Friday, November 3, 2023
CARLA FENDI FOUNDATION | Daniele Puppi. Frammento Fatica n.26
Saturday, October 28, 2023
Paul Maheke -The Purple Chamber
Con The Purple Chamber di Paul Maheke (1985, Brive-la-Gaillarde, Francia) - prima personale in un’istituzione italiana dell’artista francese - dal 28 ottobre la Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta il secondo appuntamento di Corpo Celeste, il ciclo espositivo a cura di Chiara Nuzzi appositamente ideato per il programma Project Room, progetto osservatorio della Fondazione sulle arti contemporanee.
Attraverso la sua ricerca, Maheke utilizza media diversi che si contaminano tra loro, spaziando dall’installazione al video, dalla scultura al suono, al disegno e alla performance, elemento – quest’ultimo – considerato da lui centrale per la sua capacità di trascendere l'uso del linguaggio. In Maheke infatti il movimento, il gesto e l'ambiente diventano veicoli per esplorare il limite, il potenziale e la trasformazione in relazione all'identità e alla percezione umana.
In The Purple Chamber l’artista condensa i temi e le ricerche che da sempre caratterizzano il suo lavoro all’interno di uno spazio di reinvenzione e meditazione: una vera e propria cosmologia, intesa dall’artista come un mondo che prende forma davanti al pubblico. Uno spazio in continuo mutamento nel quale elementi diversi – scultura, disegno, performance – si incontrano e si intrecciano l’un l’altro mantenendo tuttavia una loro potenziale autonomia. Il pubblico è invitato ad addentrarsi in un ambiente intimo e spaesante, le cui pareti sono coperte da tende lilla che lasciano intravedere, in un continuo gioco di stratificazioni, sculture edisegni. Tra questi ci sono il corpus inedito The Purple Chamber series (2023) e un imponente wall painting - realizzati appositamente per la mostra - e alcune opere precedenti, come Sans titre (ombre blanche) (2020) e You & I (fallen orbiters) (2023).
Nel loro insieme i lavori compongono un intenso dialogo tra corpo e superficie materica che scandisce il ritmo espositivo e trascende i limiti spazio-temporali.
Friday, October 27, 2023
UTOPICHE SEDUZIONI. Dai nuovi materiali alla Recycled Art. Da Piero Manzoni alle ultime generazioni
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| Andrea Cereda -Mail delivery failure, 2014 lamiere e filo di ferro dimensioni variabili |
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| Artan Shalsi-PM PEHD B 23 319,2023 polietilene ad lta densita 855x545 cm-Courtesy l'artista e ArteA Gallery Milano-Galleria d'Arte Niccoli - Parma |
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| Enrico Cattaneo- Ballerina,1994 stampa Inkjet Fine Art 5070 cm Courtesy Archivio Fotografico Enrico Cattaneo |
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| Lucia Bonomo-Morfologia -Carte dal 2003 al 2008 2022 c arta tela pastelli a cera tecnica mista due elementi 65x65x10 cm e 130x130 cm |
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| Margherita Levo-Rosemberg La violazione dalla serie Garofanie,2023 pellicole_ adiografiche decofix circa 90x80x30 cm |
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| Marina Gasparini-Bandiera Rossa,2022 ritaglio e ricamo su tessuto 140x275 cm |
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| Renata Boero_ -Cromogramma,1978 tela_marina, elementi naturali 260x160 cm Collezione Fondazione Dino Zoli-Forli |
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| Thierry Konarzewski-White planet serie After the_ uture-Oceano Atlantico,Francia_ stampa Fine Art su carta Hahnemhle 100x150 cm |
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| Piero Manzoni Achrome_,962-pallini di ovatta 2027cm Ph.Bruno Bani_-Fondazione Piero Manzoni-Milano |
Tuesday, October 24, 2023
THOMAS HUBER. On Perspective
L'esposizione On Perspective. Selected works from 2012 to 2020, in collaborazione con Ditesheim & Maffei Fine Art di Neuchâtel, propone una scelta di lavori che comprende dipinti a olio e acquerelli, due tecniche che accompagnano la produzione artistica di Thomas Huber sin dagli albori della sua carriera. Dai primi anni ‘80, Huber ha sviluppato una pratica che si può considerare come una sorta di narrazione visiva dedicata all'arte della pittura stessa. Nonostante la sua estetica possa apparire immediatamente "accessibile", l'arte di Thomas Huber conduce in un mondo onirico, immaginario e al tempo stesso straordinariamente realistico, che interagisce con lo spettatore in un modo singolare.
È tutto un gioco di percezione e di prospettiva come si intuisce dall'opera che di questa esposizione è il "manifesto": Besucherandrang (serie Am Horizont, 2015). Il grande dipinto mostra la stessa sezione architettonica ripetuta tre volte, fedele a sé stessa ma mai uguale agli occhi dello spettatore.
On Perspective parla di percezione della prospettiva, ma anche di prospettive di visione. Così l'atelier di Thomas Huber, uno dei soggetti ricorrenti nella sua opera, non è più un semplice studio, ma prende vita e si legittima attraverso la scelta del punto di vista da cui è stato ritratto o da cui l'artista desidera che lo spettatore lo contempli. In mostra da KROMYA sono presenti diversi esempi che indagano questo tema. Uno dei più emblematici è l'olio su tela Atelier Negativ (2015), che svela lo studio dell'artista a Berlino. All'interno di questo spazio dipinto Huber introduce due tele, creando così dei "quadri nel quadro". In questo modo, l'artista sfida il pubblico a esplorare la dualità e la prospettiva all'interno delle sue opere, evidenziando la sua capacità di creare narrazioni visive complesse. Narrazioni che è possibile approfondire in diversi acquerelli presenti in mostra, che ritraggono lo studio dell'artista da varie prospettive.
Thursday, October 19, 2023
WOMEN EXHIBITION - POP HOUSE
La Marco Orler International Gallery di Milano, inaugura presso lo spazio Pop House, la mostra "Women", una straordinaria esposizione dedicata esclusivamente all’arte femminile moderna e contemporanea. che rimarrà accessibile al pubblico fino al 19 novembre.
Women” vuole tracciare una nuova narrazione nell’ambito dell’arte contemporanea, mettendo in luce l’importante contributo di artiste donne che, nonostante le sfide storiche e culturali, hanno saputo emergere con forza nel panorama artistico globale. La mostra espone le opere di nove straordinarie artiste, tra le più quotate e influenti nel contesto contemporaneo mondiale. Da Kiki Smith a Jenny Holzer, da Niki de Saint Phalle a Joanna Pousette Dart, da Maria Lai a Grazia Varisco, fino a Tracey Emin, Esiri Erheriene-Essi e Sherrie Levine.
Le artiste in mostra
- Kiki Smith (Norimberga, Germania 1954) è considerata una tra le artiste concettuali più influenti del panorama contemporaneo femminista. Nelle sue opere sono centrali i temi della mortalità , della spiritualità e del misticismo. Durante la sua carriera vanta l’uso di materiali singolari come capelli e lattice, cera d’api e oro, gesso, bronzo, carta, vetro e porcellana, attraverso varie espressioni artistiche come la pittura, la fotografia, la scultura, il disegno, le installazioni, i gioielli, i libri d’artista, i video e le opere cinematografiche. Le sue opere sono presentate nei più importanti musei del mondo tra i quali Centre Pompidou di Parigi, Solomon R. Guggenheim Museum di New York, Tate Gallery di Londra.
- Niki de Sain Phalle (Neuilly-sur-Seine, Francia 1930 – San Diego, USA 2002) spazia attraverso varie forme creative, dalla scultura alla pittura, all’incisione, all’architettura fino alla regia. I temi da lei trattati riguardano la femminilità e il femminismo, lo svago e la violenza, la felicità e il dolore. Si scaglia contro la società chiaramente patriarcale dei suoi tempi, ma anche contro la religione e il razzismo. Soggetti della sua arte ono figure stravaganti, dai colori accesi, dapprima realizzati con lana, filati, cartapesta e filo metallico, in seguito in poliestere. Le sue opere sono presentate nei più importanti musei del mondo tra i quali Metropolitan Museum of Art di New York, Musée d’Art Contemporain di Marsiglia, Museo Stedelijk di Amsterdam, Tate Gallery di Londra.
- Jenny Holzer (Gallipolis, USA 1950), artista concettuale, si specializza in pittura e incisione alla Ohio University nel 1972, per poi trasferirsi nel 1977 a New York dove attualmente vive e lavora. Negli anni ’80 progetta i primi “LED” che posiziona al centro della città di New York. Sono aforismi che invitano i passanti a credere in sé stessi e a fronteggiare con consapevolezza i momenti più bui della vita. Le opere di Jenny Holzer sono esposte nei più importanti musei del mondo tra i quali Museo Solomon R. Guggenheim di New York, Centre Pompidou di Parigi, Museum of Modern Art di New York, Neue Nationalgalerie di Berlino. Nel 1990, l’artista viene riconosciuta come prima donna americana vivente a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.
- Sherrie Levine (Hazleton, USA 1947) fotografa e artista concettuale. Insieme a Cindy Sherman, Robert Longo e David Salle è una delle maggiori esponenti del “Appropriation Art”. L’artista è impegnata nel dibattito femminista; si appropria di opere di predecessori uomini per analizzarne il ruolo nel mondo dell’arte ed evidenziare il concetto di differenza di generi. Le sue opere sono state esposte in numerosi musei di fama internazionale tra i quali Hirshhorn Museum di Washington D.C, San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco, Centre Pompidou di Parigi, Whitney Museum of American Art di New York.
- Maria Lai (Ulassai, Italia 1919 – Cardeu, Italia 2013), artista concettuale. Fin da adolescente è appassionata d’arte. Diviene famosa per i suoi lavori tessili, opere derivanti da una ricerca minuziosa di nuovi materiali e nuove forme di espressione come libri e tele cucite, pani e terrecotte. Le opere di Maria Lai sono esposte in alcune delle più prestigiose istituzioni pubbliche tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Museum of Modern Art di New York, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART).
- Joanna Pousette-Dart (New York, USA 1947). Nel dinamismo della sua arte si percepiscono la forma e la luce in continua mutazione, come anche gli spazi aperti e il senso della curvatura terrestre. Dipinge attingendo a varie linee artistiche: islamica, mozarabica, catalana, calligrafia e pittura di paesaggi cinesi, arte Maya e degli indiani d’America. I suoi lavori sono conservati in collezioni pubbliche di fama internazionali come Solomon R. Guggenheim Museum di New York, Indianapolis Museum of Art di Indianapolis, Museum of Fine Arts di Boston.
- Esiri Erheriene-Essi (Londra, Inghilterra 1982), pittrice figurativa; attualmente vive e lavora ad Amsterdam. Le opere di Esiri raccontano scene di vita popolare tra amici o parenti realizzate traendo ispirazione da eventi storici, da esperienze di vita personale oppure dalla consultazione di album di famiglia. Utilizza tele di grande formato (quasi a misura d’uomo), in cui inserisce figure dai colori molto vivaci, rappresentazioni di storie d’archivio mai tramandate, tenute nascoste o scordate. Le opere dell’artista sono esposte nelle collezioni dello Stedelijk Museum di Amsterdam, dell’Institute of Contemporary Art di Miami (ICA), del Ministero dell’Interno e delle Relazioni del Regno dei Paesi Bassi.
- Grazia Varisco (Milano, Italia 1937) è figura di spicco nell’arte cinetica e programmata. Nei primi anni ‘60 diviene l’unica esponente femminile e co-fondatrice del Gruppo T insieme a Colombo, Anceschi, De Vecchi e Boriani. Le sue opere spaziano attraverso numerosi temi: la correlazione fra tempo e spazio, tra caso e programma, ma anche la percezione e il confronto fra opposti, la concezione del divenire, la transitorietà e la provvisorietà . I materiali utilizzati sono spesso magneti, vetri, fogli di carta o ferro, elementi semplici che esortano il fruitore a prendere parte all’esperimento percettivo, regalandogli un’esperienza unica, tra stupore e curiosità . Le opere di Grazia Varisco sono presenti in musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere tra cui la Collezione Farnesina di Roma, Museum of Modern Art di New York, Centre Georges Pompidou di Parigi, Museo del ‘900 di Milano, Fondazione Prada di Milano.
- Tracey Emin (Londra, Inghilterra 1963) è un’artista femminista e post-modernista. Nelle opere realizzate dall’artista emergono tematiche quali l’amore, la passione, la perdita e il dolore, che avvolgono lo spettatore in un’atmosfera altamente emotiva. Ciò si può notare innanzitutto dai famosi neon, caratterizzati da una scrittura corsiva e da una grammatica propria riconoscibile. Sono frasi che colpiscono per il loro carattere forte e contemporaneamente fragile, due aspetti che ritroviamo anche nelle relazioni umane. I lavori di Emin si trovano esposti in numerose istituzioni come Royal Academy of Arts di Londra, Musée d’Orsay di Parigi, Museo de Arte Latinoamericano di Buenos Aires, Museo Stedelijk di Amsterdam.
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| TRACEY EMIN Her Soft Lips Touched mine And Every Thing Became Hard, 2008 |
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| NIKI DE-SAINT-PHALLE Oiseau amoreux,1972 |
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| ESIRI ERHERIENE ESSI The memor scaled |
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| GRAZIA VARISCO Schema luminoso variabile-19651966 |
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| JENNY HOLZER Truism-1983 |
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| JOANNA POUSETTE DART Senza titolo-2020-2021 |
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| MARIA LAI Composizione polimaterica con ripresa del tema del telaio, 1999 |
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| SHERRIE LEVINE Phrenology Cranium-2006 |
Wednesday, October 18, 2023
WITH LOVE. PETER BLAKE
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| I love You |
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| Blake-Joseph Cornell’s Holiday – England, Farley Farm |
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| Blake-Mary Lin Monroe Fabulous Texan MM, 2019jp |
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| Blake-Late Period – Study for ‘Party’ 6, 2 j |
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| Blake-Late Period – Study for ‘Party’ 5, 2018 |
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| Blake-Norma Jean Baker, 1988 |
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| Blake-Joseph Cornell’sHoliday – Italy, Rome. ‘Street jp |
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| Paravento |
Tuesday, October 10, 2023
SERGIA AVVEDUTI -“Svolgere, Riavvolgere”
Sunday, October 8, 2023
Touching the Sky | Tiffanie Delune & Sola Olulode
Dal 5 ottobre al 12 novembre 2023 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma, via Laurina 31, il lavoro di due artiste di origini africane, astri nascenti della scena internazionale, Tiffanie Delune (Parigi, Francia, 1988) e Sola Olulode (Londra, UK, 1996), che espongono per la prima volta insieme nella mostra Touching the Sky, a cura di Catherine Loewe.
Questa mostra segna l’inizio di un nuovo percorso di Mucciaccia Contemporary, che sotto la denominazione Project e la direzione artistica di Giulia Abate vuole dedicarsi alla ricerca di nuove proposte organizzando mostre inedite di artisti sia nella sede di via Laurina a Roma che nelle altre sedi di Mucciaccia Gallery a Londra e a Singapore.
Il titolo della mostra trae ispirazione dal brano "Feel so High", una ballata della cantante britannica Des'ree tratta dal suo primo album Mind Adventures (1992), un inno alla felicità e alla gioia di vivere, tematiche che sottendono alla selezione delle opere presentate, che suggeriscono un anelito spirituale a raggiungere i propri sogni e la propria beatitudine.
Il dialogo tra Tiffanie Delune e Sola Olulode si articola attraverso la giustapposizione di opere che risuonano con quella sensazione di slancio tipica dei momenti di pura gioia e libertà : attingendo alle idee di memoria, amore, passione e compassione, le due artiste hanno intrapreso un viaggio alla scoperta e all'affermazione di sé che riflette le loro identità personali.
Le loro opere fanno riferimento alla loro eredità africana, mescolata con influenze del canone artistico occidentale, e sono inondate di colori vividi e stratificati. In modo diverso, Delune e Olulode celebrano la storia universale della femminilità , condividendo qualità profondamente istintive e nutritive.
Tiffanie Delune, artista autodidatta di origine francese e belgo-congolese che vive a Lisbona, intraprende nei suoi lavori una sorta di vagabondaggio, intrecciando apparizioni oniriche e ricordi di viaggio con simboli della sua famiglia meticcia, accenni di femminilità e flussi di spiritualità , come si evince dalle sei opere in mostra. Navigando tra la parte più oscura di sé e quella ricca di luce, movimento ed energia, Tiffanie è interessata alla magia della narrazione, creando opere a più strati su tele di cotone, drappi di lino e pezzi di carta più piccoli, giocando con le sovrapposizioni, ricercando trame e significati, usando acrilici, pastelli, ritagli di carta, vernice spray, glitter e fili.
Sola Olulode, artista britannico-nigeriana che vive e lavora a Londra, utilizza immagini “dolci” per celebrare l'identità nera, la femminilità e le persone non binarie. L'artista utilizza la pennellata gestuale, il colorante indaco, la cera, bastoni per pittura a olio, l’impasto in schemi monocromatici in blu, verde o giallo. In mostra nove opere che parlano fortemente della sua eredità nigeriana, concentrandosi sulla rappresentazione e sulla visibilità delle esperienze vissute dagli individui Black Queer.
Le artiste Delune e Olulode rappresentano una nuova generazione che sottolinea ciò che significa essere donna e artista nera nel XXI secolo, rifiutando la tendenza alla categorizzazione riduttiva che ruota attorno al trauma della violenza razziale o agli stereotipi della femminilità nera, scegliendo invece una vita intenzionale che si spinge nei regni della giocosità , dei sogni e della gioia.
Le loro opere trasudano speranza, portando con sé un senso di catarsi intorno alle lotte personali e alle complessità dell'identità . Questo approccio edificante è un caso di sottile attivismo che recupera la bellezza, la guarigione e l'appagamento laddove in precedenza potevano essere assenti o oscurati.








































