Monday, May 22, 2023

CHRISTIAN DIOR RESORT 2024

Dopo Mumbai Mara Grazia Chiuri vola in Messico e per questa collezione resort 2024 sceglie di far sfilare i suoi modelli al Colegio de San Ildefonso a Città del Messico. 
Sfilano ampie camicie con maniche a sbuffo su lunghe gonne a balze, dettagli in pizzo, la classica giacca bar è impreziosita da ricami tradizionali, indossate su camice con papillon, e presenti in tutta la collezione le farfalle  che ornano collane e corsetti.
La Chiuri Isi fa ispirare dalle artiste messicane quali Leonora Carrington, Tina Modotti e ovviamente Frida Kahlo. "Mi sono sempre sentita vicina a Frida Kahlo - afferma la Chiuri- e a quello che ha fatto. È stata un'artista che è stata la prima a usare il suo lavoro per esprimere il suo pensiero sul suo corpo e sul suo guardaroba; i suoi vestiti facevano parte del suo progetto. Ma anche", ha continuato, "era molto legata al mondo naturale, alla madre terra, all'idea della metamorfosi". 







 


Thursday, May 18, 2023

GUCCI RESORT SHOW 2024

La collezione Cruise 2024 di Gucci sfila a Seoul dialogando con il k-style della cultura sudcoreana. Un mix tra streetwear e classici abiti borghesi in lana bouclé. La sfilata ha avuto luogo nel cortile delle cerimonie del Palazzo Gyeongbokgung, ex palazzo reale, risalente al XIV secolo, arricchito da dettagli artistici ispirati ai tradizionali abiti coreani.  Questa è l'ultima sfilata gestita dal team creativo di design prima che il nuovo direttore creativo Sabato De Sarno firmerà la sua prima collezione per Gucci.






 

Tuesday, May 16, 2023

ITS ARCADEMY - IL NUOVO MUSEO DELLA MODA A TRIESTE

Trieste - ITS Arcademy-Museum of Art in Fashion è il primo museo della moda contemporanea in Italia. È uno spazio espositivo, un archivio creativo, un centro di formazione. 1400 metri quadrati aperti a tutti, dove coltivare la creatività, prendere ispirazione e sperimentare. La Collezione di ITS Arcademy rappresenta un patrimonio di design unico al mondo, costituito da migliaia di oggetti, tra abiti, accessori, fotografie e portfolio creativi, realizzati dai più brillanti talenti degli ultimi decenni e raccolti nel corso delle venti edizioni di ITS Contest, uno dei principali concorsi internazionali dedicati al design. Racconta la storia dell’evoluzione della moda contemporanea, attraverso le opere prime di designer che hanno riscritto i canoni dell’industria della moda. Nelle parole dello storico della moda e curatore Olivier Saillard “Questa collezione unica merita di aspirare all’universalità in quanto rispecchia la massima espressione della creatività contemporanea. Con 14.758 portfolio, 1089 abiti, 163 accessori, 118 gioielli e più di 700 progetti fotografici, questo patrimonio in costante crescita, a cui si aggiungono sempre nuovi e preziosi oggetti, può competere con le collezioni dei più grandi musei del mondo”. La mostra che inaugura ITS Arcademy, a cura di Olivier Saillard, è un viaggio nella moda contemporanea degli ultimi due decenni e uno sguardo al nostro futuro, attraverso l’esplorazione del genio creativo dei designer di moda, accessori e gioielli emergenti più interessanti del panorama internazionale. Quasi 100 opere sono esposte in quelle che Olivier Saillard definisce “il primo museo della moda interamente dedicato alle forme e alle espressioni più contemporanee della nostra epoca”. La mostra è organizzata in sei sezioni, ognuna delle quali corrisponde a un tema o una corrente artistica universale che trascende l’origine geografica o l’anno di creazione dei designer: Espressionisti, Neo Futuristi, Astrazioni Liriche, Arte Spontanea, Figurazioni Libere e Autoritratti.

Friday, May 12, 2023

ARNALDO POMODORO. IL GRANDE TEATRO DELLE CIVILTÀ

FENDI inaugura all’interno della propria sede, il Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, la mostra Arnaldo Pomodoro. Il Grande Teatro delle Civiltà, a cura di Lorenzo Respi e Andrea Viliani in collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro. 
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 1° ottobre 2023. La collaborazione tra Fondazione Arnaldo Pomodoro e FENDI rientra in una partnership più ampia volta a unire il rispetto per l’eredità storica al sostegno e alla diffusione dei linguaggi artistici contemporanei e alla ricerca di nuove forme di collaborazione basate sulla sostenibilità e l’innovazione. 
 Concepita per gli spazi sia interni che esterni del Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR – che dal 2015 ospitano la sede romana di FENDI – la mostra attraversa settant’anni di ricerca dell’artista, configurandosi come un “teatro” autobiografico, al contempo reale e mentale, storico e immaginifico, in cui vengono messe in scena circa trenta opere realizzate da Pomodoro tra la fine degli anni Cinquanta e il 2021, insieme a una serie di materiali d’archivio – fotografie, documenti, bozzetti, disegni, molti dei quali inediti – che evocano lo spirito e l’atmosfera dello studio e dell’archivio dell’artista.
 Il Grande Teatro delle Civiltà esplora l’interconnessione, nella pratica di Pomodoro, fra arti visive e arti sceniche e mette in evidenza il rapporto tra la dimensione progettuale dell’opera e la sua realizzazione. Una trama da cui emergono i possibili e molteplici riferimenti a quelle “civiltà” arcaiche, antiche, moderne, o anche solo fantastiche, a cui l’opera di Pomodoro costantemente rinvia, originando forme e materie che sono al contempo memoria del passato e visione del futuro e che rifondano le nostre conoscenze e i nostri immaginari, la nostra esperienza del tempo e dello spazio, della storia e del mito. 
 Il percorso della mostra prende avvio ai quattro angoli esterni dell’edificio dove sono poste le quattro sculture Forme del mito (1983) – Il potere (Agamennone), L’ambizione (Clitennestra), La macchina (Egisto) e La profezia (Cassandra) – tratte dalle macchine sceniche che furono realizzate per il ciclo teatrale dell’artista Emilio Isgrò, ispirato all’Orestea di Eschilo, svoltosi sui ruderi della piazza di Gibellina distrutta dal terremoto del Belice. Inserendosi come quinte tra il Palazzo, il paesaggio naturale e la comunità urbana circostante, le quattro Forme del mito ridisegnano e ri-significano l’edificio, trasformando il cosiddetto Colosseo Quadrato – una delle architetture simbolo del Modernismo e del Razionalismo italiano – in un’opera aperta, reinterpretabile e riprogettabile, e non quindi definita una volta e per sempre. 
 Nel vestibolo di ingresso del Palazzo delle Civiltà Italiana compaiono due opere-costume realizzate dall’artista per due spettacoli teatrali: il Costume di Didone (per La tragedia di Didone, regina di Cartagine di Christopher Marlowe, messa in scena a Gibellina nel 1986), e il Costume di Creonte (per Oedipus Rex di Igor’ Stravinskij, rappresentato a Siena nel 1988). Prodotti con materiali scultorei abbinati a materiali effimeri come la rafia e il tessuto, questi costumi richiamano le iconografie e la drammaturgia della Grecia arcaica così come le antiche iconografie e tecniche tradizionali delle opere d’arte africane e asiatiche, riattivando il racconto delle storie leggendarie di Didone e di Edipo. 
 La mostra continua in due sale speculari e una sala di raccordo, pensate come due atti di un’opera teatrale con un intermezzo. Negli ambienti principali troviamo due opere di colore opposto, allestite simmetricamente: Le battaglie (1995), di colore nero, e Movimento in piena aria e nel profondo (1996-1997), di colore bianco. La prima con le sue forme angolari, spigolose e taglienti e i diversi materiali utilizzati (grovigli di corde, cunei, bulloni) evoca la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, capolavoro del Rinascimento. Accanto a questa sono allestite altre due opere che approfondiscono il racconto della ricerca di Pomodoro: la Grande tavola della memoria (1959-1965), una riflessione sul bassorilievo e sulla tecnica antica della fusione sull’osso di seppia, e Il cubo (1961-1962), opera che coincide con l’avvio di una ricerca sulle forme elementari della geometria euclidea. 
Nella seconda sala l’opera Movimento in piena aria e nel profondo, composta da una duplice curva riferibile ai grandi spazi celesti e terrestri, rappresenta l’agire scultoreo come “scavo dentro la complessità delle cose” che si solidifica nella consapevolezza di poter “curvare il tempo e lo spazio”. Accanto è esposta un’opera che idealmente dona circolarità alla mostra, permettendo di ribaltare il suo finale e ripartire dal suo incipit: Continuum (2010), un grandioso rilievo interamente occupato dai segni caratteristici delle prime opere dell’artista, una sorta di “tracciato” che reca i codici e l’inventario di tutta la sua “scrittura”. 
In queste due sale, come una mostra nella mostra, sono inoltre presentati materiali progettuali e documentari, perlopiù inediti, – libri d’artista, schizzi, disegni, modellini, lettere, fotografie, cataloghi, materiali di studio dei progetti più significativi – allestiti dentro bacheche cassettiere e rastrelliere apribili e consultabili dai visitatori, in modo da richiamare l’atmosfera dello studio dell’artista e lo spirito del suo archivio. 
A fare da raccordo tra le due sale, come un intermezzo tra due atti teatrali, la Rotativa di Babilonia (1991), collocata all’esterno ma visibile dalle vetrate del Palazzo, con la sua forma circolare suggerisce l’idea di un movimento ciclico e continuo, che si compie sia nel tempo che nello spazio. Nel corridoio interno invece è esposta la serie delle Tracce (1998), composta di ventuno rilievi calcografici bianchi, neri e ruggine. 
 Il percorso si conclude sul loggiato del terzo piano con Osso di seppia (2011-2021), matrice simbolica di tutte le opere dell’artista, che ha iniziato la sua ricerca scultorea proprio incidendo l’osso di seppia, presente anche, come elemento emblematico, nell’ambiente Ingresso nel Labirinto, collocato nell’ex sede espositiva della Fondazione dell’artista a Milano, presso cui FENDI ha la sua sede milanese dal 2013. 
 Il Grande Teatro delle Civiltà è anche il punto di partenza per scoprire le altre opere di Pomodoro collocate a Roma e nel mondo, un’occasione per approfondire la conoscenza della ricerca dell’artista e il suo rapporto con la “città eterna”
12 maggio – 1° ottobre 2023






Wednesday, May 10, 2023

GIANNI COLOMBO A Space Odyssey

Fondazione Marconi e Gió Marconi  annunciano  Gianni Colombo. A Space Odyssey, un’importante retrospettiva dedicata all’artista milanese in occasione del trentesimo anniversario dalla sua scomparsa. La mostra intende mettere a fuoco la particolare drammaturgia spaziale che connota il suo lavoro, a partire da un confronto con il colossal fantascientifico di Stanley Kubrick del 1968. Considerato uno dei maggiori esponenti dell’arte cinetica e ambientale internazionale, Gianni Colombo fa del vincolo tra spazio e corpo il catalizzatore di tutti i suoi interessi di ordine plastico. Attraverso l’uso di flash luminosi, di oggetti in movimento, di ambienti immersivi e il ricorso a elementi architettonici isolati, l’artista realizza dispositivi spaziali perturbanti in grado di disorientare le forme percettive acquisite e di decostruire i codici dei comportamentali ordinari. 
 Compito della mostra è focalizzarsi sulle sfide dell’artista alla gravità e sulla sua idea di piano inclinato: aspetto condiviso con molta danza contemporanea coeva, da Yvonne Rainer a Simone Forti. Dalle sue primissime opere in ceramica Costellazioni Intermutabili del 1960 si arriva alle strutture metalliche sospese e in movimento, Spazi Curvi, degli anni ’90, passando per la ricostruzione di alcuni ambienti fondamentali (Bariestesia 1973 e Topoestesia 1977), attraverso cui restituire parte della storia dello Studio Marconi. In sostanza, Gianni Colombo. A Space Odyssey intende essere un viaggio all’interno di una strana macchina spaziale, in compagnia di un equipaggio del tutto eccezionale (da Vincenzo Agnetti a Ugo Mulas, da Joe Colombo a Livio e Piero Castiglioni). Un viaggio in grado di mettere in discussione la sicurezza delle nostre coordinate cartesiane.

11 maggio - 17 luglio 2023

 

GióMARCONI
Via Tadino, 15 - Milano

Gianni ColomboAfter-points, 1965Metallo, lampade e meccanismo elettromeccanico / Metal, lamps and electromechanical animation 45 x 45 x 10 cm
Collezione privata, Courtesy Gió Marconi, Milano

Gianni ColomboCromostruttura, 1961Plexiglass, metallo, lampade e alimentazione elettromeccanica / Plexiglas, steel, lamps and electromechanical animation 217 x 24 x 24 cm
Collezione privata, Courtesy Gió Marconi, Milano
Gianni ColomboStrutturazione pulsante, 1959Legno, polistirolo e meccanismo elettromeccanico / Polystyrene foam core and electromechanical animation on woodstructure200 x 200 x 25 cm
Collezione privata, Courtesy Gió Marconi, Milano
Gianni ColomboTopostesia. Progetto, 1977Legno dipinto / Painted wood20 x 33 x 13 cm
Collezione privata, Courtesy Gió Marconi, Milano
Gianni ColomboStrutturazione ritmica1964Lamiera, lampada, plexiglass e meccanismo elettromeccanico114 x 98 x 17 cm
Collezione privata, Courtesy Gió Marconi, Mila




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