Tuesday, January 18, 2022

ARNULF RAINER - COLORI NELLE MANI

Firenze - È prorogata fino al 5 marzo 2022 la mostra Colori nelle mani dell’artista austriaco Arnulf Rainer  presso la Galleria Poggiali di Firenze nelle sue due sedi di via della Scala e di via Benedetta. 
Arnulf Rainer (Baden, 8 dicembre 1929) , noto al grande pubblico per la sua arte astratta e informale,  durante i suoi primi anni di carriera fu influenzato dal Surrealismo facendo poi evolvere il suo stile verso la distruzione delle forme, con annerimenti, ridipinture e mascherature di illustrazioni e fotografie che dominano i suoi lavori successivi. Era molto vicino all'Azionismo viennese, caratterizzato da body art e pittura sotto l'effetto di droghe e dipinse a lungo la relazione tra la vita e la morte concentrandosi ampiamente sul tema di Hiroshima in relazione al bombardamento nucleare della città giapponese e alle sue ricadute politiche e fisiche. 
 Il progetto, realizzato in galleria con lo stesso artista, presenta un ampio corpus di per lo più dipinti inediti. Una prima sezione che, a partire dai lavori dei primi anni ‘80 realizzati con le dita, arriva a quelli dei primi anni ‘90, nel quale l’indagine di Arnulf Rainer si concentra sulla scomposizione della materia come se fosse vivisezionata al microscopio. Si passa poi ai lavori degli anni ‘80 eseguiti con il colore preso direttamente nelle mani e passato veementemente sulla superficie con le dita, lasciandovi spesso residui come abbondanti grumi. Si tratta di lavori i cui momenti germinali erano apparsi alla Biennale di Venezia del ’78 ed alla successiva Documenta a Kassel, e dei cui sviluppi aveva dato conto anche la personale al Guggenheim di New York del 1989. I segni gestuali così potenti, estremi, realizzati, con le mani, lasciano spazio nella serie dei primi anni ‘90 a una forza pittorica che condensa visioni coloristiche con dinamiche legate alla materia, con supporti preventivamente segnati, incisi, ed in un secondo momento sommersi da strati di colore che spesso debordano copiosamente sulla cornice. I colori divengono talvolta veli, altre volte dense coltri. Completano la mostra quattro celebri lavori appartenenti alla serie Face Farces realizzati nei primi anni ’70.













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