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Friday, April 5, 2024

ITALIA 70 – I NUOVI MOSTRI

Milano - Dall’8 aprile 2024 e per le successive due settimane – in concomitanza con miart, l’Art Week e la Design Week – con il progetto ITALIA 70 – I NUOVI MOSTRI, a cura di Massimiliano Gioni, la Fondazione Nicola Trussardi riporta l’arte nelle strade di Milano diffondendo centinaia di immagini realizzate da 70 artisti.
 
Era il 2004 quando, con I NUOVI MOSTRI – UNA STORIA ITALIANA, la Fondazione aveva disseminato tra le strade di Milano, dal centro alla periferia, centinaia di poster realizzati da sedici giovani artisti italiani: un’antologia di sguardi sull’Italia e la sua mutevole identità che diventò un’irriverente occupazione degli spazi pubblici.
 
A vent’anni da quell’esperimento pionieristico – tra le prime incursioni con cui la Fondazione Nicola Trussardi iniziava a portare l’arte contemporanea nei luoghi più inaspettati della città – la Fondazione torna a quel format coinvolgendo questa volta 70 artisti che operano in Italia, tra grandi maestri e talenti emergenti, per un intervento di arte pubblica che sviluppa ed espande l’idea di museo mobile con cui la Fondazione Nicola Trussardi trasforma da tempo la città in un grande palcoscenico per l’arte contemporanea.
 
I 70 artisti coinvolti sono stati invitati dalla Fondazione a produrre ognuno un’immagine inedita o a scegliere un’opera speciale da riprodurre su centinaia di manifesti: tutte le immagini realizzate saranno dunque protagoniste di una massiccia campagna di affissioni pubbliche che tappezzerà le strade e le piazze e che coinvolgerà addetti ai lavori e curiosi in una caccia al tesoro da un estremo all’altro della città, disegnando una nuova mappa di Milano, dal Cimitero Monumentale al Centro Storico, da City Life a Porta Romana.

ITALIA 70 – I NUOVI MOSTRI Ã¨: Yuri Ancarani, Giulia Andreani, Giorgio Andreotta Calò, Meris Angioletti, Marina Apollonio, Stefano Arienti, Micol Assaël, Vanessa Beecroft, Marco Belfiore, Elisabetta Benassi, Ruth Beraha, Simone Berti, Tomaso Binga, Monica Bonvicini, Lupo Borgonovo, Chiara Camoni, Ambra Castagnetti, Guglielmo Castelli, Maurizio Cattelan, Giulia Cenci, Francesco Clemente, Danilo Correale, Roberto Cuoghi, Enrico David, Patrizio di Massimo, Binta Diaw, Sara Enrico, Chiara Enzo, Alessandra Ferrini, Linda Fregni Nagler, Giuseppe Gabellone, Elisa Giardina Papa, Piero Golia, Massimo Grimaldi, Petrit Halilaj, Adelita Husni Bey, Luisa Lambri, Armin Linke, Lorenza Longhi, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Diego Marcon, Masbedo, Jacopo Miliani, Daniele Milvio, Alek O., Adrian Paci, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Diego Perrone, Alessandro Pessoli, Gabriele Picco, Paola Pivi, Maria Rapicavoli, Michele Rizzo, Pietro Roccasalva, Giangiacomo Rossetti, Andrea Salvino, Arcangelo Sassolino, Alessandro Sciarroni, Marinella Senatore, Elisa Sighicelli, Rudolf Stingel, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco, Grazia Varisco, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Sislej Xhafa, Shafei Xia.
 
ITALIA 70 – I NUOVI MOSTRI fa parte di una serie di incursioni realizzate dal 2013 dalla Fondazione Nicola Trussardi in occasione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano: progetti speciali, mostre temporanee, performance e interventi pop-up che hanno portato a Milano artisti internazionali, tra cui Darren Bader, Jeremy Deller, Agnes Denes, Gelitin, Sarah Lucas, Ibrahim Mahama e Stan VanDerBeek.
 




Thursday, April 13, 2023

Happy Birthday Fondazione Nicola Trussardi

Vent’anni fa, nel 2003, la Fondazione Nicola Trussardi – guidata dal presidente Beatrice Trussardi e dal direttore artistico Massimiliano Gioni – ha inventato un nuovo modello di istituzione dedicato all’arte contemporanea: un museo mobile, senza uno spazio espositivo fisso, che per ogni mostra sceglie un luogo speciale della città di Milano dove mettere in scena ambiziosi progetti d’artista e grandi mostre d’arte contemporanea, tutte sempre gratuite. Grazie alla Fondazione Nicola Trussardi, palazzi, piazze, strade, luoghi simbolici, spazi dimenticati ed edifici poco accessibili sono diventati altrettanti musei temporanei dove scoprire le opere e le visioni dei più importanti artisti internazionali, presentate in contenitori unici e ricchi di storia.
Agendo sui punti nevralgici della città, negli ultimi vent’anni il museo nomade della Fondazione Nicola Trussardi ha realizzato progetti, incursioni e mostre memorabili che hanno regalato una nuova identità a Milano, trasformandone la vita quotidiana e la dimensione pubblica e arricchendole di nuovi linguaggi ed esperienze.
La roulotte di Elmgreen & Dragset che sbucava dal pavimento di mosaico dell’Ottagono di Galleria Vittorio Emanuele (2003), i bambini di Maurizio Cattelan appesi alla quercia di piazza XXIV maggio (2004), la casa di pane e l’albero di acciaio di Urs Fisher all’Istituto dei Ciechi (2005), gli animali bianchi di Paola Pivi nei vecchi magazzini ferroviari di Porta Genova (2006), il gigantesco pallone gonfiabile con le sembianze di Pawel Althamer che fluttuava sopra l’Arena Civica (2007), le sculture viventi di Tino Sehgal negli spazi della Galleria d’Arte Moderna a Villa Reale (2008), le fiabe misteriose di Fischli e Weiss a Palazzo Litta (2008), i film senza fine di Tacita Dean a Palazzo Dugnani (2009), lo studio californiano di Paul McCarthy trasportato nei sotterranei di Palazzo Citterio (2010), le immagini lisergiche di Pipilotti Rist sulle pareti dell’ex Cinema Manzoni (2011), le performance musicali di Allora & Calzadilla al Circolo degli Ufficiali di Palazzo Cusani (2013), i sogni dei milanesi proiettati sulla volta del Planetario (2014), il campo di grano di Agnes Denes fatto crescere a Porta Nuova (2015), le sculture irriverenti di Sarah Lucas all’Albergo Diurno Venezia (2016), lo Stonehenge gonfiabile di Jeremy Deller nel giardino pubblico di CityLife (2018), i caselli di Porta Venezia impacchettati da Ibrahim Mahama (2019), Il cielo in una stanza riarrangiato da Ragnar Kjartansson per organo e voce alla Chiesa di San Carlo al Lazzaretto (2020), la piscina dorata di Nari Ward al Centro Balneare Romano (2022): questi sono solo alcuni dei progetti che negli ultimi vent’anni hanno fatto riscoprire ai cittadini e ai visitatori di Milano i gioielli nascosti della città, spesso restaurandoli e riaprendoli al pubblico, trasformati in suntuose scenografie per gli interventi dirompenti di alcuni dei più importanti artisti contemporanei.

Oggi la Fondazione Nicola Trussardi festeggia il proprio compleanno con il pubblico di miart, la fiera d'arte moderna e contemporanea di Milano, e lo fa a modo suo, con l’ennesima incursione inaspettata: al centro del padiglione della fiera svetta una surreale torta di compleanno, regalo di Maurizio Cattelan, artista da sempre legato all’istituzione milanese. Con i suoi sei piani alti più di tre metri, questa torta ripercorre le tappe di un’avventura che, in due decenni, ha contribuito a dare nuova attenzione e importanza all’arte contemporanea in Italia, rendendola davvero accessibile a tutti.

13 aprile 2023, ore 17.30*
miart
Allianz MiCo, Padiglione 3
viale Scarampo, Milano



Friday, September 9, 2022

NARI WARD - FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI

Dal 12 settembre al 16 ottobre 2022 la Fondazione Nicola Trussardi presenta un nuovo progetto realizzato appositamente per la città di Milano: Gilded Darkness, dell’artista americano Nari Ward (St. Andrew,Giamaica, 1963; vive e lavora a New York) .Negli spazi esterni e interni del Centro Balneare Romano, in zona Città Studi,Nari Ward porterà opere inedite, realizzate per l’occasione, accanto a celebri sculture, installazioni e interventi ambientali. Noto per le sue sculture e installazioni assemblate con materiali di recupero, dall'inizio degli anni Novanta, Nari Ward ha contribuito a immaginare l'arte e la cultura contemporanea come esperienze globali e polifoniche. Di origini giamaicane, Ward si è trasferito con la famiglia a New York in giovane età, e dopo gli studi d’arte si è stabilito ad Harlem, quartiere prevalentemente afroamericano di Manhattan. Colpito dal proliferare di oggetti abbandonati nelle strade, Ward ha cominciato a collezionare oggetti dal forte valore simbolico. Dalla manipolazione di questi materiali–passeggini, carrelli della spesa, ombrelli, lacci per le scarpe e altri oggetti trovati e rifiuti urbani–sono nate installazioni monumentali che hanno trasformato il linguaggio della scultura contemporanea, introducendo esperienze teatrali e immersive diventate poi un aspetto tipico dell'arte di questo nuovo secolo. Ad aprire il progetto per il Centro Balneare Romano sarà una delle sue opere più note, Amazing Grace, prodotta durante la sua residenza nel 1993 allo Studio Museum di Harlem: per questa grande installazione, Ward ha raccolto più di 300 passeggini abbandonati disponendoli in forma di scafo di nave. L’allestimento è accompagnato dalla voce della cantante gospel e attivista afroamericana Mahalia Jackson, che intona la struggente Amazing Grace. Installata negli spazi raramente accessibili dei vecchi spogliatoi della Piscina Romano, l’opera si carica di nuovi significati: è un anti-monumento che ricorda le immagini recenti dei passeggini lasciati nelle stazioni al confine con l’Ucraina per accogliere i profughi in fuga dal conflitto ma è anche un grande abbraccio che avvolge gli spettatori in un’atmosfera malinconica e struggente. Accanto ad Amazing Grace, Nari Ward presenterà una serie di opere che mettono al centro molti temi che animano la sua ricerca: il dialogo tra culture, l’arte come spazio di incontro e scambio, il formarsi dell’identità al confine tra linguaggi e tradizioni diverse e, in particolare, una riflessione sulla funzione dei monumenti in un momento segnato dalla continua revisione della storia e dai numerosi crolli e le ripetute crisi che hanno definito questi ultimi anni. Gilded Darknesssi articolerà negli spazi del Centro Balneare Romano, occupandoli con tracce fisiche e immateriali.

Nari Ward portrait, 2016.
 Courtesy Pérez Art Museum Miami
Photo World Red Eye


Nari Ward, Amazing Grace, 1993.

Exhibition views of Nari Ward. We the People, 2019. New Museum, New York.

Photo Maris Hutchinson / EPW Studio


Nari Ward, Amazing Grace, 1993.

Exhibition views of Nari Ward. We the People, 2019. New Museum, New York.

Photo Maris Hutchinson / EPW Studio


Nari Ward

Radiant Opacity, 2022.
Exhibition views, Galleria Continua / Les Moulins.

Courtesy GALLERIA CONTINUA

Photo Oak Taylor-Smith




Nari Ward

Canned Smiles, 2013

Courtesy the artist and Lehmann Maupin, New York, Hong Kong, Seoul and London




Nari Ward

Sugar Hill Smiles, 2014

Installation view, If You Build It, No Longer Empty, Harlem, New York, June 2014.

Photo Whitney Browne

Courtesy the artist and Lehmann Maupin, New York, Hong Kong, Seoul and London


Exhibition views of Nari Ward. We the People, 2019. New Museum, New York.

Photo Maris Hutchinson / EPW Studio




Exhibition views of Nari Ward. We the People, 2019. New Museum, New York.

Photo Maris Hutchinson / EPW Studio


 

Tuesday, April 2, 2019

FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI presents IBRAHIM MAHAMA A FRIEND

From Tuesday, April 2, to Sunday, April 14, 2019, Fondazione Nicola Trussardi presents A FRIEND, a monumental installation specially conceived for the two neoclassical tollgates of Porta Venezia by the Ghanaian artist Ibrahim Mahama (b. 1987, Tamale, Ghana), curated by Massimiliano Gioni. The site-specific installation is presented on the occasion of the Milanese Art Week, and during the Milan Design Week – Salone del Mobile. Following Mahama’s large-scale interventions in various major international exhibitions, the Fondazione Nicola Trussardi has invited the artist to Milan to carry out an urban-scale installation at a key site in the city: the crossroads of Porta Venezia. A Friend aims to reflect on the very concept of the threshold—that place of passage defining inside and outside; one’s self and the other; the friend and the enemy. As in the numerous public installations realized by Mahama in museums, libraries, government buildings, theaters, and railway stations around the world, the artist will wrap Porta Venezia with jute sacks. Creating a second skin, the artist will generate a new identity for the two structures, underscoring their historical origins and symbolic functions as places of trade and exchange. Through his research and the transformation of materials, Mahama investigates some of today’s most important issues: migration, globalization, and the circulation of goods and peoples across borders and between nations. His large-scale installations make use of materials gathered from urban settings—such as architectural fragments, wood, fabric, and, in particular, jute sacks—often sewn together and draped over major architectural structures.


 Da martedì 2 a domenica 14 aprile 2019, la Fondazione Nicola Trussardi presenta A Friend, un’imponente installazione concepita appositamente per i due caselli daziari di Porta Venezia dall’artista ghanese Ibrahim Mahama (Tamale, Ghana, 1987), a cura di Massimiliano Gioni. L’installazione è realizzata in occasione dell’Art Week milanese, coordinata dal Comune di Milano, e rimarrà visibile anche per l’intera durata della Design Week. Dopo i suoi grandi interventi all’interno di importanti rassegne internazionali di arte contemporanea – dalla 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2015) a Documenta 14 (2017) a Kassel e Atene – la Fondazione Nicola Trussardi ha invitato Mahama a realizzare a Milano un’installazione su scala urbanistica che coinvolgerà interamente un luogo simbolo della città: il crocevia di Porta Venezia. A Friend vuole innescare una riflessione sul concetto stesso di soglia, quel luogo di passaggio che definisce l’interno e l’esterno, il sé e l’altro, l’amico e il nemico. Come già avvenuto per le numerose opere pubbliche realizzate da Ibrahim Mahama nelle capitali dell’arte contemporanea in musei, biblioteche, palazzi governativi, teatri e stazioni ferroviarie, anche a Milano l’artista avvolgerà i caselli neoclassici di Porta Venezia con sacchi di juta, creando una seconda pelle che conferirà ai due edifici una nuova identità, portandoci a riguardarli non più come semplici monumenti, ma alla luce della loro origine storica e della loro funzione simbolica ed economica come luogo di scambio commerciale. Attraverso la ricerca e la trasformazione dei materiali, Ibrahim Mahama indaga alcuni dei temi più importanti della contemporaneità: la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone attraverso i confini e le nazioni. Le sue installazioni su larga scala impiegano materiali raccolti da ambienti urbani, come frammenti architettonici, legno, tessuti e, in particolare, sacchi di juta che vengono cuciti insieme e drappeggiati su imponenti strutture architettoniche.











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