Wednesday, April 18, 2018

HOWTAN RE SOLO SHOW

Dal 17 Aprile al 31 Maggio all' Howtan Space di Roma- lo spazio espositivo/salotto culturale  in via dell'Arco de'Ginnasi aperto dall'artista iraniano Howtan Re- saranno allestiti alcuni dei suoi lavori selezionati tra quelli già esposti in musei e kermesse internazionali, pubblicati e parte del suo percorso ventennale nell’arte contemporanea.
 Si potranno pertanto vedere opere che – scrive la curatrice della mostra Barbara Martusciello – “hanno un linguaggio pionieristico nel 2004, anno della prima mostra italiana dell'artista e poi del suo successivo accreditamento internazionale. Si tratta di piccole sculture di parvenza figurativa manipolata e di fotografie che mantengono un forte carattere performativo. Travestimenti immaginifici, veemenza creativa e poetica, una mimica della violenza e allo stesso tempo un più leggero registro ironico sono caratteristiche dei lavori esposti; proprio questa indole meticcia anima i suoi set che sono poi fermati dallo scatto fotografico nell’attimo più emblematico di ogni scena, come una sorta di Tableau vivant che congela un’azione nel massimo del suo parossismo e, allo stesso tempo, nel tempo infinitesimamente precedente al suo precipitare. L'allestimento, come in una sorta di percorso riassuntivo dentro la sperimentazione di Howtan Re, sottolinea la qualità provocatoria della sua produzione che, in quelle date – quasi quindici anni fa –, seppur condiviso da alcune star internazionali e qualche artista italiano, non era così abituale, soprattutto nella trattazione che egli portava avanti di tematiche sul corpo femminile, sull’identità, sulle interpretazioni di genere: volte, tutte, a creare visioni movimentiste rispetto a molte regole morali, religiose e sociali precostituite”. L’esposizione permetterà al pubblico di vedere opere mai viste in Italia e alcune non più esposte da quel lontano 2004, anno del suo esordio nella Capitale, quando Achille Bonito Oliva scoprì il suo talento, con la serie Hell & Paradise. Scriveva allora Achille Bonito Oliva: “[…] Dalla Body Art all'azionismo viennese, dal cartoon alla pornografia, dalla moda al film erotico, dal sadomasochismo al voyeurismo, Howtan, con felice cleptomania, recupera stimoli linguistici da una famiglia di artisti che non sono parenti tra loro: Artaud, Kubric, Serrano, Golden, Araki, Abramović, La Chapelle, Kern. Howtan allora si pone di fronte alla nuova situazione con un'ottica che asseconda il lavoro e la mentalità del suo tempo, riuscendo a riportare nell'immagine fotografica la temporalità che governa l'arte, quel movimento eccellente che aggrega e nello stesso momento scompagina i diversi elementi dell'opera. Così la fotografia diventa lo specchio dinamico che compie una sorta di movimento verso la vita. […]”.
 Questo riepilogo espositivo è quindi un punto importante da cui Howtan Re idealmente si affaccia, tornando ad esprimersi in modo palese con l’arte – lui, che è pure architetto e Interior Designer – e con un programma espositivo di cui lo spazio che porta il suo nome fa in qualche misura parte: richiamando anche la sua prassi creativa e umana che mette la condivisione e la contaminazione al centro della sua ampia visione.












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