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Thursday, October 6, 2022

Michele De Lucchi a Napoli

A pochi mesi dall’inaugurazione della sede espositiva di Gallerie d’Italia, Michele De Lucchi torna a Napoli con due progetti espositivi realizzati in collaborazione con la galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura e dedicati alla sua nuova ricerca sul colore. 
 Dal 7 ottobre al 7 novembre 2022 negli spazi dello Studio Trisorio (Via Carlo Poerio 116 – Napoli) l’artista presenta la mostra Colore di base una riflessione che va oltre la professione del progettista, per abbracciare l’arte e la connessione con la mente. La mostra si compone di 50 opere su carta nate nel corso del 2022 da una sperimentazione sull’uso del colore come punto di partenza del processo di ideazione della forma architettonica. “Il colore di base è la dimostrazione che tutto parte da un pensiero che seduce, da una combinazione che definisce il contesto, i punti saldi cui fare riferimento. – Scrive De Lucchi - La base definisce la traiettoria, così nel mio disegno come nella realtà.” 
 Dal 7 al 9 ottobre 2022 invece presso la Chiesa di Santa Luciella ai Librai, l’architetto e designer presenta Le Casette delle Pezzentelle sette piccole architetture in legno colorato che dialogano con l’atmosfera sospesa della cripta dell’antica chiesa, uno spazio che accoglieva il culto popolare delle anime "pezzentelle", defunti dall’identità sconosciuta che venivano “adottati” da coloro che se ne prendevano cura, materiale e spirituale. L’installazione viene realizzata in occasione di EDIT Napoli 2022, la fiera di design partenopea alla sua quarta edizione, e in particolare nell’ambito di Edit Cult, il programma di installazioni in luoghi speciali della città. Al termine della manifestazione le opere verranno trasferite a Studio Trisorio creando un dialogo con i disegni esposti.







Casetta delle Pezzentelle 482, legno di noce e tempera, 2022
Ph. Michele De Lucchi

Casetta delle Pezzentelle 484, legno di noce e tempera, 2022
Ph. Michele De Lucchi

Casetta delle Pezzentelle 485, legno di noce e tempera, 2022
Ph. Michele De Lucchi


Thursday, September 24, 2020

NAPOLI LIBERTY. "N'ARIA 'E PRIMMAVERA"

Napoli - Le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, presentano dal 25 settembre 2020 al 24 gennaio 2021 la mostra Napoli Liberty. “N'aria 'e primmavera”, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca e con l’allestimento di Lucia Anna Iovieno. 
 Con più di settanta opere, tra dipinti, sculture, gioielli e manifatture varie, la mostra mette in luce la diffusione dello stile modernista e i caratteri originali dell’arte a Napoli nel periodo che va dal 1889 al 1915. Espressioni diverse, alcune insolite, altre straordinarie, di quella che l’architetto e critico d’arte Alfredo Melani definì: “un’arte nuova, stile nuovo, stile moderno, stile Liberty, stile Floreale, in quanti modi questo movimento estetico è indicato!”, una vera ventata di giovinezza, proprio “n’ aria ‘e primmavera” come quella che soffia nei popolarissimi versi di Marzo(1898) di Salvatore Di Giacomo. 
 La mostra si apre con una sala dedicata ai dipinti del soggiorno a Napoli di Felice Casorati, che preludono, nelle sale successive, le opere dei protagonisti di quel movimento d’avanguardia, denominato Secessione dei 23, nato a partire dal 1909 per iniziativa di Edgardo Curcio, Francesco Galante, Edoardo Pansini, Raffaele Uccella e Eugenio Viti, insieme agli scultori Costantino Barbella, Filippo Cifariello e Saverio Gatto. Uno spazio rilevante viene riservato alle arti applicate che, durante la stagione del Liberty, si integrano con le arti maggiori in una prospettiva di produzione moderna nella nuova era del consumo. Sarà esposta La fontana degli Aironi (1887), lezione esemplare di Filippo Palizzi, anticipatore in tale ambito artistico che seppe infondere alle generazioni successive le basi di un decisivo rilancio nel campo delle manifatture. Nel Museo Scuola Officina (ora Museo Artistico Industriale), all’inizio del Novecento, i maestri e gli allievi dei laboratori dell’Officina della Ceramica e Stipetteria si attivano nella produzione di oggetti in sintonia con le manifatture esposte all'Esposizioni Universali e, seguendo i moderni canoni Liberty, realizzano decori floreali e linee “a colpo di frusta”, tipici del nuovo stile. Anche presso la Scuola d’arte di Sorrento la produzione dei mobili ad intarsio si aggiorna in maniera originale e moderna. In mostra sono presenti due opere di Almerico Gargiulo, un maestro-intagliatore che lavora il legno intarsiato seguendo linee tondeggianti, alla maniera di Carlo Bugatti. Saranno esposte anche manifatture di altissimo pregio, nel settore dell’oreficeria preziosa e delle manifatture delle pietre dure (corallo, madreperla e tartaruga), genere in cui Napoli diviene prima in Europa. Qui si potranno ammirare i gioielli di Emanuele Centonze, Gaetano Jacoangeli, Vincenzo Miranda e della Manifattura Ascione famosi in tutta Europa per diademi, spille, fermagli dalle infinite varianti. Sarà rappresentata anche la Scuola del Corallo di Torre del Greco, distintasi per una lavorazione raffinata, eclettica e moderna delle pietre dure, applicata ad oggetti di valore funzionale, molto richiesti dal mercato, quali bottoni, portagioie e pettenesse. In questa sezione è centrale il dipinto Seduzioni (1906), di Vincenzo Migliaro, immagine guida della mostra, il cui soggetto è una vetrina della gioielleria Jacoangeli, dove si scorge una figura femminile che lascia trapelare la sua intensa emotività davanti a quegli oggetti del desiderio. La mostra si chiude con una sezione dedicata ai manifesti e alla grafica pubblicitaria, in cui Napoli è tra i maggiori centri italiani. L’arte del cartellone pubblicitario diventa uno strumento di facile diffusione e propaganda adottato per le industrie sorte in quegli anni come, ad esempio, i Grandi Magazzini Mele situati nel Palazzo della Borghesia, il Chiosco Miccio e le fabbriche della Cirio. Saranno esposte opere di artisti di fama nazionale e internazionale, quali Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Vincenzo Migliaro, Pietro Scoppetta e tanti altri: manifesti pubblicitari, prime pagine de “Il Mattino” di Napoli, oltre a copertine realizzate dalle Arti Grafiche Ricordi o dall’Editore Bideri, celebre stampatore dei periodici musicali dedicati alla “Piedigrotta”, appuntamento rituale della canzone napoletana. 
 Alla fine dell’Ottocento si vive in Europa la stagione dell’Art Nouveau e il processo di sviluppo avviato dalle grandi Esposizioni nazionali e internazionali, insieme all’affermazione di una borghesia imprenditoriale, trasformano radicalmente le città italiane. La novità del nuovo stile – in Italia detto Liberty – contagia Napoli, città in via di rinnovamento che vuole lasciarsi alle spalle gli anni del colera. Leggi speciali che finanziano l’ampliamento urbano, il risorgimento economico e l’industrializzazione riscattano l’immagine della città: è la Belle Époque e un fiorire di progetti che rese Napoli una metropoli moderna e cosmopolita sin oltre la fine della Grande Guerra. 

Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano – via Toledo 185, Napoli

Collier  Manifattura Ascione 

Marcello Dudovich, E. & A. Mele manifesto pubblicitario carta cromolitografia
Leopoldo Metlicovitz, Ambito italiano, E. & A. Mele & C.i manifesto pubblicitario carta Cromolitografia

 Vincenzo Caprile, Elena del Montenegro principessa di Napoli

Ulisse Caputo, Figura di donna seduta

Vincenzo Migliaro, Seduzioni

Giuseppe De Curtis, Sogno a Venezia

Felice Casorati, Persone



Saverio Gatto, Lo scialle

Vincenzo Gemito, Ritratto di Paolo Ricci, Coll Mark Haukohl


Thursday, December 12, 2019

HIDETOSHI NAGASAWA.SOTTO IL CIELO E SOPRA LA TERRA

Napoli - Dal 12 dicembre 2019 al 10 marzo 2020 sarà aperta al pubblico la mostra Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra. Dopo l’installazione dello scorso anno di Uemon Ikeda, che con il suo fragile filo rosso creò una struttura aerea che ha avviluppato l’architettura dell’edificio, Palazzo Reale incontra nuovamente l’arte orientale con una mostra dedicata al grande artista giapponese Hidetoshi Nagasawa Scultore tra i più noti a livello internazionale, l’artista arrivò in Italia a ventisette anni, dove ha trascorso il resto della sua vita.
Nagasawa ha saputo far dialogare la cultura occidentale e quella orientale, fin da quel viaggio di iniziazione in bicicletta durato un anno e mezzo che intraprese nel 1966 dal Giappone all’Italia, attraverso l’Asia, la Turchia, passando per Brindisi, fino a Milano. L’esperienza del viaggio è stata per Nagasawa il fulcro artistico e filosofico delle sue creazioni e ponte tra culture. In una delle sue ultime e rare interviste l’artista ha dichiarato: “per capire una cultura ce ne vuole sempre un’altra”. L’esposizione porta all’attenzione del pubblico la capacità di Nagasawa di creare opere in perfetta armonia con il tutto, in cui l’idea di sospensione e il senso di galleggiamento nello spazio acquisiscono centralità. Il principio antigravitazionale è evidente nelle grandi sculture esposte: nella corte d’onore, il maestoso Pozzo nel cielo,1995-2014; Barca, 1983-1988  di ottone e carta si aggrappa alle pareti dello Scalone monumentale di accesso; il Groviglio di quanta, 2014  e Matteo Ricci, 2010, composta da otto elementi in marmo di Carrara e acciaio adagiati a terra sono opere in cui il ferro e il marmo creano un gioco di incastri apparentemente vacillanti. Le installazioni si appoggiano con improbabili equilibri, che abitano lo spazio con forza e leggerezza e in cui la solidità dei materiali e la geometria caotica delle forme si contrappongono agli spazi dell’edificio. In mostra anche una selezione di opere grafiche in cera e carboncino che configurano galassie e paesaggi, e riecheggiano dell’idea di uno spazio delimitato e concluso tipico dei giardini orientali.






Thursday, December 5, 2019

SANTIAGO CALATRAVA - NELLA LUCE DI NAPOLI

Napoli - Quattrocento opere – sculture, disegni, maquette - di una fra le menti creative più brillanti dei nostri giorni: arriva a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo. Spirito inquieto alla continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura (“un gioco armonioso di equilibrio dei volumi sotto la luce” nella definizione di Auguste Rodin nel suo libro Les Cathédrales de France, 1914).
La mostra a Capodimonte, divisa tra il secondo piano del Museo e l'edificio del Cellaio nel Real Bosco, sottolinea già nel titolo questo elemento: Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli (dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020), ma anche l'amore dell'artista per la città, culla e porto del Mediterraneo, crocevia di culture e civiltà differenti.
La mostra Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli offre una riflessione senza precedenti sui suoi 40 anni di carriera, svela la sua ricca produzione artistica attraverso una prospettiva e una chiave di lettura completamente nuova: la luce, componente fondamentale di ogni sua grande architettura. E proprio un innovativo progetto di lighting design renderà possibile una nuova narrazione di tutte le sfaccettature del suo lavoro esplorando nel dettaglio il suo audace uso dei materiali e dei colori, valorizzando le sue forme scultoree, approfondendo la ricerca pittorica e la produzione ceramica.

6 dicembre 2019-10 maggio 2020)
Museo e Real Bosco di Capodimonte














Friday, August 30, 2019

MUSEO CAPODIMONTE-LAVA, PORCELLANA E MUSICA

Apre il 21 settembre 2019 al Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, a cura di Sylvain Bellenger (21 settembre 2019 - 21 giugno 2020), promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, in collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, con la produzione e organizzazione della casa editrice Electa.
 Le 18 sale dell’Appartamento Reale, riproposte in una spettacolare e coinvolgente scenografia, ideata dall'artista Hubert le Gall come la regia di un’opera musicale, saranno il palcoscenico d'eccezione sul quale andranno in scena il Teatro di San Carlo e le porcellane di Capodimonte, con la musica, vero filo conduttore della mostra. L’allestimento racconterà la storia di Napoli capitale del Regno nel corso del Settecento e oltre, dagli anni di Carlo di Borbone a quelli di Ferdinando II, come una favola, con il susseguirsi di scene della vita quotidiana caratterizzate da estrema raffinatezza estetica e gioia esistenziale ma che hanno come sottofondo il passaggio del potere, i cambiamenti della storia, delle mode e dei gusti estetici. Il visitatore potrà immergersi in un mondo incantato e, grazie all'uso di cuffie dinamiche, potrà ascoltare le musiche (da Giovanni Pergolesi a Domenico Cimarosa, da Giovanni Pacini a Giovanni Paisiello, da Leonardo Leo a Niccolo Jommelli) selezionate per i vari temi artistici di ciascuna sala. L'esposizione conta oltre 1000 oggetti, di cui 600 porcellane delle Reali Fabbriche di Capodimonte e di Napoli, più di 100 costumi del Teatro di San Carlo con firme prestigiose (da Ungaro e Odette Nicoletti) strumenti musicali del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dipinti, oggetti d’arte e di arredo e animali tassidermizzati oggi conservati al Museo Zoologico di Napoli.
 La Parrucca
Foto Luciano Romano

Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte
Specchiera, 1750-1755 circa

Porcellana dipinta e dorata 

La natura
Foto Luciano Romano

Manifattura di Sèvres
Servizio da tavola decorato sul bordo bianco con ghirlanda di vite intervallata da tre coppe e tre lire; al centro, su fondo giallo, un tirso con edera, 1793-1803
(parte del servizio da tavola composto da 112 pezzi)

Porcellana dipinta e dorata
 Manifattura Reale di Berlino
 Coppia di vasi con paesaggi, ante 1824
 Porcellana dipinta e dorata


Il Vesuvio
Foto Luciano Romano

Real Fabbrica della Porcellana di Napoli e manifattura Poulard Prad
Il carro dell’Aurora, 1810 ca.
biscuit

Il gioco
Foto Luciano Romano

Martin Guillaume Biennais
Tavolo da gioco, 1802
Legno di mogano, bronzo dorato

Real Opificio delle pietre dure di Napoli (1737-1861), E. Bianchi, A. Solari
Tavolo con scacchiera, 1811- 1835
Legno pietrificato, lapislazzuli, bianco e giallo di Volterra, rosso di Cipro, alabastro orientale

 Domenico Vannotti
Tavolo da gioco, 1796 circa
Impiallacciato e intarsiato di legni esotici

La Parrucca
Foto Luciano Romano

Manifattura Poulard Prad
Quattro vasi ad anfora con menadi danzanti
Porcellana dipinta e dorata

Luigi Righetti, ignoto mosaicista romano
Tripode, 1815 ca.
Bronzo, bronzo dorato e patinato, mosaico di marmi e lapislazzuli

La Parrucca
Foto Luciano Romano

Manifattura imperiale di Vienna
Servizio da toletta con profili e silhouettes, pansé e nontiscordardimé, 1799-1801
Porcellana dipinta e dorata

Elisabeth Vigée-Lebrun
Ritratto della principessa Maria Cristina di Borbone, poi regina di Sardegna
1790 ca
Olio su tela

Artigiani reali (Nicola e Pietro Fiore e Antonio Pittarelli?), Napoli 1796-99
Divani e poltrone con schienale decorato da pannelli ovali raffiguranti menadi danzanti
Legno intagliato dipinto in bianco e oro, raso

Peter Dollond 
Telescopio equatoriale
ante 1787

Saturday, September 9, 2017

SIAMO ARRIVATI-ULTIMO WEEK END IN MOSTRA AL MADRE

Ultimo weekend per visitare al museo MADRE di Napoli SIAMO ARRIVATI, la prima mostra personale in un'istituzione pubblica italiana dell'artista Wade Guyton (Hammond, Indiana, 1972, residente a New york), a cura di Andrea Viliani.
 La mostra, inaugurata il 14 maggio scorso in occasione dell’inaugurazione della Biennale di Venezia, è stata definita da Linda Yablonsky, sulla storica rivista americana “ARTFORUM” (nella sua rubrica “Diary”), la più illuminante e la migliore mostra nella carriera dell’artista.
Le opere sono state realizzate appositamente per questa mostra durante un periodo di residenza a Napoli dell’artista e del suo team di lavoro, che ha trasformato il MADRE in un vero e proprio studio di lavoro, reinterpretando il classico tema storico-artistico dello “Studio d'artista” e il possibile richiamo alla tradizione del Viaggio in Italia o del Grand Tour. Da cui anche l’ironico e autoironico titolo plurale della mostra, SIAMO ARRIVATI, che cita lo slogan adottato da McDonald per la recente apertura dei suoi punti vendita a Napoli. Le opere, realizzate appositamente per questa mostra durante un periodo di residenza a Napoli dell’artista e del suo team di lavoro, che ha trasformato il MADRE in un vero e proprio studio di lavoro, reinterpretando il classico tema storico-artistico dello “Studio d'artista” e il possibile richiamo alla tradizione del Viaggio in Italia o del Grand Tour. Da cui anche l’ironico e autoironico titolo plurale della mostra, SIAMO ARRIVATI, che cita lo slogan adottato da McDonald per la recente apertura dei suoi punti vendita a Napoli.
Lunedì 11 settembre, in occasione dell'ultimo giorno della mostra, Andrea Villani, curatore della mostra, nonché direttore del Museo Madre, approfondirà con i partecipanti alcuni dettagli “dietro le quinte” della mostra, per esempio che cosa abbia significato questa residenza in Campania per Guyton e come le opere in mostra che ne sono scaturite rappresentino l’allegoria dell’iper-connessione digitale e globale, e di una città come Napoli e di una regione come la Campania - poste al centro del Mediterraneo e immerse quindi in millenarie ma sempre aggiornabili stratificazioni sociali, economiche, politiche e culturali.




Wednesday, July 19, 2017

VERSACE MAGNA GRECIA TRIBUTE-IL MIO ARTICOLO SULLA MOSTRA

La cultura ellenica fonte d'ispirazione per Gianni Versace, a 20 anni dalla sua morte una mostra al MANN mette a confronto le opere dello stilista con i reperti classici. Leggi il mio articolo su Ladyblitz:http://www.ladyblitz.it/moda/tributo-a-versace-una-mostra-al-man-1657971/

1994 - Emma S,, Nadja Auermann, Naomi Campbell Kate Moss, Eve Salvail,Shalom Harlow,Carla Bruni,Olga Pantushenkova,Christy Turlington,Linda Evangelista,Claudia Schiffer,Yasmeen Ghauri,Amber Valetta,Tricia Helfer,Helena Christensen












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