Sunday, July 9, 2023
Thursday, July 6, 2023
Wednesday, July 5, 2023
Francesco Vezzoli Mimmo Jodice - Damnatio memoriae
Inaugura oggi presso lo Studio Trisorio di Capri, in Via Vittorio Emanuele 44, la mostra Damnatio memoriae.
Francesco Vezzoli incrocia lo sguardo di Mimmo Jodice mettendo in dialogo la sua personalissima interpretazione della Storia con quella del Maestro della fotografia e con le sue iconiche immagini dei reperti archeologici.
In particolare Vezzoli ha scelto di confrontarsi con la fotografia di Jodice che raffigura l’Amazzone da Ercolano perché come ha dichiarato: «Ãˆ la prova che la bellezza dell'antichità persiste anche quando il reperto archeologico è ferito, mutilato o, in qualche modo, compromesso».
Vezzoli usa la Storia come un repertorio di icone, modelli e narrazioni per riflettere criticamente sul presente e indagare tematiche diverse come il potere, la fama, la sessualità .
Nell’allestimento della mostra caprese, progettato da Filippo Bisagni, fanno da contraltare alla fiera guerriera, protagonista della fotografia di Jodice, due busti in marmo del Seicento e del Settecento - con interventi di Vezzoli - dell’imperatore romano Caracalla, stratega avido e narcisistico che per affermarsi fu capace persino di condannare all’oblio la memoria dei suoi parenti.
Le vetrine della galleria ospitano invece un’installazione di locandine di alcuni dei più noti film del genere dei peplum movies, realizzate da Vezzoli, che evocano l’atmosfera delle sale cinematografiche vintage.
Dal 5 luglio all' 8 agosto
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| Francesco Vezzoli |
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| Francesco Vezzoli |
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| Francesco Vezzoli |
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| Francesco Vezzoli |
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| ?immo Jodice |
Tuesday, July 4, 2023
Leonardo Anker Vandal. In a Landscape
Cadogan Gallery presenta In a Landscape, la prima personale nella sede milanese della galleria dell'artista danese Leonardo Anker Vandal (Copenaghen, 1988) che vive e lavora da diverso tempo in Italia, a Brescia.
Per questa mostra Vandal, da sempre artista astratto, si ispira all'arte dei pittori della dinastia cinese Song (XII secolo), che realizzarono rotoli dipinti di grande formato raffiguranti prevalentemente vedute montane. Dalla suggestione di questi paesaggi è nata una serie di tele di grandi dimensioni dai colori autunnali che richiamano, trasfigurandoli, i paesaggi orientali. Un viaggio dell’artista in una terra di forme fragili, fatta di luoghi accennati che sfociano nell’astrazione. In alcuni casi sembra di poter vedere i profili delle montagne che emergono dalla nebbia, in altri il sole che si impone da dietro le nuvole, del tutto assente è invece l’elemento umano, come d’altronde nelle vedute orientali.
Vandal ritiene che il suo lavoro abbia una volontà propria. Per quanto l’atto generativo dell’artista sia condizione imprescindibile per la creazione di un’opera, afferma anche che tutto ciò che accade sulla tela è al di fuori del suo controllo. Supporta questa tesi la tecnica da lui scelta, che consiste nel versare pigmento misto ad acqua direttamente sulla superficie del dipinto: “l’acqua fa ciò che vuole”, afferma. E anche quando interviene direttamente col pennello, Vandal nasconde le proprie tracce, non lasciando visibile alcuna pennellata.
5 luglio - 9 settembre 2023*
Monday, July 3, 2023
Sunday, July 2, 2023
Saturday, July 1, 2023
John Bellany. Time will tell. Il tempo ci rivelerÃ
A dieci anni dalla sua scomparsa, il Comune di Barga si fa promotore di una grande mostra antologica dedicata a John Bellany (1942-2013), uno dei più importanti artisti scozzesi del XX secolo, la cui pittura, caratterizzata da una dimensione spirituale che sovrasta il vero, è strumento per una profonda comprensione umana.
Per la prima volta in Italia, viene ricostruito il suo intero percorso artistico, dagli anni della formazione fino all’ultima produzione pittorica dedicata a Barga e alla Valle del Serchio, grazie ad opere selezionate provenienti dalla collezione privata della famiglia.
Intitolata "John Bellany. Time will tell. Il tempo ci rivelerà ", la mostra curata da Helen e Angela Bellany si articola su due sedi: dal 1 al 22 luglio 2023 saranno esposti presso la Fondazione Ricci di Barga (LU) i dipinti realizzati a partire dal 2000, anno del suo arrivo a Barga; dal 2 al 30 luglio 2023 verrà presentato al Palazzo delle Esposizioni di Lucca, sede della Fondazione Banca del Monte di Lucca, un ricco corpus di opere, dagli anni giovanili fino al trasferimento in Toscana.
«John Bellany - dichiara Caterina Campani, Sindaco di Barga - era profondamente legato alla valle; per adozione e empatia qui aveva trovato una seconda casa, una terra dove fermarsi per raccontare i suoi colori, le sue storie in un modo cosi personale.
I paesaggi che fecero breccia in Giovanni Pascoli cent’anni prima hanno dato anche a lui nuove prospettive e ispirazioni. Così a dieci anni dalla scomparsa vogliamo ricordare non solo il grande artista, ma anche la persona, che insieme alla sua famiglia, ha partecipato alla vita del paese tanto da rendere ancora più forti i legami con la Scozia.
La mostra che oggi gli dedichiamo vuole essere un tributo dell’intera Comunità , un modo di ringraziarlo ancora per aver reso immortali i nostri paesaggi consegnandoli all’Arte mondiale e senza tempo».
Gli anni di Barga segnano per John Bellany un nuovo inizio, che trova eco in una rinnovata via alla pittura: dai paesaggi e dai toni freddi delle Highlands scozzesi è evidente il passaggio alla luce e ai colori del paesaggio toscano, in un’esplosione vitalistica che costituisce una novità assoluta nell’ultima stagione pittorica della sua vita.
«Affidate a centinaia di quadri, che Bellany realizzò con un impegno quotidiano senza posa, le testimonianze del suo innamoramento per Barga - scrive Umberto Sereni, storico, già docente di Storia contemporanea all’Università di Udine - dicono per sempre la grandezza della pittura di Bellany e varranno come la definitiva certificazione dell’appartenenza della nostra Valle al Bello e al Buono. Terra di meravigliosi incantesimi che danno la vita e fanno vivere i sogni e ci ammaestrano nella Verità che ci conforta».
John Bellany (Cockenzie and Port Seton, 1942 - Saffron Walden, 2013) è considerato uno dei più autentici rappresentanti delle nuove tendenze della pittura contemporanea e il più importante della sua terra. Il suo percorso artistico ha inizio nel 1960 presso l’Edinburgh College of Art e prosegue al Royal College of Art di Londra, che nel 1986 gli dedica una grande personale. Le sue opere sono esposte, tra gli altri, al Museum of Modern Art di New York, al Tate Britain e fanno parte della collezione della National Galleries of Scotland di Edimburgo. Nel 1994 viene onorato del titolo di Baronetto per alti meriti artistici dalla Regina Madre. Scomparso nel 2013, la Royal Academy di Londra gli ha reso un sentito omaggio. Profondamente legato a Barga e all’intera Valle del Serchio, aveva già esposto nel borgo toscano negli anni Novanta e in una mostra retrospettiva a lui dedicata nel 2014. È stato docente di Pittura presso il College of Art di Brighton nel 1968 e successivamente ha insegnato al Winchester College of Art.
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