Friday, November 24, 2023

IN PRATICA 9. IL FALÃ’ DEI GONFIABILI. PIETRO MORETTI

Milano - La Collezione Giuseppe Iannaccone inaugura Il falò dei gonfiabili, il nono appuntamento del progetto IN PRATICA che vede protagonista il giovane artista Pietro Moretti (Roma, 1996) in una mostra a cura di Giuseppe Iannaccone e Daniele Fenaroli.

 

Dopo le presentazioni di Davide Monaldi, Luca De Leva, Andrea Romano, Beatrice Marchi, un collettivo di dieci giovani artisti albanesi in collaborazione con ART HOUSE di Adrian, Melisa e Zef Paci, Cleo Fariselli, Chiara Di Luca insieme ad Aronne Pleuteri, il progetto IN PRATICA torna a offrire lo spazio dello Studio Legale Iannaccone e Associati a un giovane artista emergente, attraverso un processo simile alla “pratica” che svolgono gli avvocati alle prime armi, dandogli la possibilità di confrontarsi con le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione.

 

Pietro Moretti sceglie di accostare il suo lavoro alle opere della Collezione anni Trenta, svelando nella propria poetica un’inedita vicinanza ad artisti di generazioni molto distanti dalla sua.

I suoi dipinti a olio e i suoi acquerelli, a cavallo tra quotidiano e fantastico, traggono spunto dall’immaginario delle fiabe per riflettere sull’ambivalenza delle emozioni nelle relazioni intime e sulla complessità del desiderio e dell’identità, in particolare nella mascolinità contemporanea. Attraverso un dialogo tra il figurativo e il non figurativo, il suo lavoro enfatizza le incoerenze e l’incompiutezza goffa della rappresentazione pittorica per interrogarsi sull’inattendibilità delle narrazioni e la porosità tra le realtà psicologiche e quelle fisiche.

 

Il nucleo di nuove opere che espone in questa occasione nasce da una riflessione sulle dinamiche di gruppo maschili adolescenziali, esplorando temi come la complicità, l’amicizia, il desiderio d’appartenenza, l’ambiguità sessuale, l’inadeguatezza, l’alienazione e la ferocia data dall’inconsapevolezza dell’altro.

 

Il corpo adolescenziale viene mostrato come un organismo che sfugge alla possibilità di controllo, in continua metamorfosi improvvisa e scoordinata, in bilico tra il bambino e l’adulto, tra umano e animale. Nei lavori di Moretti, il mondo animale e il mondo vegetale fanno infatti spesso da contraltare a quello umano, facendosi specchio delle relazioni e dei comportamenti degli esseri umani, talvolta sottolineando un’alterità che rimarrà sempre in parte sconosciuta.

 

Opera centrale del corpusIl falò dei gonfiabili (2023), che dà ancheil titolo a tutta la mostra, da cui emerge una narrazione che si sviluppa poi negli altri lavori. In una spiaggia di notte un gruppo di ragazzi annoiati e smarriti trova un carrello di un venditore ambulante nascosto dietro una cabina. Se il primo istinto è quello di rubare i gonfiabili che contiene, il leaderdel gruppo li spinge a bruciarli in un falò. Nel panorama si distingue una città immersa nel sonno, con un edificio abbandonato che ospita una colonia felina. I giocattoli di plastica sembrano ora solo vuote promesse di un passato di apparente ricchezza, mentre la ritualistica violenza di gruppo perde il suo significato, risultando puramente performativa.


a cura di Giuseppe Iannaccone e Daniele Fenaroli

dal 25 novembre 2023 al 24 aprile 2024

 














Wednesday, November 22, 2023

GióMARCONI | MOTHERBOY

Milano -Gió Marconi presenta Motherboy, importante mostra collettiva nata dal dialogo tra la curatrice Stella Bottai e l'artista Gray Wielebinski attorno alla nozione del cosiddetto “mammone”, un concetto che le loro proprie esperienze, rispettivamente come madre e figlio, celebrano, criticano e riconfigurano.

 

La mostra attinge alle teorie queer, femministe e psicoanalitiche sul rapporto tra madri e figli – rapporto che é carico di grande intensità e simbolicamente ricco – per affrontare i temi del sacrificio, della co-dipendenza, del desiderio, dell’identità, della negazione, delle gerarchie, della possessività e del tradimento. Motherboyriprende la strana convergenza di potere codificata in questo concetto – il lavoro sottovalutato, spesso invisibile, della madre versus il destino privilegiato e viziato del “mammone” – trattandola come punto di partenza per una critica politica più ampia.

 

Allo stesso tempo riflette in modo esteso sulla categoria del mammone, esaminando le variazioni di questo legame attraverso diverse configurazioni di genere, etnia e cultura. Indicizzando le molteplici modalità, astratte e non, in cui questo concetto si manifesta storicamente – attraverso l’immaginario della lingua materna, della patria, della Santa Madre e del figliol prodigo – Motherboy offre un punto di accesso a questioni fondamentali dei rapporti umani, come l’amore, il potere e l’asimmetria.

 

La mostra presenta opere nuove e recenti, selezionate in stretto dialogo con gli artisti partecipanti. Spaziando tra pittura, collage, scultura, video e installazione, l’allestimento articola diverse atmosfere sui tre piani della galleria. Tra i leitmotiv del percorso visivo ed espositivo sono le posture e gli atteggiamenti del corpo, che amplificano il significato di determinate azioni – come stare in piedi, mettersi in posa, dormire, colpire o abbracciare – in connessione con le gerarchie interpersonali e il linguaggio emotivo.

 

Motherboy Ã¨ radicato nel contesto italiano e tuttavia proietta uno scenario più ampio oltre le identità nazionali. Il termine mammismo è un esempio di tradizione inventata nel dopoguerra, per via –– secondo la storica Marina d'Amelio – di scrittori come Corrado Alvaro, che per primo coniò il termine nel 1952, alla ricerca di ragioni che spiegassero i mali sociali dell’Italia. Un’attenzione materna carente o distorta è stata ritenuta responsabile delle carenze degli uomini italiani e quindi della società italiana in generale – un concetto che in gran parte filtra all’interno della cultura odierna, come notato dall’accademica Jacqueline Rose, che scrive “le madri sono socialmente il sommo capro espiatorio per i nostri fallimenti personali e politici, per tutto ciò che è sbagliato nel mondo”.

 

Nel complesso, la mostra mette in scena una riflessione sugli aspetti terribili, teneri e comici del rapporto madre-figlio come specchio sia dell'associazione che della dissociazione, affrontandone le ricadute sull'immaginario sociale collettivo. Riflettendo su concetti quali autorità, emancipazione, amore e vulnerabilità, Motherboy tenta di mettere in atto, in maniera generativa, un ritiro dai costrutti patriarcali di questa nozione, alla ricerca di un legame familiare che sia consapevole ma liberato dalla propria storia.












Wednesday, November 15, 2023

PHOTO VOGUE FESTIVAL 2023

Torna il PhotoVogue Festival, il primo festival di fotografia di moda consapevole incentrato sugli elementi in comune tra etica ed estetica, arrivato alla sua ottava edizione. Dal 16 al 19 novembre 2023, l’hub creativo BASE Milano ospiterà una serie di mostre e un simposio della durata di tre giorni dedicato al forte impatto dell’intelligenza artificiale (A.I.) sull'esistenza umana e sulla creazione di immagini, il tutto accompagnato da eventi satellite nelle gallerie più interessanti della città. Per quanto riguarda i canali digitali, il festival offrirà anche letture di portfolio e tavole rotonde sulla piattaforma PhotoVogue, con la possibilità per gli studenti di CondéFuture – programma di Condé Nast rivolto a studenti delle scuole superiori – di esporre alcune delle proprie fotografie e video. 
 Il fulcro della nuova edizione sarà un simposio di tre giorni, che vedrà la partecipazione di una serie di esperti e opinion leader di spicco nel campo della rivoluzione dell’A.I. Il convegno ha l’obiettivo di trattare in maniera esaustiva tutti gli aspetti dell’A.I. legati alla creazione di immagini, approfondendo le implicazioni giuridiche, le problematiche relative ai diritti d’autore, i pregiudizi e la potenziale minaccia al valore documentale della fotografia. I dibattiti verteranno anche su altri temi, ad esempio il modo in cui i governi dovrebbero agire, la prospettiva delle big tech e le pratiche attuate per mitigare potenziali rischi. 
 Il simposio affronterà anche questioni filosofiche profonde su ciò che ci rende umani. Esplorerà le meraviglie della creatività che emergono quando l’arte si libera delle restrizioni della realtà. Questo percorso arricchente dal punto di vista intellettuale si ripromette di approfondire le complessità e le possibilità che l’A.I. offre al mondo della rappresentazione visiva, invitandoci a riflettere sul futuro della creatività umana. 
 Sin dall’inizio, il PhotoVogue Festival ha trattato tematiche cruciali dal punto di vista etico ed estetico, che spaziano dallo sguardo femminile all’inclusività e alla mascolinità. Partendo dalla ricerca dello scorso anno su come l’ubiquità delle immagini influenzi la nostra comprensione delle esperienze e le nostre reazioni agli eventi, il prossimo PhotoVogue Festival di Milano approfondirà il forte impatto dell’intelligenza artificiale (A.I.) sull’esistenza umana e sulla creazione di immagini.































Friday, November 3, 2023

CARLA FENDI FOUNDATION | Daniele Puppi. Frammento Fatica n.26

A Milano dal 6 al 19 novembre presso l'ADI Design Museum e a Roma dal 27 novembre al 2 dicembre allo Spazio WeGil, è in mostra il video del progetto Frammento Fatica n. 26, installazione commissionata dalla Carla Fendi Foundation all'artista Daniele Puppi per l'edizione 2022 di Spoleto Festival dei Due Mondi. 
 Il progetto è stato selezionato per la categoria Exhibition Design ed è visibile nel corso dei due eventi espositivi, insieme ad oltre 120 lavori selezionati da ADI Design Index per l'edizione del biennio 2022-2023 del prestigioso Compasso d'oro. Frammento Fatica n. 26 è un lavoro fotografico tridimensionale realizzato dall'artista nel 2004, rielaborato concettualmente per diventare un wall-drawing sulla facciata del seicentesco Teatro Caio Melisso – Carla Fendi, restaurato dalla Fondazione. 
 "La gigantesca mano di Frammento Fatica n.26 mi ha fatto subito pensare ad un gesto di protezione e cura nei confronti di un prezioso bene culturale del passato a cui la Fondazione è particolarmente legata", dichiara Maria Teresa Venturini Fendi, Presidente della Carla Fendi Foundation. "Sono convinta che un'opera site-specific elaborata per avere una forte relazione con un dato contesto storico possa inserirsi positivamente e con grande impatto visivo e concettuale nel design urbano, anche in un'antica città d'arte come Spoleto, e apprezzo che le intenzioni, il significato e l'estetica contemporanea di questo progetto siano stati compresi e selezionati per ADI Design Index" aggiunge Maria Teresa Venturini Fendi, Presidente della Carla Fendi Foundation. 
 EVENTO INAUGURALE | DIRETTA STREAMING lunedì 6 novembre 2023, ore 18.00 ADI-DESIGN.ORG FACEBOOK @ADIassodesign YouTube ADI ASSOCIAZIONE PER IL DESIGN INDUSTRIALE

MILANO | ADI DESIGN MUSEUM

Piazza Compasso d'Oro

6 - 19 novembre 2023

 

ROMA | SPAZIO WEGIL

Largo Ascianghi 5, Trastevere Roma

27 novembre - 2 dicembre 2023



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