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Tuesday, April 23, 2024

VISIONS | Emma Talbot

Dal 24 aprile al 4 giugno 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sede di Mucciaccia Gallery Project, Roma, in via Laurina 31, Visionsla prima mostra in Italia in una galleria privata di Emma Talbot (1969, Stourbridge, Regno Unito), artista britannica di fama internazionale, insignita del Max Mara Art Prize for Women nel 2020 e selezionata per The Milk of Dreams, mostra principale della curatrice Cecilia Alemani alla 59. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia 2022.

Giulia Abate, direttore artistico di Mucciaccia Gallery Project, ha dichiarato: “Dopo la mostra di Maryam Eisler, il nostro percorso continua ad approfondire la creatività femminile, ospitando una delle artiste più rappresentative in questo senso nel panorama artistico internazionale di oggi. Emma Talbot, con le sue trame intessute di luce e colori, incarna l’anelito a ricercare un’ispirazione che trascende le linee e le forme, nel tentativo di ricondurci a un terreno comune di sensazioni e sentimenti ancestrali”.

In mostra 10 dipinti su seta e 14 disegni tratteggiano l’immaginario creativo dell’artista, in cui il linguaggio femminile si materializza sulle tele con figure semplificate, motivi mitologici, suggestioni intime ed evocazioni ritmiche.

Nel suo testo critico, Wells Fray-Smith afferma: ”Visions continua l’accurata analisi del paesaggio interiore, del pensiero e dell'emozione personali dell’artista. I dieci dipinti su seta sono episodi a sé stanti di un’unica narrazione, che racconta la duplicità e insieme la complementarietà di ciò che è politico e ciò che è personale. Proprio come nelle storie e nelle immagini di visionari come Hildegard van Bingen prima di lei, i dipinti colorati di Emma Talbot ci sfidano a immaginare che potrebbe esserci un'altra via, ricordandoci che anche di fronte all'atrocità, alla crisi climatica e alla sofferenza, esistono sempre la bellezza, la speranza e la curiosità”.

Emma Talbot in una conversazione con Catherine Loewe ha specificato: “Visions Ã¨ una serie di opere dipinte su seta, che esplorano la capacità di sintonizzarsi con un modo di pensare che va oltre la normalità, di riconoscere una voce o un segno che alimenta l’immaginario dello spettatore. Le mie figure sono molto spesso in caduta libera o fluttuanti, si allungano o precipitano, nel tentativo di instaurare una connessione con qualcosa che può sostenerle. Nel dipinto Ancients, ad esempio, due figure sembrano allo stesso tempo cadere e arrampicarsi in uno spazio decorato da motivi etruschi, quasi come se scavassero alla ricerca di un’archeologia misteriosa per mettersi al riparo di un radioso e protettivo sguardo antico. I miei dipinti riflettono sul desiderio emotivo di essere guidati verso un futuro sicuro, sui nostri legami con la natura, con gli antenati, con la tecnologia e con l’amore”.


Note biografiche: Emma Talbot, nata nel 1969 a Stourbridge, Regno Unito, si è recentemente trasferita in Italia, a Reggio Emilia, dove vive e lavora. Conclusi gli studi al Kent Institute of Art & Design nel 1988, ha ottenuto un Bachelor of Fine Art presso il Birmingham Institute of Art & Design nel 1991 e un Master of Art in Painting presso il Royal College of Art (Londra) nel 1995. Fra le mostre personali recenti segnaliamo: Sounders of the Depths, GEM, Kunstmuseum Den Haag, L'Aia (2019); Art Night, William Morris Gallery, Londra (2019); Four Visions for a Hopeful Future, Cultural Institute of Radical Contemporary Arts (CIRCA), Londra (2021); The Age/L'Età, Whitechapel Gallery, Londra (2022); 21st Century Herbal, Beiqiu Museum, Nanjing (2023); In The End, The Beginning, KINDL Museum, Berlino (2023-2024); A Journey You Take Alone, Kunsthalle Giessen (2023-24). Mostre collettive recenti: Cycle, Portal, Path, Nest, L'Aia (2023); Irreplaceable Human? The Conditions of Creativity in the Age of AI, Louisiana Museum, Humlebæk (2023-2024).













Thursday, February 22, 2024

Cristiano Pintaldi. We are here. Do you stay in the Barbie world?

Dal 22 febbraio al 20 aprile 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma la mostra Cristiano Pintaldi. We are here. Do you stay in the Barbie world?che raccoglie gli ultimi lavori dell’artista, alcuni dei quali realizzati appositamente. 

Cresciuto in una famiglia di pubblicitari appassionati d’arte, Cristiano Pintaldi ha cominciato, a partire dal 1991, a usare per le sue opere i tre colori primari rosso, verde e blu (RGB) accostati su sfondo nero nello stesso modo in cui i pixel si dispongono per dare vita all'immagine sullo schermo televisivo. Con un paziente e certosino lavoro di scomposizione, Pintaldi dipinge alla “cieca”, applicando strati di pittura con l’aerografo su tre livelli, un colore per volta, scoprendo l’effetto finale solamente a fine lavoro.

I soggetti scelti sono tratti dalla cultura popolare, dai programmi televisivi, dai cartoni animati, dai film cult di fantascienza, dai film di Kubrick, e da un interesse personale per l’extraterrestre, da cui le tematiche dell’Alieno e dell’UFO, in un’indagine della società attuale profonda e sottile perpetrata attraverso il dialogo tra colori e forme, che obbligano a investigare i limiti tra la realtà e la finzione, tra reale e virtuale, tra noto e ignoto, tra riconoscibile e astratto.

In mostra una ventina di opere, tra cui alcune emblematiche della poetica e della ricerca dell’artista.

L’immagine guida, che dà anche il titolo alla mostra, è tratta dal recente e ben noto film Barbie e vuole essere un invito alla riflessione sulla vanità degli stereotipi e sulla futilità di ideali estetici perseguiti maniacalmente attraverso la vita digitale e virtuale, quando non è possibile in quella reale. Il sorriso iconico della bambola bionda vuole essere un monito: viviamo in un mondo delle Barbie?

In Majestic 12 torna invece la tematica dell’extraterrestre: la famosissima immagine di John Fitzgerald Kennedy, qualche attimo prima di essere ucciso, è sormontata dal titolo della presunta organizzazione segreta statunitense, composta da esponenti militari e politici di massimo livello, responsabile dell’occultamento al pubblico dominio di informazioni riguardanti i contatti tra gli alieni e gli umani.

Sulla stessa scia We are here testimonia e manifesta la presenza degli alieni nella nostra realtà, con uno slogan deciso e inappellabile, che induce a riflettere sul concetto di esistenza e di percezione.

Note biograrfiche: Cristiano Pintaldi è nato nel 1970 a Roma dove vive e lavora. Numerose le sue opere in collezioni pubbliche, quali CAMeC Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia; Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli, Torino; GNAM Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma; MACRO Museo d'Arte Contemporanea, Roma; MART, collezione VAF - Stiftung, Trento, MAXXI Museo d'Arte Contemporanea del XXI secolo, Roma.








Friday, February 9, 2024

Intimate Landscapes | Maryam Eisler

Dal 10 febbraio al 16 marzo 2024 Mucciaccia Gallery prosegue la ricerca di nuove proposte nella sua sede di Roma in via Laurina 31 Mucciaccia Gallery Project, con la direzione artistica di Giulia Abate, presentando la prima mostra in Italia della fotografa Maryam EislerIntimate Landscapes.

Nata in Iran nel 1968, Maryam Eisler è cresciuta a Parigi e, dopo i suoi studi negli Stati Uniti, collabora con moltissime riviste come LUX, Vanity Fair e Harpers Bazaar. Autrice di Confined Artists Free Spirits: Portraits and Interviews from Lockdown 2020 (2023) e Voices: East London (2018), Eisler ha curato anche diversi libri per Thames & Hudson. Eisler ha esposto sia negli Stati Uniti che in Europa. Nel 2014 è stata inclusa nell'elenco di Artnet delle "100 donne più potenti dell'arte" e nominata una delle "donne più influenti del mondo dell'arte in Europa".

"I sentimenti sono la mia stella polare... Cerco spesso ispirazione nella letteratura, nella poesia e nelle arti. Storie di vita, vissute e immaginate. Vere o fantastiche. Nostalgia di tempi passati. Passione. Romanticismo. Dolore. Mondi onirici resi reali... Intimate Landscapesoffre uno sguardo su questi sogni e su questa sfaccettata esplorazione del Sublime Femminile" afferma Maryam Eisler.

In mostra circa trenta fotografie di 14 serie realizzate tra il 2018 e il 2024

Intimate Landscapes esplora il “Sublime Femminile”, concetto che la fotografa identifica come l’energia femminile, la fisicità del corpo e la sua natura divina. Le diverse serie fotografiche esposte rivelano una ricerca di composizione attraverso i contorni intimi della figura femminile, non tanto in relazione alla sua bellezza implicita, ma nel modo in cui si relaziona al suo contesto fisico, spirituale e metaforico. 

Attraverso la lente della macchina fotografica, l’artista rivela la dualità della donna, la sua forza e la sua vulnerabilità, in egual misura di intimità, mentre cerca di proteggere il suo mistero. 

A queste si accostano, sia nelle serie in bianco e nero che a colori, foto di architetture e paesaggi, che trasudano sentimenti contrastanti: durezza e dolcezza, ostilità e sensualità.











 


Wednesday, November 29, 2023

Urban Rhythms | Angel “LA II” Ortiz

Dal 30 novembre 2023 al 14 gennaio 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma Mucciaccia Gallery Project, in via Laurina 31, Urban Rhythms, una mostra personale dedicata allo street artist newyorkese, Angel Ortiz (conosciuto come LA II), a cura di Daria Borisova.

In mostra 17 nuove opere dello street artist newyorkese, che ha sviluppato uno stile inconfondibile: una fusione accattivante di influenze diverse che vanno dalla scrittura egizia alle antiche pitture rupestri, una combinazione di colori vintage per evocare un senso di nostalgia. Ogni opera cattura l'essenza della vita urbana, pulsante, con ritmi vibranti e movimenti dinamici, invitando gli spettatori a immergersi nell'accattivante sinfonia della visione dell’artista. 

Nato nel 1967 da una famiglia portoricana residente nei Baruch Housing Projects del Lower East Side di New York, Ortiz ha scoperto la sua passione per l'espressione artistica in tenera età. A soli 10 anni inizia a lasciare le sue impronte colorate sui muri del quartiere, segnando l'inizio di un percorso artistico straordinario, adottando lo pseudonimo di LA II, che simboleggia un "Piccolo angelo”. Nel 1980, all’età di 13 anni, le strade di Ortiz e di Keith Haring si incontrano, essendo entrambi attratti dal fascino e dall’energia grezza dei graffiti. La loro passione condivisa per l’arte crea una profonda amicizia e una collaborazione creativa unica che avrebbe plasmato le loro vite per sempre.

A Roma Ortiz espone un corpus unico di lavori ispirati all’energia frenetica ed esaltante di Roma e all’emblematica Mille Miglia, corsa automobilistica profondamente radicata nella storia della città, e vengono così descritti da Daria Borisova: “questi lavori sono un potente riflesso del suo percorso artistico e del suo spirito incrollabile e incarnano le sue passioni e il suo essere legato sempre al linguaggio della street art e della pop art.”








Wednesday, October 18, 2023

WITH LOVE. PETER BLAKE

Dal 19 ottobre 2023 al 18 gennaio 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma With Love, la mostra più ampia e approfondita finora realizzata in Italia dell'acclamato artista britannico Peter Blake, pittore, scultore, disegnatore e stampatore, spesso definito “il Padre della Pop-Art Britannica”, a più di quindici anni dalla sua partecipazione alla mostra Pop Art 1956–1968 che si è tenuta nel 2007 alle Scuderie del Quirinale. 
 La mostra, a cura di Jonathan Watkins – curatore, ex direttore della Ikon Gallery (Birmingham, UK), per la quale ha curato anche progetti al Castello di Rivoli di Torino, alla Biennale di Venezia e alla Tate di Londra – vuole ripercorrere la lunga carriera di Peter Blake, oggi novantunenne, con più di 160 opere esposte, tecniche miste, collage su carta e su legno, tele e sculture, datate dal 1956 al 2023. 
 Il titolo dell’esposizione, With Love. Peter Blake, pone l’accento sul profondo affetto dell’artista verso i soggetti umani, sia che appartengano al mondo del jet set che agli strati sociali più poveri, ai quali è legato per la propria storia familiare. 
 Peter Blake (1932) è nato a Dartford, nel Kent; nelle sue opere inizia presto ad utilizzare immagini tratte dalla pubblicità, dall'intrattenimento, dalle music hall, per trarne dei collage. Tra i più noti lavori sono le copertine di album musicali, come ad esempio quella di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967) dei Beatles, ideata con la moglie Jann Haworth, in occasione della quale l’artista ha allestito un vero e proprio set fotografico con sagome di persone a grandezza naturale da cui è stata poi tratta una fotografia. 
 Ad accogliere il visitatore in Galleria è proprio un’opera nella quale campeggia una grande foto dei Beatles, lo schermo pieghevole LOVE (2010-15), un collage scultoreo che evoca con forza il pop e il glamour del dopoguerra.
In diverse opere di Blake ricorre la parola LOVE, spesso composta su legno con materiali di recupero. Sono assemblaggi che sembrano evocare al famoso brano dei Beatles "All you Need is Love” e che, in qualche modo, si inseriscono nel solco di un’altra serie di opere, ugualmente in mostra, quella dei Generals (2012), sculture che rappresentano dei soldati formati con palle da bowling al posto delle teste, spalle squadrate e corpi fatti grossolanamente di legno, con medaglie costituite da monete, tappi di bottiglia o distintivi. Nell’utilizzare materiali di recupero, ovvero decisamente non “da ufficiali”, Blake ci comunica quell’umorismo leggermente irriverente che caratterizza la sua intera produzione artistica, un umorismo molto inglese, che nasce nel solco della tradizione di Edward Lear e Lewis Carroll, ed è tipico dei nonsense.
Da associazioni di idee simili nascono i suoi collage, nei quali utilizza le immagini di Elvis Presley, Brigitte Bardot, Kim Novak e tanti altri personaggi. Tra questi ben quattro sono dedicati a Marilyn Monroe, di cui uno, molto intenso, è intitolato con il vero nome dell’attrice seguito dalle date di nascita e morte: Norma Jean Baker 1926 - 1962 (1988), ed è composto da una serie di fotografie in bianco e nero con le quali ripercorre per fotogrammi il corso della sua vita, pieno di sorrisi per la macchina fotografica, e li contrappone all’ultima, tragica, su fondo nero, che la ritrae ormai cadavere e coperta da un lenzuolo, mentre viene portata via su una barella d'ambulanza.
Una vasta serie di collage esposti in mostra sono i Joseph Cornell's Holiday. Si tratta di piccole e poetiche opere su carta, realizzate a più riprese tra il 2017 e il 2019, nelle quali egli guarda alla storia umana e artistica di Joseph Cornell, il famoso collagista americano che non ha mai lasciato gli Stati Uniti, pur essendo affascinato dalla cultura europea.
In queste opere Blake immagina di fare amicizia con lui e di viaggiare insieme attraverso l'Europa; lo fa andare in barca a Copenaghen, pescare in Scozia, visitare un mercatino delle pulci a Parigi e rendere omaggio a Las Meninas di Velasquez al Prado di Madrid. In diverse opere è alla Farley Farm, la casa inglese degli artisti Roland Penrose e Lee Miller, che negli anni Cinquanta e Sessanta era una sorta di Mecca per amici artisti, tra cui Picasso, Man Ray, Henry Moore, Eileen Agar, Jean Dubuffet, Dorothea Tanning e Max Ernst. In questo modo offre all’artista americano avventure bohémien da lui mai vissute nella realtà e, ad esempio, gli fornisce occasione di riunirsi, anche se solo con la fantasia, con Marcel Duchamp, spesso anche nelle vesti del suo alter ego femminile, Rrose Selavy. 
 Concludono il percorso espositivo la selezione dei lavori più recenti, tra cui quelle sui Clown e sui Wrestler, soggetti molto popolari nella società operaia inglese - con i quali l’artista ci ricorda le proprie radici e la sua identificazione con le persone che vivono e lavorano ai margini – e gli acquerelli su carta Studies for ‘Party’ (2018), che raffigurano volti di bambini dietro una pioggia di coriandoli. Essi sono sorridenti, anche se a tratti malinconici, giovani e ingenui. L’anziano artista è attratto dalla loro giovinezza e ingenuità e si identifica con loro. Confida Blake al curatore Jonathan Watkins: "Forse questi dipinti parlano dell'invecchiamento e forse un po' della mia infanzia".

I love You

 Blake-Joseph Cornell’s Holiday – England, Farley Farm

Blake-Mary Lin Monroe Fabulous Texan MM, 2019jp
Blake-Late Period – Study for ‘Party’ 6, 2 j
Blake-Late Period – Study for ‘Party’ 5, 2018 

Blake-Norma Jean Baker, 1988

Blake-Joseph Cornell’sHoliday – Italy, Rome. ‘Street jp
Paravento


Sunday, October 8, 2023

Touching the Sky | Tiffanie Delune & Sola Olulode

Dal 5 ottobre al 12 novembre 2023 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma, via Laurina 31, il lavoro di due artiste di origini africane, astri nascenti della scena internazionale, Tiffanie Delune (Parigi, Francia, 1988) e Sola Olulode (Londra, UK, 1996), che espongono per la prima volta insieme nella mostra Touching the Sky, a cura di Catherine Loewe.

Questa mostra segna l’inizio di un nuovo percorso di Mucciaccia Contemporary, che sotto la denominazione Project e la direzione artistica di Giulia Abate vuole dedicarsi alla ricerca di nuove proposte organizzando mostre inedite di artisti sia nella sede di via Laurina a Roma che nelle altre sedi di Mucciaccia Gallery a Londra e a Singapore.

Il titolo della mostra trae ispirazione dal brano "Feel so High", una ballata della cantante britannica Des'ree tratta dal suo primo album Mind Adventures (1992), un inno alla felicità e alla gioia di vivere, tematiche che sottendono alla selezione delle opere presentate, che suggeriscono un anelito spirituale a raggiungere i propri sogni e la propria beatitudine.

Il dialogo tra Tiffanie Delune e Sola Olulode si articola attraverso la giustapposizione di opere che risuonano con quella sensazione di slancio tipica dei momenti di pura gioia e libertà: attingendo alle idee di memoria, amore, passione e compassione, le due artiste hanno intrapreso un viaggio alla scoperta e all'affermazione di sé che riflette le loro identità personali. 

Le loro opere fanno riferimento alla loro eredità africana, mescolata con influenze del canone artistico occidentale, e sono inondate di colori vividi e stratificati. In modo diverso, Delune e Olulode celebrano la storia universale della femminilità, condividendo qualità profondamente istintive e nutritive. 

Tiffanie Delune, artista autodidatta di origine francese e belgo-congolese che vive a Lisbona, intraprende nei suoi lavori una sorta di vagabondaggio, intrecciando apparizioni oniriche e ricordi di viaggio con simboli della sua famiglia meticcia, accenni di femminilità e flussi di spiritualità, come si evince dalle sei opere in mostra. Navigando tra la parte più oscura di sé e quella ricca di luce, movimento ed energia, Tiffanie è interessata alla magia della narrazione, creando opere a più strati su tele di cotone, drappi di lino e pezzi di carta più piccoli, giocando con le sovrapposizioni, ricercando trame e significati, usando acrilici, pastelli, ritagli di carta, vernice spray, glitter e fili.

Sola Olulode, artista britannico-nigeriana che vive e lavora a Londra, utilizza immagini “dolci” per celebrare l'identità nera, la femminilità e le persone non binarie. L'artista utilizza la pennellata gestuale, il colorante indaco, la cera, bastoni per pittura a olio, l’impasto in schemi monocromatici in blu, verde o giallo. In mostra nove opere che parlano fortemente della sua eredità nigeriana, concentrandosi sulla rappresentazione e sulla visibilità delle esperienze vissute dagli individui Black Queer.

Le artiste Delune e Olulode rappresentano una nuova generazione che sottolinea ciò che significa essere donna e artista nera nel XXI secolo, rifiutando la tendenza alla categorizzazione riduttiva che ruota attorno al trauma della violenza razziale o agli stereotipi della femminilità nera, scegliendo invece una vita intenzionale che si spinge nei regni della giocosità, dei sogni e della gioia. 

Le loro opere trasudano speranza, portando con sé un senso di catarsi intorno alle lotte personali e alle complessità dell'identità. Questo approccio edificante è un caso di sottile attivismo che recupera la bellezza, la guarigione e l'appagamento laddove in precedenza potevano essere assenti o oscurati.











Monday, December 5, 2022

Jan Fabre ALLEGORY OF CARITAS (An Act of Love)

Ultimi giorni di apertura per la mostra ALLEGORY OF CARITAS (An Act of Love), a cura di Melania Rossi, in corso alla Galleria Mucciaccia fino al 15 dicembre 2022. 
 In mostra trenta nuove sculture in corallo rosso e una serie di inediti disegni di sangue di Jan Fabre: teschi da vanitas, cuori anatomici, croci e oggetti liturgici ma anche lo Yin e Yang e il nodo d’amore celtico, così come emblemi legati alla solidarietà e agli aiuti umanitari, e ancora oggetti che ricordano credenze popolari o vicende personali dell’artista. Il corpus di sculture in corallo rosso del Mediterraneo, concrezioni rosso fuoco che sembrano emerse direttamente dagli abissi della mente dell’artista, è un incontro poetico tra materia naturale e visionarietà artistica. Allo stesso modo, nei disegni realizzati dall’artista fiammingo con il suo stesso sangue, il fluido vitale è usato con abile maestria tecnica per raccontare la gestazione del figlio Django.










Mostra: Jan Fabre ALLEGORY OF CARITAS (An Act of Love)

Sede: Galleria Mucciaccia, Largo della Fontanella Borghese 89, Roma

Apertura al pubblico: 6 ottobre – 15 dicembre 2022

Orari: lunedì– sabato, 10.00 – 19.30; domenica chiuso; chiuso giovedì 8 dicembre. 

Apertura straordinaria domenica 11 dicembre.

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