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Saturday, October 7, 2023

ANTONELLO GHEZZI. Terra Cielo Iperuranio

Dopo il successo riscosso nei musei internazionali, da Madrid a Beirut, da New York ad Atene, il duo artistico Antonello Ghezzi approda al CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia con la mostra Terra Cielo Iperuranio, curata da Eleonora Acerbi con un testo critico di Cesare Biasini Selvaggi.

Al piano zero del Museo, dal 7 ottobre 2023 al 14 gennaio 2024, sarà esposta una quindicina di opere, rappresentative di un percorso focalizzato sulla leggerezza e sulla magia, capace di abbracciare l’infinitezza dell’universo e l’intimità delle relazioni umane, che Nadia Antonello (Cittadella, 1985) e Paolo Ghezzi (Bologna, 1980) hanno deciso di intraprendere insieme a partire dal 2009.

La mostra sarà inaugurata sabato 7 ottobre alle ore 18.00, in occasione della diciannovesima edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

Il percorso espositivo, ideato dagli artisti stessi, suddivide le opere su tre livelli – TerraCielo Iperuranio – secondo un itinerario non necessariamente cronologico, ma tematico, che si propone di accompagnare il visitatore in un viaggio di scoperta, per potenziare il pensiero e allenare l’immaginazione.

La prima sala corrisponde alla Terra, il luogo delle relazioni, dove trovano posto i primi grandi progetti di Antonello Ghezzi. Si potranno abbattere muri con bolle di sapone, il modo meno violento che esista, attraverso l’opera Blow against the walls. Si potrà interrogare l’oracolo con T’Oracolo, un progetto nato nel 2010 che ha visto mutare continuamente la sua forma, tenendo tuttavia invariato il meccanismo per il quale «io T'Oracolo e tu sarai l’oracolo per qualcun altro». Un’opera semplice, fatta di fogliettini e di sole domande, carica però di tensioni universali che spingono gli uomini a capirsi gli uni con gli altri. Sarà inoltre esposta l’installazione Attesa dell'amore, un grande specchio che alla fine dell’Ottocento decorava la sala d’aspetto della stazione di Pistoia e che, passando dal laboratorio del duo grazie all’interessamento della Galleria Vannucci Arte Moderna e Contemporanea di Pistoia, ha visto incisa e illuminata la scritta che dà il titolo all’opera: un invito a specchiarsi e a leggersi nell’attesa dell’amore, chiave di volta della prima sala. 

Apermettere il passaggio al secondo livello, una delle opere più importanti per gli inizi della carriera di Antonello Ghezzi: La porta che si apre col sorriso. L’installazione, situata quasi al centro della stanza, ma posta in corrispondenza dei varchi verso il Cielo l’Iperuranio, permette a chiunque di passare lateralmente; attraversarla però porta in un’altra dimensione e il sorriso è l’unica chiave di accesso.

La seconda sala, dedicata al Cielo, tenta di far alzare i piedi da Terra, ancora solo leggermente. Alcune bandiere appese, che riproducono la Via Lattea, incorniciano un piccolo ufficio immaginario, dove si potrà firmare la propria Cittadinanza della Via Lattea. Un’opera politica che ricorda al visitatore quanto la vastità dell’universo possa esserun’opportunità per il genere umano, per guardare le stelle e capire chi si voglia realmente essere. L’opera Legare la terra al cielo presenta una stampa fotografica su specchio retro-incisa, nella quale si intravede una performance avvenuta nel 2021 tra campi e colline immerse nel buio. Dei sottilissimi fili fluttuavano alzati da grappoli di palloncini e si illuminavano fiocamente, portando le persone alle stelle. E se di notte ci sono le stelle, di giorno si formano le nuvole. Le nuvole sono per Antonello Ghezzi una metafora che parla di leggerezza, di speranza e di un altrove immaginifico. Un’intera parete espone, dunque, le nuvole che gli artisti hanno realizzato esplorando supporti diversi, dalla carta, allo specchio, al marmo. Rafforza questo concetto la Scala per andare a prendere le nuvole, fatta di legno almeno nella sua parte più terrena, ma che presto si tramuta in inchiostro blu, fino a raggiungere una nuvola dello stesso colore. A fare da ponte per la terza sala è una grande installazione posta davanti alla porta di accesso, al centro della sala: Alla Luna è un tapis roulant che all’inizio del suo percorso aveva sul suo display la cifra 384.400 Km, ovvero la distanza che separa l’uomo dalla Luna. Solo mettendo insieme i passi di tutti, in una missione collettiva, si potrà raggiungerla.

La terza sala è dedicata all’Iperuranio. Già da lontano, nelle altre stanze, si vedeva un grande cielo stellato. L’opera, intitolata 27 06 1980 20:59, proviene dal Museo per la Memoria di Ustica e riproduce la mappa esatta di come erano le stelle nel giorno della tragedia. In alto nella sala è appeso un grande semaforo che emette luce blu. Uscito da una favola di Gianni Rodari, il semaforo dà il Via libera per volare. Domina lo spazio un’altana tutta blu sopra alla quale è posto uno scrittoio e la sua sedia. Si tratta dell'installazione Al di sopra del rumore di fondo ed è un luogo estrapolato da una fiaba inventata dagli artisti per Villa Rospigliosi di Prato, dove un tempo vivevano dei pirati artisti. L’ultima opera che si vede uscendo dalla sala è un’installazione realizzata a partire da una fotografia della NASA, esposta al CAMeC grazie alla disponibilità di Fabio Gori e Virginia Fabrizi, che offre una possibile chiave di interpretazione dell’intera mostra. Un paesaggio al tramonto piuttosto buio, nel quale è possibile tuttavia scorgere un puntino luminoso. Il titolo, Autoritratto, rivela l’intento e il senso dell’immagine: la Terra vista da Marte, ovvero gli uomini visti solo da un po’ più lontano.

Nel bagno al piano zero del Centro vi è traccia di Toilet Project, progetto che inaugurò la collaborazione tra Nadia Antonello e Paolo Ghezzi, interessati ad invadere garbatamente i bagni delle fiere d’arte e giocare con umorismo su una domanda che qualche volta gli artisti si pongono: Cosa è arte?

Costeggia il lungo corridoio all’esterno delle sale l’opera Stringere lo spazio di me e te: innumerevoli sculture di ceramica sono appese e creano uno sciame scintillante di forme e colori. Ogni forma è stata creata grazie a due persone che si sono strette la mano intorno ad un pezzo di argilla. I visitatori potranno prendere parte a questa performance dando vita ad una pietra preziosa che rivelerà l’invisibile.

 In uno spazio per sua natura sopraelevato, l’interpiano che porta alle terrazze del Museo, c’è uno strano scrittoio. È composto da uno specchio con la scritta Scrivimi e da un piano sul quale è poggiato tutto l’occorrente per scrivere ed inviare lettere d’amore: la carta, la busta, la penna e il francobollo. Con Scrivimi, non resta che abbandonarsi ad un po’ di romanticismo.

Sulla terrazza del CAMeC è allestita l’ultima installazione del duo: La sedia del giudice, che richiama la tipica seduta sopraelevata utilizzata dall’arbitro di tennis, se non fosse che i posti a sedere sono due anziché uno. L’opera si è prestata in passato a diverse performance che hanno coinvolto il pubblico in dibattiti e riflessioni filosofiche, indagando le (almeno) due verità che sempre ci sono. «Al culmine di questa mostra, operazione già di per sé nata da due artisti e non da uno solo – spiegano Nadia Antonello e Paolo Ghezzi – l’opera ci invita forse a ritornare con la mente al nostro viaggio, considerando di nuovo l’altro da noi, dove la relazione umana ci ha accompagnati e presi per mano per volare sempre più in alto, mai da soli, sempre con qualcuno o qualcosa che restituiva il nostro sguardo».







Tuesday, January 31, 2023

SALTO NEL VUOTO - ARTE AL DI LA' DELLA MATERIA

Salto nel vuoto. Arte al di là della materia è il terzo e ultimo capitolo del progetto espositivo pluriennale ideato da Lorenzo Giusti per la GAMeC di Bergamo, dedicato all’indagine sulla materia nell’arte del XX e del XXI secolo. La mostra, a cura di Lorenzo Giusti e Domenico Quaranta, presenta i lavori di alcuni grandi protagonisti e protagoniste della storia dell’arte del XX secolo e pionieri dell’arte digitale insieme ad autrici e autori delle generazioni più recenti, grazie ai prestiti di importanti istituzioni internazionali e di collezioni private. 
 Nello specifico, Salto nel vuoto rivolge lo sguardo a quegli artisti e artiste che, in tempi diversi, hanno indagato la dimensione del vuoto negandola nella sostanza o identificandola quale mera dimensione ideale, o il cui lavoro si è rivelato in grado di riflettere i cambiamenti epocali nella percezione della dimensione materiale, introdotti dall’emergere dei paradigmi del software e dell’informatizzazione, così come dalla rivoluzione digitale e dalla sua sistematizzazione. 
 La mostra si articola in tre sezioni tematiche – Vuoto, Flusso e Simulazione – che inquadrano altrettante modalità di messa a fuoco, rappresentazione ed espressione dei principi della smaterializzazione, e si snoda in un percorso esperienziale che sollecita la percezione dello spettatore da un punto di vista visivo e corporeo. 
 Avviata nel 2018 con la mostra Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile e proseguita nel 2021 con Nulla è perduto. Arte e materia in trasformazione, Salto nel vuoto chiude la Trilogia della Materia esplorando il tema della smaterializzazione e creando un racconto trasversale che evidenzia le connessioni esistenti tra le indagini sul vuoto – intraprese dai primi movimenti dell’avanguardia storica e sviluppate dai gruppi sperimentali del secondo dopoguerra –, le ricerche sul flusso risalenti agli anni della prima informatizzazione e l’utilizzo di nuovi linguaggi e realtà simulate nell’epoca post-digitale. 

 ARTISTI IN MOSTRA Josef Albers, Agostino Bonalumi, Regina Cassolo Bracchi, Enrico Castellani, Dadamaino, Jean Degottex, Aleksandra Domanović, Ann Veronica Janssens, Yayoi Kusama, Francesco Lo Savio, Scott Lyall, Fabio Mauri, Aiko Miyawaki, Andrés Ramírez Gaviria, Antoine Schmitt, Gerhard von Graevenitz. Carla Accardi, Cory Arcangel, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Maurizio Bolognini, Paolo Cirio, John F. Simon Jr., Channa Horwitz, Ryoji Ikeda, Vladan Joler, František Kupka, Sol LeWitt, Mark Lombardi, Agnes Martin, Eva e Franco Mattes, Vera Molnár, Roman Opałka, Trevor Paglen, Pablo Picasso, Casey Reas, Evan Roth, Lillian F. Schwartz, Hito Steyerl, Addie Wagenknecht. Arte Programmata 1962: Gruppo T [Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco] Gruppo N [Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi], Getulio Alviani, Enzo Mari, Bruno Munari. Fluxus [Nanni Balestrini, John Cage, Robert Filliou, Alison Knowles, Yoko Ono, Nam June Paik, Mieko Shiomi]. Rebecca Allen, Gazira Babeli, Petra Cortright, Constant Dullaart, Richard Estes, John Gerrard, Elisa Giardina Papa, Duane Hanson, Lynn Hershman Leeson, Agnieszka Kurant, JODI, René Magritte, MSHR, Katja Novitskova, Seth Price, Jon Rafman, Rachel Rossin, Manuel Rossner, Jeffrey Shaw, Timur Si-Qin, Ai Weiwei.

GAMeC, Bergamo

3 febbraio - 28 maggio 2023

Magritte-Le grand siécle, 1954
Petra Cortright
Calendario colombia cameron diaz naked sandra bullock Anna Kornikova Pamela Anderson candy roxxx, 2021
Estes-Storefront Reflections Miami, 1969
Ph. A. Maniscalco.
Kurant_Errorism, 2021
Kusama - Original Infinity Nets, 2000
Ph. A. Maniscalco.jpg 
Picasso-La bouteille de Bass, 1912-1914
Museo del Novecento, Milano
Rossin - Fat nuisance (forgetting), 2020
Ph. V. Renner.jp

Wednesday, January 4, 2023

GAMeC -PROGRAMMA 2023

Con un ricco programma interdisciplinare, sviluppato all'interno e all'esterno della Galleria, e nuove o rinnovate collaborazioni, nel 2023 la GAMeC di Bergamo tornerà ad approfondire alcune fondamentali tematiche del nostro tempo – la conservazione delle memorie, la smaterializzazione dei processi, la decolonizzazione delle narrazioni, la svolta ecologica – attraverso i linguaggi della pittura, della scultura, del cinema sperimentale, del design e della performance. 
 Nell'anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, la programmazione del museo si aprirà a febbraio con Salto nel vuoto. Arte al di là della materia, terzo e ultimo capitolo della Trilogia della Materia, dedicato al tema della smaterializzazione. Seguiranno in estate la prima mostra personale in un museo italiano dell'artista di origini svizzero-argentine Vivian Suter, l'intervento site-specific per il Palazzo della Ragione dell'artista britannica Rachel Whiteread e un nuovo episodio del ciclo La Collezione Impermanente. In autunno, mentre le sale del museo saranno abitate dalla performer italiana Chiara Bersani, verranno presentati i progetti dell'artista argentino Tomás Saraceno dedicato a Giovanni Francia – in collaborazione con Fondazione Meru-Medolago Ruggeri per la ricerca biomedica – e dell'artista e regista libanese Ali Cherri, in collaborazione con Fondazione In Between Art Film. 

SALTO NEL VUOTO - ARTE AL DI LA' DELLA MATERIA (3 febbraio-28 maggio)
Terza e ultima mostra del ciclo "La Trilogia della materia", Salto nel vuoto esplorerà il tema della smaterializzazione connettendo le ricerche sul vuoto avviate dai primi movimenti dell'avanguardia storica con le indagini sul flusso cominciate negli anni della prima informatizzazione e proseguite nell'epoca post-digitale attraverso l'utilizzo di nuovi linguaggi e realtà simulate. La mostra, a cura di Lorenzo Giusti e Domenico Quaranta, è articolata in tre sezioni tematiche che inquadrano altrettante modalità di messa a fuoco, rappresentazione ed espressione dei principi della smaterializzazione. La prima sarà dedicata alla rappresentazione del Vuoto come spazio immateriale, e accoglierà una serie di lavori di artiste e artisti che, in tempi diversi, hanno operato, soprattutto in pittura, attraverso i principi della riduzione estrema, del minimo contrasto e dell'impercettibile, raccontando il vuoto come una dimensione immaginativa, ideale o concettuale. La sezione Flusso presenterà una selezione di opere di epoche diverse, dalle avanguardie ai giorni nostri, testimoni del radicale impatto dell'informatizzazione e delle reti digitali sulla percezione della realtà materiale. La sezione Simulazione si concentrerà infine sullo snodo tra reale e virtuale, in un percorso che presenterà lavori pionieristici e opere recenti; porrà in dialogo opere che indagano criticamente l'impatto delle simulazioni sulla nostra percezione della realtà concreta con altre che, attraverso il mezzo pittorico, ne amplificano la percezione creando potenti illusioni visive. In mostra opere di alcuni grandi protagonisti della storia dell'arte del XX secolo e pionieri dell'arte digitale, insieme ad autrici e autori delle generazioni più recenti. Carla Accardi, Josef Albers, Rebecca Allen, Cory Arcangel, Arte Programmata 1962, Gazira Babeli, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Maurizio Bolognini, Agostino Bonalumi, Regina Cassolo Bracchi, Enrico Castellani, Paolo Cirio, Petra Cortright, Dadamaino, Jean Degottex, Aleksandra Domanović, Constant Dullaart, Richard Estes, Fluxus, John Gerrard, Elisa Giardina Papa, Duane Hanson, Lynn Hershman Leeson, Channa Horwitz, Ryoji Ikeda, Ann Veronica Janssens, JODI, John F. Simon Jr., Vladan Joler, František Kupka, Agnieszka Kurant, Yayoi Kusama, Sol LeWitt, Mark Lombardi, Francesco Lo Savio, Scott Lyall, René Magritte, Fabio Mauri, Agnes Martin, Eva e Franco Mattes, Aiko Miyawaki, Vera Molnár, MSHR, Katja Novitskova, Roman Opałka, Trevor Paglen, Pablo Picasso, Seth Price, Jon Rafman, Andrés Ramírez Gaviria, Casey Reas, Rachel Rossin, Manuel Rossner, Evan Roth, Robert Ryman, Antoine Schmitt, Lillian Schwartz, Jeffrey Shaw, Timur Si-Qin, Hito Steyerl, James Turrell, Gerhard von Graevenitz, Addie Wagenknecht, Ai Weiwei.




RACHEL WHITEREAD ...AND THE ANIMALS WERE SOLD 23 giugno - 29 ottobre 2023 Artista inglese tra le più celebrate della sua generazione, per la mostra a Palazzo della Ragione– a cura di Sara Fumagalli e Lorenzo Giusti – Rachel Whiteread (1963) realizzerà un gruppo di nuove sculture ispirate dal contesto architettonico, creando un ponte tra epoche diverse, tra storia materiale e cultura attuale delle forme. L'intervento prevede la produzione di trenta nuovi lavori per la realizzazione dei quali l'artista ricorrerà ad alcune pietre locali, Le forme create corrispondono allo spazio vuoto interno alle gambe di alcune sedie; una scelta che interroga sui temi del vuoto e dell'assenza. VIVIAN SUTER HOME 23 giugno - 24 settembre 2023 Le opere dell'artista Vivian Suter (1949) raccontano l'intimo legame che le tiene unite alle forze vitali dell'ambiente in cui sono nate. Trasferitasi all'età di trentacinque anni in Guatemala, dopo essersi formata a Basilea, a partire dal 2005, quando gran parte dei suoi lavori sono stati sommersi in occasione del passaggio dell'uragano Stan, l'artista ha aperto ulteriormente la propria ricerca alle infinite possibilità del caso, accettando la metamorfosi come elemento essenziale, fondativo, dell'arte e della pittura. LA COLLEZIONE IMPERMANENTE #4 23 giugno - 24 settembre 2023 La Collezione Impermanente è una piattaforma di ricerca, espositiva e laboratoriale che dal 2018 mette in risalto la natura ibrida della Collezione della GAMeC, riflettendo sul suo carattere dinamico e a tratti contraddittorio. CHIARA BERSANI DESERTERS (DISERTORI) Luglio - Dicembre 2023 Deserters (Disertori) è una live installation di Chiara Bersani (1984), progetto vincitore dell'undicesima edizione di Italian Council, il programma di promozione internazionale dell'arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. TOMÁS SARACENO + GIOVANNI FRANCIA SOLAR CITY Ottobre 2023 - Gennaio 2024 n autunno sarà presentato negli spazi della Galleria un progetto speciale dell'artista argentino Tomás Saraceno (1973), in occasione delle celebrazioni del decennale della Fondazione Meru - Medolago Ruggeri per la ricerca biomedica, che produrrà l'opera in collaborazione con GAMeC e BergamoScienza. La mostra, a cura di Anna Daneri e Carlo Antonelli, darà forma al dialogo tra l'artista e il fisico e matematico Giovanni Francia, pioniere negli studi e nelle applicazioni dell'energia solare. ALI CHERRI Ottobre 2023 - Gennaio 2024 In occasione della sua prima mostra personale in un'istituzione italiana, a cura di Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, l'artista e regista libanese Ali Cherri (1976) presenterà in anteprima una nuova video installazione commissionata e prodotta dalla Fondazione In Between Art Film.

Thursday, October 21, 2021

NULLA E' PERDUTO - ARTE E MATERIA IN TRASFORMAZIONE

Alla GAMeC di Bergamo il secondo capitolo della Trilogia della Materia​:Nulla è perduto. 
Arte e materia in trasformazione, a cura di Anna Daneri e Lorenzo Giusti. il progetto espositivo pluriennale inaugurato nell'ottobre 2018 con la mostra Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile, la mostra rivolge lo sguardo al lavoro di artiste e artisti che, in momenti diversi, hanno indagato le trasformazioni della materia traendo ispirazione dalla vita degli elementi per sviluppare una riflessione sulla realtà delle cose, sul mutamento e sul tempo. "Rien ne se perd (nulla si perde)" è l'incipit della celebre massima attribuita a Lavoisier con la quale il chimico francese spiegava il senso generale della sua legge della conservazione della massa, la quale affermava che, nel corso di una reazione chimica, la somma delle masse dei reagenti è uguale alla somma delle masse dei prodotti. La materia, in altre parole, non si crea e non si distrugge. Da questo principio fondamentale sarebbero scaturite alcune idee chiave per la modernità, che avrebbero portato poi alla definizione della teoria della relatività, all'individuazione di una sostanziale equivalenza tra massa ed energia e quindi alla convinzione, raccontata da scienziati, artisti, filosofi, di una materia sempre viva, sempre presente, e di un mondo in continua trasformazione. Nulla è perduto. Arte e materia in trasformazione occupa interamente gli spazi della GAMeC sviluppando un percorso di forte impatto sensoriale, data la natura materica e sinestetica delle numerose opere esposte, provenienti da importanti collezioni internazionali, sia pubbliche sia private. Le quattro sezioni della mostra – Fuoco, Terra, Acqua e Aria – riferiscono agli elementi naturali, intesi come stati di aggregazione della materia, e ne sondano le relazioni e le trasformazioni: fuoco/stato ardente; terra/stato solido; acqua/stato liquido; aria/stato gassoso. L'esposizione raccoglie opere di periodi diversi tra loro, dalle creazioni dada e surrealiste, indicative dell'interesse di alcuni autori – come Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray o Leonora Carrington – per il tema dell'alchimia, alle produzioni di alcuni tra i più importanti esponenti delle neoavanguardie – da Yves Klein a Otto Piene, da Robert Smithson ad Hans Haacke – includendo le composizioni di alcuni artisti affini alle poetiche dell'Arte Povera – PierPaolo Calzolari e Paolo Icaro –, opere scultoree e installazioni di autori emersi negli anni Ottanta fino ad arrivare alle ricerche recenti di alcuni tra i più significativi artiste e artisti internazionali delle ultime generazioni.

NULLA È PERDUTO

Arte e materia in trasformazione

15 ottobre 2021 – 13 febbraio 2022

 

GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Via San Tomaso, 53

24121 Bergamo


Blazy_Fleurs de bain moussant, 2000
Ph. Romain Darnaud

Brauner_Etude pour 'La Naissance de la matière'

 Kuehn_Melt Piece, 1964
Ph. Peter Baracchi

Erlich_Champignon Collection de Nuages, 2018
Ph. …ara De Santis

Haacke_Large Condensation Cube, 1964-1967

Medalla_Cloud Canyons n.31, 1964-2016
Ph. Michele Sereni

Rebecca Horn_Brennender Busch, 2001 -
Ph. Ed Restle

Verzutti_Alps, 2020


Thursday, March 7, 2019

IO SONO - BIRGIT JURGENSSEN EXHIBITION

Inaugura oggi a Bergamo un'ampia retrospettiva dedicata all'artista austriaca  Birgit Jürgenssen (Vienna, 1949-2003).
La GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo rende così omaggio ad una tra le più importanti e sofisticate interpreti dell’avanguardia femminista internazionale.
Il progetto espositivo è a cura di Natascha Burger e Nicole Fritz, nato in stretta collaborazione con Estate Birgit Jürgenssen, Kunsthalle Tübingen (Germania) e Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk (Danimarca).
 Birgit Jürgenssen ha attinto ai linguaggi del Surrealismo per trattare convenzioni sociali, sessualità, canoni di bellezza e rapporti tra i sessi con un linguaggio ironico e un umorismo sovversivo che ha spesso coinvolto l’immagine dell’artista stessa. Il corpo messo in scena non è mai ostentatamente esibito, quanto piuttosto celato e poi svelato attraverso l’uso di maschere, inserti, materiali naturali, quasi delle estensioni, o protesi, utili a scandagliare le profondità psicologiche ed emotive del femminile. Articolata in sei sezioni, Io sono. offrirà uno spaccato esaustivo sulla produzione dell’artista austriaca attraverso oltre 150 lavori realizzati in quarant’anni di ricerca, tra disegni, collage, sculture, fotografie, rayogrammi, gouache e cianotipie.
 Il percorso espositivo occuperà tutte le sale della Galleria, dai disegni dell’infanzia, firmati “BICASSO”, ai lavori più maturi, di grande formato, passando attraverso i giochi linguistici e letterari, che raccontano la contaminazione tra narrazione e rappresentazione, fino a focalizzarsi, nella parte centrale, sui due grandi temi che contraddistinguono la ricerca dell’artista: il genere e la natura.
Fino al 19 maggio 2019

Io sono. is the first major retrospective that an Italian museum institution dedicates to Birgit Jürgenssen (Vienna, 1949–2003), one of the most important and sophisticated interpreters of the issues of her era. The GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo pays homage to this extraordinary and as of yet still under-valorised artist, hosting an exhibition project, curated by Natascha Burger and Nicole Fritz, staged in close collaboration with the Estate Birgit Jürgenssen, Kunsthalle Tübingen (Germany) and the Louisiana Museum of Modern Art in Humlebæk (Denmark).
 Birgit Jürgenssen drew on the languages of surrealism in her approach to social conventions, sexuality, the canons of beauty and the relationships between the sexes with an ironic language and a subversive humour which often made use of the image of the artist herself. The body placed on show is never displayed ostentatiously, but rather concealed and then revealed through the use of masks, inserts and natural materials, almost like a number of extensions, prostheses deployed to sound the psychological and emotional depths of the female sphere. Split into six sections, Io sono. provides a complete rundown of the Austrian artist’s production though the display of more than 150 works produced over her 40 years of research, from drawings to collages, sculptures, photographs, rayograms, gouaches and cyanotypes.
 The exhibition itinerary occupies all the rooms of the Gallery, from her childhood drawings signed “BICASSO Jürgenssen”, to her later, large format works, via those linguistic and literary games that reflect her narrative and representative contamination, to the point of focusing in the central part on the two major themes that most strongly characterise the artist’s research: gender and nature.
Until May 19, 2019
















Thursday, January 17, 2019

3 GIOVANI ARTISTI ALLA GAMeC DI BERGAMO

La galleria d'Arte moderna e contemporanea  GAMeC di Bergamo inaugura oggi con tre giovani artisti: Oscar Giaconia, Jacopo Milani e Valentina Gervasoni.I progetti, a cura di Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni, confermano l’attenzione che la GAMeC riserva da sempre ad artisti e curatori delle nuove generazioni, creando opportunità espositive e occasioni di approfondimento del loro lavoro.
OSCAR GIACONIA - HOYSTERIA: L'assonanza concettuale e fonetica che accomuna le parole "osteria", "ostrica" e "isteria" produce un titolo intraducibile, un equivoco linguistico, una disfunzione di senso incarnata dalle figure che abitano l’esposizione: locandieri, falsari, vecchi nostromi, sentinelle, spettri e mostri sono i soggetti che popolano lo Spazio Zero della GAMeC, e che mettono in scena una degenerazione contemporanea della pittura di genere. La maniacalità linguistica di Giaconia si esprime attraverso l’uso di materiali eterogenei come silicone, vulcanite, nylon, gomma di neoprene, salpa, elastomeri, rivelando l’accanimento e l’ostinazione empirica della sua ricerca e della sua pratica pittorica.

JACOPO MILANI (Firenze, 1979), è presente con due opere video che rielaborano le tematiche trattate nel film Teorema di Pier Paolo Pasolini: in Deserto (2017) un corpo enigmatico, lunghe unghie laccate di rosso, una nuova lingua dei segni, una voce, un testo, danza e fotografia sono gli elementi che danno vita a una fitta trama di stimoli in cui linguaggio verbale e visivo si intrecciano al lessico sensoriale e sensuale. TEOREMA TEOREMA TEOREMA (2018), appositamente prodotto in collaborazione con la GAMeC per questa edizione, rappresenta invece l’ideale sviluppo di Deserto e ha come protagonista il performer parigino Matyouz – danzatore, Master of Ceremony e commentatore dei più importanti Vogue Contests in Europa.

 DRIANT ZENELI - WHEN DREAMS BECOME NECESSITY costituisce una riflessione sul fallimento, inteso non come fine ma come opportunità per immaginare sentieri ancora inesplorati e accogliere lo stimolo di nuove sfide. I tre video documentano altrettante azioni performative svolte dall’artista: un salto nel vuoto, un volo con il parapendio e un lancio agganciato a una teleferica, a tutta velocità. In tutti i casi, Zeneli cerca di realizzare tre desideri, tre sogni verosimilmente impossibili da concretizzare, che implicano un certo grado di pericolosità e coraggio. La modalità stessa di ripresa, con la camera a mano, contribuisce a creare una dimensione immersiva, a dare la sensazione di essere presenti, fisicamente, accanto all’artista nel momento in cui si accinge a compiere le sue azioni.

Oscar Giaconia

Oscar Giaconia

Oscar Giaconia

Oscar Giaconia

Jacopo Milani

Jacopo Milani

Driant Zeneli

Driant Zeneli

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