Tuesday, April 16, 2019

DAVID LACHAPELLE + AFTERMODERNISM

Roma - Mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 18.00, inaugurano due importanti mostre nei due spazi espositivi che animano da qualche anno piazza Borghese.
 La Galleria Mucciaccia presenta il notissimo artista americano David LaChapelle in una mostra che celebra la sua carriera, dagli esordi agli ultimi lavori. La galleria Mucciaccia Contemporary, invece, dà avvio a una nuova sfida, esponendo in Italia un inedito gruppo di artisti internazionali riuniti dal grande collezionista americano Hubert Neumann sotto la sigla AFTERMODERNISM: il primo capitolo di questa serie di mostre è dedicato a James Busby e Justin Samson. Le due esposizioni, che hanno ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, si propongono come vetrina sull’America odierna, una singolare analisi sull’evoluzione dell’arte contemporanea e sull’approccio del collezionismo attuale.

 Galleria Mucciaccia 
David LaChapelle Trentaquattro opere in mostra ripercorrono tutta la produzione del grande artista americano, a partire dagli anni Ottanta, quando si allontana dal mondo dei rotocalchi e della pubblicità per avvicinarsi all’arte, fino alle opere più recenti. Atmosfere hawaiane, paesaggi inaspettati, figure mitologiche e suggestioni oniriche, popolano le opere di LaChapelle, in una mostra che procede a ritroso nel tempo: dagli ultimi lavori, New World, Lost and Found e Behold, suggestive foto scattate nel 2017 nell’incontaminata foresta pluviale delle Hawaii, dense di misticismo e spiritualità, a quelli meno recenti, realizzati a Los Angeles, come i due grandi pannelli della serie Aristocracy (2014), della monumentale Showtime at the Apocalypse (2013), il famoso ritratto di Natale della famiglia Kardashian, dei Landscape, delle floreali Earth Laughs in Flowers e di Rape of Africa (2009), un’opera provocatoria contro la violenza subita dal continente africano, che dà il titolo all’omonimo progetto presentato nel 2008. Del 2007, l’anno di svolta della produzione di Lachapelle, è la serie The deluge e After the deluge, ispirato dalla visione della Cappella Sistina. Il riferimento al capolavoro michelangiolesco si mescola a quello di marchi della società dei consumi, generando una visione apocalittica con un finale dove oggetti, opere d’arte e persone appaiono sommerse dall’acqua, come in Cathedral, Statue e Awakened. Concludono l’esposizione la serie di fotografie realizzate tra il 1984 e il 2009 che guardano al mondo dello spettacolo e delle star di Hollywood, come i tre ritratti di Michael Jackson che ne celebrano la beatificazione mediatica, quello hollywoodiano di Faye Dunaway in Day of the Locust (1996), Dynamic Nude e l’unica fotografia in bianco e nero scattata a New York: Good News for Modern Man del 1984.
Dal 18 aprile al 18 giugno 2019

 Mucciaccia Contemporary
AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson 
 La Galleria Mucciaccia Contemporary apre al pubblico la mostra Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Con dieci opere di James Busby (Rock Hill, SC, USA, 1973) e quindici di Justin Samson (Milford, CT, USA, 1979), il progetto espositivo intende presentare in Italia un nuovo gruppo di artisti internazionali (prevalentemente americani o residenti in USA, ma con una discreta presenza anche di europei) riuniti sotto la sigla AFTERMODERNISM, da parte di uno dei più grandi e singolari collezionisti del nostro tempo, Hubert Neumann. Ottantasettenne con una passione smodata per l’arte contemporanea ereditata dal padre Morton, Neumann possiede una raccolta di oltre 2.600 opere (molte delle quali capolavori) del Cubismo, Astrattismo europeo, Scultura d’avanguardia, Espressionismo Astratto americano, Pop Art e Graffitismo, di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo. Tra questi Picasso, Léger, Miró, Kandinsky, Kline, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Lichtenstein, Haring, Basquiat, Koons, solo per citarne alcuni. L’unico filo conduttore su cui si basa questa straordinaria collezione è la conoscenza diretta degli artisti. Dotato di un fiuto eccezionale come il padre, Neumann ha continuato a selezionare, all’albore dei loro esordi, artisti che sarebbero poi diventati di fama internazionale. Negli ultimi anni la sua attenzione di collezionista si è focalizzata su un gruppo di artisti (per lo più generazione anni Settanta, Ottanta e Novanta), attualmente una quarantina in tutto, in cui Neumann ravvisa quella che per lui è una vera e propria nuova corrente artistica su cui investire, definita appunto AFTERMODERNISM, di cui James Busby e Justin Samson sono i primi esponenti a essere presentati in Italia.
 Dal 18 aprile al 29 giugno 2019

DAVID LACHAPELLE










JAMES BUSBY




JUSTIN SAMSON





Monday, April 15, 2019

COMPOSIZIONI DA SCOMPOSIZIONI - LUCA ZARATTINI

Composizioni da Scomposizioni, da domani la mostra personale di Luca  Zarattini a Roma presso RvB Arts.

Le ultime opere di Luca Zarattini evidenziano in modo particolare il processo con cui sono state eseguite, indipendentemente dalle sembianze che hanno assunto nel loro divenire. L'aspetto finale appare quasi come un “accidente”, o una scoperta in fieri, frutto di una visione dove si mescolano il caso e il caos - dalla loro armoniosa articolazione e gestione scaturiscono forme compiute e riconoscibili; in una parola, l'ordine. Ma ciò che avviene prima di questa rivelazione è altrettanto importante e consiste nel riutilizzare le proprie opere, dando loro una nuova veste: dalla frammentazione (letterale) e reinterpretazione del proprio passato emergono originali composizioni, fatte di strati di carte dipinte, strappate e incollate. Lentamente, una forma inaspettata si assembla per addizione, tra echi pasoliniani e omaggi a figure chiave dell'arte del Novecento, come Van Gogh. Un nuovo mondo prende vita dalla riorganizzazione della materia.




Friday, April 12, 2019

THE RELAY - FONDAZIONE CASOLI

Sabato 13 aprile 2019, alle ore 17.00, la Fondazione Ermanno Casoli inaugura The Relay, l’opera creata da Patrick Tuttofuoco per il Premio Ermanno Casoli Edizione Speciale 20 anni in occasione dell’inaugurazione del Museo Premio Ermanno Casoli 1998-2007, sito nel Complesso monumentale di Santa Lucia di Serra San Quirico, suggestivo borgo medioevale in provincia di Ancona. L’artista è stato invitato a realizzare un’installazione site-specific per celebrare i 20 anni del Premio, diventato uno degli appuntamenti più importanti e attesi nell’ambito dell’arte contemporanea. L’opera, installata all’ingresso del Museo Premio Ermanno Casoli 1998 – 2007, funge da trait d’union tra la prima fase del premio e la seconda, nata nel 2007 con l’istituzione della Fondazione Ermanno Casoli. The Relay, una grande installazione luminosa realizzata dall’artista con il neon, affronta gli argomenti caratteristici del suo lavoro: le relazioni familiari e lo scambio generazionale, i meccanismi e i legami che uniscono e caratterizzano le comunità. Il titolo fa esplicito riferimento ad una disciplina olimpionica, la staffetta, unica specialità nell’atletica leggera che si configura come sport di squadra e non individuale, in cui i componenti devono correre passandosi una bacchetta: il testimone. Le mani, che si sfiorano, si toccano, si passano il testimone, sono le vere protagoniste di questo lavoro: sono una delle parti più importanti del corpo, ci permettono di socializzare, di lavorare, di stringere relazioni e contatti, di manifestare i nostri sentimenti. Nel lavoro di Tuttofuoco il semplice gesto di stringere una forma nella propria mano viene dilatato e riproposto in tutte le sue fasi, dando una dimensione spaziale alla nozione di tempo. Ricevere qualcosa ed essere in grado di trasmetterla ad un altro essere umano, diventa la metafora dello scambio, del dono, del premio, ma anche del susseguirsi delle generazioni, e, in definitiva, della vita stessa.
 Complesso monumentale di Santa Lucia Serra San Quirico (Ancona)












Thursday, April 11, 2019

YANKEE





Here below some suggestions to create this look:

Denim shirt: J Brand - J Crew - Nili Lotan - Zara


Belt: Dior - Isabel Marant - Orciani - Zara

White long shirt: H&M -  Loveshackfancy - Needle&Thread - Souvenir

Ankle boots: Chloé - Isabel Marants - Sophia Webster - Sam Edelman


Tuesday, April 9, 2019

SIMPLE REMEDIES FOR TIRED EYES

After hours in front of the computer screen the eyes look tired. Here are some simple natural remedies you can do or buy.
 -You can simply soake a cotton pad in pure rose water and place it upon the eyes for a period of 15 minutes, it induces a soothing effect and relaxes the eyes.
 -Put some used tea bags in the refrigerator for 5 to 10 minutes. Then damp the tea bags on your eyes for 10-15 minutes. This is one of the best home remedies to remove the swelling and darkness around your eyes.
 -Blend 4 tablespoons of fresh whole milk and 2 tablespoons of baking soda. Mix to achieve a smooth mixture of cream consistency. Place it in the refrigerator and apply the chilled mask around your eyes. Let it stay for 20-25 minutes and wash it off with cold water.

 More practical for those who don't have much time: Dr. Hauschka Eye Revive refreshing compresses soothe tired eyes with extracts of anthyllis, chamomile and camellia , it offers refreshment to eyes that appear tired, puffy or red. This soothing herbal solution reduces the appearance of puffiness in the skin around the eyes and comforts eyes exposed to pollutants and irritants. Eyes look and feel refreshed, revitalized and relaxed. Each box contains 10 soothing treatments. (€28.90)
 In the same line Eye Balm soothes, nurtures and protects Carrot, calendula and anthyllis soothe delicate skin while apricot kernel oil, jojoba oil and beeswax moisturize and soften dry skin and visibly smooth fine lines. Neem leaf and silk powder fortify and firm. Eye Balm supports elasticity, minimizes the appearance of fine lines and wrinkles, and protects the delicate skin around the eyes. Skin is moisturized, firmed and fortified. (€32.90)








Monday, April 8, 2019

HOME SWEET HOME-ALESSANDRA ROVEDA PER MISSONI

Angela Missoni continues on her quest for what appears to be an artistic empathy, as well as a creative support and interaction focused on material and colour. She has entrusted the Missoni space in via Solferino to the visionary Alessandra Roveda, who, with her love of covering furnishings and objects from the past in colourful woollen threads, has created a fantastic environment within the space. Specifically for this occasion, Alessandra Roveda has conceived a pervasive atmosphere with a magical fairy-tale interior completely enveloped in multicoloured knits; breathing life into one of her most spectacular, demanding and ambitious bodies of work yet. The creation of Alessandra Roveda is an extraordinary example of art and craftsmanship, allowing her to reinterpret and reinvent the space, as well as the textures and furnishings, and transform the habitat into an inviting and exhilarating experience of sensuality, colour and softness, while casting the knitted materials as the sole protagonists. She refashions crochets into fascinating and enveloping garments of things; a trait-d’union between the past and the future. Everyday objects of affection and furniture from the past take on evocative appearances that are, at the same time, alien, unexpected and unique as sofas, beds, armchairs, books, shelves, pendulum clocks and many other items assume new, unrecognisable vestments. Alessandra Roveda’s completely-manual artistic process speaks to the Missoni language with its continual articulation of colourful threads and crochet stitches that come together to create a singular pictorial landscape of their own making. A world surprisingly revisited and transformed. A world in which reality becomes a fairytale and imaginatively surreal and playful presences appear and encourage intimate observances and digressions from one’s self, all within the sphere of one’s personal recollections.

 Angela Missoni prosegue quella che appare una ricerca di empatie artistiche, affiancamenti e interazioni creative incentrate sulla materia e sul colore. Affidando la concezione di un environment nello spazio MISSONI di via Solferino alla visionarietà di Alessandra Roveda, che con i fili di lana colorati ama rivestire oggetti e arredi della memoria. E ha concepito per l'occasione un progetto totalizzante, un magico fiabesco interior ricoperto in ogni sua parte di maglia variopinta. Per dare vita così a una delle sue opere più spettacolari, impegnative e ambiziose. Straordinario saggio d'arte e artigianalità, il lavoro di Alessandra Roveda ridisegna e reinventa lo spazio cosi come la consistenza e la concezione degli elementi d’arredo, trasformando l'habitat in un'esperienza avvolgente e coinvolgente, sensuale, colorata e morbida, che assegna alla maglia il ruolo di assoluta protagonista. E trasforma il crochet in un'affascinante onnicomprensiva veste delle cose, un trait- d'union tra passato e futuro, rendendo evocativa e al tempo stesso imprevedibile, aliena e unica la fisionomia di mobili della memoria, comuni oggetti d’affezione come divani, letti, poltrone, libri, librerie, orologi a pendolo e molto altro ancora. Completamente manuale, la pratica artistica di Alessandra Roveda evidenzia molti punti di contatto con il linguaggio Missoni, articolando all'infinito fili colorati e punti all'uncinetto in quella che appare una texture pittorica sui generis. Un mondo sorprendentemente rivisitato e trasfigurato, in cui la realtà diventa fiaba, trama di presenze surreali fantasiose e ludiche, ricognizione e divagazione nell’intimità del sé, nella sfera dei propri personali ricordi domestici.










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