Jan Fabre torna a Napoli con un nuovo progetto che coinvolge quattro luoghi di grande
prestigio: il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la chiesa del Pio Monte della Misericordia, il Museo Madre e la
galleria Studio Trisorio.
Al Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’artista esporrà un gruppo di lavori in dialogo con una selezione speciale di
opere d’arte provenienti dalla collezione permanente del museo e da altre istituzioni museali napoletane .
La mostra, dal titolo
Oro Rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue, curata da Stefano Causa insieme a
Blandine Gwizdala, inaugurerà il 30 marzo e vedrà sculture in oro e disegni di sangue creati dall’artista dagli anni
Settanta ad oggi, oltre a una serie inedita e sorprendente di sculture in corallo rosso, realizzata appositamente per
Capodimonte. In mostra, le sculture dorate di Jan Fabre danno corpo prezioso alle idee dell’artista sulla creazione, sull’arte e sul suo
rapporto con i grandi maestri del passato. Nei disegni di sangue si ritrovano invece le più profonde motivazioni
dell’artista, le sue sperimentazioni, il suo manifesto poetico, fisico, intimo.
Sempre dal 30 marzo, a cura di Melania Rossi, la scultura di Jan Fabre
The man who bears the cross (L’uomo che
sorregge la croce) (2015), sarà visibile nella chiesa del
Pio Monte della Misericordia, in dialogo diretto con il
capolavoro di Caravaggio Sette opere di Misericordia.
La scultura, realizzata completamente in cera, è un autoritratto dell’artista, basato sui tratti somatici dello zio Jaak
Fabre, che tiene in bilico una croce di oltre due metri sul palmo della mano. Nel rituale auto-rappresentativo l’artista
esce da sé stesso e diviene qualunque uomo, lo specchio di ognuno di noi.
Dal 30 marzo, inoltre, il
Museo Madre, a cura di Andrea Viliani, Melania Rossi e Laura Trisorio, ospiterà in
anteprima l'iconica scultura
L’uomo che misura le nuvole (2018), in un’inedita versione in marmo di Carrara allestita
nel Cortile d'onore del museo regionale d'arte contemporanea.
Dopo la presentazione nel 2008 e nel 2017 della versione in bronzo della stessa scultura in Piazza del Plebiscito e sul
terrazzo del museo, Jan Fabre torna a celebrare al Madre la capacità di immaginare, sognare e conoscere, elevandosi
oltre il nostro destino di esseri umani. L’uomo che misura le nuvole si ispira dall’affermazione che l’ornitologo Robert
Stroud pronunciò nel momento della liberazione dalla prigione di Alcatraz, quando dichiarò che si sarebbe d’ora in poi
dedicato appunto a “misurare le nuvole”.
Presso la storica galleria
Studio Trisorio, sarà esposta una selezione di opere di Jan Fabre realizzate completamente
con di gusci di scarabei iridescenti.
La mostra, dal titolo
Tribute to Hieronymus Bosch in Congo (Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo), a cura di
Melania Rossi e Laura Trisorio, inaugurerà il 29 marzo e vedrà dei grandi pannelli e delle sculture a mosaico di
scarabei ispirati alla triste e violenta storia della colonizzazione del Congo belga. In queste opere, l’ispirazione storica si
unisce alla simbologia medioevale tratta da uno dei più grandi maestri fiamminghi, uno dei maestri putativi di Jan
Fabre, Hieronymus Bosch, e in particolare dal suo capolavoro Il Giardino delle Delizie (1480-1490).
L’artista ci porta in una zona indefinita, tra il Paradiso e il Congo Belga, in un'illusione di libertà , in un luogo lontano,
sia mitico che concreto, attraverso una polisemia di immagini dell’esistenza umana.
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The Devilish Love for Death
FABRE OROROSSO Capodimonte |
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The Red Gold Passion
FABRE OROROSSO Capodimonte |
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| TELLING THE PASSION OF ART AND CHRIST |
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Golden human brain with angel wings FABRE OROROSSO Capodimonte |
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The Man who Bears the Cross FABRE Pio Monte |
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The civilizing country of Belgium FABRE Trisorio |