Friday, December 6, 2019

TRAMA DOPPIA: Maria Lai, Antonio Marras

Matera - Dall’8 dicembre 2019 all’8 marzo 2020 nel Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata all’interno del seicentesco Palazzo Lanfranchi di Matera sarà aperta al pubblico la mostra Trama doppia. Maria Lai, Antonio Marras.
 L’esposizione fortemente voluta da Antonio Marras, ideata insieme a Francesco Maggiore e che, da sempre, ha visto in Maria Lai “una compagna di viaggio, una musa, un’amica geniale affettuosa e custode dell’anima”. Un percorso di oltre 300 opere di Maria Lai e di Antonio Marras: lavori inediti della grande artista sarda, selezionati dall’archivio personale di Antonio Marras e dall’Archivio Maria Lai che dialogano con opere e installazioni di Antonio Marras, ma anche con opere realizzate da entrambi a quattro mani.
 Lo speciale progetto espositivo racconta il singolare incontro con Antonio Marras ripercorrendo le tappe di un dialogo intimo, determinante e operoso, basato sulla leggerezza e sulle sensibilità dell’inusuale connubio; una relazione sorta tra i due spiriti, accomunati dalla libertà di sottrarsi ai sistemi organizzati e dalla capacità di unire, assemblare, tenere insieme pensieri, esistenze, luoghi, persone, progetti. La mostra indaga, in primo luogo, il rapporto umano e artistico tra due figure che hanno trovato nel fare insieme, spesso lavorando con le mani, la cifra di un’intesa speciale che si riverbera ben oltre la produzione di opere, permeando una dimensione culturale e spirituale che il raffronto e l’intersecarsi dei lavori restituisce in maniera del tutto inedita. Rispecchiamenti, riverberi e semplici suggestioni accendono piccole e grandi luci su questo legame generativo, che rappresenta la ragione prima di questa esposizione.
 Il legame tra Maria Lai e Antonio Marras ha radici profonde: è stata proprio l’artista la prima persona ad aver visto e sostenuto le opere di Antonio. Entrambi sono accomunati dalla capacità di ridare vita a scarti e frammenti, di ridare nuovi significati a oggetti dismessi; sostiene, infatti, Marras: “La cosa che più mi appassiona e mi interessa è dar voce a degli elementi che apparentemente sono muti e forse colpiscono solo me, ma poi lavorandoci cerco di creare un linguaggio perché questa ispirazione diventi cosa reale e si traduca negli ‘oggetti’ che mostro…”. La mostra pone l’attenzione sulle ossessioni dei due artisti, sul soggetto pressato dalla necessità di compiere un atto creatore e, a sua volta, indagato attraverso una continua analisi della propria memoria e dei propri luoghi di appartenenza, secondo un assioma che Maria Lai sintetizza in: “L’uomo ha bisogno di mettere insieme il visibile e l’invisibile perciò elabora fiabe, miti, leggende, feste, canti, arte” (1999).








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