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Monday, May 18, 2026

CAMBI | Fine Jewellery

 Cambi presenta l’asta live Fine Jewellery, in programma martedì 19 maggio 2026 nella sede milanese della casa d’aste, articolata in due tornate: la prima alle ore 10.00 con i lotti 1-167 e la seconda alle ore 14.30 con i lotti 168-461. L’esposizione dei lotti sarà aperta al pubblico solo su appuntamento da venerdì 15 maggio a lunedì 18 maggio, dalle ore 10 alle 18.

 

L’asta propone unampia selezione di gioielli e preziosi adatti a tutte le esigenze.

 

Nella prima tornata dedicata ai coralli, menzioniamo gli orecchini pendenti con corallo, onice, smalto e diamanti firmati S. Nardi (lotto 8, stima: € 9.000,00 / 12.000,00); la spilla “moretto”, con turchesi e diamanti, a firma di Codognato (lotto 101, stima: € 4.000,00 / 5.000,00); la collana Scavia con boules di corallo e inserti in cristallo (lotto 44, stima: € 4.500,00 / 5.500,00); due collane in corallo sfaccettato, a due e cinque fili (lotto 100 e 102, stima: € 5.000,00 / 6.000,00).

La seconda tornata presenta una selezione di gioielli di qualità, tra cui il bracciale tank firmato Weingrill (lotto 79, stima: € 7.500,00 / 9.500,00).

 

Tra le trousses si segnalano la classica minaudière realizzata da Boucheron Paris con piccoli rubini e zaffiri (lotto 158, stima: € 2.000,00 / 3.000,00), la pochette con specchio Gucci (lotto 157, stima: € 1.000,00 / 1.500,00) e la vanity contenente portacipria e portarossetto (lotto 290, stima: € 6.000,00 / 8.000,00) in argento, con una spessa doratura, ravvivata da gemme colorate, raffinata creazione a firma M. Buccellati (il pendente riporta le iniziali della proprietaria).

 

Le pietre di colore sono protagoniste di alcuni dei lotti più significativi dell’asta: il girocollo con smeraldi Colombia per ct 50.00 circa e diamanti taglio brillante e carré (lotto 252, stima: € 25.000,00 / 30.000,00); l’anello con zaffiro Burma di ct 3.29 NTE e diamanti (lotto 250, stima: € 8.000,00 / 12.000,00); il girocollo con acquemarine, per ct 252.00 circa, e diamanti taglio baguette e brillante (lotto 204, stima: € 15.000,00 / 20.000,00); l’anello con zaffiro Sri Lanka di ct 14.70 circa con due diamanti taglio trilliant (lotto 266, stima: € 30.000,00 / 40.000,00).

Ancora, il catalogo include alcuni gioielli di firma: un anello di fidanzamento con diamante taglio circular di ct 4.72 firmato Bulgari, accompagnato dal certificato di acquisto originale (lotto 257, stima: €18.000,00 / 22.000,00); Cartier firma la clip con diamanti e quarzi citrini (lotto 278, stima: €12.000,00 / 16.000,00); David WEBB, con una grande collana in oro e platino con diamanti e relativo pendente rimovibile (lotto 279, stima: €40.000,00 / 50.000,00).

 

Sono presenti in catalogo anche due piccole collezioni firmate da due autori italiani della seconda metà del Novecento: Misani (lotti dal 129 al 138) e Sforza (lotti dal 139 al 156). Si segnalano, inoltre, i gioielli di Enrico Serafini, ai lotti 313 (stima: €4.000,00 / 5.000,00) e 331 (stima: €5.000,00 / 6.000,00).

 

La sezione dedicata ai diamanti propone gli orecchini con diamanti taglio, goccia D colour rispettivamente di ct 2.15 e ct 2.44, quest’ultimo di tipo IIa (lotto 271, stima: € 35.000,00 / 40.000,00); un diamante taglio brillante di ct 6.18, G colour (lotto 274, stima: € 70.000,00 / 80.000,00); e il bracciale con diamanti taglio carré per circa ct 23.00 (lotto 258, stima: € 45.000,00 / 55.000,00). Infine, un importante bracciale con diamanti taglio smeraldo, taglio baguette e taglio rotondo (lotto 255, stima: €25.000,00 / 28.000,00).

La partecipazione allasta sarà possibile attraverso diverse modalità, pensate per garantire la massima accessibilità a collezionisti e operatori. Gli interessati potranno prendere parte alla vendita in presenza, direttamente in sala, vivendo l’esperienza tradizionale dell’incanto. In alternativa, sarà possibile partecipare telefonicamente, richiedendo in anticipo di essere contattati per intervenire in tempo reale durante la battitura dei lotti di interesse.

 

Grande attenzione è riservata anche alla partecipazione digitale: l’asta sarà infatti accessibile online tramite la piattaforma proprietaria MyCambi, oltre che attraverso le principali piattaforme partner, consentendo di seguire e rilanciare comodamente a distanza con la massima sicurezza e trasparenza.







Wednesday, May 13, 2026

THE FEDERATION OF MINOR PRACTICES

Il Padiglione bulgaro - The Federation of Minor Practices - è concepito come sede di un laboratorio di ricerca ipotetico che opera nell'ambito di un immaginario politico orientato alla cura. Proiettato oltre il presente, il padiglione guarda all'inizio del XXI secolo come al momento in cui sono diventate visibili per la prima volta le condizioni di questo futuro.

Il recente passato di questa formazione è presentato attraverso quattro film realizzati appositamente per l'occasione:

- “UWU Channel Radiance” di Gery Georgieva, che mobilita miti e profezie digitali per mettere in discussione i regimi di identità, piacere e verità mediata.
- “Spray and Pray” di Veneta Androva, un'opera che esamina le infrastrutture della disinformazione attraverso l'ecologia dei “mushroom websites” e dei sistemi algoritmici.
- “Geography Is Destiny” di Rayna Teneva è un nuovo film che ripercorre l'intreccio tra lavoro, cura e violenza nella Valle delle Rose che circonda la città bulgara di Kazanluk, dove la raccolta delle rose coesiste con la produzione di armi.
- Il lavoro in corso di Maria Nalbantova presso la palude di Dragoman in Bulgaria si sviluppa come una pratica a lungo termine di cura ecologica, che combina ricerca artistica, manutenzione ambientale e registrazione di narrazioni locali umane e non umane.

Pensato come un ambiente interattivo basato su un videogioco, The Federation of Minor Practices raccoglie i segnali dei quattro film e li attiva attraverso il gioco come pratica di orientamento collettivo. Dal punto di vista di un futuro immaginario, il Padiglione appare come un primo laboratorio di sperimentazione, dove atti condivisi di attenzione, cura e gioco hanno iniziato a costruire un'immaginazione politica post-sovrana.

La curatrice Martina Yordanova afferma: “Il Padiglione non propone un futuro. Sostiene le condizioni attraverso le quali i futuri iniziano a prendere forma collettivamente, con attenzione e cura”.

La commissaria Dessislava Dimova, Galleria Nazionale di Sofiasostiene che: “The Federation” è un audace progetto curatoriale che intreccia le pratiche di quattro artisti che non hanno mai lavorato insieme prima d'ora in una narrazione condivisa. Il padiglione segna la quarta partecipazione consecutiva della Bulgaria alla Biennale Arte negli ultimi anni. Stiamo costruendo una forte presenza a Venezia attraverso progetti che testimoniano la vitalità della scena artistica bulgara e la sua consapevolezza della nostra responsabilità storica nel presente.



Monday, May 11, 2026

MACRO | SCIENCE FASHION

 Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma conferma l’attenzione verso la ricerca interdisciplinare e il dibattito contemporaneo con Science Fashion, un progetto articolato in conferenze, workshop, screening, talk, presentazioni e installazioni con la partecipazione di personalità internazionali, che indaga le relazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie. Tutte le attività sono a ingresso libero e si svolgono in lingua inglese.

Un appuntamento che si inserisce nel più ampio progetto pluriennale Experiments in Fashion and Art, avviato da Dobrila Denegri nel 2024, con l’obiettivo di portare a Roma pratiche e ricerche che stanno innovando la moda in chiave radicale e sostenibile. Per questa edizione, il progetto è promosso dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale Azienda Speciale Palaexpo ed è realizzato in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Macro – Museo d'arte contemporanea di Roma.

 

Curato da Dobrila Denegri, il progetto riunisce a Roma alcune delle voci più innovative della ricerca internazionale sulla moda sperimentale, chiamate a riflettere sulle possibilità aperte dall’intelligenza artificiale, dai materiali avanzati e dalle tecnologie emergenti, mettendo in discussione i confini della disciplina e il ruolo del designer nel presente.

 

Il titolo Science Fashion richiama volutamente l’immaginario della science fiction: le pratiche dei creativi coinvolti si collocano infatti in uno spazio di confine tra ricerca scientifica e visione, affrontando con approcci radicali questioni urgenti come l’ambiente, il cambiamento climatico, l’energia e la coesistenza tra specie.

 

Il programma si sviluppa in quattro sezioni tematiche — rinnovamento, dematerializzazione, interazione e recupero — e propone una riflessione che non mira alla definizione di nuove tendenze, ma a una trasformazione profonda del modo in cui la moda viene concepita, prodotta e interpretata. In questa prospettiva, la moda si estende oltre la dimensione dell’indossabile: alcune ricerche esplorano la virtualità pura, svincolata dal corpo e dalla materia, mentre altre sperimentano nuove forme di materialità, combinando principi naturali e conoscenza tecnologica in sistemi intelligenti e adattivi. Altre ancora indagano l’integrazione tra abito e tecnologia o pongono al centro pratiche collaborative e modelli di co-creazione.

 

Pensato come uno spazio di confronto tra prospettive diverse – anche divergenti – Science Fashion si configura come una piattaforma di riflessione sul futuro della moda non solo in ambito produttivo, ma anche educativo, coinvolgendo discipline come design, arte e fashion studies.

Per l’edizione 2026, Roma ospita per la prima volta protagonisti internazionali che stanno ridefinendo i confini della moda attraverso scienza e tecnologia. Tra questi, il collettivo newyorkese threeASFOUR, in dialogo con Gloria Maria Cappelletti, esplora le possibilità della moda nel multiverso; il designer danese Jens Laugesen e il croato Silvio Vujičić presentano ricerche sviluppate a partire da un uso critico e creativo dell’intelligenza artificiale.

Accanto a loro, figure di riferimento nella formazione, come l’austriaca Ute Ploier e l’olandese Elisa van Joolen, riflettono sul futuro dell’educazione nella moda insieme alle principali accademie romane. Il designer giapponese Yuima Nakazato presenta inoltre il film Dust to Dust, dedicato alla sperimentazione su nuovi materiali.

 

Il progetto si sviluppa anche attraverso momenti formativi e partecipativi: il 12 maggio, la NABA, Nuova Accademia di Belle Arti ospita due workshop aperti agli studenti con Christina Dörfler e Giulia Tomasello; il 14 maggio, al MACRO, Romana Andò cura una sessione collettiva di brainstorming dal titolo The Digital Turn in Fashion Education: Experimentation, Heritage, and New Perspectives.

 

L’iniziativa è realizzata con il supporto di istituzioni internazionali, tra cui il Ministero federale per le arti, la cultura, il servizio pubblico e lo sport della Repubblica d’Austria e il Forum Culturale Austriaco di Roma; il Ministero della Cultura e dei Media della Croazia; la Danish Arts Foundation e la Danish Academy in Rome; l’Istituto Polacco di Roma; FASHIONCLASH (Maastricht); Sapienza Università di Roma e UnitelmaSapienza; NABA, Nuova Accademia di Belle Arti; University of Art and Design Linz; University of Technology Bydgoszcz; Arizona State University; Accademia di Belle Arti di Catanzaro e Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam.

 

Con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana.

dal 13 al 15 maggio 2026*

 

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma

via Nizza, 138 – 00198 Rome

museomacro.it



Wednesday, May 6, 2026

OBEY: Power to the peaceful

Si è inaugurata ieri a Napoli la mostra “OBEY: Power to the peaceful”, ospitata presso le Gallerie d’Italia – Napoli, uno degli spazi culturali più dinamici della città.
 L’esposizione è dedicata a Shepard Fairey, tra i protagonisti più influenti della street art contemporanea. La mostra, curata da Giuseppe Pizzuto, propone un ampio percorso attraverso oltre 130 opere tra serigrafie, pezzi unici e lavori inediti, offrendo una panoramica completa sull’evoluzione artistica di Fairey. Le sue immagini, riconoscibili per lo stile grafico diretto e ispirato alla propaganda novecentesca, affrontano temi centrali come il potere dei media, la giustizia sociale e le disuguaglianze. 
 Il filo conduttore dell’esposizione è la pace, intesa non come concetto astratto ma come scelta attiva e responsabilità collettiva. Le opere invitano il pubblico a interrogarsi sulle contraddizioni del presente e sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza e cambiamento. 
 Non è un caso che questa mostra trovi spazio proprio a Napoli: una città complessa e vitale, che diventa il contesto ideale per il dialogo tra arte urbana e realtà sociale. In questo senso, “OBEY: Power to the peaceful” non è solo un’esposizione, ma un invito a riflettere sul rapporto tra immagini, potere e partecipazione civile nel mondo contemporaneo.
dal 6 Maggio al 6 Settembre























Friday, May 1, 2026

TRACEY EMIN EXHIBITION

Si è svolto ieri l'opening della mostra  personale di Tracey Emin alla Galleria Locarn Oì Neill intitolata  There Is A Truth. Un progetto espositivo che segna un nuovo capitolo nella ricerca dell'artista inglese, tra le figure più influenti della scena contemporanea internazionale.

Con There Is A Truth, Emin porta negli spazi della galleria romana una selezione di lavori recentissimi, realizzati tra Londra e Margate nell’ultimo anno. L’esposizione riunisce dipinti, disegni e opere su carta, insieme a una monumentale scultura in bronzo che domina il percorso espositivo. Il titolo – “C’è una verità” – non è solo una dichiarazione poetica, ma una presa di posizione: per Emin l’arte è un atto diretto, quasi inevitabile, una forma di chiarezza esistenziale che impone di guardare senza filtri ciò che è necessario affrontare. 

Le opere in mostra riflettono una fase matura della carriera dell’artista, caratterizzata da una progressiva riduzione formale. Il segno resta rapido, istintivo, ma appare oggi più controllato, quasi trattenuto. Le figure – spesso corpi femminili o tracce di essi – emergono su superfici spoglie, ridotte all’essenziale. 

Questa tensione tra impulso e controllo rappresenta uno degli aspetti più interessanti del lavoro recente di Emin: l’autobiografia, da sempre centrale nella sua poetica, non si traduce più in narrazione esplicita, ma in immagini che condensano emozione, vulnerabilità e memoria.

Fin dagli anni Novanta, quando si affermò come protagonista dei Young British Artists, Emin ha costruito un linguaggio fortemente autobiografico, capace di trasformare esperienze intime in forme visive radicali. Anche in questa mostra, il corpo e la solitudine restano temi centrali, ma filtrati attraverso una maggiore consapevolezza formale. 

Il risultato è un lavoro che, pur partendo da una dimensione personale, riesce a toccare corde universali: desiderio, perdita, fragilità, resistenza.

La mostra romana si inserisce in un momento particolarmente significativo per l’artista, in parallelo con una grande esposizione alla Tate Modern , confermando la centralità della sua ricerca nel panorama globale. 

Allo stesso tempo, il ritorno alla Galleria Lorcan O’Neill – che già nel 2004 aveva ospitato la sua prima mostra in Italia – rafforza un rapporto storico con la scena artistica romana.

Dal 30 Aprile al 31 Agosto

.Galleria Lorcan O'Neill- Vicolo dei Catinari,3


There Is A Truth, 2025
Acrylic on canvas

Just How Much Do I Love You, 2025
Acrylic on canvas


Dreaming About Another World, 2024
Acrylic on paper


I Am Protected, 2025
Acrylic on canvas


Thank You For Your Blessing, 2025
Acrylic on canvas


There Is What I See, 2025
Acrylic on canvas


There Is No Time, 2025
Acrylic on canvas



Love Myself Again And Again, 2025
Acrylic on canvas



It Could Never Happen-No Matter How Much You Love Me, 2025
Acrylic on canvas




Wednesday, April 22, 2026

MIMMO ROTELLA. 1945–2005

 A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella (1918–2006), Palazzo Ducale di Genova dedica una grande retrospettiva a uno dei protagonisti assoluti dell’arte italiana e internazionale del Novecento. La mostra MIMMO ROTELLA. 1945–2005, curata da Alberto Fiz, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e prodotta da MetaMorfosi Eventi, ripercorre oltre sessant’anni di attività dell’artista, restituendo la complessità e l’attualità di una ricerca che ha segnato in modo radicale il rapporto tra arte, immagine e società contemporanea.


Aperta al pubblico dal 24 aprile al 13 settembre 2026 e allestita nelle sale del Sottoporticato di Palazzo Ducale, l’esposizione riunisce oltre 100 opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private offrendo una lettura ampia e articolata dell’incessante ricerca artistica di Rotella, dal 1945 al 2005.


Thursday, April 16, 2026

Mario - Schifano. Io guardo

 Dal 18 aprile al 16 maggio 2026, la Galleria Lombardi, nella sede di via di Monte Giordano 40 a Roma, presenta la mostra monografica Mario Schifano | Io guardo, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con un testo critico in catalogo di Silvia Pegoraro.

In contemporanea alla grande retrospettiva in corso a Palazzo delle Esposizioni, la mostra alla Galleria Lombardi propone un percorso selezionato e rigoroso che attraversa trent’anni di attività dell’artista, dai primi anni Sessanta ai primi anni Novanta, restituendo uno sguardo ravvicinato su uno dei protagonisti dell'arte del secondo Novecento.

Il titolo della mostra, Io guardo, richiama una celebre dichiarazione dell'artista: “Non mi ispiro. Io osservo, guardo... Il mio lavoro nasce dall'esterno, dalla realtà che riesco a captare attraverso i media. Il video per me rappresenta una finestra sul mondo”.

In mostra circa venti opere che ripercorrono i principali nuclei della sua ricerca: dai monocromi ai cartelli pubblicitari, dai paesaggi anemici al ciclo del Futurismo rivisitato, fino ai quadri equestri e alle materie cromatiche degli anni Novanta.

Figura centrale della Scuola di Piazza del Popolo, Schifano rielabora i linguaggi della Pop Art americana in chiave europea, contrapponendo alla logica della riproducibilità industriale una pittura colta, stratificata e orgogliosamente manuale.

Le sue opere trasformano l’immaginario dei consumi e dei mass media – dalle fotografie di giornale alle immagini televisive – in una materia pittorica densa, sospesa tra memoria, visione e critica. Gli smalti che "sgocciolano" su carta, i paesaggi televisivi degli anni Settanta, le "geografie della memoria" degli anni Ottanta e Novanta sono emblemi di un artista capace di "sentire" l'immagine prima ancora di dipingerla.









Wednesday, April 15, 2026

HOKUSAI A ROMA

 Finalmente sono riuscita ad andare a Palazzo Bonaparte per assistere ad una mostra che mi ero ripromessa da un po' di andare a vedere.

Roma celebra il genio di Katsushika Hokusai con una retrospettiva senza precedenti ospitata nelle sale di Palazzo Bonaparte. Aperta dal 27 marzo al 29 giugno 2026, la mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese" rappresenta la più completa esposizione mai dedicata in Italia al protagonista indiscusso del periodo Edo e dell'arte ukiyo-e.

L'esposizione vanta un corpus di oltre 200 opere provenienti eccezionalmente dalla collezione del Museo Nazionale di Cracovia. Il percorso curato da Beata Romanowicz guida i visitatori attraverso l'intero arco creativo di un artista che ha saputo fondere natura e spiritualità, influenzando profondamente anche l'arte occidentale e maestri come Van Gogh e Monet.
Tra i capolavori esposti non mancano le icone mondiali:
  • La Grande Onda di Kanagawa: L'immagine simbolo della forza della natura contrapposta alla fragilità umana.
  • Le trentasei vedute del Monte Fuji: La celebre serie che ha ridefinito il paesaggio giapponese.
  • Hokusai Manga: I volumi di schizzi rivoluzionari che testimoniano la sua insaziabile curiosità visiva.
  • L'esposizione vanta un corpus di oltre 200 opere provenienti eccezionalmente dalla collezione del Museo Nazionale di Cracovia. Il percorso curato da Beata Romanowicz guida i visitatori attraverso l'intero arco creativo di un artista che ha saputo fondere natura e spiritualità, influenzando profondamente anche l'arte occidentale e maestri come Van Gogh e Monet.
    Tra i capolavori esposti non mancano le icone mondiali:
    • La Grande Onda di Kanagawa: L'immagine simbolo della forza della natura contrapposta alla fragilità umana.
    • Le trentasei vedute del Monte Fuji: La celebre serie che ha ridefinito il paesaggio giapponese.
    • Hokusai Manga: I volumi di schizzi rivoluzionari che testimoniano la sua insaziabile curiosità visiva.

























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