Monday, September 21, 2020

KENNEDY YANKO - BECAUSE IT'S MY BLOOD

Milano - Lo spirito sovversivo del rame affilato e l’ambiguità percettiva della fragile pelle dalle tinte forti monocrome: dal 24 settembre al 20 novembre 2020, la Galleria Poggiali, nella sua sede di Milano, presenta Because it’s in my blood, prima personale in Italia dell’artista newyorchese Kennedy Yanko (St. Louis, 1988). Dopo le importanti mostre degli ultimi anni negli USA, fra le altre quella al Museum of Contemporary Art di Detroit e quella alla galleria Kavi Gupta di Chicago, Kennedy Yanko lo scorso anno ha realizzato 3 WAYS, la sua prima opera pubblica presso il Poydras Corridor a New Orleans in collaborazione con The Helis Foundation e l’Ogden Museum of Art. Nello stesso anno è stata nominata per l’Art Forum’s “Critic’s Pick” e ha ricevuto il Colene Brown Art Prize dalla BRIC Arts Media. In questi stessi giorni Yanko inaugurera la sua personale, SALIENT QUEEN, presso la galleria VIELMETTER di Los Angeles. Because it’s in my blood, è un omaggio a Betty Davis. Il titolo è preso in prestito dalla canzone F.U.N.K contenuta nell’album Nasty Gal del 1975. Simbolo di una generazione ed esempio di emancipazione sia per le donne che per la comunità afroamericana, Betty Davis, attraverso la sua musica, ha espresso la volontà di non dare per scontate le regole imposte da una società basata su principi ingiusti, gridando la sua indipendenza e rigettando tutte le regole alle quali, al tempo, e forse ancora oggi, la nostra società si aspetta che una donna afroamericana si attenga. Ora ritorna più attuale che mai la necessità di essere liberi, di esprimere sé stessi senza censure. Censurare qualcosa solo perché non si è in grado di comprenderlo significa privarsi, sia individualmente che collettivamente, di crescita, turbamento e messa in discussione. In mostra nella galleria Milanese, sette nuove produzioni, frutto di una ricerca che l’artista porta avanti dal 2017; opere di dimensioni variabili, dalle più piccole, Jimmie e Space alla più grande Crow, sono tutte realizzate in bronzo e pelle dipinta. Le opere nascono da un processo mentale, l’impiego materiali di recupero, che portano con sé il proprio vissuto, consente nel loro riutilizzo, una nuova vita. Il metallo fa pensare subito all’industria, alla tecnologia ma per quest’artista non c’è niente di più lontano: il rame ad esempio, è un’entità vivente, con una sua anima e una sua storia, ognuno dei suoi lavori ha un suo portato e una sua sensibilità.






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