Tuesday, October 15, 2019

PETER WACHTLER - UP THE HEAVIES

Bolzano- Fino al 9 maggio 2020 la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta Up The Heavies personale dell’artista tedesco Peter Wächtler.
 Up the Heavies, letteralmente “Sollevare i pesanti”, è quasi un ossimoro, qualcosa che gioca con l’idea degli opposti. Ed è questo un po’ il tema di una mostra che apparentemente non ha collegamenti lineari tra le varie opere, ma gioca con ognuna di esse su relazioni opposte di velocità e lentezza, pesantezza e leggerezza, astrazione e figurazione, grandezza e piccolezza, narrazione e rappresentazione, specificità e generalismo. Nella grande sala al piano terra la mostra presenta tre serie di sculture, un ciclo di fotografie in bianco e nero e una serie di acquerelli. Come già sottolineato, tutti gli elementi della mostra esistono in una dialettica di opposti: i tre gruppi di sculture infatti sono diversi per forme (fiori, animali e gru) e per materiali (bronzo, acciaio e un misto di acciaio e vetro) e per intenti. Se da un lato infatti i fiori sembrano realizzati in maniera del tutto espressionistica sfruttando la manualità gestuale dell’artista che ha creato queste forme con la sola forza delle sue braccia, rendendole all’apparenza veloci, immediate e espressive, così invece le gru sono la testimonianza di un lavoro meticoloso, quasi ossessivo nella ripetizione di una iconografia. Tra di loro questi due elementi si confrontano anche dal punto di vista tematico: se i fiori rappresentano chiaramente un elemento naturale, così la gru rappresenta invece il simbolo, quasi un’icona dello sviluppo industriale, della cementificazione, della costruzione costante che inonda le nostre città. Non si tratta in nessun caso di un giudizio positivo o negativo, ma di una rappresentazione delle dicotomie in cui ci muoviamo ogni giorno. Molto diverse per iconografia e materiali utilizzati sono le due sculture di bronzo. Esse rappresentano due animali: un lupo ed un orso che sono raffigurati come due marinai in movimento, non si sa se in partenza o di ritorno. A differenza delle altre sculture, meno raffinate e quasi volutamente abbozzate, queste sono realizzate in bronzo, uno dei materiali nobili della scultura classica e sono definite nei minimi particolari. Pesanti, estremante figurative, quasi realistiche, e tradizionali nei materiali, questi lavori si contrappongono agli altri elementi scultorei presenti in mostra.

Fondazione Antonio Dalle Nogare
Rafensteinerweg 19, Bolzano, Italy 
12.10.2019 – 9.5.2020





Monday, October 14, 2019

RICARDO CARIOBA-NON LINEAR SPATIAL NORMALIZATIONS

Milano- FuturDome presenta, per la prima volta in Europa, l’opera e il perscorso di Ricardo Carioba (São Paulo, 1976). All’interno degli spazi sono presentati quindici installazioni interamente attraversabili, una serie di lavori fotografici e un progetto specificatamente creato per FuturDome.
Nell’oscurità del piano interrato, Ricardo Carioba amplifica la percezione dei legami tra suoni e immagini, basandosi sulle informazioni visive derivanti tanto dallo sguardo quanto dall’acustica sonora. Il livello armonico e il piano visuale creeranno una connessione stereofonica tra i nostri occhi e le nostre orecchie, dispiegando le fondamenta della spazialità e della percezione. L’intento è di rivelare le frequenze di onde sonore e luminose, nel vuoto, attraverso l’imma- gine dello spazio e la sua narrazione. Il nuovo video verrà disposto attraverso un’intrigante struttura circolare, suddivisa in due parti, con l’intento di far dialogare indipendentemente i due emisferi del cervello umano. Il suono sarà alla ricerca di onde sinusoidali disegnate in strutture armoniche, così come ambienti scultorei ed interventi ritmici. In fine, il video analizza il suono in tempo reale e crea uno stato di sincronizzazione latente fra le frequenze In Non Linear Spatial Normalizations, il contesto diventa l’opera, non per estendere lo spazio artistico o pervadere la città, ma per trovare un tempo e un luogo assieme a coloro che attraverseranno il percorso, là dove ogni significato del suono e della luce tenderà a riformularsi. Il titolo della mostra fa riferimento alla tecnica di Normalizzazione Spaziale, che viene spesso eseguita nel neuroimaging funzionale, adoperato nella scansione cerebrale. Il ricercatore la esegue per determinare quali siano le aree che comunemente si attivano quando molteplici soggetti umani eseguono gli stessi compiti o vengono stimolati allo stesso modo. La ripiegatura non lineare, si attua invece a posteriori per poter contrastare la deformazione che le immagini del paziente possono presentare (a causa della respirazione, alterazioni anatomiche, movimenti e molti altri fattori).
Nel suo lavoro il visitatore diventa un co-costruttore che conferisce un'identità innata al connubio tra suono e luce. Questo approccio offre tanti livelli di lettura quante saranno le persone che interagiscono con esso. Perché Carioba cerca una lingua che potrebbe vivere in uno spazio determinato e artificiale in grado di collegare tra loro persone che non si conoscono, all’interno di ambienti inquietantemente familiari. In Non Linear Spatial Normalizations, le rifrazioni della luce come in Sem título (2014), potranno essere manipolate in termini di velocità, grazie alla posizione geometrica del foro al centro di ciascuna proiezione; di conseguenza, le singole unità acustiche intrinsecamente autonome, formeranno un registro visuale infinitamente variabile. La struttura artistica delineerà una fornitura di materia selettiva; quel che poi accadrà con questo materiale, quali suoni veranno prodotti utilizzandolo, non è prevedibile, ma ogni volta si conformerà come il prodotto unico del caso. Carioba ha sviluppato, infatti, un sistema di notazione radicale e minimalista per questo lavoro: una grammatica visiva in cui il linguaggio è presentato come una disposizione di spettrografie non lineari.
FuturDome
via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano
10 Ottobre 2019 - 23 Novembre 2019

Ricardo Carioba, Horizonte negro, 2013, installazione di suono quadrifonico e videoproiezione a tre canali, loop, dimensioni variabili
Ricardo Carioba, Horizonte negro, 2013, installation of quadraphonic sound and three-channel video projection, environmental sizes, loop


Ricardo Carioba, Sem título, 2014, installazione luminosa, sonora e composta da videoproiezioni incrociate, dimensioni variabili, loop
Ricardo Carioba, Untitled, 2014, sound, light, video and light filter installation, variable dimensions    

Ricardo Carioba, Nervo, 2017, installazione sonora e luminosa, dimensioni variabili, loop
Ricardo Carioba, Nervo, 2017, sound and light installation, environmental sizes, loop



Ricardo Carioba, Lapso, 2014, installazione sonora e video, amplificata da specchi in ambiente buio, dimensioni variabili, loop
Ricardo Carioba, Lapso, 2014, sound and video installation and mirrors in a black room, environmental sizes, loop

Ricardo Carioba, Escrita, 2004, installazione luminosa in una sala bianca
Ricardo Carioba, Escrita, 2004, light installation in a pure white room


Ricardo Carioba, Hipotético fluído (azul), 2011, installazioni con filtro applicata su parete di vetro, lampade a LED, circuito elettronico e audio quadrifonico, dimensioni variabili, loop
Ricardo Carioba, Hipotético fluído (azul), 2011, installations with filter applied to glass walls, LED lamps, electronic circuit and quadraphonic audio, variable dimensions, loops
  
Ricardo Carioba, Escape para outra estática, 2010, Instalação de som e vídeo
Ricardo Carioba, Escape para outra estática, 2010, Installation composed by light and sound



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