Wednesday, May 6, 2026
OBEY: Power to the peaceful
Friday, May 1, 2026
TRACEY EMIN EXHIBITION
Con There Is A Truth, Emin porta negli spazi della galleria romana una selezione di lavori recentissimi, realizzati tra Londra e Margate nell’ultimo anno. L’esposizione riunisce dipinti, disegni e opere su carta, insieme a una monumentale scultura in bronzo che domina il percorso espositivo. Il titolo – “C’è una verità ” – non è solo una dichiarazione poetica, ma una presa di posizione: per Emin l’arte è un atto diretto, quasi inevitabile, una forma di chiarezza esistenziale che impone di guardare senza filtri ciò che è necessario affrontare.
Le opere in mostra riflettono una fase matura della carriera dell’artista, caratterizzata da una progressiva riduzione formale. Il segno resta rapido, istintivo, ma appare oggi più controllato, quasi trattenuto. Le figure – spesso corpi femminili o tracce di essi – emergono su superfici spoglie, ridotte all’essenziale.
Questa tensione tra impulso e controllo rappresenta uno degli aspetti più interessanti del lavoro recente di Emin: l’autobiografia, da sempre centrale nella sua poetica, non si traduce più in narrazione esplicita, ma in immagini che condensano emozione, vulnerabilità e memoria.
Fin dagli anni Novanta, quando si affermò come protagonista dei Young British Artists, Emin ha costruito un linguaggio fortemente autobiografico, capace di trasformare esperienze intime in forme visive radicali. Anche in questa mostra, il corpo e la solitudine restano temi centrali, ma filtrati attraverso una maggiore consapevolezza formale.
Il risultato è un lavoro che, pur partendo da una dimensione personale, riesce a toccare corde universali: desiderio, perdita, fragilità , resistenza.
La mostra romana si inserisce in un momento particolarmente significativo per l’artista, in parallelo con una grande esposizione alla Tate Modern , confermando la centralità della sua ricerca nel panorama globale.
Allo stesso tempo, il ritorno alla Galleria Lorcan O’Neill – che già nel 2004 aveva ospitato la sua prima mostra in Italia – rafforza un rapporto storico con la scena artistica romana.
Dal 30 Aprile al 31 Agosto
.Galleria Lorcan O'Neill- Vicolo dei Catinari,3
![]() |
| There Is A Truth, 2025 Acrylic on canvas |
![]() |
| Just How Much Do I Love You, 2025 Acrylic on canvas |
![]() |
| Dreaming About Another World, 2024 Acrylic on paper |
![]() |
| I Am Protected, 2025 Acrylic on canvas |
![]() |
| Thank You For Your Blessing, 2025 Acrylic on canvas |
![]() |
| There Is What I See, 2025 Acrylic on canvas |
![]() |
| There Is No Time, 2025 Acrylic on canvas |

Love Myself Again And Again, 2025
Acrylic on canvas
It Could Never Happen-No Matter How Much You Love Me, 2025
Acrylic on canvas
Wednesday, January 28, 2026
JONATHAN LYNDON CHASE EXHIBITION
Alla Galleria GióMarconi di Milano, dal 30 gennaio al 21 marzo, si terrà la mostra Keep Thinking nobody does it like you here comes the sunset di Jonathan Lyndon Chase, artista statunitense noto per una pittura intensa e profondamente narrativa.
Le opere in mostra restituiscono scene di vita quotidiana popolate da corpi che si cercano, si osservano e si proteggono, spesso inseriti in spazi urbani o domestici carichi di tensione emotiva. Attraverso colori caldi, linee decise e composizioni ravvicinate, Chase costruisce immagini che parlano di intimità , vulnerabilità e desiderio, mettendo al centro relazioni affettive e identità spesso marginalizzate. I personaggi, ritratti in momenti sospesi tra quiete e inquietudine, sembrano abitare un tempo personale, lontano dalla retorica e vicino all’esperienza vissuta.
Il titolo della mostra suggerisce un’affermazione di unicità e resistenza: un invito a riconoscere il valore dell’essere sé stessi, anche nella fragilità . Come un tramonto, le scene dipinte da Chase segnano una soglia, un passaggio, lasciando emergere la bellezza che nasce dall’incontro tra luce e ombra. Con questa esposizione, la Galleria GióMarconi conferma il proprio interesse per pratiche artistiche capaci di coniugare forza visiva e profondità emotiva, offrendo al pubblico milanese un’occasione di confronto con una delle voci più sensibili della pittura contemporanea.
Thursday, January 15, 2026
Carla Accardi. Segni dell’anima #2
C’è tempo fino a sabato 24 gennaio 2026 per visitare a Roma, alla Galleria Lombardi di via di Monte Giordano 40, la mostra monografica Carla Accardi. Segni dell’anima #2, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con saggio critico in catalogo di Guglielmo Gigliotti, che ha riaperto i battenti dopo la pausa festiva invernale.
L’esposizione rappresenta il secondo capitolo del progetto Segni dell’anima, iniziato nell’ottobre 2025 con la mostra dedicata al marito Antonio Sanfilippo (Segni dell’anima #1).
In mostra 35 opere dagli anni Cinquanta del Novecento a primi Duemila di Carla Accardi (Trapani, 1924 - Roma, 2014), in un percorso che attraversa la sua poetica del segno: una poetica che ha reso l’artista figura centrale dell’astrattismo europeo della seconda metà del XX secolo e inizio XXI secolo.
La selezione di dipinti e disegni invita a scoprire come il segno, per Carla Accardi, sia diventato una forma di respiro, pensiero e vita stessa. Come diceva Apelle, secondo Plinio il Vecchio, citato da Guglielmo Gigliotti nel suo testo critico, “Nulla dies sine linea”, nessun giorno senza tracciare linee: una filosofia che Accardi ha vissuto pienamente, riconoscendo nella linea una metafora della vita stessa, capace di infinite possibilità di sviluppo.
L’esposizione ruota intorno a opere emblematiche come Blu-verde (1964), Segni grigi (1972) e Rossoargento (2001), titoli che già evocano spirito e modi di concepire il segno strutturante e la dimensione cromatica, accesa da contrasti e dissonanze.
![]() |
| Carla Accardi_Senza titolo, 1990 vinilico su tela 100x80 |
![]() |
| Carla Accardi_Rossonero, 1991 vinilico su tela 50x70 |
![]() |
| Carla Accardi -Tondo Turchese, 1987 Vinilico su tela diametro 20 |
Tuesday, July 29, 2025
AGUANTE
La Fondazione Pastificio Cerere di Roma, in partenariato con MUNTREF - Museos de la Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires, annuncia che il progetto AGUANTE dell’artista Giovanni de Cataldo, presentato dalle due istituzioni alla quattordicesima edizione dell’Italian Council, è stato selezionato tra i vincitori dei finanziamenti previsti dal programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che destina fondi a progetti culturali di produzione, promozione e sostegno all’arte contemporanea all’estero.
Giovanni de Cataldo (Roma, 1990) ha intrapreso gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, per poi proseguire la sua formazione in scultura presso la Scuola d’Arte e dei Mestieri Nicola Zabaglia. Dal 2014 ha il proprio studio all’interno del Pastificio Cerere nel quartiere di San Lorenzo, dove ha sviluppato e consolidato il suo linguaggio immerso nel crocevia di artisti e idee che caratterizzano l’ex-fabbrica dagli anni settanta in poi. Q
uesta eredità è stata raccolta e amplificata dalla Fondazione Pastificio Cerere che dalla sua istituzione (2004) è impegnata a promuovere la ricerca e la sperimentazione dei giovani artisti. La possibilità di partecipare al programma Italian Council rappresenta un passaggio significativo nel percorso professionale di de Cataldo ed è in piena continuità con gli obiettivi della Fondazione, quale occasione strategica di valorizzazione del lavoro dell’artista sia sul piano nazionale che internazionale.
La ricerca artistica di Giovanni de Cataldo si concentra sul contesto urbano, da cui preleva elementi in maniera diretta, per poi rielaborarli attraverso vari linguaggi, tra cui le nuove tecnologie applicate alla scultura. Estrapolando direttamente dalla strada oggetti d’uso comune come guard rail danneggiati nei crash test, panchine, fontanelle, l’artista esplora i limiti e le potenzialità della materia. Negli ultimi anni il focus del lavoro di de Cataldo si è ampliato, rivolgendosi all'analisi dei contesti sociologici e antropologici in cui nascono e si sviluppano le sottoculture come quella degli ultras, ma anche i diversi linguaggi che popolano le città .
AGUANTE vedrà la sua realizzazione tra il 2025 e il 2027, articolandosi in una serie di eventi nazionali ed internazionali che culmineranno nell’agosto 2027 con l’acquisizione delle opere da parte della collezione del Museo di Palazzo Collicola a Spoleto.
Tra gli appuntamenti in programma, sono previste due mostre personali dell’artista: a Buenos Aires al MUNTREF – Centro de Arte Contemporáneo, parte dei Museos de la Universidad Nacional de Tres de Febrero, (marzo-aprile 2027) e a Roma alla Fondazione Pastificio Cerere, a cura di Marcello Smarrelli (maggio-luglio 2027).
Il progetto si avvale di una rete internazionale di partner culturali: Universidad Iberoamericana (Città del Messico); Salotto/Accurat, centro culturale italo-americano con sede a New York; Alberdi Residencia, hub creativo e residenza artistica a Córdoba (Argentina); SOMA, piattaforma per l’educazione artistica fondata da artisti a Città del Messico; Blueproject Foundation, fondazione d’arte contemporanea con base a Barcellona attiva su scala europea. Ciascuna realtà contribuirà alla valorizzazione e alla diffusione internazionale del progetto attraverso attività espositive, residenze, incontri e programmi educativi.
AGUANTE indaga le connessioni tra il tifo calcistico sudamericano e il fenomeno delle migrazioni riguardanti l’Italia, a partire dalla parola che dà il titolo al progetto, “aguante”, traslata nel XIX sec. dal linguaggio marinaresco a quello delle hinchadas (tifoserie popolari nate in Argentina negli anni Sessanta), che rappresenta un simbolo di identità collettiva, appartenenza, capacità di resistenza, lealtà ai colori e alla bandiera, in ogni luogo e in ogni condizione, soprattutto di fronte alla fatica, alla fame, alla sete, allo scontro e alla sconfitta.
L’indagine di de Cataldo - articolata tra stadi, archivi, club calcistici fondati da migranti italiani e non solo - porterà alla luce microstorie, sincretismi culturali e lingue miste, rivelando legami tra calcio, memoria e comunità , partendo da Buenos Aires ed estendendosi in altre regioni dell’Argentina, da Córdoba fino a Santiago del Cile e RÃo Negro, con particolare attenzione alle tifoserie nate nelle comunità di immigrati italiani.
![]() |
| Balcon Bandera, 2024, balcony assemblement, 175 x 90 x 17 cm , Futbolitis, Buenos Aires |
![]() |
| Brescia - Modena 1984, 2023, legno, vernice, arazzo, 300 X 233, arazzo (212 X 140), Frammenti da Lontano 2023, Galleria Mazzoli |
| Castellammare, 2019 , wood, laser cut on mdf wood, glass breaker hammer, 230 x 150 x 150 |
![]() |
| Estranei alla massa #2, 2024, tapestry, steel railings, 220 x 195 cm, Futbolitis, Buenos Aires |
| Gaviscon, 2018, varnished crashed guardrail, 245x60x35 |
| Gianni, 2018, marmo, cm 30 x 30 x 8 |
![]() |
| Hueso, 2024, bronze casting, 27 x 8 cm , Futbolitis, Buenos Aires |
| Low Rider, 2018, installation view, nm contemporary, Monaco |
![]() |
| Set Point, 2017, felt on crashed guardrail , 530 x 130 cm, La sostanza agitata 2023, Palazzo Collicola Spoleto |
![]() |
| The old den, 2020, painted wrought iron, cm 120 x 30 |
| Via degli Ausoni, 2018, lasercut on aluminium, varnish, 150 x 230 x 50 cm |
![]() |
| Yoshi, 2018, guardrail verniciato, cm 31 x 178 x 14 |
Wednesday, June 4, 2025
MARION BARUCH UN PASSO AVANTI TANTI DIETRO
Il Museo Novecento di Firenze annuncia la proroga della mostra Marion Baruch. Un passo avanti tanti dietro che rimarrà visitabile negli spazi del museo fiorentino e di Manifattura Tabacchi fino all'8 ottobre 2025.
La mostra, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, è la più ampia retrospettiva di Marion Baruch (Timisoara, 1929) in un’istituzione italiana e rende omaggio a un’artista instancabile e cosmopolita, nata in Romania ma vissuta tra Israele, Francia e Italia.
“Un’artista che indaga il tempo presente, in tutte le sue contraddizioni” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “La società dei consumi, il patriarcato, il tema del lavoro e quello del femminismo. Anche le discipline e le tecniche utilizzate sono varie e molto diverse tra loro. Siamo felici di ospitare un’artista che si muove tra discipline e temi diversi, tenendo sempre focalizzata la sua attenzione sulle trasformazioni della società che viviamo, accompagnandoci nella sua complessità ”
Fino allì 8 ottobre 2025
Wednesday, April 23, 2025
Dissolvenze. Di volto in volto: IVAN LORENZO FREZZINI
La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 24 aprile al 8 giugno 2025, la mostra personale di Ivan Lorenzo Frezzini (Milano, 1979), artista che, attraverso l'uso di colori liquidi e l'analisi del proprio vissuto, delinea una fase di metamorfosi esistenziale.
![]() |
| Dissolvenze di sguardo, 2025 acrilico liquido su tela |
![]() |
| Diffusione di Frida Gafas - Miniatura,2025 acrilico liquido su tela |
![]() |
| Diffusione di_Eva ,2024 acrilico liquido su tela |
![]() |
| Dissolvenza,2024 acrilico liquido su tela |
![]() |
| Genesis,2025 acrilico liquido su tela |



































,%20Frammenti%20da%20Lontano%202023,%20Galleria%20Mazzoli.jpeg)










