giovane artista Manuel Pablo Pace ha sviluppato in esclusiva per illa due pattern dove la clessidra, il più antico strumento di misurazione del tempo, diviene simbolo del momento presente e stilizzazione della silhouette femminile. Il pannello frontale in pelle è inciso a laser.
Metamosaic ha una forma minimale dalle linee essenziali. La chiusura a battente interno è stata studiata per dare risalto al pannello frontale che, come “tela d’artista”, diventa la base di grafismi e interventi materici d’autore.
Telaio nasce dalla collaborazione di illa con il laboratorio d’arte Renata Bonfanti dove gli arazzi sono realizzati con impegno progettuale e cura, attraverso l’antica tecnica della tessitura a mano e a telaio meccanico. Il  “pannello frontale” è in lana e lino.





Top: Venezia Collection-Madreforme Collection-Laser Collection
Down:Venezia Collection-Metamosaic Collection-Telaio Collection

Laser Collection


Friday, March 17, 2017

DARK WATER-SANDRA BINION

Passaggi Arte Contemporanea  presents the premiere of Dark Water, a multi- media installation by American artist Sandra Binion.
Dark Water is comprised of five interrelated pieces in video, sound, photography and sculpture that reflect on Eve and the Garden of Eden, re-constructing this archetypal site of creation, beauty, purity, and temptation where willful curiosity supersedes innocent bounty. The possibility to reconstruct one’s own Garden of Eden in an existential condition where beauty and transience coexist is a core consideration of Binion’s work.
Dark Water is a multi-media installation based on five elements.
 1. Eve, a single-channel video with sound is projected through a translucent veil, doubling the image of a contemporary woman eating an apple with a calm, inquisitive and at times defiant stare.
 2. Branch, a bronze sculpture cast from a pine branch and pinecone that is both a humble object separated from its source and a factotum for the Tree of Life.
3. Dark Water, a digital photograph of the nearly black surface of a still pond dotted with leaves, conjuring exile and silence with an opacity that obscures layers of primordial moisture and mud.
 4. Spider Web, a translucent marble slab incised with the delicate outlines of a spider web and clinging drops of dew, inviting one's fingers to touch it, tracing an intricate and inescapable puzzle.
5. Couple Bathing, a diptych video with sound shown on a horizontal monitor straddling a pink marble trough, examines a couple in their bath, a non-idealized Adam and Eve of the present whose bodies display age, calm, and corporeal innocence.
This latest work by Sandra Binion draws on images from a single and evocative source, then reconstitutes them into a highly poetic installation where materials, images, form and significance are intertwined. The viewer is invited but not directed, startled into contemplation, and eased into a profound associative engagement.
Galleria Passaggi, via Garofani 14 – Pisa 
18 March – 20 May del 2017 
Opening Reception Saturday 18 March, 6:00 pm  

Passaggi Arte Contemporanea presenta nel suo spazio espositivo Dark Water, un’installazione multimediale realizzata dall’artista statunitense Sandra Binion.
Attraverso video, suono, fotografia e scultura – Dark Water induce a riflettere con uno sguardo contemporaneo sulla figura di Eva e sul Giardino dell’Eden, luogo archetipico di creazione, bellezza, purezza, ma anche di tentazione e peccato, dove la deliberata volontà soppianta l’innocente abbondanza.
La possibilità di poter ricostruire un proprio Giardino dell’Eden in una condizione esistenziale dove bellezza e caducità coesistono è al centro della riflessione della Binion.
Dark Water, si configura come un’installazione multimediale composta di cinque elementi interconnessi.
Eva è un’opera audiovisiva monocanale proiettata su una parete attraverso un velo trasparente, che “filtra e raddoppia” il volto in primo piano di una giovane donna contemporanea, rappresentata nel gesto di mangiare una mela; il modo in cui si rivolge allo spettatore, con uno sguardo assorto, interlocutorio, e a tratti di sfida, si presta a molteplici letture.
La scultura Ramo è un calco in bronzo di un ramo di pino trovato dall’artista; con la sua pigna sfaccettata e i ramoscelli serpeggianti, il ramo richiama l’Albero della Conoscenza: una parte per il tutto, una “reliquia” che incorpora il potere dell’originale.
L’opera che dà il titolo alla mostra, Dark Water, è una fotografia che raffigura un bacino d’acqua scura con foglie cadute sulla superficie, un’immagine potente che evoca abbandono, silenzio ma che rimanda anche alle stratificazioni fangose sottostanti, quali fonti primordiali di vita.
 La scultura Ragnatela consiste in una lastra di marmo statuario in cui è incisa una ragnatela, che sembra quasi invitare lo spettatore a seguire coi polpastrelli i suoi fili; è un puzzle tattile e attraente, laborioso e complesso, delicato ma ineluttabile come il destino in cui ogni uomo è irretito.
Il video La coppia di bagnanti è un dittico le cui immagini di un Adamo e un’Eva non più giovani scorrono su un monitor posto orizzontalmente in un contenitore di marmo rosa; i loro corpi nudi, immersi in una vasca d’acqua chiara, recano i segni inesorabili del passaggio del tempo, emanando al contempo un senso di calma, di attesa e di carnale innocenza.
Dark Water, trae ispirazione da una tematica per poi restituirla attraverso immagini altamente poetiche, in cui si intrecciano materiali, immagini, forme e significati. Più che indicare dei percorsi, le installazioni della Binion si configurano come opere aperte che evocano una molteplicità di suggestioni, invitando l’osservatore a seguire le proprie associazioni.
Galleria Passaggi, via Garofani 14 – Pisa 
18 marzo – 20 maggio del 2017 
Inaugurazione Sabato 18 marzo ore 18
Couple bathing, videostill, 2016 

Fluff, stampa inkjet d'archivio, 2016, 46x61 cm 
 Milky pond, stampa inkjet d'archivio, 2016, 46x61 cm 
 Primordial, stampa inkjet d'archivio, 2016, 46x61 cm 

Eve,videostill, 2003_2016

Spider web, stampa inkjet d'archivio, 2016, 46x61 cm

Dark water, stampa inkject d'archivio, 2016, 76x102 cm

Thursday, March 16, 2017

BEAUTIFUL DAUGHTERS

Millenial figlie di..testimonial e modelle che non raggiungono i 20 anni. I brand di moda le corteggiano soprattutto come testimonial di linee beauty, per la freschezza dei loro volti , ma soprattutto per il target di acquirenti vistosamente in crescita a cui si riferisce questa fascia d'età.
Come Kaia Gerber, figlia di Cindy Crawford e Rende Gerber, che ha solo 15 anni e ha già prestato il suo volto per la linea di trucchi firmata Marc Jacobs e per  Miu Miu eyewear. Anche Iris Law, 16 anni, figlia di Jude Law e Sadie Frost è la testimonial di una linea di cosmetici, nel suo caso si tratta di Liquid Lip Velvet, la linea di rossetti opachi del brand britannico Burberry. La pioniera delle giovanissime testimonial "figlie di" è però Lily-Rose Depp, figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis, che di anni ne ha 17, musa di Karl Lagerfeld che l'ha scelta come volto dell'iconico profumo Chanel N.5. Margaret Qualley è la più "anziana", figlia dell'attrice e modella Andie MacDowell e Paul Qualley, ha 22 anni , ha sfilato per Chanel ed è la testimonial del profumo Kenzo.
Le informazioni genetiche sono depositate nella sequenza del DNA, contenuto nel nucleo di tutte le cellule che compongono il corpo umano, sotto forma di 46 cromosomi. I cromosomi vengono ereditati in egual misura dal padre e dalla madre, diciamo che queste ragazzine sono andate sul sicuro.
Margaret Qualley - Lily Rose Depp - Iris Law - Kaia Gerber 


 Kaia Gerber 

Iris Law

Lily Rose Depp 

Margaret Qualley

Wednesday, March 15, 2017

ASPERSINA
GRAZIE LUMACHE

In natura tutte le forme di vita sono indispensabili, soprattutto la lumaca che grazie alla sua bava ci regala sieri e cosmetici rigeneranti.
Aspersina è una linea di cosmetici composti con ingredienti esclusivamente di derivazione naturale.
Io ho provato tre cosmetici di questa linea: Il Barcode, il Siero Contorno Occhi e il Tonico, ma ci sono altri tantissimi prodotti la cui composizione principale è la "snail secretion" che fanno parte di questo marchio tutto italiano.
Il tonico ha una formulazione  adatta a ristabilire il naturale ph della pelle e a prepararla a ricevere i successivi trattamenti. Subito dopo l'applicazione si sente un leggerissimo pizzicore, segno evidentemente che gli ingredienti sono efficaci. Barcode è un siero per le rughe periorali, praticamente si usa per il contorno della bocca, contiene l'87% di bava di lumaca, insieme ad acido ialuronico e collegene. Le preziose sostanze contenute nella bava di lumaca rivitalizzano e nutrono la pelle in profondità liberandola dalle cellule morte contrastando la perdita di tono, la pelle risulterà così più compatta, luminosa e levigata. Inoltre il collagene marino e l'acido ialuronico a basso e medio peso molecolare idrata, riempie e distende le rughe. Bastano poche gocce di siero contorno occhi per un effetto riempitivo e stirante, le sostanze attive agiscono sui diversi strati della pelle per ridare compattezza ed elasticità alla zona periculare.





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