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Tuesday, January 27, 2026

21Art apre una nuova galleria a Roma

 21Art apre una nuova galleria d'arte nel cuore di Roma. Situata in Largo della Fontanella di Borghese n. 89, la sede è stata oggetto di un importante intervento di ristrutturazione firmato dal collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.


21Art Roma sarà accessibile al pubblico dal 29 gennaio 2026 con una selezione di opere di giovani promesse e artisti internazionali cui saranno dedicate, nel corso del 2026, mostre personali e momenti di approfondimento nelle diverse sedi di 21Art, tra cui quella romana.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a RomaPadova e Treviso. È inoltre imminente l'apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi di Milano Cortina d'Ampezzo.

«Sono profondamente grato ad Alessandro Benetton che, per primo, ha creduto nelle potenzialità di un giovane imprenditore e in un progetto ambizioso, preferendolo alle proposte di realtà molto più grandi e strutturate. Insieme, abbiamo avviato 21Art e la abbiamo fatta crescere, coinvolgendo in breve tempo importanti collezionisti e imprenditori, istituzioni, fondazioni e operatori di settore», dichiara il Ceo Davide Vanin. «Con l'apertura di uno spazio strategico nella Capitale, 21Art si espande ulteriormente: ci auguriamo che questa nuova galleria contribuisca a sostenere gli artisti emergenti e a presentare al grande pubblico autori internazionali, testimoni di un approccio innovativo all'arte e alla cultura».

Negli spazi della galleria verrà presentata, fino al 24 aprile 2026, una panoramica delle opere degli artisti di 21Art: Valerio Adami, Gonzalo Borondo, Pierpaolo Calzolari, Mario Ceroli, Jan Fabre, Ahmet Gunestekin, Ania Hobson, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella, Emma Talbot. Dieci autori, diversi per esperienza e linguaggio, dall'Arte Povera alla pittura aniconica e all'arte pubblica.

Autori come Pierpaolo Calzolari e Mario Ceroli utilizzano la superficie come materia viva e tridimensionale, Jan Fabre, Piero Pizzi Cannella, Valerio Adami e Ahmet Gunestekin costruiscono narrazioni attraverso segni carichi di memoria e mitologia, come anche Emma Talbot, il cui lavoro è incentrato sull'universo femminile. Gonzalo Borondo sperimenta materiali e supporti innovativi, mentre Cristiano Pintaldi con i pixel dipinti proietta l'immagine digitale e tecnologica nella tradizione del dipinto, infine Ania Hobson dipinge tele nelle quali guarda con occhio poetico alla vita di tutti i giorni.
Valerio Adami Cane Lupo,2016
olio su_tela_ 47x198cm,Artista tutelato Siae

Pier_Paolo Calzolari Senza Titolo,2010
sale,pastelli a lecu,pastelli ad olio mollettone 96x90xcm,
Artista tutelato Siae



Mario Ceroli Senza  itolo,1981
 tecnica mista su legno 80x106x9cm

Jan Fabre Sharing secrets about the neurons,2024
marmo bianco di Carrara 45x50x42cm
Artista tutelato Siae


Ahmet Gnee351tekin Last Day of the Flood Witnesses Throug Thousands of Years
Series 2024 tecnica_mista

Ania Hobson 000am Drink,2023 olio su tela

Piero Pizzi Cannella Turchese,2009
tecnica mista su tela

Emma Talbot The Phases of the Moon,2024
acrilico su seta

Thursday, April 11, 2024

PIZZI CANNELLA. LE MIGRANTI

Dall’11 al 27 aprile 2024 alle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma apre al pubblico a Roma la mostra Pizzi Cannella. Le migranti.

In mostra 99 grandi tele inedite, tutte realizzate nel 2015, appese prive del telaio, come delle quinte teatrali o degli abiti lasciati ad asciugare al sole, attorno alle quali ciascun visitatore può aggirarsi e lasciarsi suggestionare dalle possibili storie evocate. Questo perché per Pizzi Cannella non conta tanto lo spazio fisico, tanto quello mentale, nel quale ogni singolo elemento rimanda a emozioni, memorie e suoni, che evocano l’avventura umana.

I 99 abiti sono tutti diversi, disadorni o eleganti, trasparenti e leggeri, importanti ed elaborati, identificati da un nome di donna e ognuno reca scritto un pensiero sul retro, allusivo a delle storie possibili e immaginabili. Abiti che diventano simbolo e insieme essenza di una condizione umana, fragile ma imperturbabile, in cui i concetti di memoria, affezione e radicamento si nutrono vicendevolmente, lasciando allo spettatore il compito di immaginare la vita, la persona, la migrante che letteralmente “abita” quel vestito, le sue paure, i suoi sogni, le sue speranze.

Pizzi Cannella spiega “Le Migranti le ho realizzate nel 2015, tutte di seguito. Ma non le ho mai esposte prima perché finché la migrazione era per tutti un fatto di cronaca… Poi c’è stato come un salto: dalla cronaca si è passati alla storia. Oggi non è più un’emergenza, è una realtà storica. Ecco perché, dopo oltre dieci anni dalla loro esecuzione, ho deciso di mostrarle. Questa è una piccola, diciamo, anomalia legata al mio lavoro. È molto semplice: io credo, sono pronto a giurarlo, che ognuna delle migranti porti con sé, nel povero sacchetto che le è consentito di trasportare in spalla quando monta sui barconi, il suo abito più bello, le sue scarpe più preziose. Un oggetto che fa parte della sua vita che se arriva, quando arriva, e dove arriva, avrà con lei. Mentre lo dico mi fa pensare alla fotografia che hanno in galera gli ergastolani attaccata al muro: è una cosa, una sola, che porta con sé… è il suo non dimenticare, il suo abbraccio alla vita passata, ai suoi amori passati, alla sua famiglia scomparsa. Su tutto ciò ho realizzato questa serie di dipinti, pensando che ognuna de Le Migranti abbia ammucchiato in fondo a quel sacchetto di plastica, unico suo bagaglio, l’abito più bello”.

“Di tutto il lavoro di Pizzi Cannella questa è l’impresa più sentimentale di tutte” scrive Rossella Fumasoni, artista, poetessa e moglie dell’artista, che prosegue: “Le 99 migranti sono una piccola folla di cittadine del mondo e della storia, provenienti da continenti e tempi diversi. Afghane, Armene, Congolesi, Siriane, Cinesi, Ivoriane, Iraniane, Spagnole, Greche, Italiane, Portoghesi e ancora e ancora…”


Cenni biografici              
Piero Pizzi Cannella
 nasce a Rocca di Papa nel 1955 e comincia a dipingere da piccolissimo. Dal 1974 al 1977 frequenta il corso di pittura tenuto da Alberto Ziveri all’Accademia di Belle Arti di Roma e, contemporaneamente, s’iscrive al corso di Filosofia alla Sapienza. La memoria è, da più di trent’anni, il filo rosso del percorso creativo dell’artista, che si esprime con un linguaggio raffinato ed enigmatico, denso di segni criptici, di tracce simboliche ricorrenti dal significato quasi esoterico. Con una materia pittorica corposa, dai primi Ottanta Pizzi Cannella si concentra su oggetti del quotidiano domestico – come gioielli, abiti, tavoli, fiori secchi, sedie, ventagli, lucertole o anfore – privi di ogni spessore, immersi in una realtà evanescente, per alcuni tratti metafisici, nella quale sembrano condensarsi metaforicamente la vita e l’essenza di un passato dimenticato, le nostalgie, i sogni e le memorie collettive del nostro presente. Nel 1982 stabilisce il suo studio nell’ex pastificio Cerere, nel quartiere romano di San Lorenzo, dando vita alla “Scuola di San Lorenzo” con Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio e Marco Tirelli, con i quali partecipa a numerose mostre collettive, tra le quali nel 1984 Ateliers, a cura di Achille Bonito Oliva. Negli anni tiene diverse mostre personali e collettive in istituzioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Sue opere sono esposte permanentemente in importanti collezioni, tra le quali: Palazzo Reale di Milano, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Collezione Maramotti a Reggio Emilia, Casa Schirolli-Bulbarelli di Mantova, Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Museo Mumok di Vienna, Hotel des Arts di Tolone, Museo d’Arte Contemporanea di Pechino, Museo Arte Moderne di Saint-Etienne Metropole, Collezione Unicredit, Museo Internazionale della ceramica di Faenza, Biblioteca Nazionale Josè Martì L’Avana, MACRO di Roma, San Giorgio in Poggiale a Bologna, Biedermann Motech a Villingen-Schwenningen (Germania) ed Ermitage di San Pietroburgo.










Friday, October 25, 2019

PIZZI CANNELLA. EN PLEIN AIR+12 ARTISTS OF TOMORROW

Dopo la personale di Piero Pizzi Cannella al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, Salon de Musique and other Paintings, l'artista torna ad esporre nella sua città natale, nella sede della Galleria Mucciaccia, con una mostra realizzata appositamente per l'occasione.
Dopo diversi anni di assenza dagli spazi espositivi di Roma, il 25 ottobre 2019 inaugura la personale dal titolo En plein air, composta da 12 tele di grandi dimensioni. Il viaggio intrapreso dall'artista conduce lo spettatore verso la luce, non più quella artificiale dei Salon de Musique, particolarmente familiare agli amanti dell’artista, bensì in direzione di una luminosità inedita, legata agli spazi aperti, all'en plein air appunto. Abbandonate le atmosfere ispirate ai saloni delle grandi corti italiane e francesi del Settecento, qui emergono manifestazioni di luce naturale, dove, avvolti nel chiarore del sole, Pizzi Cannella ritrae i personaggi che da sempre compongono il suo museo immaginario: Ombre cinesi, Bagni turchi, Perle, Coralli, L'oro, Esterno giorno, Marina e madreperla. A fianco alle opere pervase dalla luce, come in una sorta di pentimento, dopo aver attraversato il pieno giorno, l’artista espone tre tele che ritornano alla notte, dal titolo Nottambulo. In En plein air - dichiara l'artista – “cerco con la luce qualche verità che consola. Ma il filosofo dice non crederai che, solo perché sei uscito all'aperto, troverai la salvezza?”
 Inoltre La Galleria Mucciaccia Contemporary presenta al pubblico la mostra 12 artists of tomorrow, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. In mostra i lavori di 12 artisti italiani (tra cui un trio) nati dopo il 1980. L’esposizione, con un voluto taglio generazionale, è la prima di una serie di collettive periodiche di verifica e scoperta dei talenti del nostro Paese, e rappresenta uno spin-off (con il 5% degli autori presenti) del fortunato progetto editoriale “222 artisti emergenti su cui investire. Selezionati dai più prestigiosi curatori, critici, giornalisti e gallerie d’arte”, il focus realizzato nel biennio 2018-19 dal curatore della mostra per Exibart. Dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, dalla ceramica alla tessitura, sono diversi i linguaggi e gli indirizzi di sperimentazione rintracciabili in questo progetto espositivo che, attraverso gli artisti invitati, intende presentare una proposta ragionata e condivisa sulla giovane arte in Italia.

Pizzi Cannella - En Plein Air -26 ottobre 2019 – 11 gennaio 2020
 12 artists of tomorrow - 26 ottobre – 30 novembre 2019
Mucciaccia Contemporary
Piazza Borghese 1/A,  Roma

Dario Agrimi 

Roberto Alfano 

Giulio Alvigini 

Canemorto
Diego Cibelli 




Francesco Levy 

Matteo Negri 

Francesco Pacelli 

Viola Pantano 

Laurina Paperina 

Laurina Paperina

Dario Picariello 

Pizzi Cannella

Pizzi Cannella

Pizzi Cannella

Pizzi Cannella

Pizzi Cannella

Nicole Voltan 

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