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Monday, February 8, 2021

CONVERSATION PIECE / PART VII- VERSO NARRAGONIA

La Fondazione Memmo presenta dall’8 febbraio 2021 Conversation Piece | Part VII, il nuovo appuntamento del ciclo di mostre, a cura di Marcello Smarrelli, dedicate agli artisti italiani e stranieri temporaneamente presenti a Roma, o che intrattengono un rapporto speciale con la città. 
 La mostra vede protagonisti Jos de Gruyter & Harald Thys (duo di artisti belga), Benedikt Hipp (attuale vincitore del Premio Roma presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo) e Apolonia Sokol (attualmente borsista presso Villa Medici - Accademia di Francia a Roma). 
Il progetto Conversation Piece nasce dalla volontà della Fondazione Memmo di monitorare costantemente la scena artistica contemporanea della città e, in particolare, l’attività delle accademie e degli istituti di cultura stranieri, dove tradizionalmente completano la loro formazione nuove generazioni di artisti provenienti da tutto il mondo. l titolo del ciclo si ispira a uno dei film più famosi di Luchino Visconti, Gruppo di Famiglia in un interno (Conversation Piece, 1974), una chiara metafora del confronto tra generazioni e dei rapporti di odio e amore tra antico e moderno; ma Conversation Piece era anche un genere pittorico diffuso tra XVII e XVIII sec., caratterizzato da gruppi di persone in conversazione tra loro o colti in atteggiamenti di vita familiare. 
Verso Narragonia, il sottotitolo che caratterizza ad ogni edizione le scelte e il percorso espositivo, per questo settimo capitolo fa riferimento alla località fittizia raccontata nel poema La nave dei folli, del poeta alsaziano Sebastian Brant, pubblicata per la prima volta nel 1494, illustrata da Albrecht Dürer. Nel testo si narra del viaggio fantastico di una nave stipata di folli, attraverso diverse mete: Narragonia – il “paradiso dei folli” –, il Paese di Cuccagna – terra di abbondanza e piacere –, fino al tragico epilogo del naufragio dell’imbarcazione. Con una forte attitudine allegorica, La nave dei folli è una favola moraleggiante, una critica ai vizi e alle debolezze umane dell’epoca. Nei secoli successivi, il poema ha suggerito ulteriori chiavi di lettura: celebre quella del filosofo francese Michel Foucault, che nella sua Storia della follia nell’età classica (1961) parte proprio dall’immagine della Stultifera navis per affrontare il tema della pazzia. Attraverso i lavori dei tre artisti invitati, Verso Narragonia, intende evidenziare il tema della follia come fonte d’ispirazione della creatività artistica, sottolineando l’attrazione suscitata sugli artisti da tutto ciò che è diverso, strano e perturbante. Se è vero che l’arte è artificio che scardina le consuetudini del pensiero corrente, un’esperienza che spiazza l’individuo facendolo riflettere sulla sua condizione, possiamo affermare che il tempo inedito e straniante che stiamo vivendo, possa essere considerato un tempo “artistico”. 
 La mostra si apre con l’installazione del duo formato da Jos de Gruyter (Geel, Belgio, 1965) e Harald Thys (Wilrijk, Belgio, 1966). Si tratta di un gruppo di 23 piccoli busti realizzati in gesso, capelli finti e vernice: una raccolta bizzarra di politici di fama internazionale, dittatori, attori di film di serie B, assassini e le loro vittime, personaggi pubblici noti e figure storiche, vive o morte. I busti sono presentati senza alcuna gerarchia o giudizio morale. Si somigliano tutti, risultando insieme spaventosi e innocui, piatti, inermi e stereotipati. 
 Per Conversation Piece, Apolonia Sokol (Parigi, Francia, 1988) ha realizzato un dipinto di oltre cinque metri di larghezza, direttamente collegato al tema iconografico della mostra. La pittrice ha infatti realizzato una tela che raffigura un’imbarcazione popolata di figure, che attinge alle incisioni di Dürer della prima edizione de La nave dei folli. I soggetti ritratti da Sokol, pur rifacendosi nella loro disposizione a modelli tratti dalla storia dell’arte, sono in realtà persone della contemporaneità; una popolazione di amiche, conoscenti e persone amate dall'artista che mette in discussione orientamenti e generi sessuali, attualizzando alcuni riferimenti della tradizione artistica e accostandoli a temi urgenti e d’attualità. Il dipinto è presentato su un particolare telaio estroflesso: una caratteristica formale che porta con sé anche degli aspetti più concettuali, legati alla storia della pittura e alla possibilità di offrire una visione “distorta” dell’opera. 
Benedikt Hipp (Monaco di Baviera, Germania, 1977) ha realizzato un ambiente composto da dipinti e sculture inedite, presentate nello spazio espositivo come parti dissezionate di un corpo. Le sculture, prodotte grazie a una fornace che l’artista ha installato nel proprio giardino di casa, sono il risultato di una “deformazione” dell’argilla attraverso un processo antico, quasi primordiale, che genera l’effetto di una pelle avvolta sulla superficie dei manufatti, le cui fattezze ricordano dettagli anatomici, organici ed elementi residuali, quasi reperti di un’antica civiltà scomparsa. Anche i dipinti sono contraddistinti dalla stessa carica espressiva, contribuendo a rafforzare l’atmosfera da laboratorio alchemico, uno spazio perturbante e magico che trascende i limiti della razionalità.

Conversation Piece | Part VII – Verso Narragonia 
 Curatore: Marcello Smarrelli 
Fondazione Memmo, via Fontanella Borghese 56/b, 00186 Roma 
 Apertura al pubblico: 8 febbraio – 1°luglio 2021 
 Orario: dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle ore 18.00 (chiuso il sabato e la domenica) 
 Ingresso libero
Jos de Gruyter & Harald Thys 

Jos de Gruyter & Harald Thys 


Apolonia Sokol 

Apolonia Sokol 

Apolonia Sokol 

Benedikt Hipp 

Benedikt Hipp 

Benedikt Hipp 


Monday, April 10, 2017

LIKE A SAMBA

Like a Samba is the exhibition that opened Friday, April 7 at Ilex Gallery in Rome.
For the first time, works from 3 photographers  René Burri, David Alan Harvey and Francesco Zizola come together for Like a Samba. A collection a photographs which express a sort of longing, a sort of saudade. This collection  of images looks the beaches of Rio de Janeiro from the outside. Three foreigners, a Swiss, an American, an Italian, walked this beat for months, years and decades. And their Rio remains enigmatic. Like the Girl from Ipanema, within reach, but not quite...
The 20 images on show at Ilex Gallery in Rome, co-curated by Deanna Richardson and Daniel Blochwitz, range from the 1950's through last year, and are filled with the rhythm and colors, the visual spectacles and the mundane, as well as the ebb and flow of everyday life in Brazil. In fact, there are allusions in many of these pictures that point to harsher realities underneath the candy-colorer surfaces of beach culture or the optimism of Tropical Modernism. Like a Samba, proposing an uninhibited lust for life that may seems exotic to a European gaze.

 Like a Samba è la mostra che ha inaugurato venerdì 7 Aprile alla Ilex Gallery di Roma.
Per la prima volta le opere di 3 fotografi: René Burri, David Alan Harvey e Francesco Zizola si riuniscono per una esposizione comune.  Una raccolta di fotografie che esprimono una sorta di nostalgia, la famosa saudade. Questa raccolta di immagini guarda le spiagge di Rio de Janeiro dall'esterno. Tre fotografi stranieri, uno svizzero, uno americano e uno italiano, hanno vissuto in questo ritmo per mesi, anni, decenni. E la loro Rio rimane sempre enigmatica, come la ragazza di Ipanema, a portata di mano, ma non del tutto...
Le 20 fotografie esposte presso la ILEX Gallery, co-curate da Deanna Richardson e Daniel Blochwitz partono dal 1950 fino ad arrivare all'anno scorso creando un racconto pieno di ritmo e di colori. Ma oltre ai colori accesi e vivaci delle spiagge e l'ottimismo del Tropical Modernismo, molte di queste immagini alludono sottilmente a realtà più dure e nascoste. Come una Samba propongono un desiderio di vita disinibito che può apparire quasi esotico allo sguardo europeo.















Thursday, October 20, 2016

MARINA SAGONA -EDEN

"Eden", the new project of New York based artist Marina Sagona opened at La Nuova Pesa - center for contemporary art in Rome in partnership with the Ierimonti Gallery of New York. In this new work the artist puts the emphasis on the inversion of the values ​that characterize the contemporary world. Values ​​such as love, friendship and compassion are emptied of their positive role and marginalized opening the way to a new way of feeling. The world is launched towards a new "state of nature" where the law of the strongest is applied and where a system of absolute freedom that finally becomes anarchy and state of war is established. In this new work Marina Sagona continues the dialogue she had started in her previous project dedicated to the women of the Divine Comedy and asks questions such as: how would you rate in today's society the women condemned by Dante? It is really being damned or in today's world it is being saved? What is present day's Eden of the living? Through her paintings, Marina Sagona takes us in this world step by step by step and reversal of roles occurs: those who resided in Heaven are thrown into Hell and, vice versa, those confined in Hell can buy your indulgence and group until you get close to God. The representation of heaven on earth thakes the viewer to the next step: we are not seeing a reversal anymore, there are no longer two places where to confine and keeo separate from sinners, but everything lives in the same place where everything is confused. The dividing line between what is right and what is wrong vanishes in this earthly paradise that looks all but '' Eden '.

Dal 18 al 29 ottobre sono in mostra presso il centro per l'arte contemporanea La Nuova Pesa a Roma , in collaborazione con la Ierimonti Gallery in New York, il nuovo progetto di Marina Sagona:Eden, attraverso cui l'artista pone l'accento sull'inversione di valori che caratterizza il mondo contemporaneo:valori come l'amore, l'amicizia, la compassione vengono svuotati della loro funzione positiva, emarginati per dare spazio a un nuovo sentire. Il mondo è catapultato in un nuovo "stato di Natura", in cui vige la legge del più forte, e si instaura un regime di assoluta libertà che si trasforma in anarchia e stato di guerra.
Le opere di Marina Sagona proseguono una riflessione avviata nel precedente progetto, che aveva per tema le donne della Divina Commedia, e pongono una serie di domande: come giudicherebbe la società odierna le donne condannate da Dante? Cosa significa essere dannati o salvati, nel mondo di oggi? Cos’è ai nostri giorni l’Eden dei vivi?
Marina  Sagona ci fa calare in questo mondo attraverso le sue tele, dove avviene un’inversione di ruoli: chi risiedeva in Paradiso viene gettato all’Inferno, e viceversa chi era confinato all’Inferno riesce a comprarsi la propria indulgenza e a scalarne i gironi fino ad arrivare prossimo a Dio. Tuttavia è nella rappresentazione del paradiso terrestre che si realizza il passo successivo: qui non assistiamo più ad un’inversione, non ci sono più due luoghi dove poter confinare e separare i meritevoli dai peccatori, ma tutto vive nello stesso luogo, tutto si confonde. La linea di demarcazione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato svanisce in questo paradiso terrestre che a tutto assomiglia fuorché all’ “Eden”.












Wednesday, October 12, 2016

RESIDENZE#1

On Tuesday, October 11th from 6:00 pm to 10:00 pm, AlbumArte inaugurates the exhibition Residenze #1, curated by Paola Ugolini, presenting the works of Flavio Favelli and Gianni Politi. The show  constitutes the first appointment of the project Residenze, joining the already extensive program of temporary exhibitions, talks, concerts and presentation organized by AlbumArte, which aims to reflect around the theme of artistic residency, bringing artworks to the exhibition spaces of Villa Poniatowsky’s former stables, artworks which have been exclusively produced during the artist-in-residence programs and exposed in Italy for the first time.
 The two artists work on quite distant yet similar fields.
 In his work, Flavio Favelli constantly rebuilds his past. The bourgeois furniture of his grandmother's house in Bologna, the Fabbri black cherries cans, the soft porno movies posters of a still innocent and optimistic Italy. The neon lights of the courtrooms of his parents’ divorce and the souvenirs from his Roman trips. An hulking past revisited in each work as in a psychoanalysis session.
 Similarly, Gianni Politi traces back on his childhood’s memories through painting; in his small canvases, the face of his father emerges in between the brush strokes and his creative process picks from the past, from the scraps of his previous works, becoming part of his new productions which are cognitive landscapes realized with fragments of the recent past. The big monochrome canvases realized in Prague are quite three-dimensional rather than pictorial, and they represent a completely new creative moment within the practice of this young artist who finds expression through a very contemporary language although using a traditional medium. In these new works that Favelli and Politi realized while in Istanbul and Prague, the genius loci of both cities inspired their production, History with its own magnificence and failures for Favelli, and the art history, the Barocco's overwhelming circular movement for Politi.

 AlbumArte inaugura martedì 11 ottobre dalle ore 18.00alle ore 22.00 la mostra Residenze #1 curata da Paola Ugolini e che vede come protagonisti Flavio Favelli e Gianni Politi. L’esposizione è il primo appuntamento del progetto Residenze, che arricchisce il programma di mostre temporanee, conferenze, concerti, presentazioni di AlbumArte e che intende riflettere sul tema delle residenze d’artista, portando negli spazi espositivi delle ex-scuderie di villa Poniatowsky opere prodotte esclusivamente durante residenze d’artista ed esposte per la prima volta in Italia.
La doppia personale degli artisti Flavio Favelli e Gianni Politi, con opere realizzate nelle residenze organizzate da AlbumArte a Istanbul e a Praga, metterà in luce quanto la pratica della residenza possa fortemente influenzare il modo di lavorare di un artista – nel caso specifico di uno molto giovane e di uno consolidato – arrivando al concepimento di opere molto distanti dal loro abituale modus operandi.
I due artisti lavorano su due campi diversi ma affini.
 Flavio Favelli nel suo lavoro ricostruisce incessantemente il suo passato. I mobili borghesi della casa di sua nonna a Bologna, i barattoli delle amarene Fabbri, le locandine dei film soft porno di un'Italia ancora tutto sommato innocente e ottimista. I neon ministeriali delle aule giudiziarie in cui si è consumata la separazione dei suoi genitori e i souvenir dei suoi viaggi a Roma. Un passato ingombrante e rivisitato ogni volta in ogni lavoro come in una seduta psicoanalitica.
Gianni Politi ripercorre ugualmente le sue memorie infantili attraverso la pittura, il volto di suo padre affiora fra le pennellate delle sue piccole tele e il suo processo creativo utilizza il passato, per diventare parte dei suoi nuovi lavori che altro non sono che paesaggi mentali realizzati con gli scarti del suo passato recente. Le grandi tele monocrome realizzate a Praga sono più tridimensionali che pittoriche e rappresentano un momento creativo completamente nuovo nella pratica di questo giovane pittore che si esprime con un linguaggio decisamente contemporaneo nonostante utilizzi un mezzo antico. In questi nuovi lavori che Favelli e Politi hanno realizzato a Istanbul e a Praga è il genius loci delle due città che ha ispirato la loro produzione, la Storia con le sue meraviglie e i suoi fallimenti per Favelli e la storia dell'arte, il Barocco con il suo travolgente movimento circolare per Politi.
  AlbumArte | Via Flaminia 122, Roma 
From November 12 to 26, 2016

Flavio Favelli
Evil eye / Nazar boncuÄŸu, 2014 Adhesive tape on bottle / nastro adesivo su bottiglia plastificata, cm 19x6x6
Flavio Favelli
Purple 1000, 2014 Banconota con cornice, smalto / Framed banknote, enamel, cm 22x15.
Flavio Favelli
The Black Tulip / Siyah Lale, 2014 Enamel on salvaged metal/ Smalto su lamiera, cm 260x450x300.
Flavio Favelli
 installation view (Purple, Mehmed, Violet 1000, 500)
Gianni Politi
installation view, Anteprima #4 , Gianni Politi “giovane pittore romano” Cortile Istituto Italiano di cultura di Praga. Photo James Ferrand, courtesy AlbumArte

Gianni Politi
(Storia naturale del selfie), 2014 Mixed technique on paper / Tecnica mista su carta, cm 25x35 
U (Kumit), 2014 Paper on paper with the need of a kiss mounted on wood frame, cm. 25x35
Gianni Politi
Kavarna (det.), 2014 Pioggia, tela, sporcizia, umidità, cemento, gesso, erba, capelli, aria, freddo, eccitazione / Rain, Canvas, Dirt, Humidity, Cement, Plaster, Acrylic, Boredom, Goldleaf, Grass, Hair, Air, Coldness, Excitement; cm 200x180.
Gianni Politi: (sinistra):'Due uomini si guardano felici negli occhi, si baciano e iniziano a toccarsi le parti intime, una donna li guarda e sorride pensierosamente (kavarna)', 2014-2016. Tecnica: Pioggia, tela, sporcizia, umidit‡, cemento, gesso, erba, capelli, aria, freddo, eccitazione, cm 260 x 195 (destra):'Esistono due sole cose importanti per me (soulmate)', 2014-2016 Tecnica: Pioggia, tela, sporcizia, umidit‡, cemento, gesso, erba, capelli, aria, freddo, eccitazione, cm 260 x 195

Gianni Politi - Flavio Favelli
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