Wednesday, April 5, 2023
PROJECT ROOM #17 Lito Kattou Whisperers
Tuesday, February 23, 2021
ARCHIVIO ATELIER PHARAILDIS VAN DEN BROECK
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| Onions 1994-95 |
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| Senza titolo, 2013 Il desiderio di sperimentare costantemente nuove tecniche spinge Phara a combinare sulla tela gli esiti delle ricerche sia sulla pittura acrilica sia sulla carta di giornale. Nelle opere del 2013 i quotidiani non sono più scelti per le immagini stampate che raccolgono ma perchè le permettono di introdurre una componente tridimensionale all’interno dell’opera. Tagliato a sottili strisce il supporto mediatico va idealmente a comporre il corpo della cipolla, le pennellate dense e decise ne sottolineato struttura e contorni. |
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| Italia, 2009 Con il passare degli anni la tecnica pittorica di Phara propende sempre più verso un’espressività sintetica e graffiante. Le opere di questo periodo, come questa, sono caratterizzate da campiture piatte, colori saturi, pennellate decise e contrastanti che |
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| Cura Primaverile 1997 Pharaildis Van den Broeck divorava immagini stampate spaziando da monografie di grandi artisti del passato a pubblicazioni monotematiche su specifici argomenti. La sua biblioteca è emblematica di come cultura alta e bassa possano convivere nello stesso luogo. In Cura primaverile l’artista antropizza lo sguardo del cane ripreso da un libro sulla razza dei Barboni e lo circonda di oggetti che conferiscono all’animale una vanità tipicamente umana. |
Thursday, February 18, 2021
PROJECT ROOM #13 KASPER BOSMANS - A Perfect Shop-Front
via Vigevano 9 – 20144 Milano
Wednesday, December 4, 2019
PROJECT ROOM #12 - REBECCA ACKROYD
Nel corso dell’ultimo anno la guest curator Cloé Perrone ha scelto il lavoro di Sophia al-Maria, Caroline Mesquita e Rebecca Ackroyd, tre giovani artiste internazionali che, all’interno di una pratica multidisciplinare, utilizzano anche la scultura espandendone la definizione stessa. Protagonista dell’appuntamento conclusivo del 2019, con Underfoot, la sua prima mostra personale in Italia, Rebecca Ackroyd mette in scena un mondo post-apocalittico che proietta il visitatore in un’ipotesi di futuro. Il lavoro dell’artista è caratterizzato dalla ricostruzione di spazi degradati, pervasi da atmosfere reali, tesi ad accrescere la consapevolezza della brutalità dell'ambiente urbano e la coscienza del tema dell’abbandono. In un momento in cui un'incombente crisi climatica minaccia la vita sulla Terra, l’artista ha deciso di esporre all’interno di una serra, struttura normalmente utilizzata per la coltivazione, una grande installazione site-specific che occupa l’intero spazio della Fondazione, e una serie di disegni e sculture tutti di nuova produzione, creando un luogo avvolgente, sospeso tra sogno e realtà . Circondate da un clima malinconico, le strutture architettoniche dell’artista incarnano una sorta di sentimento primordiale che genera nell’osservatore un senso di impotenza e lo spinge a interrogarsi sul suo ruolo nella società . Con Underfoot, l'attenzione di Rebecca Ackroyd si concentra su una definizione ibrida di casa, capace di riflettere diversi paradossi della società contemporanea e di avviare una profonda riflessione su temi universali come l’identità nazionale, il senso di appartenenza e i processi di crescita.
































