Wednesday, July 13, 2016

LA CASA DO YOU DO

Ogni due anni do ut do propone eventi dedicati alle arti ed alle eccellenze della nostra cultura coinvolgendo istituzioni, imprese e collezionisti.
La terza edizione di do ut do si basa sulla realizzazione della casa do ut do di Alessandro Mendini, le cui stanze sono progettate da importanti architetti e designer.
La casa do ut do sarà creata in digitale utilizzando un sistema di navigazione in virtual reality 3D, in modo da consentire la visita della casa do ut do sia sul web che nei musei e nelle sedi espositive che aderiscono al progetto, in video e in navigazione con visori 3D, oltre che in navigazione libera su smartphone e tablet.
Quest'anno do ut do si sviluppa nel corso di tutto il 2016 ed è stato pubblicamente annunciato in anteprima ad ARTEFIERA il 31 gennaio. La casa do ut do è stata presentata, ai media e al mondo dell'architettura e del design internazionale, in una conferenza stampa abbinata ad un incontro sui “I Valori dell’Abitare”, il 14 aprile, in occasione dell'evento INTERNI - OPEN BORDERS, durante il Salone del Mobile di Milano, presso l'Aula del Senato Accademico dell’Università Statale di Milano. La casa do ut do è stata poi ufficialmente presentata al mondo dell'arte contemporanea a Venezia il 17 maggio presso la Peggy Guggenheim Collection. Da luglio inizieranno le installazioni della casa do ut do in importanti sedi espositive, dal 14 luglio a fine agosto alla Reggia di Caserta, da 15 al 22 luglio al MADRE di Napoli, dal 20 al 25 settembre al MAXXI di Roma, dal 3 al 10 di ottobre al MART di Rovereto poi, tra ottobre e novembre, le opere che saranno oggetto dell'estrazione saranno fisicamente in mostra alla Pinacoteca Nazionale di Bologna e all'Accademia di Belle Arti di Bologna mentre la casa do ut do sarà visitabile al MAMbo, con filmati e visori 3D.

Alessandro Mendini






Monday, July 11, 2016

DGLOVESNAPLES

Per festeggiare il trentennale del brand Dolce e Gabbana, gli stilisti hanno scelto Napoli.
Un' anno di preparativi, quattro giorni di eventi e un hashtag (#dglovesnaples) che ha invaso il web.
Dalla cena più formale a villa Pignatelli, alla sfilata a San Gregorio Armeno e spaccanapoli, la festa al borgo e il party finale al Bagno Elena a Posillipo sulle rive di Palazzo Donn'Anna, Dolce e Gabbana hanno toccato i luoghi belli e  contrastanti di Napoli, scenografati con luminarie anni '50, ad accentuare il folclore e il barocco dei loro abiti ispirati al mambo, a San Gennaro, alla maglia di Maradona, alle madonne e a tutte le immgini forti ed emblematiche della cultura partenopea.
Madrina e regina di tutta la kermesse: Sophia Loren, l'icona più napoletana e mondiale di tutti, che con l'occasione ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Seduta su un trono con affianco figlio e nipoti, ha visto sfilare modelle giovanissime che avanzavano non senza difficoltà sui ciottoli dei Decumani. Mentre la collezione uomo, fatta di abiti sartoriali, tuniche e vestaglie di seta è stata presentata al Castel dell'Ovo.
Yacht e jet privati hanno accompagnato a Napoli gli amici e i clienti super ricchi dei designers che in quest'atmosfera di gran festa hanno potuto acquistare in anteprima la lussuosissima collezione alta moda.
 Anche Riccardo Tisci  ha scelto  locations Napoletane per il lookbook primavera-estate 2017 di Givenchy, facendo immortalare modelle come Mariacarla Boscoso e Bella Hadid tra i vicoli di Napoli, il porto e San Domenico maggiore.
Così il mondo scopre Napoli non solo attraverso Gomorra e i fatti di cronaca, ma anche attraverso la moda che ci regala l'immagine più interessante e vitale della città più viva d'Italia.










Thursday, July 7, 2016

PARIS HAUTE COUTURE F/W2016-17-MY CHOICE

Schiaparelli

Atelier Versace

Iris van Herpen

Jean Paul Gaultier

Christian Dior

Chanel

Armani Privé

Giambattista Valli

Valentino

Ulyana Sergeenko

Maison Margiela

Francesco Scognamiglio  -  Viktor&Rolf

Saturday, July 2, 2016

CAMILLE HENROT-LUNA DI LATTE

A distanza di una settimana da''inaugurazione della mostra di Mimmo Jodice, il Madre di Napoli inaugura un'altra mostra: Luna di Latte di Camille Henrot Leone d'argento quale migliore artista giovane alla 55.Biennale di Venezia del 2013, sessanta schizzi e disegni e sette sculture.
“Con questi disegni e queste sculture-machette sveliamo cosa c'è dietro la preparazione di una mostra” ha commentato la curatrice Cloè Perrone. “La Henrot sta portando avanti un progetto sullo studio dei simboli legati ai giorni della settimana e, in questo caso, ha riflettuto sugli stati emotivi connessi al lunedì, giorno in cui si è carichi e propositivi, ma anche giorno della luna che porta con sé la delusione e la malinconia per tutti i buoni propositi, poi non realizzati”.
La Henrot esplora il significato culturale e simbolico connesso al “giorno della luna”, il lunedì, reinterpretando il lato oscuro della notte a cui esso è tradizionalmente connesso. La luna, con il suo perenne moto, da sempre influenza il nostro pianeta, noi, i nostri umori, il nostro immaginario e la nostra storia: sin dall’antichità la luna è simbolo di fertilità e buon auspicio, ma anche di mistero e melancolia. La “luna di latte”, la luna piena del mese di maggio e del risveglio primaverile, produrrebbe creatività e abbondanza.
fino al 3 ottobre
Museo Madre-Via Luigi Settembrini, 79-Napoli








Friday, July 1, 2016

THE CHERRY ORCHARD






90's vintage kimono, chiffon top with sequins stars by Pink Soda, vintage boyfriend jeans, yellow sandals by Manufacture d'Essai, vintage sunglasses
Kimono vintage anni '90, top di chiffon con paillettes Pink Soda, boyfriend jeans vintage, sandali gialli Manifacture d'Essai, occhiali vintage

S/S2016
Etro - Calvin Klein - Erika Cavallini - Givenchy

forte_forte - Olympia le Tan - Racil - Zara
Related Article:http://www.scostumista.com/2016/06/kimono-coat.html

Thursday, June 30, 2016

KIMONO COAT

Early last century, influences from the Orient influenced art and fashion.
Paul Poiret and Mariano Fortuny were the two designers who have brought more fabrics and designs inspired by the Rising Sun in fashion. Paul Poiret became famous with his controversial kimono coat and similar, loose-fitting designs created specifically for an uncorseted, slim figure. His designs were exotic; the Russian ballet, Orientalism, and African art, as interpreted by the cubists, were typical influences. Paul Poiret called this item a "kimono coat." The pieces constructed the coat were cut straight. East Asia, for him, was an extremely ambiguous concept, as it was for many contemporary Westerners and differences between Japanese garments, and even between Japan and China, were obscure. Kimono consisted of a natural drape of lithe cloth flowing down from the shoulders enveloping the body.
Mariano Fortuny also closely studied kimono, influenced by his father, a Spanish painter who was immersed in Japan art in Paris, he became familiar with kimono from his childhood. The influence of kimono can be seen in many aspects of Fortuny's clothing, including the composition of placing a supporting point on the shoulders, and the citing of patterns.
From then to now designers like McQueen, Galliano, Sarah Burton, continue to revisit the classic oriental kimono.
colori e altri materiali prese in giro qua e là....



CLOSET CASTLE di Annapaola Brancia d'Apricena


Renewed findings from the coffer of a castle

90's kimono coat

Alexander McQueen -Vogue 2009

Dior by Galliano 2007

Eleonora Duse

Olga De Meyer photo by Adolf De Meyer

Evening Coat by Paul Poiret


Coat by Paul Poiret




Coat by Mariano Fortuny
Related Article:http://www.scostumista.com/2016/07/the-cherry-orchard.html
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