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Wednesday, May 6, 2026

OBEY: Power to the peaceful

Si è inaugurata ieri a Napoli la mostra “OBEY: Power to the peaceful”, ospitata presso le Gallerie d’Italia – Napoli, uno degli spazi culturali più dinamici della città.
 L’esposizione è dedicata a Shepard Fairey, tra i protagonisti più influenti della street art contemporanea. La mostra, curata da Giuseppe Pizzuto, propone un ampio percorso attraverso oltre 130 opere tra serigrafie, pezzi unici e lavori inediti, offrendo una panoramica completa sull’evoluzione artistica di Fairey. Le sue immagini, riconoscibili per lo stile grafico diretto e ispirato alla propaganda novecentesca, affrontano temi centrali come il potere dei media, la giustizia sociale e le disuguaglianze. 
 Il filo conduttore dell’esposizione è la pace, intesa non come concetto astratto ma come scelta attiva e responsabilità collettiva. Le opere invitano il pubblico a interrogarsi sulle contraddizioni del presente e sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza e cambiamento. 
 Non è un caso che questa mostra trovi spazio proprio a Napoli: una città complessa e vitale, che diventa il contesto ideale per il dialogo tra arte urbana e realtà sociale. In questo senso, “OBEY: Power to the peaceful” non è solo un’esposizione, ma un invito a riflettere sul rapporto tra immagini, potere e partecipazione civile nel mondo contemporaneo.
dal 6 Maggio al 6 Settembre























Friday, May 1, 2026

TRACEY EMIN EXHIBITION

Si è svolto ieri l'opening della mostra  personale di Tracey Emin alla Galleria Locarn Oì Neill intitolata  There Is A Truth. Un progetto espositivo che segna un nuovo capitolo nella ricerca dell'artista inglese, tra le figure più influenti della scena contemporanea internazionale.

Con There Is A Truth, Emin porta negli spazi della galleria romana una selezione di lavori recentissimi, realizzati tra Londra e Margate nell’ultimo anno. L’esposizione riunisce dipinti, disegni e opere su carta, insieme a una monumentale scultura in bronzo che domina il percorso espositivo. Il titolo – “C’è una verità” – non è solo una dichiarazione poetica, ma una presa di posizione: per Emin l’arte è un atto diretto, quasi inevitabile, una forma di chiarezza esistenziale che impone di guardare senza filtri ciò che è necessario affrontare. 

Le opere in mostra riflettono una fase matura della carriera dell’artista, caratterizzata da una progressiva riduzione formale. Il segno resta rapido, istintivo, ma appare oggi più controllato, quasi trattenuto. Le figure – spesso corpi femminili o tracce di essi – emergono su superfici spoglie, ridotte all’essenziale. 

Questa tensione tra impulso e controllo rappresenta uno degli aspetti più interessanti del lavoro recente di Emin: l’autobiografia, da sempre centrale nella sua poetica, non si traduce più in narrazione esplicita, ma in immagini che condensano emozione, vulnerabilità e memoria.

Fin dagli anni Novanta, quando si affermò come protagonista dei Young British Artists, Emin ha costruito un linguaggio fortemente autobiografico, capace di trasformare esperienze intime in forme visive radicali. Anche in questa mostra, il corpo e la solitudine restano temi centrali, ma filtrati attraverso una maggiore consapevolezza formale. 

Il risultato è un lavoro che, pur partendo da una dimensione personale, riesce a toccare corde universali: desiderio, perdita, fragilità, resistenza.

La mostra romana si inserisce in un momento particolarmente significativo per l’artista, in parallelo con una grande esposizione alla Tate Modern , confermando la centralità della sua ricerca nel panorama globale. 

Allo stesso tempo, il ritorno alla Galleria Lorcan O’Neill – che già nel 2004 aveva ospitato la sua prima mostra in Italia – rafforza un rapporto storico con la scena artistica romana.

Dal 30 Aprile al 31 Agosto

.Galleria Lorcan O'Neill- Vicolo dei Catinari,3


There Is A Truth, 2025
Acrylic on canvas

Just How Much Do I Love You, 2025
Acrylic on canvas


Dreaming About Another World, 2024
Acrylic on paper


I Am Protected, 2025
Acrylic on canvas


Thank You For Your Blessing, 2025
Acrylic on canvas


There Is What I See, 2025
Acrylic on canvas


There Is No Time, 2025
Acrylic on canvas



Love Myself Again And Again, 2025
Acrylic on canvas



It Could Never Happen-No Matter How Much You Love Me, 2025
Acrylic on canvas




Wednesday, January 28, 2026

JONATHAN LYNDON CHASE EXHIBITION

 Alla Galleria GióMarconi di Milano, dal 30 gennaio al 21 marzo, si terrà la mostra Keep Thinking nobody does it like you here comes the sunset di Jonathan Lyndon Chase, artista statunitense noto per una pittura intensa e profondamente narrativa.

Le opere in mostra restituiscono scene di vita quotidiana popolate da corpi che si cercano, si osservano e si proteggono, spesso inseriti in spazi urbani o domestici carichi di tensione emotiva. Attraverso colori caldi, linee decise e composizioni ravvicinate, Chase costruisce immagini che parlano di intimità, vulnerabilità e desiderio, mettendo al centro relazioni affettive e identità spesso marginalizzate. I personaggi, ritratti in momenti sospesi tra quiete e inquietudine, sembrano abitare un tempo personale, lontano dalla retorica e vicino all’esperienza vissuta.

Il titolo della mostra suggerisce un’affermazione di unicità e resistenza: un invito a riconoscere il valore dell’essere sé stessi, anche nella fragilità. Come un tramonto, le scene dipinte da Chase segnano una soglia, un passaggio, lasciando emergere la bellezza che nasce dall’incontro tra luce e ombra. Con questa esposizione, la Galleria GióMarconi conferma il proprio interesse per pratiche artistiche capaci di coniugare forza visiva e profondità emotiva, offrendo al pubblico milanese un’occasione di confronto con una delle voci più sensibili della pittura contemporanea.



Thursday, January 15, 2026

Carla Accardi. Segni dell’anima #2

 C’è tempo fino a sabato 24 gennaio 2026 per visitare a Roma, alla Galleria Lombardi di via di Monte Giordano 40, la mostra monografica Carla Accardi. Segni dell’anima #2, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con saggio critico in catalogo di Guglielmo Gigliotti, che ha riaperto i battenti dopo la pausa festiva invernale.

L’esposizione rappresenta il secondo capitolo del progetto Segni dell’anima, iniziato nell’ottobre 2025 con la mostra dedicata al marito Antonio Sanfilippo (Segni dell’anima #1).

In mostra 35 opere dagli anni Cinquanta del Novecento a primi Duemila di Carla Accardi (Trapani, 1924 - Roma, 2014), in un percorso che attraversa la sua poetica del segno: una poetica che ha reso l’artista figura centrale dell’astrattismo europeo della seconda metà del XX secolo e inizio XXI secolo.

La selezione di dipinti e disegni invita a scoprire come il segno, per Carla Accardi, sia diventato una forma di respiro, pensiero e vita stessa. Come diceva Apelle, secondo Plinio il Vecchio, citato da Guglielmo Gigliotti nel suo testo critico, “Nulla dies sine linea”, nessun giorno senza tracciare linee: una filosofia che Accardi ha vissuto pienamente, riconoscendo nella linea una metafora della vita stessa, capace di infinite possibilità di sviluppo.

L’esposizione ruota intorno a opere emblematiche come Blu-verde (1964), Segni grigi (1972) e Rossoargento (2001), titoli che già evocano spirito e modi di concepire il segno strutturante e la dimensione cromatica, accesa da contrasti e dissonanze.

Carla Accardi_Senza titolo, 1990
vinilico su tela 100x80


Carla Accardi_Rossonero, 1991
vinilico su tela 50x70

Carla Accardi -Tondo Turchese, 1987
Vinilico su tela diametro 20



Tuesday, July 29, 2025

AGUANTE

 La Fondazione Pastificio Cerere di Roma, in partenariato con MUNTREF - Museos de la Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires, annuncia che il progetto AGUANTE dell’artista Giovanni de Cataldo, presentato dalle due istituzioni alla quattordicesima edizione dell’Italian Councilè stato selezionato tra i vincitori dei finanziamenti previsti dal programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che destina fondi a progetti culturali di produzione, promozione e sostegno all’arte contemporanea all’estero.

Giovanni de Cataldo (Roma, 1990) ha intrapreso gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, per poi proseguire la sua formazione in scultura presso la Scuola d’Arte e dei Mestieri Nicola Zabaglia. Dal 2014 ha il proprio studio all’interno del Pastificio Cerere nel quartiere di San Lorenzo, dove ha sviluppato e consolidato il suo linguaggio immerso nel crocevia di artisti e idee che caratterizzano l’ex-fabbrica dagli anni settanta in poi. Q

uesta eredità è stata raccolta e amplificata dalla Fondazione Pastificio Cerere che dalla sua istituzione (2004) è impegnata a promuovere la ricerca e la sperimentazione dei giovani artisti. La possibilità di partecipare al programma Italian Council rappresenta un passaggio significativo nel percorso professionale di de Cataldo ed è in piena continuità con gli obiettivi della Fondazione, quale occasione strategica di valorizzazione del lavoro dell’artista sia sul piano nazionale che internazionale.

La ricerca artistica di Giovanni de Cataldo si concentra sul contesto urbano, da cui preleva elementi in maniera diretta, per poi rielaborarli attraverso vari linguaggi, tra cui le nuove tecnologie applicate alla scultura. Estrapolando direttamente dalla strada oggetti d’uso comune come guard rail danneggiati nei crash test, panchine, fontanelle, l’artista esplora i limiti e le potenzialità della materia. Negli ultimi anni il focus del lavoro di de Cataldo si è ampliato, rivolgendosi all'analisi dei contesti sociologici e antropologici in cui nascono e si sviluppano le sottoculture come quella degli ultras, ma anche i diversi linguaggi che popolano le città.

AGUANTE vedrà la sua realizzazione tra il 2025 e il 2027, articolandosi in una serie di eventi nazionali ed internazionali che culmineranno nell’agosto 2027 con l’acquisizione delle opere da parte della collezione del Museo di Palazzo Collicola a Spoleto.

Tra gli appuntamenti in programma, sono previste due mostre personali dell’artista: a Buenos Aires al MUNTREF – Centro de Arte Contemporáneo, parte dei Museos de la Universidad Nacional de Tres de Febrero, (marzo-aprile 2027) e a Roma alla Fondazione Pastificio Cerere, a cura di Marcello Smarrelli (maggio-luglio 2027).

Il progetto si avvale di una rete internazionale di partner culturali: Universidad Iberoamericana (Città del Messico); Salotto/Accurat, centro culturale italo-americano con sede a New York; Alberdi Residencia, hub creativo e residenza artistica a Córdoba (Argentina); SOMA, piattaforma per l’educazione artistica fondata da artisti a Città del Messico; Blueproject Foundation, fondazione d’arte contemporanea con base a Barcellona attiva su scala europea. Ciascuna realtà contribuirà alla valorizzazione e alla diffusione internazionale del progetto attraverso attività espositive, residenze, incontri e programmi educativi.

AGUANTE indaga le connessioni tra il tifo calcistico sudamericano e il fenomeno delle migrazioni riguardanti l’Italia, a partire dalla parola che dà il titolo al progetto, “aguante”, traslata nel XIX sec. dal linguaggio marinaresco a quello delle hinchadas (tifoserie popolari nate in Argentina negli anni Sessanta), che rappresenta un simbolo di identità collettiva, appartenenza, capacità di resistenza, lealtà ai colori e alla bandiera, in ogni luogo e in ogni condizione, soprattutto di fronte alla fatica, alla fame, alla sete, allo scontro e alla sconfitta.

L’indagine di de Cataldo - articolata tra stadi, archivi, club calcistici fondati da migranti italiani e non solo - porterà alla luce microstorie, sincretismi culturali e lingue miste, rivelando legami tra calcio, memoria e comunità, partendo da Buenos Aires ed estendendosi in altre regioni dell’Argentina, da Córdoba fino a Santiago del Cile e Río Negro, con particolare attenzione alle tifoserie nate nelle comunità di immigrati italiani.

Balcon Bandera, 2024, balcony assemblement, 175 x 90 x 17 cm , Futbolitis, Buenos Aires

Brescia - Modena 1984, 2023, legno, vernice, arazzo, 300 X 233, arazzo (212 X 140), Frammenti da Lontano 2023, Galleria Mazzoli

Castellammare, 2019 , wood, laser cut on mdf wood, glass breaker hammer, 230 x 150 x 150

Estranei alla massa #2, 2024, tapestry, steel railings, 220 x 195 cm, Futbolitis, Buenos Aires

Gaviscon, 2018, varnished crashed guardrail, 245x60x35

Gianni, 2018, marmo, cm 30 x 30 x 8

Hueso, 2024, bronze casting, 27 x 8 cm , Futbolitis, Buenos Aires

Low Rider, 2018, installation view, nm contemporary, Monaco

Set Point, 2017, felt on crashed guardrail , 530 x 130 cm, La sostanza agitata 2023, Palazzo Collicola Spoleto

The old den, 2020, painted wrought iron, cm 120 x 30

Via degli Ausoni, 2018, lasercut on aluminium, varnish, 150 x 230 x 50 cm

Yoshi, 2018, guardrail verniciato, cm 31 x 178 x 14


Wednesday, June 4, 2025

MARION BARUCH UN PASSO AVANTI TANTI DIETRO

 Il Museo Novecento di Firenze annuncia la proroga della mostra Marion Baruch. Un passo avanti tanti dietro che rimarrà visitabile negli spazi del museo fiorentino e di Manifattura Tabacchi fino all'8 ottobre 2025.

 

La mostra, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, è la più ampia retrospettiva di Marion Baruch (Timisoara, 1929) in un’istituzione italiana e rende omaggio a un’artista instancabile e cosmopolita, nata in Romania ma vissuta tra Israele, Francia e Italia.

 

“Un’artista che indaga il tempo presente, in tutte le sue contraddizioni” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “La società dei consumi, il patriarcato, il tema del lavoro e quello del femminismo. Anche le discipline e le tecniche utilizzate sono varie e molto diverse tra loro. Siamo felici di ospitare un’artista che si muove tra discipline e temi diversi, tenendo sempre focalizzata la sua attenzione sulle trasformazioni della società che viviamo, accompagnandoci nella sua complessità”


Fino allì 8 ottobre 2025






Wednesday, April 23, 2025

Dissolvenze. Di volto in volto: IVAN LORENZO FREZZINI

 La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 24 aprile al 8 giugno 2025, la mostra personale di Ivan Lorenzo Frezzini (Milano, 1979), artista che, attraverso l'uso di colori liquidi e l'analisi del proprio vissuto, delinea una fase di metamorfosi esistenziale.


Curata da Federico Bonioni con un testo di Francesca Manzini, l'esposizione Dissolvenze. Di volto in volto sarà inaugurata giovedì 24 aprile alle ore 17.00. La mostra è inserita nel Circuito OFF di Fotografia Europea, manifestazione che nel 2025 compie vent'anni proponendo una riflessione su quel periodo della vita - Avere vent'anni - che più di tutti sembra spalancare le porte a infinite possibilità.

Il tema della trasformazione è centrale nel lavoro di Ivan Lorenzo Frezzini, che crea composizioni in cui il controllo danza con il caso e il colore si espande liberamente. Le sue opere raccontano l'evoluzione dell'essere attraverso la casualità e la fluidità delle forme, partendo da soggetti figurativi declinati in nuove immagini, cariche di vibrazioni positive.

Il percorso espositivo comprende una quindicina di opere ad acrilico liquido su tela, alcune delle quali inedite, tutte datate 2024-25.

Si legge nel testo di Francesca Manzini: «La ricerca di Ivan Lorenzo Frezzini ci restituisce nuove possibilità, nuovi orizzonti e campi esperienziali, che inducono lo spettatore a creare con la propria fantasia nuovi mondi possibili, riferiti a quei volti celebri che possono diventare, nella loro assenza di confini precisi, nuovi volti, nuovi personaggi e nuove vite a discrezione dell'osservatore».

«Abbiamo conosciuto Ivan Lorenzo Frezzini nel 2021», spiega il gallerista Federico Bonioni. «Le nostre prime collaborazioni si sono concretizzate nella sua partecipazione ad alcune collettive e fiere d'arte. In particolare, seguiamo con attenzione il suo percorso da quando si è focalizzato sul tema del volto, restituito con grande freschezza e attenzione all'uso del colore. Un linguaggio che può interessare un pubblico giovane e nuove forme di collezionismo, esito di un'attività di scouting che desideriamo alternare alla consolidata proposta di maestri storicizzati, per spaziare dal moderno al contemporaneo».
Dissolvenze di sguardo, 2025 acrilico liquido su tela

Diffusione di Frida Gafas - Miniatura,2025 acrilico liquido su tela

Diffusione di_Eva ,2024 acrilico liquido su tela

Dissolvenza,2024 acrilico liquido su tela

Genesis,2025 acrilico liquido su tela


Ivan Lorenzo Frezzini. Dissolvenze. Di volto in volto
A cura di Federico Bonioni
con un testo di Francesca Manzini
Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia
24 aprile - 8 giugno 2025
Inaugurazione: giovedì 24 aprile, ore 17.00
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