Friday, November 15, 2019

HOLLYWOOD WEARS CONG TRI

Who is Cong Tri? Next post bio and images from the collections of the most beloved Vietnamese designer.
Sienna Miller at Hollywood Film Awards in Cong Tri S/S 2020 - Joan Smalls at Amfar Gala  in Cong Tri S/S 2020

Julia Garner win the 71st primetime Emmy Awards  in Cong Tri S/S 2020 - Nina Dobrev at Instil Awards  in Cong Tri S/S 2020

S
Shannon Shaik at the red carpet for the Unicef Masquerade Ball  in Cong Tri S/S 2020 - Camila Cabelo off the runway  in Cong Tri S/S 2020 

Ho Ngoc Ha at Guong Mat Than Quen Event  in Cong Tri S/S 2020 - Jada Pinkett Smith  in Cong Tri S/S 2020

Thursday, November 14, 2019

KENTA COBAYASHI - PORTRAITS

Milano - In occasione del Photo Vogue Festival 2019, in programma a Milano dal 14 al 17 novembre, venerdì 15 novembre 2019, ore 18.30 inaugura negli spazi di Nonostante Marras la mostra Portraits del giovanissimo Kenta Cobayashi, a cura di Marcella Manni.
In mostra una selezione di ritratti che l’artista giapponese colleziona nelle sue passeggiate notturne per Tokyo o durante i suoi viaggi. Le opere di Cobayashi sono immagini che si presentano quasi come se fossero graffiate, frutto della ricerca dell’artista che utilizza intenzionalmente interferenze dimensionali: l'atto di creare dei collegamenti, interconnessioni tra universi diversi, è l’idea di tempo e spazio che l’artista sintetizza nelle proprie opere, dimostrando come si possano occupare diversi strati di realtà grazie al supporto digitale. Le alterazioni create attraverso l’uso di programmi di elaborazione digitale ne sono un esempio: le operazioni svolte (lavorare su più livelli, usare codici binari che modificano i dati di un’immagine, comprimere ed espandere un’immagine) diventano parte del suo linguaggio, nel tentativo di indagare, rendere e comprendere la complessità del presente. Ogni immagine perciò perde i contorni definiti, come all’interno di un flusso tecnologico, che non deroga però a un tentativo di rappresentazione.
 Kenta Cobayashi (1992) vive e lavora a Tokyo, lavora principalmente con la fotografia, il video e la realtà virtuale, dedicandosi ad un tipo di estetica digitale in cui il pixel e la sua variazione assumono un ruolo centrale. Formatosi alla Tokyo Zokei University, ha esposto in mostre personali come Photographic Universe, Fotografia Europea, Reggio Emilia (2019), Rapid Eye Movement, IMA Gallery, Tokyo (2019) e #Photo, G/P Gallery, Tokyo (2019). Inoltre ha preso parte a mostre collettive come Photo Playground, Ginza Sony Park, Tokyo (2019), From my point of view, Metronom, Modena (2018) e Unseen Amsterdam (2017). Nel 2018 è selezionato come Campaign Artists per Unseen Photo Fair, nel 2015 è vincitore del premio Tokyo Frontline Photo Award.

6 novembre – 8 dicembre 2019
NONOSTANTE MARRAS, 
via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano
Kenta Cobayashi_3
Portraits Yuji, Hamamatsu #smudge, 2019
© Kenta Cobayashi, Courtesy Metronom

Kenta Cobayashi
Pink Hair #blur #sharpness 2018
© Kenta Cobayashi, Courtesy Metronom
Kenta Cobayashi
Summer (Ami) #smudge 2015
© Kenta Cobayashi, Courtesy Metronom

Kenta Cobayashi
Shibuya Yellow #smudge2018
© Kenta Cobayashi, Courtesy Metronom

Kenta Cobayashi
Ryo 
#smudge2018© Kenta Cobayashi, Courtesy Metronom



Louis Vuitton Campaign
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Wednesday, November 13, 2019

MARINA ABRAMOVIC - THE CLEANER

Belgrade - The exhibition “The Cleaner” is The first major European retrospective of Marina Abramovic. It cheonologically reviews all the phases of the artist’s fifty-year career, from The works of the early 1960s to those of the present day. It contains over 120 artworks, including paintings, drawings, objects, photographs, sound works, video, films, scenography and archival materials. Among the works exhibited are the anthological works of performance art (Rhythms. 1973-1974; Lips of Thomas, 1975; Relational works, 1976-1977; Nightsea Crossing, 1982-1986), as well as representative works from Ambramovic’s recent body of work (Balkan Baroque. 1977; The House with the Ocean View, 2002; Artist is Present, 2010). Throughout her career, Marina Abramovic pushed her physical and mental boundaries exploring the themes of emotional and spiritual transfiguratiin, creating some of the most mesmerizing performance acts to date. For Marina Abramovic, performance art is the art of transformation that develops through the exchange of energy between the performer and the audience. It is the art of “cleaning” that possesses the capacity to foundamentally change how one experiences the self, others and the collective, as well as how one relates to life itself. The artist’s oeuvre attests to a constant search for methods and techniques that release the energy of humans, objects and actions.
Museum of Contemporary Art, Belgrade 
21/09-/2019-20/01/2020














Monday, November 11, 2019

ALEKSANDRA DOMANOVIĆ - THE FALSENESS OF HOLES

Proclamata il 6 aprile scorso vincitrice della V edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, Aleksandra Domanović (1981, Novi Sad – Serbia) sarà protagonista dal 12 novembre 2019 al 6 gennaio 2020 di una mostra personale alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano.
 Per realizzare l’opera, intitolata The Falseness of Holes, Aleksandra Domanović si è ispirata a una dichiarazione di Medardo Rosso, parte di un'intervista pubblicata il 17 ottobre 1907 su The Daily Mail: “Una scultura non è fatta per essere toccata, ma per essere vista ad una certa distanza, secondo l'effetto inteso dall'artista. La nostra mano non ci permette di renderci consapevoli dei valori, dei toni, dei colori... in una parola, della vita della cosa.” Aleksandra Domanović in particolare è rimasta piacevolmente colpita dall’intento di Medardo di far dimenticare la materia di cui è fatta la scultura, e dal ruolo centrale assunto dalla fotografia nel processo creativo dello scultore.
 In questo suo nuovo progetto l'artista coinvolgerà un'opera in cera di Medardo Rosso, la Portinaia (1883-1884), proseguendo l’indagine sul confine tra materia e digitale nella scultura contemporanea. Come lo scultore italiano trascendeva l'elemento fisico utilizzando la fotografia per studiare l'opera, così la Domanović ha selezionato uno dei lavori di Medardo nella collezione della Galleria d'Arte Moderna di Milano, e lo installerà nella Sala del Parnaso dopo averlo integrato con un supporto tecnologico di Realtà Aumentata (AR), che consente di sovrapporre immagini virtuali alla visione del contesto reale. Grazie alla Realtà Aumentata l’opera offrirà al visitatore un imprevedibile trait d'union tra pratica scultorea tradizionale e innovazione tecnologica, aprendo possibilità che non erano disponibili ai tempi di Medardo Rosso, ma che sono assolutamente in linea con la sua idea di opera d'arte.
 La nuova scultura sarà visibile non nello spazio fisico, dove invece sarà esposto il lavoro di Rosso, ma su dispositivi personali portatili, smartphone e tablet su cui i visitatori potranno scaricare il software di accompagnamento. Il lavoro virtuale potrà cambiare forma, dimensione o contesto, a seconda dell’interazione e della partecipazione del pubblico. Il progetto site specific della Domanović darà la possibilità di esplorare in prima persona le frontiere della scultura contemporanea, mantenendosi comunque nel solco della storia della scultura di cui Medardo Rosso è uno dei massimi esponenti, e di cui le collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Milano custodiscono alcune delle opere più rappresentative.







Thursday, November 7, 2019

A CUORE APERTO - CLAUDIO PARMIGIANI

Firenze - Si è inaugurata lo scorso maggio negli spazi della Galleria Poggiali di Firenze e viene prorogata fino a sabato 16 novembre 2019 la mostra di Claudio Parmiggiani dal titolo A cuore aperto, a cura di Sergio Risaliti.
 Parmiggiani è uno tra i maggiori protagonisti dell'arte contemporanea internazionale e, dopo la prima personale al Frist Art Museum di Nashville, propone un gruppo di sue opere in un progetto appositamente concepito per la galleria fiorentina, per quella che è la sua prima vera personale a Firenze. Undici opere installate nei due spazi di via della Scala 35 A e di via Benedetta 3r, la maggior parte delle quali realizzate per questa mostra, unitamente a lavori meno recenti. Si tratta di una mostra di impianto museale che si snoda come un discorso poetico e drammatico. Con opere fatte di cenere, con i suoi gessi e con le sue lampade che ancora illuminano a lume spento come una stella morta, Parmiggiani prende di petto l'assenza - l'unica manifestazione possibile della cosa perduta o della memoria seppellita è questa - e la sottrae al nulla, la strappa alla dissolvenza, alla dissipazione, rendendola soggetto e sostanza di una nuova iconica presenza: perché l'assenza è il cuore dell'essere. «Lo spirituale che alcuni intravedono nel mio lavoro lo chiamerei semplicemente una convinzione che fa parte di una visione; un misticismo senza fede. Non penso a un'arte religiosa, ma ad una religiosità dell'arte; una religiosità di cui mi sembra si sia smarrito completamente il senso». -Claudio Parmigiani.

Senza titolo, 2014, campana di bronzo e corda    

Senza titolo, 2017-2019, calco di cuore umano, fusione di ghisa, esemplare della Divina Commedia   

Senza titolo, 1985-2019, cera e lampada spenta    

Senza titolo, 2019, arpa e farfalle    

Senza titolo, 2019, fumo e fuliggine su tavola    

Senza titolo, 2019, fumo e fuliggine su tavola    

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