Thursday, February 23, 2017

MFW-FEB. 22

Primo giorno della Milan Fashion Week, sfilano le collezioni autunno-inverno 2017/18, dopo New York e Londra, che non mi hanno entusiasmato più di tanto, ripongo le mie speranze nella nostra Milano. La partenza resta tiepida. Non mi appassionano le asimmetrie di Grinko e ancor meno il velluto patchwork di Angelo Marani. Meglio le uscite di Wunderkind anche se la sfilata manca di un'identità forte. Di Cristiano Burani apprezzo i capi beige carne e i laminati, non mi piacciono le maglie colorate. Attendo con fiducia la sfilata di Gucci, approvo sempre l'impronta teatrale di Alessandro Michele, il pregio della sua firma è l'aver creato per Gucci un'identità inconfondibile, ma questa collezione sembra un po' la caricatura delle precedenti, resta comunque fino ad ora la più interessante da vedere per la ricchezza di idee e di spunti, come gli accademeci glitterati, le calze con ricami, le scarpe decorate. Mentre la collezione di Alberta Ferretti segue la sua scia romantica con abiti botticelliani, intervallati da outfit più grintosi a righe bianche e nere dal sapore marinaro, Aquilano e Rimondi concepiscono per Fay una collezione energica accostando ai classici capispalla, minigonne e top in pelle con applicazioni gioiello.  Il sexy/barocco di Fausto Puglisi "is not my cup of tea".
Gucci
Alberta Ferretti

Fay

Fausto Puglisi

Cristiano Burani 
Wunderkind

Angelo Marani

Grinko

Wednesday, February 22, 2017

LFW- FEB.20-21

Il trend di queste sfilate londinesi a quanto pare è bianco con rouches, volant e merletto primi '900, e anche Christopher Bailey segue questa scia per la sua collezione Burberry mixandoli con maglie monospalla tagliate in diagonale. Luccicanti, colorate, righe multicolor diagonali e orizzontali sfilano  divertite le ragazze di Ashish al ritmo di "We are family".  Joseph è noto per la sua femminilità androgina, per la sua maglieria perfetta e per i tagli impeccabili, molto belle le ampie tute scivolate dritte lungo il corpo di questa collezione. Forme pulite, tagli precisi e drappeggio magistrale Osman è da sempre ispirato all''arte astratta e al costume di antiche culture. Lo stilista spagnolo Emilio De La Morena accosta sapientemente forme organiche morbide a tagli più netti e definiti. Nero, bianco, cammello e menta, forme androgine e modelli classici, moderni e metropolitani firmati dalla bravissima e giovane stilista coreana J. JS Lee. Lunghi camicioni  monocolore si alternano ad abiti in seta stampata o maglie in argento goffrato con ampie maniche a prosciutto nella collezione firmata Marques Almeida.
Burberry 
Ashish 
Joseph

Osman

Emilio De La Morena
J. JS Lee
Marques Almeida

DANCING IN EMILIA-GABRIELE BASILICO

Nello spazio Nonostante Marras inaugura oggi alle 19,00 la mostra Gabriele BasilicoDancing in Emilia, a cura di Francesca Alfano Miglietti con la collaborazione dello Studio Gabriele Basilico.
 La mostra presenta le immagini che  fotografo Gabriele Basilico ha realizzato nel 1978 nei dancing in Emilia Romagna per incarico del mensile di architettura e design Modo.
 Alla fine degli anni Settanta il boom del liscio di Raoul Casadei e degli scatenati ritmi di John Travolta, sostenuti dall’intraprendenza di alcuni mecenati dell’evasione musicale di massa, avevano popolato la zona fra Parma e Ravenna di una miriade di discoteche frequentate da un pubblico numeroso e indifferenziato. In un turbinio di minigonne, luci stroboscopiche, abiti eleganti e papillon, Gabriele Basilico cerca di svelare il successo che accompagna l’avvento della musica di rottura che va imponendosi sulla scena italiana ma che convive ancora con i ritmi della tradizione. La sua ricerca non si limita, però, a una campionatura di tipo sociologico, ma interviene in modo frontale e partecipe: Basilico utilizza il flash quale strumento principe della sua indagine, come un riflettore teatrale che isola e seleziona i personaggi su un palcoscenico.
 Come scrive Giovanna Calvenzi in Dancing in Emilia, “Basilico ricerca con i suoi soggetti un rapporto recitato, dove le immagini nascono dalla performance collettiva e dall’interazione fotografo-fotografato. La sua comprensione e la sua partecipazione, inizialmente solo parziali, si ampliano nello svolgersi del lavoro. Indirizza dapprima la sua analisi critica verso gli spazi, gli imbottiti di plastica, il plexiglass, i neon e i finti ori, gli oblò e il peluche. Poi, con un deciso slittamento dall’incombenza professionale, passa dagli arredi e dai decori al pubblico, alla ricerca di momenti emblematici, di volti, di situazioni. Gente che balla, ritratti, il flash scava nel buio e ferma momenti, gesti, sorrisi, presenze e assenze, è strumento di indagine ma anche e soprattutto segno di riconoscimento, l’avvertimento dell’operazione in corso, un “memento” per chi vuole sfuggirgli e un punto di riferimento per chi, in processione spontanea, vuole essere parte della rappresentazione che il fotografo sta mettendo in scena”.
 Una lettura attenta dei nuovi spazi del divertimento ma anche dei comportamenti, dei trasformismi, dei rapporti generazionali, dell’evolversi del costume e della moda. Una selezione di cento immagini è stata presentata per la prima volta nel 1980 alla Galleria Civica di Modena dove è stata riproposta nel 2013 a cura di Silvia Ferrari.
Dal 23 Febbraio al 26 Marzo 2017







Tuesday, February 21, 2017

LFW-FEB.19-20

Un nastrino nero al collo, a volte in vita, lega i modelli "deliziosi quasi leziosi" di Temperley London, raso matelassè, ampie gonne a ruota, abiti con grembiule e pettorina fine '800. Anche le ragazze Erdem sembrano uscite dalla campagna di fine '800, con abiti lunghi e accollati in velluto e sete lavorate. Colli altissimi che arrivano al mento nei capispalla di Antonio Berardi. Christopher Kane destruttura e assembla in modo non convenzionale i tessuti laminati con pesanti stoffe fiorate. Le maglie metalliche usate da David Koma ricordano vagamente gli abiti sixties di Courregés, beh ..molto vagamente. Maglia che ti avvolge per il look casual/chic di Pringle of Scotland. Gonne, abiti, tute ampie e tutte strette in vita da alte cinture nella collezione Roksanda. Sono pochi, ma molto interessanti gli abiti retrò rivisitato di Phoebe English. Mentre le maniche plissè a ventaglio proposte da Sid Neigum ricordano la nostra Krizia anni '80. Nell'arte e nella moda si ruba o ci si lascia ispirare per poi creare.

Temperley London

Erdem

Antonio Berardi

Christopher Kane

David Koma

Pringles of Scotland

Roksanda

Phoebe English

Sid Neigum

Monday, February 20, 2017

LFW- FEB. 18-19

Tra una serie di eccessi colorati e senza senso che non sto qui a riportare, si distingue con la sua purezza, la semplicità e i tagli ricercati la collezione di Chalayan. Quella di Mary Katrantzou è una collezione diversa dalle ultime, gli abiti non sono le sculture eteree a cui ci aveva abituato. Ispirata alla montagna tirolese con tanto di mantelline, colli di pelliccia e cuori applicati la collezione di Anya Hindmarch. Mix di stili (per fortuna) per gli studenti della Central Saint Martins. Gotico e dark, Gareth Pugh si è ispirato al Portiere di Notte della Cavani. Mescola tessuti e linee diverse J.W.Anderson. Belle le camicie di seta accollate con grossa piega davanti viste da Mulberry. La stilista Natasa Cagalj disegna una collezione impeccabile per Ports 1961, capi deostruiti, gonne e top asimmetrici, linee scivolate. Belli i cappotti militari versione super femminile con fiori rossi di Simone Rocha. Street-style sexy per le ragazze di Versus con minigonne e micropull all'ombelico.

Chalayan

Mary Katrantzou

Anya Hindmarch

Central Saint Martins

Gareth Pugh

J.W.Anderson

Mulberry

Peter Pilotto

Ports 1961

Preen by Thornton Bregazzi

Roland Mouret

Simone Rocha

Top Shop Unique

Versus Versace

Saturday, February 18, 2017

SEE BY CHLOE' AND ORLA KIELY PRESENTATIONS

Due stili diversi indirizzati entrambe ad un target giovane.
Bamboline anni '70 con mini abiti a sacchetto o gonne al polpaccio con balze, rouches e zeppe ai piedi per la ragazza Orla Kiely.
Balze e rouches anche nella collezione See by Chloé, ma silhouette più morbide e meno sagomate, look reso più aggressivo dai boots multilacci al ginocchio.
Orla Kiely

See by Chloé

Friday, February 17, 2017

DANIELE DA VOLTERRA-I DIPINTI D'ELCI

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede della Galleria Corsini dal 17 febbraio al 7 maggio 2017 Daniele da Volterra.
 I dipinti d'Elci, una mostra a cura di Barbara Agosti e Vittoria Romani incentrata su due dipinti di Daniele da Volterra (Volterra, 1509 – Roma, 1566), l’artista che più fu vicino a Michelangelo nella sua esperienza creativa e umana. Un evento di grande interesse, infatti la tela con Elia nel deserto e la tavola con la Madonna con il Bambino, san Giovannino e santa Barbara, sottoposte a vincolo di tutela sin dal 1979, sono due delle rare opere mobili dell’artista che si sono conservate.
Custoditi da oltre un secolo in una collezione privata senese, quella dei Conti Pannocchieschi d’Elci, cui pervennero per via ereditaria da Casa Ricciarelli, i due quadri, riconosciuti come capolavori da una ormai antica e autorevole tradizione critica, raramente sono stati esposti al pubblico e, come scrive nella prefazione del catalogo Flaminia Gennari Santori, direttore del Museo: “È questa la prima occasione nel corso della mia direzione in cui le Gallerie Barberini Corsini ospitano dipinti provenienti da una collezione privata.
In mostra anche una serie di riflettografie analizzate da Angela Cerasuolo, responsabile del Centro Documentazione Restauro della Soprintendenza, Museo di Capodimonte, che hanno permesso di fare chiarezza sulla genesi e sullo sviluppo progettuale delle opere, circoscrivendo meglio i loro caratteri stilistici e la datazione. Benché siano conservate a Siena, le due opere furono realizzate a Roma durante il pontificato di Paolo III Farnese (1534 – 1549) e illustrano uno snodo cruciale della cultura figurativa moderna: l’impatto del Giudizio finale e degli ultimi affreschi di Michelangelo per la Cappella Paolina, con le loro drammatiche sperimentazioni stilistiche, su un artista come Daniele da Volterra, maturato accanto a Perino del Vaga, celebrato erede della grazia di Raffaello.
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini
APERTURA AL PUBBLICO: 17 febbraio al 7 maggio 2017
ORARI: Lunedì; mercoledì-sabato: 14.00 - 19.30. Domenica: 8.30- 19.30.
Elia nel deserto
 Olio su tela, cm 81 x 115

Il tema del digiuno di Elia nel deserto collega l’opera al culto dell’eucarestia, ma è qui rappresentato con un’iconografia insolita, senza l’angelo che conforta il profeta, e dando invece massimo rilievo al pane e all’acqua evocativi del sacramento.


 Madonna con il Bambino, san Giovannino e santa Barbara
Olio su tavola, cm 131,6 x 100,4

Il pittore ripropone, pur entro le dimensioni contenute del dipinto, le straordinarie innovazioni spaziali e compositive dispiegate dal Buonarroti nel Giudizio finale, da cui derivano il potente incastro delle figure, gli scorci incombenti, la stilizzazione cubizzante delle forme.


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