Thursday, January 29, 2026

Chanel Alta Moda Primavera-Estate 2026: una fiaba tra funghi giganti, uccelli e leggerezza poetica

 Martedì 27 gennaio 2026, nel maestoso Grand Palais di Parigi, Chanel ha svelato la sua collezione Haute Couture Primavera-Estate 2026 sotto la guida del direttore creativo Matthieu Blazy — il suo primo show couture per la storica maison francese. La passerella si è trasformata in un paesaggio magico, con funghi rosa giganti e salici piangenti che hanno creato l’atmosfera di una foresta incantata, suggellando il tono sognante e poetico della collezione.  Blazy ha voluto rinnovare i codici della casa celebrando la leggerezza e il movimento, reinterpretando capi iconici come il tailleur tweed in forme più soffici e trasparenti, spesso accostati a tessuti fluttuanti e dettagli che evocano il volo.   Un motivo ricorrente nella collezione è stato quello degli uccelli, simbolo di libertà e trasformazione: volumi, piumaggi stilizzati, ricami e plissettature delicate hanno suggerito la metamorfosi della donna in figura alata.  Nel complesso, la sfilata ha unito eleganza classica, innovazione e un’estetica onirica, offrendo una visione di haute couture che rispetta la tradizione Chanel mentre apre nuove strade di narrazione e significato.  







Wednesday, January 28, 2026

JONATHAN LYNDON CHASE EXHIBITION

 Alla Galleria GióMarconi di Milano, dal 30 gennaio al 21 marzo, si terrà la mostra Keep Thinking nobody does it like you here comes the sunset di Jonathan Lyndon Chase, artista statunitense noto per una pittura intensa e profondamente narrativa.

Le opere in mostra restituiscono scene di vita quotidiana popolate da corpi che si cercano, si osservano e si proteggono, spesso inseriti in spazi urbani o domestici carichi di tensione emotiva. Attraverso colori caldi, linee decise e composizioni ravvicinate, Chase costruisce immagini che parlano di intimità, vulnerabilità e desiderio, mettendo al centro relazioni affettive e identità spesso marginalizzate. I personaggi, ritratti in momenti sospesi tra quiete e inquietudine, sembrano abitare un tempo personale, lontano dalla retorica e vicino all’esperienza vissuta.

Il titolo della mostra suggerisce un’affermazione di unicità e resistenza: un invito a riconoscere il valore dell’essere sé stessi, anche nella fragilità. Come un tramonto, le scene dipinte da Chase segnano una soglia, un passaggio, lasciando emergere la bellezza che nasce dall’incontro tra luce e ombra. Con questa esposizione, la Galleria GióMarconi conferma il proprio interesse per pratiche artistiche capaci di coniugare forza visiva e profondità emotiva, offrendo al pubblico milanese un’occasione di confronto con una delle voci più sensibili della pittura contemporanea.



Armani Privé Haute Couture Primavera/Estate 2026: l’eleganza continua

 L’ultima sfilata di Armani Privé si è tenuta durante la Paris Haute Couture Week a Parigi, segnando un momento importante nella storia della Maison dopo la scomparsa di Giorgio Armani.  In questa edizione, la direzione creativa è passata a Silvana Armani, che ha debuttato con una collezione ispirata alla pietra di giada — simbolo di armonia e fortuna — reinterpretando l’eleganza classica di Armani con un tocco di modernità nei colori e nelle silhouette.  La collezione ha mantenuto la raffinata sartorialità tipica della maison, caratterizzata da linee fluide, tagli precisi e dettagli ricamati, pur introducendo un linguaggio estetico più leggero e femminile. Il bianco ottico è stato usato sia per abiti dal taglio formale sia in capi più elaborati, culminando in un maestoso abito da sposa ricamato, ultimo omaggio alla visione di Armani.  L’evento ha suscitato grande attenzione per il modo in cui ha unito continuità e innovazione, celebrando l’eredità del grande couturier italiano pur guardando al futuro dell’alta moda.  







Tuesday, January 27, 2026

21Art apre una nuova galleria a Roma

 21Art apre una nuova galleria d'arte nel cuore di Roma. Situata in Largo della Fontanella di Borghese n. 89, la sede è stata oggetto di un importante intervento di ristrutturazione firmato dal collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.


21Art Roma sarà accessibile al pubblico dal 29 gennaio 2026 con una selezione di opere di giovani promesse e artisti internazionali cui saranno dedicate, nel corso del 2026, mostre personali e momenti di approfondimento nelle diverse sedi di 21Art, tra cui quella romana.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a RomaPadova e Treviso. È inoltre imminente l'apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi di Milano Cortina d'Ampezzo.

«Sono profondamente grato ad Alessandro Benetton che, per primo, ha creduto nelle potenzialità di un giovane imprenditore e in un progetto ambizioso, preferendolo alle proposte di realtà molto più grandi e strutturate. Insieme, abbiamo avviato 21Art e la abbiamo fatta crescere, coinvolgendo in breve tempo importanti collezionisti e imprenditori, istituzioni, fondazioni e operatori di settore», dichiara il Ceo Davide Vanin. «Con l'apertura di uno spazio strategico nella Capitale, 21Art si espande ulteriormente: ci auguriamo che questa nuova galleria contribuisca a sostenere gli artisti emergenti e a presentare al grande pubblico autori internazionali, testimoni di un approccio innovativo all'arte e alla cultura».

Negli spazi della galleria verrà presentata, fino al 24 aprile 2026, una panoramica delle opere degli artisti di 21Art: Valerio Adami, Gonzalo Borondo, Pierpaolo Calzolari, Mario Ceroli, Jan Fabre, Ahmet Gunestekin, Ania Hobson, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella, Emma Talbot. Dieci autori, diversi per esperienza e linguaggio, dall'Arte Povera alla pittura aniconica e all'arte pubblica.

Autori come Pierpaolo Calzolari e Mario Ceroli utilizzano la superficie come materia viva e tridimensionale, Jan Fabre, Piero Pizzi Cannella, Valerio Adami e Ahmet Gunestekin costruiscono narrazioni attraverso segni carichi di memoria e mitologia, come anche Emma Talbot, il cui lavoro è incentrato sull'universo femminile. Gonzalo Borondo sperimenta materiali e supporti innovativi, mentre Cristiano Pintaldi con i pixel dipinti proietta l'immagine digitale e tecnologica nella tradizione del dipinto, infine Ania Hobson dipinge tele nelle quali guarda con occhio poetico alla vita di tutti i giorni.
Valerio Adami Cane Lupo,2016
olio su_tela_ 47x198cm,Artista tutelato Siae

Pier_Paolo Calzolari Senza Titolo,2010
sale,pastelli a lecu,pastelli ad olio mollettone 96x90xcm,
Artista tutelato Siae



Mario Ceroli Senza  itolo,1981
 tecnica mista su legno 80x106x9cm

Jan Fabre Sharing secrets about the neurons,2024
marmo bianco di Carrara 45x50x42cm
Artista tutelato Siae


Ahmet Gnee351tekin Last Day of the Flood Witnesses Throug Thousands of Years
Series 2024 tecnica_mista

Ania Hobson 000am Drink,2023 olio su tela

Piero Pizzi Cannella Turchese,2009
tecnica mista su tela

Emma Talbot The Phases of the Moon,2024
acrilico su seta

Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026: la natura diventa arte in passerella

 La sfilata Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026, presentata durante la Paris Haute Couture Week a Parigi, ha segnato un momento importante per la maison francese. Per la prima volta sotto la guida creativa di Jonathan Anderson, il défilé ha trasformato l’alta moda in un’esperienza immersiva in cui natura, arte e savoir-faire sartoriale si intrecciano con straordinaria poesia.  L’ispirazione principale della collezione è stata la flora in fiore, con riferimenti ricorrenti ai ciclamini, che hanno alimentato non solo i motivi decorativi sui capi ma anche il trucco, i capelli e persino gli accessori. Gli abiti, dalle silhouette scultoree e dettagli ricamati, evocano un giardino in continua evoluzione: petali, rouches e tessuti leggeri suggeriscono movimento e romanticismo, reinterpretati in chiave moderna. 

La bellezza della sfilata è stata enfatizzata anche dai beauty look: un make-up luminoso e naturale dai toni pastello, accompagnato da acconciature che ricordavano veli di petali, ha dato un’estetica fresca e futuristica alla passerella. 

Completavano gli outfit le scarpe floreali progettate dalla bravissima designer Nina Christen.







Monday, January 26, 2026

Schiaparelli incanta Parigi: tra mito, arte e haute couture

 La Maison Schiaparelli ha inaugurato la Paris Haute Couture Week Primavera-Estate 2026 con una spettacolare sfilata che ha confermato il suo ruolo di protagonista nel calendario dell’alta moda mondiale. Daniel Roseberry, direttore creativo della storica casa di moda, ha presentato una collezione ispirata a un profondo dialogo tra mitologia, arte e scultura del corpo, con riferimenti creativi che spaziano dall’iconografia rinascimentale alle creature fantastiche. 

La collezione stessa gioca con forme scultoree, dettagli animalier e riferimenti simbolici — creazioni che evocano il volo e la natura, con piume e silhouette audaci che rivelano un’estetica potente e teatrale. Roseberry ha raccontato che l’ispirazione per alcuni dei motivi più evocativi è nata durante una visita alla Cappella Sistina, dove l’arte sacra ha influenzato la sua visione creativa. 

In passerella, la moda diventa così trasformazione artistica, dove ogni capo non è solo indumento, ma scultura portatile: un’esperienza visiva che affianca la tradizione sartoriale di Schiaparelli all’immaginazione contemporanea, rendendo omaggio alla fondatrice Elsa e alla continua evoluzione del linguaggio couture.  






Monday, January 19, 2026

Addio a Valentino Garavani, l’ultimo imperatore della moda italiana

Il mondo della moda piange la scomparsa di Valentino Garavani, uno dei più grandi stilisti italiani di tutti i tempi. Valentino si è spento oggi all’età di 93 anni nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari, come annunciato dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Valentino Clemente Ludovico Garavani — per tutti semplicemente Valentino — è nato l’11 maggio 1932 a Voghera e fin da giovane ha mostrato una passione viscerale per la moda. Dopo aver studiato alla Chambre Syndicale de la Haute Couture Parisienne a Parigi e lavorato in alcuni atelier prestigiosi, nel 1960 fondò la sua maison a Roma, dando vita a una delle case di moda più celebri al mondo. 
Con il suo stile inconfondibile, Valentino ha incarnato per decenni l’eleganza senza tempo e il lusso raffinato. La sua visione era centrata sulla bellezza femminile, e spesso ripeteva: «Le donne vogliono essere belle». Le sue creazioni — caratterizzate da tessuti pregiati, linee sofisticate e dettagli artigianali — sono diventate simboli di glamour internazionale. 
 Tra i tratti distintivi del suo lavoro c’è il celebre “rosso Valentino”: una tonalità vibrante che divenne marchio di fabbrica delle sue collezioni e fu riconosciuta da Pantone come colore emblematico. Valentino ha vestito first ladies, star del cinema, regine e icone di stile, diventando il designer preferito di personalità come Jacqueline Kennedy Onassis, Elizabeth Taylor, Julia Roberts e tanti altri volti della cultura globale. Le sue creazioni hanno calcato i red carpet di tutto il mondo, consolidando il suo ruolo di protagonista nella moda internazionale. 
Dopo quasi cinque decenni di carriera, Valentino si è ritirato nel 2008, lasciando la guida creativa della sua maison ma continuando a essere una figura di riferimento nel settore. La sua partnership professionale e personale con Giancarlo Giammetti è stata fondamentale per l’espansione globale del marchio e per l’affermazione del lusso italiano nel mondo. La Fondatione continua oggi a promuovere il lascito culturale di Valentino, mostrando collezioni e iniziative dedicate alla moda e all’arte. 
 La morte di Valentino segna la fine di un’era nell’haute couture. 
Designer ammirato da generazioni, la sua influenza ha travalicato i confini della moda per entrare nel patrimonio culturale globale. La sua capacità di combinare raffinatezza artigianale e visione estetica ha ispirato stilisti, artisti e appassionati di bellezza in tutto il mondo.
 L’addio a Valentino non è solo la scomparsa di un grande stilista, ma la chiusura di un capitolo irripetibile nella storia del Made in Italy e della moda internazionale.
















Friday, January 16, 2026

Alessandro Moreschini. L’ornamento non è più un delitto

 Musei Civici d’Arte Antica di Biologna presenta la mostra L’ornamento non è più un delitto, mostra personale di Alessandro Moreschini, a cura di Raffaele Quattrone. 

Visitabile dal 18 gennaio 2026 al 22 marzo 2026, il progetto espositivo rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 - 8 febbraio)-
L’inaugurazione si svolge sabato 17 gennaio 2026 alle ore 17.30.

"L’ornamento non è più un delitto": con questa affermazione, pronunciata da Renato Barilli in un testo del 2020 dedicato a Lily van der Stokker e ad Alessandro Moreschini, si apre il percorso della nuova mostra dell’artista al Museo Civico Medioevale di Bologna. Una frase che, da dichiarazione critica, diventa oggi titolo e chiave di lettura di un progetto espositivo che rilegge la tradizione decorativa come gesto etico, come pratica di cura e di attenzione verso il mondo.

Da tempo Alessandro Moreschini (Castel San Pietro Terme, 1966) ha scelto una strada appartata e rigorosa, lontana dalle retoriche del minimalismo più severo e dalle promesse dell’ipertecnologia: una strada in cui l’ornamento non è aggiunta, ma pensiero; non maschera, ma rivelazione. Le sue superfici lavorate – trame meticolose, vegetali, iperdecorative - non rivestono gli oggetti: li trasformano. Sono presenze che respirano, microcosmi silenziosi capaci di insinuarsi negli interstizi del visibile e di restituire agli oggetti quotidiani una energia inattesa, una vibrazione interna.

Già alla fine degli anni ’90, Barilli aveva individuato in Moreschini una voce originale nel panorama italiano, inserendolo nella storica mostra collettiva 
Officina Italia e riconoscendo in quel giovane rigore decorativo una forza irradiante, “una preziosa limatura di ferro”. Oggi, quell’intuizione trova piena maturità in un lavoro che ha saputo svilupparsi con costanza, approfondendo la natura politica e sensibile dell’ornamento.
Perché l’ornamento, lungamente esiliato dal canone occidentale come elemento superfluo o sospetto, riemerge qui come linguaggio glocal: attento alle culture visive non egemoniche, aperto al desiderio, alla spiritualità, alla dimensione affettiva del guardare. È un’arte apparentemente “debole”, perché priva di monumentalismo, ma in realtà radicale nella sua prossimità, nel suo farsi presenza quotidiana, nel suo ritessere i nessi tra corpo, oggetto e mondo.

L’incontro con il 
Museo Civico Medioevale  offre a Moreschini un territorio ideale: uno spazio fatto di stratificazioni, memorie, oggetti votivi, preziosità minute, miniature, ori, che da secoli interrogano il nostro rapporto con il sacro, il simbolico, il potere evocativo delle superfici. Le opere contemporanee si insinuano tra i reperti storici senza competere con essi, ma stabilendo un dialogo osmotico, a tratti segreto, in cui la luce, il colore e il ritmo decorativo diventano ponti tra epoche e sensibilità differenti.


Il percorso espositivo - articolato in diversi ambienti del museo - accoglie interventi concepiti come 
presenze integrative
, non invasive: opere che crescono come un’edera visiva sulle architetture e sugli oggetti del passato, stabilendo legami inattesi. L’artista non impone un nuovo museo: ne rivela uno interno, emotivo, fatto di sussurri decorativi, di brividi luminosi, di dettagli che invitano a rallentare, a guardare con attenzione, a riscoprire il tempo dell’osservazione.






Thursday, January 15, 2026

Carla Accardi. Segni dell’anima #2

 C’è tempo fino a sabato 24 gennaio 2026 per visitare a Roma, alla Galleria Lombardi di via di Monte Giordano 40, la mostra monografica Carla Accardi. Segni dell’anima #2, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con saggio critico in catalogo di Guglielmo Gigliotti, che ha riaperto i battenti dopo la pausa festiva invernale.

L’esposizione rappresenta il secondo capitolo del progetto Segni dell’anima, iniziato nell’ottobre 2025 con la mostra dedicata al marito Antonio Sanfilippo (Segni dell’anima #1).

In mostra 35 opere dagli anni Cinquanta del Novecento a primi Duemila di Carla Accardi (Trapani, 1924 - Roma, 2014), in un percorso che attraversa la sua poetica del segno: una poetica che ha reso l’artista figura centrale dell’astrattismo europeo della seconda metà del XX secolo e inizio XXI secolo.

La selezione di dipinti e disegni invita a scoprire come il segno, per Carla Accardi, sia diventato una forma di respiro, pensiero e vita stessa. Come diceva Apelle, secondo Plinio il Vecchio, citato da Guglielmo Gigliotti nel suo testo critico, “Nulla dies sine linea”, nessun giorno senza tracciare linee: una filosofia che Accardi ha vissuto pienamente, riconoscendo nella linea una metafora della vita stessa, capace di infinite possibilità di sviluppo.

L’esposizione ruota intorno a opere emblematiche come Blu-verde (1964), Segni grigi (1972) e Rossoargento (2001), titoli che già evocano spirito e modi di concepire il segno strutturante e la dimensione cromatica, accesa da contrasti e dissonanze.

Carla Accardi_Senza titolo, 1990
vinilico su tela 100x80


Carla Accardi_Rossonero, 1991
vinilico su tela 50x70

Carla Accardi -Tondo Turchese, 1987
Vinilico su tela diametro 20



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