Monday, November 28, 2022

AMENIRDIS - ABITI COME LUCE

Attraverso i suoi abiti dipinti a mano, gli inchiostri e i pigmenti pensati per chi ama un lusso discreto, Sabina Paganelli crea pezzi sartoriali di pura seta. Ama i tessuti naturali che, come mantelli di luce, abbracciano con leggerezza chi li indossa. Amenirdis, questo il nome del suo brand, è la nostra parte migliore. Un punto che brilla e unisce. Un affaccio privilegiato sul mondo in cui l’eleganza della forma si abbina ad una sostanza che ne delinea il carattere unico e raffinato, rendendo speciale ogni tocco. Un raggio di luce che pervade la materia e illumina le sete con stampe preziose e originali. Ma Amenirdis è anche maglieria ricercata, che ricorda l'eleganza delle divise da tennis degli anni trenta, un po' Deauville, un po' Newport, con filati strepitosi tra cashemire e cotone che sembra seta. 
Queste creazioni sartoriali, poetiche e uniche si possono trovare da Motu a Roma in via Tirso 21 e anche on line su amenirdis.it.


 


 






Friday, November 25, 2022

#25 NOVEMBRE - GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Alexander McQueen Pumps Punk 690 € - AQUAZZURA Love Link Sling 105 crystal-embellished grosgrain slingback pumps  950 € - BLUMARINE Pumps slingback in vernice € 650 - CHRISTIAN LOUBOUTIN Pumps So Kate 120 in vernice € 695 - DOLCE&GABBANA pump Lollo in vernice € 650 - GIANVITO ROSSI Pumps Piper 100 in pelle metallizzata € 690 - JIMMY CHOO Décolleté in velluto con cristalli Saeda 895 € - CHRISTIAN LOUBOUTIN Pumps To - Torrida in suede € 845 - LE SILLA Pumps Eva  514 € - MANOLO BLAHNIK Décolleté decorate in raso Hangisi 50  995 € - PRADA Pumps in pelle € 890 - MANOLO BLAHNIK sabot "Lurum" in raso e  swaroski € 1195 - ROGER VIVIER "Belle Vivier" in vernice € 750 - SAINT LAURENT Pumps slingback Frida in vernice € 895 - Stuart Weitzman Pumps  470 € - ROGER VIVIER Mules I Love Vivier Bow String in suede € 690 - VERSACE décolleté Medusa in pelle  € 856 - TOM FORD Pumps con tacco - VALENTINO GARAVANI tan-go in vernice €980 - VERSACE Pumps Aevitas Pointy in pelle con plateau € 1.390


 

Thursday, November 24, 2022

ALESSANDRO MICHELE LASCIA GUCCI

«Ci sono momenti in cui le strade si separano in ragione delle differenti prospettive che ciascuno di noi può avere. Oggi per me finisce uno straordinario viaggio, durato più di venti anni, dentro un’azienda a cui ho dedicato instancabilmente tutto il mio amore e la mia passione creativa. In questo lungo periodo Gucci è stata la mia casa, la mia famiglia di adozione. A questa famiglia allargata, a tutte le singole persone che l’hanno accudita e sostenuta, va il mio ringraziamento più sentito, il mio abbraccio più grande e commosso. Insieme a loro ho desiderato, sognato, immaginato. Senza di loro niente di tutto quello che ho costruito sarebbe stato possibile. A loro quindi il mio augurio più sincero: che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni, materia sottile e impalpabile che rende una vita degna di essere vissuta. Che possiate continuare a nutrirvi di immaginari poetici ed inclusivi, rimanendo fedeli ai vostri valori. Che possiate sempre vivere delle vostre passioni, sospinti dal vento della libertà». Questo il comunicato di Alessandro Michele che dopo venti anni da Gucci di cui sette come direttore creativo, lascia la storica Maison. 
Lo stilista arriva da Gucci nel 2002, nel 2011 diventa braccio destro della direttrice creativa Frida Giannini, e a inizio 2015 prende il suo posto, con sua estetica improntata sulla fluidità di genere e sull'esaltazione della diversità, diventa un simbolo per i più giovani portando il fatturato  del brand a quasi 10 miliardi di euro.
Adesso quale sarà il prossimo fortunato brand che la mente creativa di Alessandro Michele andrà a svecchiare? 
Io un'idea ce l'avrei...















Wednesday, November 23, 2022

Luca e Rosa. Opere filmiche di Patella e Foschi (1965-1971+2000)

Luca Maria Patella (Roma ,1934) e Rosa Foschi (Urbino, 1943) sono marito e moglie, artisti entrambi, ispirazione l'uno per l'altro in uno scambio continuo e un intreccio inestricabile di arte e vita. 
 La mostra Luca e Rosa vuole rendere loro omaggio attraverso i film realizzati nel periodo iniziale della loro attività, ovvero la seconda metà degli anni '60. 
Un periodo questo in cui i due artisti sperimentano con più mezzi espressivi, dalla fotografia alla performance, dall'incisione ai sistemi di multiproiezione con slide, dal film fino al videotape e all'installazione audio, secondo un'estetica fortemente innovativa che, difficilmente situabile all'epoca nelle categorie più consolidate, apriva la strada a una concezione intermediale dell'arte oggi di grande attualità. 
 I tre film di Luca Maria Patella (Terra Animata, SKMP2 e Vedo, Vado!) costituiscono una sorta di trilogia, realizzata tra il 1967 e il 1969, in cui l'artista, adoperando anche tecniche di animazione (oggetti e pixillation), opera una riflessione comportamentale e linguistica sulla vita e sull'arte, mediante microazioni e micronarrazioni. Terra Animata (1967) è oggi internazionalmente considerata un'anticipazione della Land Art in ambito filmico. Vedo, Vado! (1969) ne è l'estensione a 360 gradi, un'opera come Patella teorizzava da allora e per sempre che doveva articolare tutti i livelli, dalla scienza alla tecnica, all'estetica, alla semiotica, alla vita quotidiana. In essa la collaborazione di Luca e Rosa è esplicitamente tematizzata. SKMP2 (1968) è il capolavoro di tutta un'attività filmica di Patella che oggi verrebbe situata nella docu-finzione, documentazione pensata ed elaborata come opera autonoma (il titolo è acronimo di Sargentini, Kounellis, Mattiacci, Pascali, Patella). 
 A questi film di Luca Maria Patella, si intrecciano tre cortometraggi di Rosa Foschi, Ma Femme (1969), Amour du Cinéma (1970, regia di Rosa Foschi con la collaborazione di Luca Maria Patella) e L'amor di Don Perlimplino per Belisa nel giardino (1971), dove il collage pitto-fotografico e il lettering danno vita mediante la truka (una macchina da presa verticale che produce effetti speciali e animazioni) a un piccolo universo denso di citazioni iconografiche e contaminazioni letterarie. 
 A questi sei film dello scambio si aggiunge Glovis, un film inedito che Luca Maria Patella ha realizzato nel 2000 assemblando materiali vari del 1973, 1983 e 1994.









Tuesday, November 22, 2022

Milano Design Film Festival - Palazzo Luce

Il docufilm Palazzo Luce, scritto e diretto da Alessandra Galletta, segue il progetto di ristrutturazione del Palazzo fino al suo compimento: un processo che nel tempo si arricchisce di opere di arte contemporanea e progetti site-specific trasformando la dimora storica di Maria D’Enghien, Regina consorte di Napoli dal 1407 al 1414, in un luogo unico al mondo grazie al contributo di importanti designer e artisti internazionali. 
Gli artisti che hanno collaborato a questo progetto si muovono sul confine tra arte e design, come Martino Gamper e Antonio Marras, che hanno realizzato per lo spazio opere in dialogo con oggetti storici di Gio Ponti. E ancora la testimonianza della gallerista Lia Rumma, che ha affiancato Anna Maria Enselmi nella scelta e nella collocazione di una serie di opere nelle stanze del Palazzo, e quella di artisti del calibro di David Tremlett e Joseph Kosuth, che hanno ideato per il palazzo due interventi site specific. Site specific hanno realizzato anche gli artisti Marzia Migliora e Giuliano Dal Molin. 
Accanto a loro altri artisti di ultima generazione come Gian Maria Tosatti e Michele Guido, che nel documentario parlano delle loro opere presenti e il loro personale dialogo con Palazzo Luce. 
Palazzo Luce viene raccontato fino a quando ogni suo spazio, ogni stanza arriva a comporre un luogo armonico in cui architettura, arte e design convivono, dialogano, si esaltano nella loro vicinanza. Nella collezione di design di Anna Maria Enselmi sono presenti, tra le altre, opere di Gio Ponti, Franco Albini, Gae Aulenti, BBPR, Osvaldo Borsani, Luigi Caccia Dominioni, Carlo Mollino, Hans-Agne Jakobsson, Pier Giulio Magistretti, Ico e Luisa Parisi, Ettore Sottsass, Studio PFR, Seguso, Oscar Niemeyer, Audrey Large, Josè Zanine Caldas mentre la collezione di opere d’arte comprende tra gli altri, capolavori di Ettore Spalletti, Vanessa Beecroft, Pietro Consagra, Alfredo Jaar, Mimmo e Francesco Jodice, William Kentridge, Luca Monterastelli, Ugo Mulas, Gilberto Zorio, Marina Abramovic, Joseph Kosuth, Marzia Migliora, Gian Maria Tosatti, Brigitte Niedermair, Andrés Reisinger, David Tremlett, Andrea Bowers, Nazgol Ansarinia, Giuliano Dal Molin e Thomas Ruff. 
Affacciato sulla cavea del Teatro Romano, nel cuore antico di Lecce, Palazzo Luce è un progetto culturale straordinario, uno spazio immaginifico e in divenire dimora di una collezionista che si apre al mondo, in cui i volumi monumentali dell’edificio storico e le forme creative più attuali dialogano. Immaginato come una casa d’arte che accoglie i suoi ospiti, Palazzo Luce si svela in percorsi sempre diversi, che assecondano l’affascinante dedalo dell’edificio disegnato nel corso dei secoli: ogni spazio è abitato da opere d’arte e di design, interventi speciali, pensati dagli artisti in una dimensione viva e luminosa. Una fluida successione di ambienti invita alla scoperta e alla sorpresa: stanze, saloni, corridoi, dal piano nobile alle suppine, al coronamento della grande terrazza, al verde ombroso del giardino mediterraneo, con la sua vista segreta sul Teatro antico.
Mercoledì 23 novembre 2022

Cinema Anteo | Sala President

Piazza Venticinque Aprile 8, Milano













Thursday, November 17, 2022

PHOTOVOGUE FESTIVAL 2022

PHOTOVOGUE FESTIVAL 2022 
 CHE COSA DIREBBE SUSAN SONTAG? 

 La contraddizione della sovraesposizione. Un dibattito sul modo in cui l'ubiquità delle immagini plasma la nostra sensibilità. a cura di Alessia Glaviano e Francesca Marani 
 dal 17 al 20 novembre 2022 
 “Guardando quante foto vengono caricate online ogni giorno, quante vengono fruite attraverso i nostri telefoni, sul cui schermo gli occhi non si soffermano più di 0,05 secondi per ogni immagine prima di riprendere lo scorrimento, mi sono chiesta cosa direbbe Susan Sontag, oggi. L'effetto ‘normalizzante’ che l’esposizione ripetuta al contenuto delle immagini produce può essere di due nature opposte. Da un lato, può essere pericoloso e crudele, quando si tratta di immagini di sofferenza. Dall'altro, l’effetto normalizzante può essere utilizzato per favorire lo sviluppo di un mondo più giusto e aperto alla diversità. Con questa edizione del Festival, intendiamo avviare un dibattito su quello che chiameremo la ‘Contraddizione della sovraesposizione’. Vorremmo dare vita a una discussione su come l'ubiquità delle immagini plasmi la nostra capacità di percepire a livello emozionale, leggere e comprendere queste ultime e il mondo che ci circonda.” Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue e Direttrice di PhotoVogue Festival. 
 La settima edizione del primo festival di fotografia di moda consapevole che si concentra sugli elementi in comune a etica ed estetica. Tra il 17 e il 20 novembre 2022, il centro culturale BASE Milano ospiterà mostre e talk, con eventi satellite nelle migliori gallerie della città. Il festival avrà anche una presenza digitale, con panel trasmessi sulla piattaforma di PhotoVogue e letture portfolio online, che consentiranno la partecipazione ad artisti di tutto il mondo. Il festival ha aperto mercoledì 16 novembre alle 18.30 con una Lectio Magistralis di Alfredo Jaar dal titolo "Teach Us to Outgrow Our Madness". Tra i relatori che interverranno sul palco di BASE Milano, i talenti protagonisti delle sei mostre in esposizione, artisti affermati come Roe Ethridge e Yelena Yemchuk, figure di spicco nel panorama fotografico come Fred Ritchin e Susie Linfield, intellettuali come Emanuele Coccia e David Rieff e l' European Editorial Dire.

 BASE Milano Via Bergognone 34, Milano








Wednesday, November 16, 2022

Yelena Yemchuk. Characters

In occasione del Photo Vogue Festival 2022, in programma a Milano dal 17 al 20 novembre, Nonostante Marras, in collaborazione con Metronom, presenta la mostra Yelena Yemchuk - Characters, a cura di Marcella Manni, aperta al pubblico dal 18 novembre 2022 all’8 gennaio 2023. All’inaugurazione sarà presente l’artista. 
 La mostra personale di Yelena Yemchuk raccoglie due serie di lavori, una recente (finalizzata nella pubblicazione YYY, Depart Pour L’image, 2022) e Ten Years After (2006) nata dalla collaborazione con Antonio Marras. Characters sono tutti i personaggi che danno forma e caratterizzano l’immaginario dell’artista e che ne invadono le rappresentazioni, tra tratto dipinto, costumi e messa in scena di set. Creando una rottura tra i confini disciplinati, le opere presentate si costruiscono, frammento dopo frammento, come narrazione surreale ed enigmatica. 
 Come all’interno di un montaggio cinematografico si presentano allo sguardo soldati, ballerine, spose, pin up, marinai, uomini travestiti da orsi, bambine con le trecce, gatti e pesci… questi sono solo alcuni dei protagonisti delle storie surreali che Yemchuk, osservatrice silenziosa ma attenta, ci racconta. L’elemento comune che riesce ad iscrivere ogni personaggio nello stesso grande romanzo è la stranezza e il mistero che naturalmente codifica i progetti dell’artista: la fotografia, come il disegno, sono i mezzi con i quali è possibile creare un ponte con la realtà ordinaria, per stravolgerla e donarle una sfumatura onirica e fantastica. Arricchendosi di dettagli e gesti teatrali il quotidiano riscopre una nuova veste, si trasforma in sogno animato da apparizioni e visioni. 
 David Lynch, descrive il suo processo creativo come un costante rischio di innamorarsi di un’idea e cadere all’interno del vortice che essa porta con sé. Yemchuk sembra aderire a questo atteggiamento, e nella sua caduta da innamorata porta con sé i personaggi che incontra lungo la sua strada: i suoi soggetti vengono così ritratti, scoperti e indagati per la loro capacità di allusione ad un mondo altro, quello immaginato e immaginario dell’artista. La costellazione caleidoscopica dei personaggi sembra però essere tenuta insieme da un filo invisibile, un filo che unisce, collega e compone in sequenze e atmosfere che si ritrovano: le donne e gli uomini che si muovono nella Sardegna di Ten Years After ballano la stessa danza magica dei personaggi, quasi degli attori di improvvisazione, di ?YY. Characters coinvolge l’osservatore per guidarlo in questi luoghi e atmosfere, velate dal ricordo. Lo sguardo di Yemchuk, poetico, carico di nostalgia e affetto riporta a una dimensione di infanzia e di libertà. 

 Yelena Yemchuk vive e lavora a New York. Nata a Kiev (UA) si trasferisce all’età di undici anni in America, a New York studia Arti Visive presso la Parsons School of Design e successivamente Fotografia presso l’Art Center di Pasadena. Ha collaborato come fotografa di moda con Vogue, Dazed & Confused, AnOther, Numéro, TAR Magazine, The New Yorker e altri. Tra le mostre Gidropark, Gitterman Gallery, New York (2011); Ten Years After, Fondazione Sandretto Re Rebaduengo, Torino (2006); Sensitive, Dactu Fondation, New York (2004); No Vacancy, Eastwick Gallery, Chicago (2001). Inoltre ha pubblicato una serie di libri tra i quali: Odesa, Gost Books (2022); YYY, Départ Pour L’Image (2022), Mabel, Betty & Bette, Kosminek Books (2021); Anna Maria, United Vagabonds (2017); Gidropark, Damiani (2011).

Yelena Yemchuck, Mirabelle Bloody Nose, 2018
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, ana and Triss, 2019
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, Guinevere #18, 2018
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, 120, Rue de la Gare, 2017
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, Hands, Puglia, 2018
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, House of Stranger, 2009
 courtesy the artist

Yelena Yemchuck, The Bigamist, 2009
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, Warrior Girls #2, 2020
courtesy the artist

Yelena Yemchuck, Mykolaiv, 2019
 courtesy the artist


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