ROBERT BREER, Tucson #1, 2009. Sculpture motorisée / Motorized
sculpture / Scultura motorizzata. 45 x 27,5 x 33,5 cm. Pièce unique / Unique
piece / Pezzo unico.
Courtesy Kate Flax, gb agency, Paris
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Friday, September 11, 2020
ROBERT BREER - TIME OUT
Bolzano - Dal 12 settembre 2020 al 5 giugno 2021 la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta la prima grande mostra personale in Italia di Robert Breer (Detroit, USA, 1926 – Tucson, USA, 2011).
Pioniere nelle tecniche di animazione, Breer fu uno dei fondatori dell’avanguardia americana ed è oggi considerato uno degli autori più innovativi nel cinema sperimentale. L'intera opera di Breer è una riflessione sulla possibilità di catturare il tempo, confondendo i confini tra l’immagine astratta e figurata, il movimento e la staticità , l’oggetto e il soggetto. Attraverso una selezione di più di settanta opere la mostra ripercorre tutti i sessant’anni di carriera dell’artista: dalle prime ricerche nell’ambito della pittura astratta e del neo-plasticismo, attraverso la sperimentazione con l’immagine in movimento e con una forma di animazione del tutto anticonvenzionale, fino ad arrivare ai Floats, le celebri sculture mobili, vere e proprie evoluzioni nello spazio tridimensionale delle forme astratte e anti-narrative che caratterizzano la ricerca pittorica e cinematografica dell’artista.
Fondazione Antonio Dalle Nogare
Rafensteiner Weg 19, Bolzano, Italia
Tuesday, October 15, 2019
PETER WACHTLER - UP THE HEAVIES
Bolzano- Fino al 9 maggio 2020 la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta Up The Heavies personale dell’artista tedesco Peter Wächtler.
Up the Heavies, letteralmente “Sollevare i pesanti”, è quasi un ossimoro, qualcosa che gioca con l’idea degli opposti. Ed è questo un po’ il tema di una mostra che apparentemente non ha collegamenti lineari tra le varie opere, ma gioca con ognuna di esse su relazioni opposte di velocità e lentezza, pesantezza e leggerezza, astrazione e figurazione, grandezza e piccolezza, narrazione e rappresentazione, specificità e generalismo. Nella grande sala al piano terra la mostra presenta tre serie di sculture, un ciclo di fotografie in bianco e nero e una serie di acquerelli. Come già sottolineato, tutti gli elementi della mostra esistono in una dialettica di opposti: i tre gruppi di sculture infatti sono diversi per forme (fiori, animali e gru) e per materiali (bronzo, acciaio e un misto di acciaio e vetro) e per intenti. Se da un lato infatti i fiori sembrano realizzati in maniera del tutto espressionistica sfruttando la manualità gestuale dell’artista che ha creato queste forme con la sola forza delle sue braccia, rendendole all’apparenza veloci, immediate e espressive, così invece le gru sono la testimonianza di un lavoro meticoloso, quasi ossessivo nella ripetizione di una iconografia. Tra di loro questi due elementi si confrontano anche dal punto di vista tematico: se i fiori rappresentano chiaramente un elemento naturale, così la gru rappresenta invece il simbolo, quasi un’icona dello sviluppo industriale, della cementificazione, della costruzione costante che inonda le nostre città . Non si tratta in nessun caso di un giudizio positivo o negativo, ma di una rappresentazione delle dicotomie in cui ci muoviamo ogni giorno. Molto diverse per iconografia e materiali utilizzati sono le due sculture di bronzo. Esse rappresentano due animali: un lupo ed un orso che sono raffigurati come due marinai in movimento, non si sa se in partenza o di ritorno. A differenza delle altre sculture, meno raffinate e quasi volutamente abbozzate, queste sono realizzate in bronzo, uno dei materiali nobili della scultura classica e sono definite nei minimi particolari. Pesanti, estremante figurative, quasi realistiche, e tradizionali nei materiali, questi lavori si contrappongono agli altri elementi scultorei presenti in mostra.
Up the Heavies, letteralmente “Sollevare i pesanti”, è quasi un ossimoro, qualcosa che gioca con l’idea degli opposti. Ed è questo un po’ il tema di una mostra che apparentemente non ha collegamenti lineari tra le varie opere, ma gioca con ognuna di esse su relazioni opposte di velocità e lentezza, pesantezza e leggerezza, astrazione e figurazione, grandezza e piccolezza, narrazione e rappresentazione, specificità e generalismo. Nella grande sala al piano terra la mostra presenta tre serie di sculture, un ciclo di fotografie in bianco e nero e una serie di acquerelli. Come già sottolineato, tutti gli elementi della mostra esistono in una dialettica di opposti: i tre gruppi di sculture infatti sono diversi per forme (fiori, animali e gru) e per materiali (bronzo, acciaio e un misto di acciaio e vetro) e per intenti. Se da un lato infatti i fiori sembrano realizzati in maniera del tutto espressionistica sfruttando la manualità gestuale dell’artista che ha creato queste forme con la sola forza delle sue braccia, rendendole all’apparenza veloci, immediate e espressive, così invece le gru sono la testimonianza di un lavoro meticoloso, quasi ossessivo nella ripetizione di una iconografia. Tra di loro questi due elementi si confrontano anche dal punto di vista tematico: se i fiori rappresentano chiaramente un elemento naturale, così la gru rappresenta invece il simbolo, quasi un’icona dello sviluppo industriale, della cementificazione, della costruzione costante che inonda le nostre città . Non si tratta in nessun caso di un giudizio positivo o negativo, ma di una rappresentazione delle dicotomie in cui ci muoviamo ogni giorno. Molto diverse per iconografia e materiali utilizzati sono le due sculture di bronzo. Esse rappresentano due animali: un lupo ed un orso che sono raffigurati come due marinai in movimento, non si sa se in partenza o di ritorno. A differenza delle altre sculture, meno raffinate e quasi volutamente abbozzate, queste sono realizzate in bronzo, uno dei materiali nobili della scultura classica e sono definite nei minimi particolari. Pesanti, estremante figurative, quasi realistiche, e tradizionali nei materiali, questi lavori si contrappongono agli altri elementi scultorei presenti in mostra.
Fondazione Antonio Dalle Nogare
Rafensteinerweg 19, Bolzano, Italy
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