Thursday, February 29, 2024

PFW - F/W 2024-25 #1

Christian Dior

 
Saint Laurent

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Ester Manas

Undercover

Dries Van Noten

Dries Van Noten

Courreges

Balmain

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Chloé

Chloé

Wednesday, February 28, 2024

André Butzer Liebe, Glaube und Hoffnung

Il Museo Novecento di Firenze annuncia un grande progetto espositivo dedicato all'artista tedesco André Butzer (Stoccarda, 1973), a cura di Sergio RisalitiLiebe, Glaube und Hoffnung (Amore, fede e speranza) al Museo Novecento dal 1° marzo al 9 giugno 2024 e »... und der Tod ist auch ein Leben.« (...e anche la morte è una vita), al Museo Stefano Bardini dal 22 marzo al 9 giugno 2024.

 

La mostra, nella sua duplice articolazione, consentirà di approfondire l'intera parabola artistica di André Butzer, la cui pratica prende avvio da un'originale commistione tra l'espressionismo europeo e la cultura popolare americana. Al fianco di nomi quali Jawlensky, Munch e Kirchner, nella biografia e nella formazione artistica di Butzer rivestono un ruolo fondamentale anche Henry Ford e Walt Disney, ai quali a loro volta è necessario associare, inoltre, la lezione di Cézanne e Matisse, pittori francesi fondatori del modernismo in arte e ammirati dall'artista fin dalla gioventù.

 

Il grande progetto espositivo dedicato ad André Butzer inizia il 1° marzo 2024 al Museo Novecento con Liebe, Glaube und HoffnungOspitata nelle sale al piano terra del Complesso delle Ex Leopoldine, la mostra prende ispirazione dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi (13:13) e riunisce circa 25 opere che testimoniano l'intera carriera dell'artista, che oltre al disegno e alla pittura e si è dedicato anche alla poesia. La selezione delle opere, effettuata insieme a Butzer, vuole presentare l'interconnessione tra il lavoro passato e presente dell'artista, mettendo in luce la centralità e la ricorrenza di alcune tematiche a lui care, così come i dualismi tra vita e morte, speranza e disperazione, verità e falsità, tipici della tensione continua e antitetica delle sue opere, che in mostra crea un tessuto denso di legami e rimandi. La selezione è inoltre arricchita da alcune opere inedite, realizzate appositamente per la mostra al Museo Novecento. In particolare, l'artista ha realizzato la grande tela Ohne Titel (Sternenmadonna) (Madonna delle stelle), che verrà collocata nello spazio destinato originariamente alla pala d'altare all'interno della ex cappella dell'edificio.

 

La seconda parte del progetto arriverà il 22 marzo 2024 al Museo Stefano Bardini con »... und der Tod ist auch ein Leben.«titolo che prende ispirazione dalla poesia Nel bel blu (1808) di Friedrich Hölderlin, tra le preferite dell'artista. Anche questa mostra si inserisce nell'eccezionale ciclo espositivo che, a partire dal 2016, si è posto come obiettivo la creazione di un dialogo tra il museo fiorentino e alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, da John Currin a Glen Brown, da Ali Banisadr a Rachel Feinstein e recentemente Nathaniel Mary Quinn. La mostra nasce da un nucleo di opere realizzate dall'artista a seguito di una visita al museo e alla collezione del connoisseur e mercante d'antiquariato Stefano Bardini. La serie di 22 dipinti del 2022 presenta il dialogo tra l'artista e il Museo Stefano Bardini a partire dall'ambiente noto come "Sala delle Madonne" che Butzer ha re-inventato. La sala conserva una ricca raccolta di Madonne in terracotta, tra cui alcuni capolavori come la Madonna dei Cordaie la Madonna della Mela di Donatello, che Stefano Bardini non fu mai disposto a vendere durante la sua attività da mercante d'arte. La collezione raccoglie la produzione delle più attive e importanti botteghe fiorentine del Quattrocento, da Verrocchio a Jacopo della Quercia, da Ghiberti a Desiderio da Settignano. La disposizione delle terrecotte sulla parete è ordinata e simmetrica, con un allestimento monotematico ed unitario che si riflette nei ritratti realizzati dell'artista tedesco e nella resa degli allestimenti in mostra. La serialità delle terrecotte quattrocentesche, in cui la variazione da opera ad opera è affidata più alla gamma cromatica che alla variazione dell'iconografia, si misura con le figure dai volti cartooneschi, i capelli biondi e lo sfondo monocromo dei ritratti di André Butzer. Il confronto con la ritrattistica della collezione del Museo prosegue in maniera serrata anche nella sezione della mostra allestita presso il Salone dei dipinti. Il percorso espositivo prevede inoltre l'allestimento di una selezione di disegni e acquerelli nella sala detta "Sala dei soffitti veneziani", in cui le opere di Butzer saranno collocate vicino alla "Sala del Guercino", dove sono conservati alcuni disegni ed acquerelli di Giovan Battista Tiepolo, del figlio Lorenzo e del Piazzetta.

 

In un'originale convergenza artistica e sociale, l'opera di Butzer intreccia la conoscenza dei maestri del primo Novecento con l'interesse per la comunicazione, i fumetti e la cultura pop diffusa in Europa nel secondo Novecento, dando origine a una personalissima commistione di cultura alta e bassa. A partire dal 1999 André Butzer plasma quindi un universo artistico che, pur attraversando diverse fasi, si mostra come un processo di maturazione unitario ed organico. Al primo espressionismo subentra una crescente astrazione, interrotta da elementi figurativi caratteristici e seriali. Alla forza ideologica dei lavori N-Paitings (2010-2017), che definiscono l'utopico NASAHEIM, il non-luogo origine di ogni facoltà pittorica e poetica, segue il ritorno dei suoi personaggi distintivi, quali La Donna (The Woman) l'Uomo della Vergogna (Man of Shame), il Friedens-Siemens, il Viandande (Wanderer). Tutti questi personaggi possono essere considerati sia un ritratto dell'artista sia una figura universale al di fuori del tempo. Il Viandante, a titolo esemplificativo, richiama l'iconografia tipica del viaggiatore nel panorama letterario e artistico (a partire da Hölderlin e Friedrich, limitandosi all'ambito tedesco). La complessità dell'universo artistico di Butzer può essere ascritta nell'Espressionismo Fantascientifico, come definito dallo stesso artista, che raccoglie figurazione e astrazione nel costante equilibrio tra l'analisi del presente, la lezione del passato e il presagio del futuro.


André Butzer (Stoccarda, 1973), vive e lavora a Berlino. Tra le principali mostre personali si annoverano The Page Gallery (2023); Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid (2023); Madrid e Kunstverein Friedrichshafen (2023); Friedrichs Foundation, Weidingen (2022); Galerie Max Hetzler, Berlino (2021); Gió Marconi, Milano (2021); YUZ Museum, Shanghai (2020); Museum of the Light, Hokuto (2020); IKOB Musée d'Art Contemporain, Eupen (2018); Växjö Konsthall, Växjö (2017); Bayerisches Armeemuseum, Ingolstadt e Neue Galerie Gladbeck (2016); Kunstverein Reutlingen (2015); Künstlerhaus – Halle für Kunst und Medien, Graz (2014); Kestnergesellschaft, Hanover e Kunsthistorisches Museum / Theseustempel, Vienna (2011); Kunsthalle Nuremberg (2009); Kunstverein Ulm (2005) e Kunstverein Heilbronn (2004). Le opere di André Butzer fanno parte delle collezioni di: Art Institute of Chicago; University of Chicago,Chicago; Children's Museum of the Arts, New York; Faye G. Allen Centre for the Visual Arts, University of Washington, Seattle; Rubell Museum, Miami; LACMA Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles;Marciano Collection, Los Angeles; MOCA Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Pinakothek der Moderne, Monaco; Contemporary Art Collection of the Federal Republic of Germany, Bonn; Friedrichs Foundation, Weidingen / Bonn; Deichtorhallen Hamburg – Falckenberg Collection, Amburgo; Paula Modersohn-Becker Museum, Bremen; Hall Art Foundation, Reading / Derneburg; Hamburger Bahnhof, Berlino; Nationalgalerie / Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart, Berlino; Kupferstichkabinett, Berlino; Miettinen Collection, Berlino; Hölderlinturm, Tübingen; IKOB Musée d'Art Contemporain, Eupen; Collection of the Country Tyrol; Carré d'Art, Nîmes; Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid; MONA Museum of Old and New Art, Tasmania; YUZ Museum, Shanghai.


01.03.2024 - 9.06.2024



Monday, February 26, 2024

MFW - F/W 2024-25 #2

 

Gucci

Gucci

Versace

Versace

Sunnei

Marni

Ferragamo

Jil Sander

Dolce&Gabbana

Dolce&Gabbana

Bottega Veneta

Bottega Veneta

Giorgio Armani

Giorgio Armani

Thursday, February 22, 2024

Cristiano Pintaldi. We are here. Do you stay in the Barbie world?

Dal 22 febbraio al 20 aprile 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma la mostra Cristiano Pintaldi. We are here. Do you stay in the Barbie world?che raccoglie gli ultimi lavori dell’artista, alcuni dei quali realizzati appositamente. 

Cresciuto in una famiglia di pubblicitari appassionati d’arte, Cristiano Pintaldi ha cominciato, a partire dal 1991, a usare per le sue opere i tre colori primari rosso, verde e blu (RGB) accostati su sfondo nero nello stesso modo in cui i pixel si dispongono per dare vita all'immagine sullo schermo televisivo. Con un paziente e certosino lavoro di scomposizione, Pintaldi dipinge alla “cieca”, applicando strati di pittura con l’aerografo su tre livelli, un colore per volta, scoprendo l’effetto finale solamente a fine lavoro.

I soggetti scelti sono tratti dalla cultura popolare, dai programmi televisivi, dai cartoni animati, dai film cult di fantascienza, dai film di Kubrick, e da un interesse personale per l’extraterrestre, da cui le tematiche dell’Alieno e dell’UFO, in un’indagine della società attuale profonda e sottile perpetrata attraverso il dialogo tra colori e forme, che obbligano a investigare i limiti tra la realtà e la finzione, tra reale e virtuale, tra noto e ignoto, tra riconoscibile e astratto.

In mostra una ventina di opere, tra cui alcune emblematiche della poetica e della ricerca dell’artista.

L’immagine guida, che dà anche il titolo alla mostra, è tratta dal recente e ben noto film Barbie e vuole essere un invito alla riflessione sulla vanità degli stereotipi e sulla futilità di ideali estetici perseguiti maniacalmente attraverso la vita digitale e virtuale, quando non è possibile in quella reale. Il sorriso iconico della bambola bionda vuole essere un monito: viviamo in un mondo delle Barbie?

In Majestic 12 torna invece la tematica dell’extraterrestre: la famosissima immagine di John Fitzgerald Kennedy, qualche attimo prima di essere ucciso, è sormontata dal titolo della presunta organizzazione segreta statunitense, composta da esponenti militari e politici di massimo livello, responsabile dell’occultamento al pubblico dominio di informazioni riguardanti i contatti tra gli alieni e gli umani.

Sulla stessa scia We are here testimonia e manifesta la presenza degli alieni nella nostra realtà, con uno slogan deciso e inappellabile, che induce a riflettere sul concetto di esistenza e di percezione.

Note biograrfiche: Cristiano Pintaldi è nato nel 1970 a Roma dove vive e lavora. Numerose le sue opere in collezioni pubbliche, quali CAMeC Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia; Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli, Torino; GNAM Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma; MACRO Museo d'Arte Contemporanea, Roma; MART, collezione VAF - Stiftung, Trento, MAXXI Museo d'Arte Contemporanea del XXI secolo, Roma.








Wednesday, February 21, 2024

SPEAKINGBIRDS F/W 24/25

SPEAKING BIRDS FW 24/25 è un invito a parlare, a immaginare una donna libera che si esprime al di là del politicamente corretto, che sa affrontare se stessa e il mondo con ironia, per una narrazione che sovverte l'equilibrio tra margine e centro.

Maria Calderara prosegue il suo percorso di esplorazione delle arti visite con una collezione caleidoscopica e inafferrabile. Dopo le capsule collection dedicate agli autori storicizzati Gianni Pettena, Luca Maria Patella e Antonio Scaccabarozzi, SPEAKING BIRDS FW 24/25 nasce in stretto dialogo con Eugenio Tibaldi (Alba, Cuneo, 1977), artista visionario da sempre attratto dalle dinamiche e dalle estetiche marginali, nonché dal complesso rapporto fra economia e paesaggio contemporaneo.

Alcuni capi della collezione autunno inverno 2024 di Maria Calderara saranno presentati in anteprima giovedì 22 febbraio 2024, alle ore 18.30, presso lo SPAZIO maria calderara di Milano (Via Lazzaretto, 15). Unitamente agli abiti e ai gioielli, sarà esposta, fino al 7 marzo 2024, anche una selezione di opere di Eugenio Tibaldi, che offrono un excursus attraverso le sue ricerche degli ultimi vent'anni. Partendo dalle visioni degli spazi periferici dei primi anni 2000 (Landscape Geografie economiche), passando per le ricerche sulle architetture informali del cuore di Napoli (Questione d'appartenenza) fino a giungere agli uccellini (Pin), che l'artista ha scelto nelle sue ultime produzioni per narrare le dinamiche ed i margini della società contemporanea.La collezione SPEAKING BIRDS FW 24/25, ispirata all'immaginario di Eugenio Tibaldi, presenta una serie di abiti che trasmettono messaggi forti, ironici e dissacranti. Gli uccellini, solitamente noti per il loro canto, parlano e fanno dichiarazioni audaci, ponendo domande e rivelando verità nascoste. Dettagli unici che invitano ad andare oltre il disegno per indagare ciò che si nasconde sotto la trappola della superficie.

I tessuti, tipicamente maschili, vengono ridefiniti come gessati, con righe sottili e vicine solo sul davanti, che lasciano il posto al nero sul retro. Altri, realizzati con un filo bouclé bianco o nero, contrastano con gonne femminili dai grandi spacchi e con origami di taffetas che conferiscono ad abiti e top la leggerezza del movimento, quasi a suggerire un possibile volo.

Un elemento significativo della collezione è il collage delle edicole votive abusive di Napoli tratto dall'opera Questione d'appartenenza 01 di Tibaldi, che ridefinisce il design estetico e concettuale di un abito icona di Maria Calderara: il puppet dress. La realizzazione è un mix di tecnologia, arte, invenzione, dedizione e fiducia, in una parola devozione. Questo progetto, in cantiere dal 2019, prende vita su un tessuto tecnico stampato e successivamente traforato con estrema precisione, per poi essere assemblato con un sapiente lavoro artigianale. Il tessuto è double face; l'abito reversibile. Un universo di Madonne multicolore da una parte e dall'altra la negazione delle stesse nel nero.

Nastri volumetrici, applicati su tubini neri, trasformano le normali geometrie del corpo e ricordano gli svincoli autostradali della serie di Eugenio Tibaldi Italian exit, riportando la forma estetica alla sua centralità, privata da ogni tipo di funzione.

All'interno di camice, giacche e trench si nascondono ulteriori riferimenti alla ricerca artistica di Tibaldi, che dialogano con l'abito esterno e stabiliscono un rapporto con chi li indossa. L'accuratezza di Maria Calderara nelle texture, nei materiali e nelle lavorazioni, da quelle più tecnologiche a quelle completamente manuali, sembra fare da sponda alla ricerca sulle estetiche del margine portata avanti nel tempo da Tibaldi.

Nella collezione SPEAKING BIRDS FW 24/25 è possibile scorgere un'infinità di parallelismi tra le ricerche di Maria Calderara ed Eugenio Tibaldi, a volte palesi, a volte puramente concettuali: la trama dei copertoni nelle increspature dei tessuti, le crepe della periferia nei rammendi fatti a mano sui colletti delle giacche, le geografie informali nell'ecopelle stropicciata. Una collezione per tutte le persone curiose, che esplora nuove strade facendosi manifesto di libertà di pensiero e di espressione.









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