Monday, October 15, 2018

CYCLING SHORTS COMEBACK

Cycling shorts look set to be the spring/summer 2019 big trend.
 Cycling shorts are now making a major 80's comeback, except that this time they're not relegated to the sports. This kind of shorts are slowly been making a comeback over the past few years, mostly thanks to Kim Kardashian West, and it's appeared on the Chanel, Fend, Stella McCartney, Prada, Mugler, Cavalli, next spring collections.

Chanel - Each x Other - Fausto Puglisi - Fendi - Mugler

Nicholas Kirkwood - Prada - Roberto Cavalli - Stella McCartney - Vivetta

Thursday, October 11, 2018

MY FAVORITE STYLE

From my Instagram account, my favorite style: I love to mix different styles, a silk 20's dress with  bead embroidery (a vintage Mes Demoiselles) with  parka and ankle boots.




Wednesday, October 10, 2018

PIXAR AL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI- VIDEO E FOTO

Il mio articolo sulla mostra dei 30 anni della Pixar al Palazzo delle Esposizioni:
https://www.ladyblitz.it/mostre/pixar-30-anni-di-animazione-al-palazzo-delle-esposizioni-1680991/

Beat Board: Addio Andy, 2010
dipinto digitale


Lastra di Buzz Lightyear e di Rex, 1999
Studio sui costumi

Nemo, 2003
Pennarello e matita su fotocopia
 
Saetta McQueen, 2011
Pennarello e inchiostro su carta
 Aspetti tecnici di Porto Corsa - Cars 2, 2011
Edna Mode (alias "E"), 2004
Calco in resina uretanica

Studio colore per Bob, 2004
Dipinto digitale
Carl, 2009 Calco in resina uretanica

Casa di Carl, 2009
Dipinto digitale




Rabbia, 2015
Acquarello, inchiostro e matita grassa su carta

Tristezza, 2015
Calco in resina uretanica
Processo di creazione della storia
Ribelle, 2012
Stazione centrale Marigold, 2017
Dipinto digitale su scansione di un disegno a matita su carta

Miguel e Hector, 2017
Dipinto digitale

 Bonus Track:


Sunday, October 7, 2018

BLACK HOLE - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Ha inaugurato ieri a Bergamo presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, la mostra Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile, prima esposizione di un  ciclo espositivo triennale dedicato al tema della materia, ideato da Lorenzo Giusti. Attivando un dialogo con la storia delle scoperte scientifiche e tecnologiche e un confronto con lo sviluppo delle teorie estetiche, Black Hole rivolge lo sguardo al lavoro di quegli artisti che hanno indagato l’elemento materiale nella sua più intrinseca valenza, laddove il concetto stesso di “materiale” si infrange per aprirsi a un’idea più profonda di “materia” come elemento originario, come sostanza primordiale costituente il tutto. In particolare, l’esposizione intende raccontare questa dimensione attraverso tre diverse restituzioni: quella di chi ha guardato all’elemento materiale, concreto, come a un’entità originaria, precedente o alternativa alla forma; quella di chi ha interpretato la natura umana come parte di un più ampio discorso materiale e quella di chi, nel processo di penetrazione della materia, si è spinto nel profondo, ai confini della materialità stessa, cogliendone la dimensione infinitesimale ed energetica. Attraverso una ricca selezione di opere realizzate tra la fine dell’Ottocento e i giorni nostri, il percorso espositivo illustra, all’interno di un’unica visione integrata, questa preziosa dialettica, oscillante tra la materialità dell’Informe e la materialità dell’Invisibile, poli soltanto apparentemente antitetici e in realtà coesistenti e complementari.
Burri -Cretto, 1973

Fischer - Untitled, 2012

Fontana - Concetto Spaziale, Natura, 1959-60

Manzoni - Senza titolo, 1957

Le opere presenti all’interno della prima sezione rifuggono dal rappresentare il mondo e utilizzano materiali, sia tradizionali sia inusuali, non come elementi da plasmare con l’intento di creare nuove forme, ma in virtù della loro valenza intrinseca, del loro presentarsi come “elementi in sé”. Configurazioni materiche che, per la loro indeterminatezza, restituiscono un’idea della realtà come sostanza in continuo mutamento. Si collocano all’origine di questo percorso le ricerche di Jean Fautrier, con le sue concrezioni di colore stratificato, e di Lucio Fontana, con le sue Nature di materia incisa, la quale, penetrata e lacerata, animandosi si fa opera. Una linea di ricerca che prosegue – tra gli altri – con le superfici grumose intessute di fenditure e lacerazioni di Antoni Tàpies, la densità bituminosa delle Combustioni e dei Cretti di Alberto Burri, presente anche nei primi lavori di Piero Manzoni, e, decenni più tardi, i Big Clay “senza forma” di Urs Fischer, le statue “colanti” di Cameron Jamie, le eteree astrazioni screpolate di Ryan Sullivan.
Baj -Forme nucleari, 1951

Dubuffet - Brunetta dal volto carnoso, 1951

Giacometti - Lotar II, 1964-65

Josephsohn - Untitled, 2003

Peake - You, me, us, 2016

Rosso - Ecce Puer, 1906
La materia che permea l’universo e che tutto crea e compone definisce anche la natura umana. Questo lasciano intendere i lavori degli artisti presenti nella seconda sezione della mostra, dove, all’interno di un percorso articolato e trasversale, sono messe a confronto le opere di autori di generazioni diverse contraddistinte da una forte componente materica e allo stesso tempo da una presenza, più o meno manifesta, dell’elemento antropomorfo. Lavori in cui il corpo umano è dunque in primis un “corpo materico” e in cui la figura, accennata o scomposta, si fa veicolo di una visione integrata del mondo, tenuta assieme dal principio stesso della materia. Le sintesi plastiche di Auguste Rodin e Medardo Rosso, con le loro immagini di volti e corpi affioranti da blocchi indistinti, costituiscono un significativo precedente storico per la ricerca di una serie di artisti che, in forme diverse, hanno fatto convergere dentro un'unica visione creativa il discorso sulla materia e l’indagine sull’uomo. Ne è un esempio Alberto Giacometti, con le sue figure “intrappolate”, “sempre a mezza via fra l’essere e il non essere”, per citare Jean-Paul Sartre, così come lo scultore svizzero Hans Josephsohn, con le sue caratteristiche teste monolitiche, imprigionate dentro blocchi di materia compatta. Volto e materia, prettamente pittorica, ritornano nei primi dipinti informali di Enrico Baj, nelle Dame di Jean Dubuffet degli inizi degli anni Cinquanta così come nei lavori di Karel Appel e Asger Jorn, storici membri del gruppo Co.Br.A., caratterizzati dall’utilizzo di colori brillanti, violente pennellate e figure umane distorte. A questi maestri della modernità sono affiancati lavori di artisti contemporanei, da William Tucker, con i suoi agglomerati di materia a metà tra la roccia e il corpo umano, a Florence Peake, con le sue sculture informali, esito di performance collettive in cui corpo e materia sembrano cercare una sintesi dinamica.
De Dominicis -Senza titolo (Autoritratto), 1995

Fattal -Visitation 2, 2000

Ruff - R.phg.11_I, 2014
Diversamente da quelle della prima e della seconda sezione, testimoni di una relazione fisica con la materia – incisa, spatolata, graffiata, bruciata, colata, e pur sempre materia “in sé” – le opere presenti nella terza sezione guardano agli aspetti più nascosti della materia, invisibili ai nostri occhi, in dialogo con la dimensione atomistica e subatomica. Punto di partenza di un discorso in evoluzione che trova ampio sviluppo nei linguaggi della contemporaneità sono le celebri Tessiturologie di Jean Dubuffet, visioni ravvicinate, microscopiche, di un generico “elemento materiale”, di cui si restituisce visivamente l’idea dell’incessante brulichio interno. Una ricerca che trova eco nelle esplosioni di “materia-luce” di Tancredi Parmeggiani, o ancora nelle composizioni degli artisti del Movimento Arte Nucleare – fondato nel 1951 da Enrico Baj e Sergio Dangelo, con l’aggiunta, un anno dopo, di Joe Colombo – che rielaborano in forma visiva le suggestioni provocate dall’esplosione della bomba atomica alla fine del secondo conflitto mondiale. Dal dopoguerra alla contemporaneità, gli artisti creano nuove immagini di ciò che le teorie scientifiche suggeriscono, ma che parole e illustrazioni non riescono descrivere. La nozione classica di "materia", valida dal familiare livello degli oggetti visibili fino al livello molecolare e atomico, sfuma ai livelli subatomici, abbracciando il concetto di energia.

Thursday, October 4, 2018

PFW S/S 2019 #4

From September 25 to October 3 at the Paris Fashion Week took place the collection's shows for next summer, my selection of the last days here below:
Chanel

Chanel

Valentino

Valentino

Giambattista Valli

Giambattista Valli

Givenchy

Hermès

Louis Vuitton

Miu Miu

Sacai

Alexander McQueen 

Stella McCartney
Valentin Yudashkin

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