Tuesday, June 13, 2023
Monday, June 12, 2023
Saturday, June 10, 2023
Friday, June 9, 2023
Thursday, June 8, 2023
Wednesday, June 7, 2023
Tuesday, June 6, 2023
Monday, June 5, 2023
BERTINA LOPES
Il 6 giugno 2023 il Museo delle Civiltà presenta la prima mostra che ricostruisce lo spazio di vita e di lavoro, al contempo privato e pubblico, dell’artista e attivista Bertina Lopes (Lourenço Marques, attuale Maputo,1924-Roma, 2012). In occasione della mostra, a cura di Claudio Crescentini e Paola Ugolini, la casa e lo studio romani di Lopes, in Via XX Settembre 98, saranno per la prima volta oggetto di unaricostruzione parziale, resa possibile da un’estensiva documentazione fotografica realizzata dal fotografo Giorgio Benni e commissionata dal Museo delle Civiltà .
A Roma Lopes ha vissuto 70 anni, trasformando la sua casa-studio in un punto di incontro per intellettuali, artisti, poeti, rifugiati e attivisti della comunità mozambicana e portoghese, ma anche di altri Paesi africani ed europei. In questo contesto, vita e arte si sono intrecciate senza soluzione di continuità , divenendo uno spazio di resistenza in cui esprimere la propria denuncia dell’oppressione, il dolore per la lontananza dalla terra d'origine e la rivendicazione delle proprie radici, il ricordo di storie, motivi decorativi, materie e simboli dell’arte africana e la ricerca e affermazione di un’identità contemporanea consapevolmente diasporica.
Pittrice e scultrice afrodiscendente fra le più rilevanti del suo tempo, Lopes – che a partire dal 1964 scelse Roma come sua città di residenza – ha sviluppato un circostanziato corpus di opere in cui non solo ha saputo articolare un’appartenenza a molteplici tradizioni culturali e artistiche, sia europee che africane, ma dare rappresentazione alle più urgenti istanze sociali a lei contemporanee, divenute fondamento anche per le pratiche de-coloniali delle generazioni di artisti a lei successive. La ricerca artistica di Lopes si è modellata infatti intorno a più fonti e si è espressa attraverso le articolazioni di un linguaggio mobile e sincretico, dall’arte tradizionale mozambicana – le cui cromie e forme sanciscono per Lopes valori comunitari e i momenti di vita sociale ad essi connessi, celebrando riti di passaggio e narrando miti di fondazione – al Modernismo portoghese ed europeo.
Nei dipinti e disegni in mostra – accompagnati da libri, immagini fotografiche e strumenti di lavoro – Lopes mette in evidenza la mentalità coloniale, il razzismo e le atrocità dei conflitti e delle guerre attraverso un linguaggio che è espressione del vivere tra mondi diversi. Tutte le opere dell’artista si caratterizzano per un utilizzo spregiudicato del colore e un uso della linea di derivazione decostruttivista. Il loro eclettismo è più apparente che sostanziale in quanto, dagli esordi figurativi degli anni Cinquanta alla sperimentazione informale e astratta dei decenni successivi, proprio il ricorso a elementi fra loro disomogenei – in cui si articolano mezzi espressivi diversi così come elementi bi- e tri-dimensionali – tende ad animare di una tensione profonda e ancestrale la superficie di ogni opera.





