Friday, December 16, 2016

SETTE STAGIONI DELLO SPIRITO-GIAN MARIA TOSATTI AL MADRE

Inaugura stasera al Museo Madre di Napoli, la mostra Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti, curata da Eugenio Viola (fresco di nomina a Senior Curator presso pica-Perth Institute of Contemporary Arts, Perth Western Australia).
 Nella sua pratica artistica, Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), percepisce la città come un doppio, un’analogia dello spirito, in cui le forme interiori dell’essere umano si articolano in una composizione concreta. Analogamente a quanto già sperimentato in altre città, come Roma (Devozioni, 2005-2011) e New York (I’ve Already Been Here, 2011-in corso), l’artista ha avuto per la prima volta la possibilità, unica, di utilizzare l’intera città di Napoli come possibile spazio di intervento. Nell’ideazione e realizzazione dell’imponente progetto Sette Stagioni dello Spirito, dal 2013 al 2016, Tosatti ha ripercorso la traccia di Il Castello Interiore (1577), il libro in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze, e le ha trasfigurate in altrettante monumentali installazioni ambientali, ordinate come i sette capitoli progressivi di un libro in cui si intrecciano fonti letterarie e filosofiche, riferimenti storici e teologici, ulteriori figure, pensieri e storie.
La mostra dedicata al progetto Sette Stagioni dello Spirito – ospitata in due aree del museo MADRE, la Project room al piano terra e otto sale al secondo piano – non intende semplicemente restituire la memoria di quest’esperienza, sintetizzandola in una prospettiva unitaria, quanto offrirne una dimensione ulteriore: ricostruirne il percorso “dietro le quinte”, permettendo al pubblico di ripercorrerlo nella sua articolazione complessiva e raccontandone la dimensione intima.
Due elementi, esposti nella Project room al piano terra, fungono da prologo all’intero racconto: il pavimento dello studio dell’artista e il suo diario. Il secondo è restituito, invece, come il sudario di un pensiero nel suo stesso farsi. Accanto a questi due elementi, il lungometraggio che racconta l’imponente processo di realizzazione del progetto, e che funge da ideale controcampo, è presentato come un ulteriore diario per immagini che introduce il visitatore in una storia raccontata, ora, nella sua interezza.
Il percorso nelle otto sale al secondo piano procede presentando una sequenza di “camere mentali”, riferite ai sette capitoli del progetto originario, oltre ad una prima sala di carattere introduttivo. Questi ambienti diventano altrettante metaforiche declinazioni dello studio dell’artista, nel corso degli anni trascorsi a Napoli, ognuno occupato da materiali di studio (disegni progettuali, schizzi preparatori, documenti e resti) insieme a una selezione di opere del progetto, esposto come il resoconto, pieno di appunti e cancellature nel sovrapporsi delle decisioni e dei cambiamenti, di quella “sinfonia per città e suoi abitanti” con cui l’artista spesso si è riferito alla sua opera.
 I sette interventi/capitoli site-specific di Sette Stagioni dello Spirito hanno originariamente permesso la progressiva riapertura e il recupero di alcuni edifici storici e monumentali, abbandonati o dismessi, della città di Napoli, radicalmente trasformati dall’intervento dell’artista. Questi luoghi sono diventati punti radianti per opere che, dal tessuto umano, si sono estese a quello urbano, animando o rianimando spesso interi quartieri, ed ora strutturano il percorso della mostra al MADRE.
 Ad ognuno di questi interventi, o “stazioni”, è stato dato un titolo che saranno possibile percorrere in mostra:
1_La peste (Chiesa dei SS. Cosma e Damiano ai Banchi Nuovi) ha affrontato il tema dell’inconsapevolezza come la più grave malattia dello spirito;
 2_Estate (ex-Anagrafe Comunale in Piazza Dante) si è focalizzato sul principio dell’inerzia quale principale causa della dissoluzione;
3_Lucifero (ex-Magazzini Generali del Porto di Napoli) ha indagato la complessità legata al concetto di errore;
4_Ritorno a casa (ex-Ospedale militare) si è concentrato sul tema della salvezza;
5_I fondamenti della luce (ex-Convento di Santa Maria della Fede) ha indagato il concetto di ricerca della verità;
6_Miracolo (ex-fabbrica nel quartiere di Forcella) ha istituito una vera e propria pratica del bene; 7_Terra dell’ultimo cielo (Convento della Santissima Trinità delle Monache) ha suggerito una possibile suggestione sul destino finale dell’uomo.
Il progetto originario Sette Stagioni dello Spirito, nelle sue articolazioni territoriali, è stato promosso e organizzato da Fondazione Morra con il sostegno di Galleria Lia Rumma.
Fino al 20 marzo 2017








Gian Maria Tosatti  e il curatore della mostra Eugenio Viola


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