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Thursday, June 22, 2023

GAMeC | LE MOSTRE ESTIVE | RACHEL WHITEREAD e VIVIAN SUTER |

Le mostre personali di Rachel Whiteread e Vivian Suter e un nuovo appuntamento del ciclo La Collezione Impermanente aprono la stagione estiva della GAMeC, nell'anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura. 

RACHEL WHITEREAD ...AND THE ANIMALS WERE SOLD 
 23 giugno - 29 ottobre 2023 
A cura di Lorenzo Giusti e Sara Fumagalli La GAMeC torna ad abitare la prestigiosa sede del Palazzo della Ragione con una nuova mostra firmata Rachel Whiteread, artista inglese di fama internazionale che nell'anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura presenterà un'installazione inedita pensata in relazione alla città e in conversazione con l'architettura e la storia del Palazzo. 
 Da sempre interessata a quegli spazi che appartengono alla nostra vita quotidiana ma che vengono spesso dimenticati, Rachel Whiteread realizza per la Sala delle Capriate un'installazione ambientale composta da sessanta sedie, che costituiscono la materializzazione dello spazio vuoto compreso fra le gambe di due differenti modelli di sedute. Le sculture sono realizzate in diverse tipologie di pietre che si ritrovano nei materiali di costruzione sia del Palazzo della Ragione sia di Piazza Vecchia, come nel caso della pietra di Sarnico nella facciata del Palazzo della Ragione e del marmo di Zandobbio nella Fontana del Contarini, e che vengono tutt'ora estratte dalle cave del territorio bergamasco. L'artista ha voluto in questo modo creare una stretta relazione con il territorio e la sua storia, nonché con l'architettura stessa del luogo che ospita la mostra. Il titolo dell'installazione è evocativo sia della pandemia – le parole "And the Animals Were Sold (E gli animali furono venduti)" portano alla mente l'immagine dei mercati asiatici in cui si vendono animali di ogni sorta e che molti studiosi sostengono essere all'origine della mutazione del Coronavirus – sia di una qualsiasi conversazione di cui si possono cogliere quasi inavvertitamente alcune parole. 
 La mostra costituisce infatti per Whiteread la prima occasione di esprimersi artisticamente sull'esperienza drammatica e straniante della pandemia: l'esperienza che l'artista ha fatto in occasione della sua prima visita alla città l'ha colpita al punto che ha iniziato a pensare al suo intervento come legato agli eventi tristemente noti della diffusione incontrollata della pandemia a Bergamo. Le sessanta sedie evocano la presenza e insieme l'assenza di altrettante persone. Come per molte delle sue opere, infatti, anche il vuoto che si fa pieno di queste sculture "sta al posto di qualcosa d'altro": in questo caso, in particolare, di una persona o di una moltitudine di persone. Le differenti disposizioni studiate dall'artista rimandano all'obbligo del distanziamento sociale oppure, al contrario, a una prossimità ritrovata. Le sedute che compongono l'installazione costituiscono in definitiva un invito rivolto ai visitatori a sostare per animare la Sala delle Capriate e viverla come luogo di scambio e relazione, di vicinanza e condivisione. 






VIVIAN SUTER HOME 
 23 giugno - 24 settembre 2023 
A cura di Lorenzo Giusti Prima mostra personale in un museo italiano di Vivian Suter, Home raccoglie quasi 200 tele realizzate dall'artista nel corso di fasi diverse della propria produzione. Dagli inizi degli anni Ottanta, in seguito a un lungo viaggio nel Sud del mondo, Suter si è stabilita in Guatemala, sulle rive del lago Atitlán. Da allora il suo lavoro si è sviluppato attraverso uno scambio sempre più stretto con gli elementi dello straordinario contesto naturale e antropologico in cui la sua casa-studio di Panajachel si inserisce, tra comunità indigene, foreste pluviali e cime vulcaniche. 
 Aperte alle infinite possibilità del caso, le tele di Vivian Suter – sporcate dal vento, dalla pioggia, dal fango o dai piccoli organismi del bosco – raccontano l'intimo legame che le tiene unite alle forze vitali dell'ambiente da cui scaturiscono. 
La mostra alla GAMeC restituisce la dimensione visiva di questo connubio straordinario, la densità del sistema integrato di piante, persone, animali e relazioni alla base del lavoro di Vivian Suter. Una dimensione in cui arte e natura si innestano l'una nell'altra, senza soluzione di continuità. Al centro dello spazio espositivo, una struttura in legno evoca questa dimensione domestica, mentre le tele a essa sostenute, insieme a quelle distribuite sulle pareti della grande sala che le ospita – dipinte con gli stessi colori rosso porpora e verde acquamarina della casa dell'artista – simulano l'intreccio di forme, luci e colori caratteristica dell'ambiente in cui i lavori nascono e si trasformano. 
 Le opere selezionate per la mostra rendono conto dei diversi motivi pittorici sviluppati dall'artista nel corso degli ultimi anni. Quelle che a noi appaiono come forme astratte, come segni grafici colorati, sono per Vivian Suter elementi concreti del proprio quotidiano, scorci aperti sul paesaggio attorno alla sua casa di Panajachel.







Tuesday, January 31, 2023

SALTO NEL VUOTO - ARTE AL DI LA' DELLA MATERIA

Salto nel vuoto. Arte al di là della materia è il terzo e ultimo capitolo del progetto espositivo pluriennale ideato da Lorenzo Giusti per la GAMeC di Bergamo, dedicato all’indagine sulla materia nell’arte del XX e del XXI secolo. La mostra, a cura di Lorenzo Giusti e Domenico Quaranta, presenta i lavori di alcuni grandi protagonisti e protagoniste della storia dell’arte del XX secolo e pionieri dell’arte digitale insieme ad autrici e autori delle generazioni più recenti, grazie ai prestiti di importanti istituzioni internazionali e di collezioni private. 
 Nello specifico, Salto nel vuoto rivolge lo sguardo a quegli artisti e artiste che, in tempi diversi, hanno indagato la dimensione del vuoto negandola nella sostanza o identificandola quale mera dimensione ideale, o il cui lavoro si è rivelato in grado di riflettere i cambiamenti epocali nella percezione della dimensione materiale, introdotti dall’emergere dei paradigmi del software e dell’informatizzazione, così come dalla rivoluzione digitale e dalla sua sistematizzazione. 
 La mostra si articola in tre sezioni tematiche – Vuoto, Flusso e Simulazione – che inquadrano altrettante modalità di messa a fuoco, rappresentazione ed espressione dei principi della smaterializzazione, e si snoda in un percorso esperienziale che sollecita la percezione dello spettatore da un punto di vista visivo e corporeo. 
 Avviata nel 2018 con la mostra Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile e proseguita nel 2021 con Nulla è perduto. Arte e materia in trasformazione, Salto nel vuoto chiude la Trilogia della Materia esplorando il tema della smaterializzazione e creando un racconto trasversale che evidenzia le connessioni esistenti tra le indagini sul vuoto – intraprese dai primi movimenti dell’avanguardia storica e sviluppate dai gruppi sperimentali del secondo dopoguerra –, le ricerche sul flusso risalenti agli anni della prima informatizzazione e l’utilizzo di nuovi linguaggi e realtà simulate nell’epoca post-digitale. 

 ARTISTI IN MOSTRA Josef Albers, Agostino Bonalumi, Regina Cassolo Bracchi, Enrico Castellani, Dadamaino, Jean Degottex, Aleksandra Domanović, Ann Veronica Janssens, Yayoi Kusama, Francesco Lo Savio, Scott Lyall, Fabio Mauri, Aiko Miyawaki, Andrés Ramírez Gaviria, Antoine Schmitt, Gerhard von Graevenitz. Carla Accardi, Cory Arcangel, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Maurizio Bolognini, Paolo Cirio, John F. Simon Jr., Channa Horwitz, Ryoji Ikeda, Vladan Joler, František Kupka, Sol LeWitt, Mark Lombardi, Agnes Martin, Eva e Franco Mattes, Vera Molnár, Roman Opałka, Trevor Paglen, Pablo Picasso, Casey Reas, Evan Roth, Lillian F. Schwartz, Hito Steyerl, Addie Wagenknecht. Arte Programmata 1962: Gruppo T [Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco] Gruppo N [Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi], Getulio Alviani, Enzo Mari, Bruno Munari. Fluxus [Nanni Balestrini, John Cage, Robert Filliou, Alison Knowles, Yoko Ono, Nam June Paik, Mieko Shiomi]. Rebecca Allen, Gazira Babeli, Petra Cortright, Constant Dullaart, Richard Estes, John Gerrard, Elisa Giardina Papa, Duane Hanson, Lynn Hershman Leeson, Agnieszka Kurant, JODI, René Magritte, MSHR, Katja Novitskova, Seth Price, Jon Rafman, Rachel Rossin, Manuel Rossner, Jeffrey Shaw, Timur Si-Qin, Ai Weiwei.

GAMeC, Bergamo

3 febbraio - 28 maggio 2023

Magritte-Le grand siécle, 1954
Petra Cortright
Calendario colombia cameron diaz naked sandra bullock Anna Kornikova Pamela Anderson candy roxxx, 2021
Estes-Storefront Reflections Miami, 1969
Ph. A. Maniscalco.
Kurant_Errorism, 2021
Kusama - Original Infinity Nets, 2000
Ph. A. Maniscalco.jpg 
Picasso-La bouteille de Bass, 1912-1914
Museo del Novecento, Milano
Rossin - Fat nuisance (forgetting), 2020
Ph. V. Renner.jp

Wednesday, January 4, 2023

GAMeC -PROGRAMMA 2023

Con un ricco programma interdisciplinare, sviluppato all'interno e all'esterno della Galleria, e nuove o rinnovate collaborazioni, nel 2023 la GAMeC di Bergamo tornerà ad approfondire alcune fondamentali tematiche del nostro tempo – la conservazione delle memorie, la smaterializzazione dei processi, la decolonizzazione delle narrazioni, la svolta ecologica – attraverso i linguaggi della pittura, della scultura, del cinema sperimentale, del design e della performance. 
 Nell'anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, la programmazione del museo si aprirà a febbraio con Salto nel vuoto. Arte al di là della materia, terzo e ultimo capitolo della Trilogia della Materia, dedicato al tema della smaterializzazione. Seguiranno in estate la prima mostra personale in un museo italiano dell'artista di origini svizzero-argentine Vivian Suter, l'intervento site-specific per il Palazzo della Ragione dell'artista britannica Rachel Whiteread e un nuovo episodio del ciclo La Collezione Impermanente. In autunno, mentre le sale del museo saranno abitate dalla performer italiana Chiara Bersani, verranno presentati i progetti dell'artista argentino Tomás Saraceno dedicato a Giovanni Francia – in collaborazione con Fondazione Meru-Medolago Ruggeri per la ricerca biomedica – e dell'artista e regista libanese Ali Cherri, in collaborazione con Fondazione In Between Art Film. 

SALTO NEL VUOTO - ARTE AL DI LA' DELLA MATERIA (3 febbraio-28 maggio)
Terza e ultima mostra del ciclo "La Trilogia della materia", Salto nel vuoto esplorerà il tema della smaterializzazione connettendo le ricerche sul vuoto avviate dai primi movimenti dell'avanguardia storica con le indagini sul flusso cominciate negli anni della prima informatizzazione e proseguite nell'epoca post-digitale attraverso l'utilizzo di nuovi linguaggi e realtà simulate. La mostra, a cura di Lorenzo Giusti e Domenico Quaranta, è articolata in tre sezioni tematiche che inquadrano altrettante modalità di messa a fuoco, rappresentazione ed espressione dei principi della smaterializzazione. La prima sarà dedicata alla rappresentazione del Vuoto come spazio immateriale, e accoglierà una serie di lavori di artiste e artisti che, in tempi diversi, hanno operato, soprattutto in pittura, attraverso i principi della riduzione estrema, del minimo contrasto e dell'impercettibile, raccontando il vuoto come una dimensione immaginativa, ideale o concettuale. La sezione Flusso presenterà una selezione di opere di epoche diverse, dalle avanguardie ai giorni nostri, testimoni del radicale impatto dell'informatizzazione e delle reti digitali sulla percezione della realtà materiale. La sezione Simulazione si concentrerà infine sullo snodo tra reale e virtuale, in un percorso che presenterà lavori pionieristici e opere recenti; porrà in dialogo opere che indagano criticamente l'impatto delle simulazioni sulla nostra percezione della realtà concreta con altre che, attraverso il mezzo pittorico, ne amplificano la percezione creando potenti illusioni visive. In mostra opere di alcuni grandi protagonisti della storia dell'arte del XX secolo e pionieri dell'arte digitale, insieme ad autrici e autori delle generazioni più recenti. Carla Accardi, Josef Albers, Rebecca Allen, Cory Arcangel, Arte Programmata 1962, Gazira Babeli, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Maurizio Bolognini, Agostino Bonalumi, Regina Cassolo Bracchi, Enrico Castellani, Paolo Cirio, Petra Cortright, Dadamaino, Jean Degottex, Aleksandra Domanović, Constant Dullaart, Richard Estes, Fluxus, John Gerrard, Elisa Giardina Papa, Duane Hanson, Lynn Hershman Leeson, Channa Horwitz, Ryoji Ikeda, Ann Veronica Janssens, JODI, John F. Simon Jr., Vladan Joler, František Kupka, Agnieszka Kurant, Yayoi Kusama, Sol LeWitt, Mark Lombardi, Francesco Lo Savio, Scott Lyall, René Magritte, Fabio Mauri, Agnes Martin, Eva e Franco Mattes, Aiko Miyawaki, Vera Molnár, MSHR, Katja Novitskova, Roman Opałka, Trevor Paglen, Pablo Picasso, Seth Price, Jon Rafman, Andrés Ramírez Gaviria, Casey Reas, Rachel Rossin, Manuel Rossner, Evan Roth, Robert Ryman, Antoine Schmitt, Lillian Schwartz, Jeffrey Shaw, Timur Si-Qin, Hito Steyerl, James Turrell, Gerhard von Graevenitz, Addie Wagenknecht, Ai Weiwei.




RACHEL WHITEREAD ...AND THE ANIMALS WERE SOLD 23 giugno - 29 ottobre 2023 Artista inglese tra le più celebrate della sua generazione, per la mostra a Palazzo della Ragione– a cura di Sara Fumagalli e Lorenzo Giusti – Rachel Whiteread (1963) realizzerà un gruppo di nuove sculture ispirate dal contesto architettonico, creando un ponte tra epoche diverse, tra storia materiale e cultura attuale delle forme. L'intervento prevede la produzione di trenta nuovi lavori per la realizzazione dei quali l'artista ricorrerà ad alcune pietre locali, Le forme create corrispondono allo spazio vuoto interno alle gambe di alcune sedie; una scelta che interroga sui temi del vuoto e dell'assenza. VIVIAN SUTER HOME 23 giugno - 24 settembre 2023 Le opere dell'artista Vivian Suter (1949) raccontano l'intimo legame che le tiene unite alle forze vitali dell'ambiente in cui sono nate. Trasferitasi all'età di trentacinque anni in Guatemala, dopo essersi formata a Basilea, a partire dal 2005, quando gran parte dei suoi lavori sono stati sommersi in occasione del passaggio dell'uragano Stan, l'artista ha aperto ulteriormente la propria ricerca alle infinite possibilità del caso, accettando la metamorfosi come elemento essenziale, fondativo, dell'arte e della pittura. LA COLLEZIONE IMPERMANENTE #4 23 giugno - 24 settembre 2023 La Collezione Impermanente è una piattaforma di ricerca, espositiva e laboratoriale che dal 2018 mette in risalto la natura ibrida della Collezione della GAMeC, riflettendo sul suo carattere dinamico e a tratti contraddittorio. CHIARA BERSANI DESERTERS (DISERTORI) Luglio - Dicembre 2023 Deserters (Disertori) è una live installation di Chiara Bersani (1984), progetto vincitore dell'undicesima edizione di Italian Council, il programma di promozione internazionale dell'arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. TOMÁS SARACENO + GIOVANNI FRANCIA SOLAR CITY Ottobre 2023 - Gennaio 2024 n autunno sarà presentato negli spazi della Galleria un progetto speciale dell'artista argentino Tomás Saraceno (1973), in occasione delle celebrazioni del decennale della Fondazione Meru - Medolago Ruggeri per la ricerca biomedica, che produrrà l'opera in collaborazione con GAMeC e BergamoScienza. La mostra, a cura di Anna Daneri e Carlo Antonelli, darà forma al dialogo tra l'artista e il fisico e matematico Giovanni Francia, pioniere negli studi e nelle applicazioni dell'energia solare. ALI CHERRI Ottobre 2023 - Gennaio 2024 In occasione della sua prima mostra personale in un'istituzione italiana, a cura di Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, l'artista e regista libanese Ali Cherri (1976) presenterà in anteprima una nuova video installazione commissionata e prodotta dalla Fondazione In Between Art Film.

Wednesday, April 7, 2021

GAMeC - REGINA. DELLA SCULTURA

Bergamo-In attesa della riapertura, la GAMeC di Bergamo annuncia la prima retrospettiva in un museo italiano dedicata a Regina Cassolo Bracchi, in arte Regina (21 maggio 1894 - 14 settembre 1974), una delle figure più affascinanti, innovative e ancora oggi meno note del panorama artistico europeo del Novecento. La mostra, a cura di Chiara Gatti e Lorenzo Giusti, nasce dall’acquisizione da parte della GAMeC e del Centre Pompidou di Parigi di un importante nucleo di opere dell’artista e mira ad analizzare – dagli esordi negli anni Venti fino ai primi anni Settanta – la riflessione formale di una personalità unica, rimasta a torto ai margini della storia e riscoperta adesso quale figura complessa, sperimentatrice, versatile e poetica. Regina è stata la prima donna dell’avanguardia italiana a dedicarsi interamente alla scultura, di cui ha riletto i linguaggi in direzione audace e sperimentale, piegando la ricerca accademica e naturalistica all’uso di materiali inediti. Alluminio, filo di ferro, latta, stagno, carta vetrata sono stati i mezzi privilegiati di una continua e inesausta indagine compositiva ed espressiva che ha abbracciato inizialmente i modi del Futurismo (firma nel 1934 il Manifesto tecnico dell’aeroplastica futurista) e poi quelli del MAC, il Movimento arte concreta (1948), a cui Regina si avvicina nel 1951 grazie a Bruno Munari. La leggerezza dei materiali, il dinamismo delle forme, un linguaggio fatto di sintesi geometrica e astrazioni liriche animano il suo lavoro, accanto a una pratica quotidiana, volitiva e rigorosa. Duecentocinquanta opere – tra sculture, mobiles, disegni, cartamodelli e taccuini – ci guidano in un percorso che si sviluppa per temi ed epoche, intrecciando i contatti con i movimenti dell’avanguardia e le vicende biografiche, dal Ventennio al boom del dopoguerra. Gli anni di adesione al Futurismo, durante i quali Regina partecipa a tutte le Biennali di Venezia e alle Quadriennali romane, sono caratterizzati da opere in cui memorie di un mondo meccanico alla Depero si mescolano con le compenetrazioni spaziali di Archipenko e dove l’alluminio piegato libera le forme dai vincoli dei volumi della scultura tradizionale. In questo processo di creazione e montaggio di opere trasognate, la carta diviene lo strumento imprescindibile di ogni analisi preliminare. Modelli puntati con spilli, secondo una pratica sartoriale applicata alla vocazione aerea delle sue figure, le servono per sagomare il metallo senza incertezze, con energia e dolcezza. Come in un gigantesco erbario, la sezione dedicata ai disegni dei fiori di campo e ai gessi degli anni Quaranta mostra una sequenza serrata, fiabesca e allo stesso tempo scientifica di studi sulla vegetazione spontanea, ritratta su centinaia di fogli sparsi, come un diario quotidiano di osservazione del mondo naturale, presto modificato nelle linee essenziali del suo astrattismo maturo. La stagione del MAC allinea cerchi, ellissi, giochi di triangoli o losanghe issati con grazia ed equilibrio in composizioni mobili, vibranti, spesso realizzate in Plexiglas; sintesi estrema di motivi tratti dal regno selvatico, declinati secondo le regole costruttive della natura. Le suggestioni spaziali diffuse nella Milano degli anni Cinquanta si rivelano in opere che tradiscono il miraggio della corsa alla luna, sintetizzato da Regina in traiettorie di segni nel vuoto, combinazione ideale fra le linee-forza di matrice futurista e lo spazialismo di Fontana.
Regina_Aerosensibilità, 1935
Foto DSL Studio

Regina_Danzatrice, 1930 
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Regina_Modello per scultura mobile, anni ‘60 
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Regina_Omaggio a Charles P. Conrad e Alan Bean, 1970
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Regina_Piccola italiana, 1930-35 
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Regina_Scultura multicolore cerchi e fili, 1968 
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Regina_Struttura, 1950
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Regina_Ritratto di Regina contenuto in un taccuino dell’artista, s.d.
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